MI HANNO SCRITTO...
Nel numero di Correre di Gennaio 2002, alla fine del primo numero della mia nuova rubrica "Mente, corpo e zen", veniva pubblicato per la prima volta il mio indirizzo e-mail.
Da quel giorno ho iniziato a ricevere alcune lettere
(talvolta transitate anche attraverso la lista DRS o, recentemente, attraverso
lo studio medico SMA),
che voglio qui riportare, complete della mia risposta quando richiesta.
Ognuna, piccola o grande, tecnica o dolce, contiene la spontaneità e la
bellezza della vita intera.
E dà vita a quel simpatico filo di pazzia che lega tutti noi che amiamo la
corsa, il benessere, la salute.
Indice
delle lettere
1/9/06 Lettrice:"Vostre critiche alla macrobiotica? NON CI STO! " (e nostra risposta)
31/8/06 Andrea: "3 riflessioni e 3 domande"
30/8/06 Davide: "dietaGIFT e nuoto: un connubio vincente!"
17/8/06 Katia: "Cibo integrale: è così difficile all'inizio?"
7/8/06 Andrea: "La forza di dietaGIFT? La colazione da re!"
24/7/06 Patrizia: "Considerazioni su dietaGIFT e diete ipocaloriche" (Patrizia è una "gifter on-line")
7/6/06 Cristina: "Ora vado al mare... Come faccio con la dieta?"
30/5/06 Stefania: "Ancora dieta a zona, ancora dieta GIFT"
27/5/06 Sergio:" Fumo poco! Poco male?"
19/5/06 Marina: "La mia colazione è GIFT?"
18/5/06 Antonella:" Gift, post-partum ed allattamento"
16/5/06 Danilo: "Sono dimagrito con GIFT!"
16/5/06 Simona: "Spesa GIFT, spesa risparmiosa"
10/5/06 Giovanna: "Dieta a zona e gift"
5/5/06 Romano:" Ma troppa fibra fa male?"
3/5/06 Tiziana da Trieste (gifter on-line) : "Riflessioni per mamme e future mamme GIFT"
2/5/06 Giuseppe, studente: "dieta GIFT vs. dieta ABS"
27/4/06 Rachele (partecipante al primo corso di approfondimento GIFT): "La mozzarella è GIFT?"
30/3/06 Giovanna : "Cibi Gift e cibi non-gift: una critica al catalogo fornito"
25/3/06 Domenico : "Corsa e musica" o anche "Quando la moglie è una fan del marito"
17/2/06 Silvana (gifter on-line): "La maratona letteraria di - Lo ZEN e l'arte della corsa"
14/01/06 Stefano da Milano "Serve davvero allenarsi tutti i giorni?"
14/01/06 Gianluigi da Torino: "A proposito di Lorenzo, di fibre e di potenziamenti.."
28/12/05 Maria Luisa da New York: "Un vento di Scirocco.."
21/11/05 Alfredo da Cremona: "La mia ragazza è anemica...."
9/11/05 Oliviero da MIlano: "dietaGIFT, atleti maturi e calo del metabolismo: quali consigli?"
31/10/05 Giorgio da Reggio Emilia: " Ricetta pane senza glutine?"
25/10/05 Salvo, oncologo: "Tuo padre, Luigi Oreste"
8/10/05 Marco il pallavolista: "Diete e maratone"
15/9/05 Pier Paolo e figlia: "Due maratone a breve distanza. Che faccio?"
1/8/05 Noemi: "Alimentazione vegana e sport: cosa c'è di vero?"
18/7/05 Andrea da Milano: "Zucchero di canna o non zucchero di canna?"
18/7/05 Stefano: "e .... Aspartame o non Aspartame?
5/7/05 Franz da Milano: "Pranzi GIFT e sveglia all'alba"
14/6/05 - Bruno da Milano: "Vince chi va più veloce o chi è primo di categoria?"
5/5/05 Camilla da Milano:" dieta anti-intolleranza e dietaGIFT, sinergia per il benessere"
19/4/05 Roberto da Roma: "Gelato artigianale o industriale?"
3/3/05 Enrico da Firenze: "Forte sovrappeso e .... dietaGIFT"
20/2/05 Davide da Milano: "Tre giorni di dietaGIFT"
3/1/05 Angela da Milano: "Milanomarathon col cordino"
2/1/05 Michele: "Disabile a chi?"
16/12/04 Antonella: "NEW YORK??? Si può fareeee!!!!"
8/12/04 Michele: "Ho iniziato a correre da poco: quale maratona posso fare?"
28/10/04 Luciano: "Libro Mente&maratona"
12/10/04 Antonio: "Corsa e donazione di sangue"
12/10/04 Luca: "Alimentazione pre-gara"
28/9/04 Alvise: "Assunzione di
carboidrati durante lo sforzo"
18/9/04 Marco da Milano: "Dieta GIFT e zona"
14/9/04 Francesco da Lecce: "Dieta a zona e numero di calorie"
19/8/04 Fabio da Sondrio: "Alimentazione pre-gara e cabine di comando..."
9/8/04 Alessandro da Torino: "Infortunio pre-maratona: che fare?"
29/7/04 Roberto dalla Toscana: "Emicrania dopo la corsa"
23/7/04 Graziano: "Invecchiare bene"
6/7/04 Paolo e Michele (Disabilincorsa): "Dieta Atkins e perdita di peso"
11/6/04 Andrea da Pisa: "Tendini"
11/5/04 Luigi da Nuoro: "Atteggiamento mutato"
11/5/04 Alessandro da Roma: "Grazie Luca!"
1/5/04 Antonella da Ravenna: "Tanto stanca da..."
24/4/04 Maurizio da Schio: "Alimentazione, integrazione e proposte commerciali"
20/3/04 Elìa dalla Svizzera: "Stimolo emotivo e pratica di campo?"
19/3/04 Paolo da Fidenza (PR): "Dubbi sulla dieta a zona"
9/3/04 Agostino: "Integratori e contraddizioni"
19/2/04 Tommaso: "Alimentazione in gara"
8/2/04 Giuseppe da Salerno: "Ritmi dei recuperi sulle ripetute"
4/2/04 Gastone da Cremona: "Insonnia dopo allenamenti duri"
13/1/04 Roberto da Roma: "Correre è come fumare marijuana"
3/1/04 Andrea da Genova: "Grinta e cibi medicina"
3/1/04 Flavio: "Grassi idrogenati e carico pre-gara"
11/12/03 Gianfranco da Roma: "Qualcosa di veramente nuovo"
10/12/03 Andrea: "Psicoterapia e 'Mente & Maratona' "
10/12/03 Alessio: "Dieci km con lo zen"
3/12/03 Marco da Roma: "Un libro che trasmette vibrazioni"
1/12/03 Carmine da Lecce: "Critiche e Albanesi" (con aggiunta dopo il 14/12)
24/11/03 Franz da Milano: "Mente e maratona"
11/11/03 Vincenzo: "Maratona di New York"
29/10/03 - Marco da Roma "Lo zen e l'arte del nuoto"
19/9/03 - Gianluca da Treviso "Corsa e cartilagini"
2/5/03 - Salvatore da Milano "Aiuto zen"
19/3/03 - Paolo (MI) e Andrea (PI): "Lunghi e crisi del 35° km"
6/2/03 - Veronique dalla Francia "Domanda sulla tecnica di corsa"
29/1/03 - Patrizia dalla Toscana "Ferro e motivazione mentale"
27/1/03 - Giovanni "Cattolici e sensibilità"
20/1/03 - Maurizio da Torino "Integratori in gara"
19/1/03 - Roberto "Digiuni e maratona"
10/11/02 - Roberto da Padova "Zen per tutti"
6/11/02 - Oriana: "Consigli sul modo corretto di correre"
31/10/02 Roberto: "Limiti aerobici"
8/10/02 Ivan: "Integratori naturali"
7/10/02 Fabio: "Pubalgia e antinfiammatori"
3/10/02 Gianni da Berna: "Come scendere sotto le 3h05' in maratona?"
22/8/02 Paolo da Sinalunga: "Scarpe leggere?"
19/8/02 Danilo da Genova: "Lettera da un amico"
22/7/02 Gerardo da Brindisi: "Troppo presto per un corso?"
12/7/02 Michele: "Scarpe e lavoro minorile"
8/7/02 Giovanni da Perugia: "Maratona di Tromso"
2/7/02 Paolo: "Mi presento in lista!" + "Meditazione dinamica"
19/6/02 Daniela da Rho: "Gara aziendale"
29/5/02 Giuseppe: "Rigidità nei movimenti"
28/5/02 Daniela da Rho: "Consigli per una principiante"
22/5/02 Giovanni da Perugia: "Bruxelles"
17/5/02 Enrico: "Cambio lavoro: vita nuova?"
13/4/02 Diego: "Involontarietà o consapevolezza?"
12/4/02 Tommaso: "Schiavitù da corsa"
11/2/02 Gerardo da Brindisi: "Correre con autoconsapevolezza"
15/1/02 Edda da Trezzano: "Zazen e tabelle per iniziare"
14/1/02 Giovanni da Perugia: "Zen!"
6/1/02 Massimo: "Zen e ingiustizia"
4/1/02 Luciano da Treviso: "Stiamo facendo della strada assieme"
4/1/02 Luca da Pesaro: "L'entusiasta" + "Dimagrimento eccessivo"
3/1/02 Maurizio da Napoli: "Un coro alla mezza"
1/9/06 Lettrice: "Vostre critiche alla macrobiotica? NON CI STO!"
Cara scrittrice,
Macrobiotica: tra buoni consigli ed assurde imposizioni
Alcune citazioni per fare chiarezza
Acqua fonte di ogni male
31/8/06 Andrea: "3 riflessioni e 3 domande"
Ciao Luca
innanzitutto ciao e buon anniversario.
Una riflessione sulla mia estate: pensavo di sfruttarla
meglio mentre sono riuscito a correre meno del dovuto :-(.
Da due settimane ho ricominciato col ritmo adeguato (4 volte a settimana) e mi
sento bene. Fortunatamente dal punto di vista alimentare non ho avuto problemi:
qualche sgarro - ahi ahi ahi! - c'è stato, ma penso di essere rimasto nella
norma.
Scusa se mi sono permesso di esprimere queste opinioni, ma ne sto facendo esperienza (e se non servono, lasciale pure stare :-)).
E ora qualche domanda, prima di fissare l'appuntamento con te:
1) Vorrei incontrare, alla nostra prossima visita, anche il professionista del tuo studio che sistema i dolori alla schiena: è possibile? Vorrei essere sistemato nelle mie varie contratture alle spalle ed essere consigliato sulla postura.
2) La prossima volta ti porto la mia sorella maggiore.
Mia sorella, classe '63, ha iniziato a seguire il tuo metodo visti gli ottimi
risultati su di me ;-)
Vuole venire a fare una visita con te ma è indecisa se iniziare dal Test
DRIA oppure iniziare con un incontro classico Dieta GIFT.
Tieni presente che:
- ha una lunga e dolorosa storia di diete malriuscite ed intolleranze
- ha subito una operazione di ernia al disco 2 mesi fa (penso a causa
dell'obesità)
- a causa dell'operazione ha difficoltà motorie (non permanenti)
- con DietaGIFT è già calata di 7kg
- ogni tanto entra in depressione
E' impaziente di conoscerti e ti chiede un consiglio: da dove iniziare?
3) vorrei acquistare la bilancia che c'è sul sito (BODY
FAT Analyser Mod. TFA OPTIMA): come posso fare?
Non vedo l'ora di vederti.
Ciao, Andrea
30/8/06 Davide: "dietaGIFT e nuoto: un connubio vincente!"
Gent. dott. Luca Speciani
mi chiamo Davide, vivo a Bologna sono sposato,
ho una bimba piccola, lavoro in banca ed ho una passione che coltivo da anni: il
nuoto. Da alcuni anni sono entrato a far parte di un gruppo di nuotatori master.
Ci alleniamo duramente ma devo dire che i risultati in gara sono piuttosto
gratificanti. Ciò mi ha sempre spronato a continuare nonostante la fatica e gli
orari (quasi improponibili) degli allenamenti serali.
Ero quasi GIFT in maniera naturale...
Tramite il sito Eurosalus un giorno sono
entrato nel suo sito e ho conosciuto il programma alimentare dietagift. Premetto
che ho sempre dato molta importanza alla alimentazione e alla qualità dei cibi
(preferibilmente biologici, integrali e cucinati con semplicità) ma a parte la
dieta a zona (seguita con risultati piuttosto deludenti) non ho mai seguito
regimi dietetici particolari. Ho deciso così di acquistare il suo libro che ho
trovato molto interessante. In particolare sono stato colpito dal fatto
che molte delle regole di dietagift le seguivo già: cibi biologici, integrali,
frutta e verdura abbondanti, ricca colazione, tendenziale abbinamento
proteine/carboidrati ad ogni pasto (retaggio della zona), attività sportiva.
Soddisfazioni in vasca
Dottore, le devo fare proprio i miei complimenti: finalmente il suo libro mi
ha permesso di impostare un programma alimentare basato su regole semplici, che
condivido pienamente (l'aspetto scientifico ha rafforzato ulteriormente le mie
convinzioni) e che mi ha permesso, da quando lo seguo (senza troppa rigidità),
di perdere un paio di chili (sono alto 1,79, pesavo 76 kg ed ora 74 kg) senza
fatica e soprattutto senza cali di tono. Non so dirle se dipende
dall'alimentazione ma gli allenamenti li affronto con più grinta ed i risultati
dei campionati italiani di nuoto master UISP sono stati di tutto rispetto
(considerato che quest'anno con la nascita della mia bimba ho potuto dedicare
meno tempo agli allenamenti) con conseguenti complementi anche del mister.
Benché non sia un runner (corro non più di 3
ore settimanali) e nel nuoto sia un velocista (50 -100 m) ho letto anche il suo
Mente e Maratona che ho trovato, come quello su dietagift, molto interessante
(specialmente nella parte dedicata all'interazione mente-corpo) e dal quale
credo di poter ottenere aiuti soprattutto negli allenamenti di resistenza e
potenza aerobica.
Una cosa molto importante: la lettura dei suoi
testi ha rafforzato la mia convinzione che per avere dei risultati bisogna
principalmente allenarsi bene (corpo e mente) facendo anche molta molta fatica,
alimentarsi correttamente e non cedere alle illusioni di pillole e pilloline
magiche (di varia natura).
Grazie per l'arricchimento ricevuto da queste
due belle letture.
Integrazioni minerali con oxiprolinati
Infine volevo chiederle un suggerimento:
durante i mesi invernali sono soggetto a raffreddori e malanni tipici della
stagione invernale che spesso mi costringono a saltare gli allenamenti in
piscina. Ho letto delle miscele di minerali oxiprolinati dai quali potrei avere
giovamento ma, scusi l'ignoranza, non saprei se e quale prodotto scegliere.
Mi può aiutare?
Scusi del tempo che le ho fatto perdere con
queste righe ma un ringraziamento e i complementi mi sembravano doverosi.
Cordiali saluti
Davide
17/8/06 Katia: "Cibo integrale: è così difficile all'inizio?"
Gent.mo dott. Speciani,
purtroppo la deluderò, le scrivo poiché siete chiusi alla Sma e volevo avere
dei consigli sulla mia dieta.
Ho seguito scrupolosamente la sua dieta, ma ho avuto subito l'intestino gonfio
con reflusso.
Sono passate ormai 3 settimane e stavo peggiorando a vista d'occhio.Al lavoro
facevo fatica a concentrarmi, faticavo persino a camminare, mi sentivo troppo
male. Ero molto gonfia con diversi episodi di dissenteria. Sbalzi di pressione.
Ho cercato di fare movimento per un'ora quasi tutti i gg ma con una tale
fatica... non ho mai fatto più di 2 gg senza movimento. Peggioravo sempre più.
Così parlando con il farmacista mi ha consigliato di smettere di mangiare
l'integrale poiché era l'unico cambiamento che avevo fatto.
Ora sto seguendo comunque i principi della sua dieta, proteine, verdura e
carboidrati, senza l'integrale. In tre gg. mi sono sgonfiata, mi sono sgonfiate
anche le ghiandole sotto mandibolari che si erano gonfiate, mi sono ripresa.
Può essere che ho un'intolleranza all'integrale? Il mio intestino ha ripreso la
sua attività.
L'unica cosa è che al mattino non riesco a mangiare 600 calorie arrivo a 350,
ora pensavo di mangiare le altre 350 kcal a metà mattina, per ora mangio
cucchiaini di miele quando mi sento giù. Ho eliminato gli zuccheri
semplici ma mi sentivo debolissima anche con la frutta.
Mi spiace di non avere i risultati di mia mamma, le assicuro che il mio era vero
malessere fisico.
L'unico malessere che mi è rimasto è di notte, ho mal di gambe, mi sveglio
ogni 2 ore, mentre prima avevo sbalzi di pressione con anche 52 di minima ora la
pressione si è stabilizzata. Sono mali muscolari, non capisco come mai,
dall'alto coscia posteriore fino al piede, sarà che cammino in modo sbagliato?
Scusi se ho scritto tutto questo. Come al solito sono logorroica, è che vorrei
spiegarle bene la mia situazione. Mia mamma invece va bene, passeggia tutti i gg
un'ora e si trova bene, trovo che sia ringiovanita veramente
e di questo vi ringrazio molto.
La ringrazio molto per la sua attenzione e porgo a lei e a suo fratello se lo
sente i miei più sinceri saluti
Buongiorno Katia,
nessuna delusione, ci mancherebbe... l'incontro con ogni persona è diverso e
individualizzato, e ciascuno risponde ad un cambio di stile di vita con le
proprie modalità e con i propri tempi.
Le parole però hanno un senso, e talvolta può essere pericoloso farsi
suggestionare in senso negativo da altre figure (il farmacista, ma anche l'amica
o l'intervista televisiva) interpretando dei sintomi (magari del tutto salutari)
in modo scorretto.
L'inserimento di cereali e legumi integrali, così come di frutta e verdura
con bucce e semi, in una dieta che precedentemente era del tutto priva di
fibra deve per forza di cose essere graduale, e questo è fuori
discussione (la G di GIFT sta a ricordarlo..). Tuttavia è talmente radicata
l'errata convinzione che "raffinato" sia meglio, che nella pratica
quotidiana ci troviamo a dover combattere contro decine di cosiddetti
"consiglieri" subito pronti a demonizzare l'inserimento nella dieta di
ciò che invece, da decenni, ogni nutrizionista sa perfettamente: che la
quantità di fibra che assumiamo è assolutamente insufficiente in relazione
alla struttura del nostro apparato digerente. Quest'ultimo si è evoluto in
tempi remoti (e tuttora è inalterato) per un consumo elevatissimo di fibra,
indispensabile ai nostri processi digestivi e alla prevenzione di patologie di
vario genere, dalla diverticolosi al cancro del colon.
Quando però andiamo dal panettiere, ci vengono proposti cento diversi pani
bianchi, e un solo tipo di "integrale", tra l'altro spesso
"finto", cioè costituito solo da farina bianca addizionata di crusca,
invece che da vere farine integrali, complete quindi del prezioso
"germe" (che contiene proteine, acidi grassi, enzimi, vitamine,
minerali, fattori di crescita ecc.).
Al supermercato non va meglio: pasta bianca a gogò e un solo tipo o due di
integrale, talvolta anche qui "finto". Biscotti e fiocchi? Meglio non
parlarne. E in pizzeria? E alla mensa? Ne conosci una sola che proponga
pasta integrale? Nemmeno quelle scolastiche dove lo Stato, almeno lì,
dovrebbe seguire un criterio di salubrità dei cibi per i nostri figli...
E' la solita vecchia solfa post-bellica per cui il pane nero era quello
"dei poveri" e quello bianco "dei ricchi". Quando invece il
pane bianco è solo il pane degli "stupidi", che si privano di tutto
ciò che c'è di più sano nel
seme, per nutrirsi con gli amidi puri della farina 00, buona forse per inamidare
le camicie, ma non certo per nutrire le esigenze vitaminiche e minerali del
nostro organismo.
Anche per frutta e verdura si soffre lo stesso malinteso. E' più
"fine" sbucciare con cura ogni frutto, eliminare ogni seme, ogni
foglia, ogni parte "dura". Ma che siamo tutti diventati anziani con la
dentiera? Io per esempio di mele e pere mangio tutto tranne il picciolo, e trovo
i cetrioli e le patate buonissimi con la loro buccia. E assumo fibra e vitamine
in abbondanza, gratis.
Il problema che viene da te posto è quello di un "gonfiore"
non meglio specificato, che potrebbe dipendere da mille fattori (intolleranza
alimentare, irregolarità mestruale, eccesso di assunzione di sale, stress,
intossicazione ecc.: per inciso, gli sbalzi pressori di cui riporti
meriterebbero un controllo medico al rientro dalle vacanze). Il colpevole è
sicuramente la fibra, secondo l'astuto farmacista. Supponiamo allora, per
seguire il ragionamento, che sia effettivamente così. Il gonfiore dipende
dall'aumentata assunzione di fibra di questo periodo.
Quale quindi la tua soluzione? Tornare alla pasta bianca e al pane raffinato.
Bene: sappi che non sono assolutamente concorde con la tua interpretazione.
Fermo restando il fatto che in un cambio di stile di vita la gradualità può
anche significare applicazione all'inizio solo di alcune regole e via via delle
altre (quindi si può inizialmente usufruire dei benefici di dietaGIFT anche con
un'applicazione parziale), è importante capire che la regola del "tutto
integrale" ha un suo senso e una sua importanza, ed è necessario - con i
tempi che ciascuno sceglierà di prendersi - considerarlo un punto
d'arrivo rilevante.
Non starò qui a riprendere quanto già scritto con dovizia di particolari sul
libro DietaGIFT nel capitolo sull'importanza della
fibra, ma voglio ricordare semplicemente il fatto che un intestino pigro ha
assoluta necessità di incominciare a muoversi, e che per smuoverlo la fibra è
l'unica via in grado di garantire risultati nel lungo periodo.
Chi ha abituato l'intestino a non contrarsi mai e a non spingere rapidamente e
con efficienza il cibo ingerito (anche solo per semplice dis-allenamento della
muscolatura peristaltica) avrà certo difficoltà - all'inizio - a fare fronte
al maggior volume fecale indotto dalla fibra assunta (e dall'acqua che la fibra
lega). La sensazione sarà forse di leggero gonfiore, ma darà stimolo al tubo
digerente per diventare sempre più efficiente e veloce.
L'efficienza digestiva, come abbiamo già discusso, è strettamente correlata
con l'impedimento al ristagno e alla fermentazione o putrefazione del cibo a
livello del colon, quindi con una più efficiente eliminazione dei metaboliti
tossici, un minor stato infiammatorio e - in sintesi - con un più facile
processo di disintossicazione e di dimagrimento. Altro che gonfiore!
Perché questo avvenga è naturalmente necessaria gradualità, e se il gonfiore
percepito fosse per te di difficile sopportazione, puoi fare temporaneamente un
passo indietro, riducendo le quantità di fibra ancora per un po', ma NON
rinunciando alla scelta integrale. Vedrai che il gonfiore, piano piano, si
attenuerà, per lasciare posto a un intestino tonico ed efficiente, che
ripulirà il tuo organismo da ciò che non serve.
Le rivoluzioni non avvengono mai in 24 ore, e più le cose sono importanti, più
richiedono tempo. Ma vedrai che i risultati in termini di benessere stupiranno
anche te.
L'unico accorgimento è quello di non dar retta alle sirene del pessimismo, e
procedere convinti sulla strada tracciata, inserendo le varianti che il buon
senso suggerirà, ma discutendole con chi ti segue, e soprattutto con chi sia
preparato sull'argomento. Non tutti i medici sono preparati su questi temi
(altrimenti in giro si troverebbe più integrale e meno obesità..), e (ahimè)
alcuni farmacisti conoscono meglio zoccoli e cerotti rispetto ai farmaci che
vendono, e guardano con sospetto qualunque indicazione terapeutica che non
preveda la vendita di un farmaco.
Scegli con intelligenza i consigli di chi sa (non di chi apre la bocca a
sproposito) e poi confrontali con chi gode della tua fiducia, come hai fatto con
questa e-mail.
Un piccolo inciso sull'attivazione al movimento: incominciare a muoversi
camminando, quando si proviene da un lungo periodo di sedentarietà, è un
momento di potente "risveglio" organico. Piccole sensazioni di dolore
localizzato, quando non ripetute troppo a lungo, sono del tutto normali. Ove
invece vi fossero dolori localizzati che si ripresentano sempre ogni volta che
ci si muove, potrebbe essere consigliata una visita di controllo
dall'ortopedico o dall'osteopata per escludere eventuali difetti di appoggio o
di postura.
Aspetto con piacere di avere ulteriori aggiornamenti, trasmettendoti un
messaggio di fiducia. Il risveglio di un organismo addormentato non è indolore,
ma è la via migliore per stare stabilmente meglio con se stessi e
con il proprio corpo.
Luca Speciani
www.dietagift.it
7/8/06 Andrea: "La forza di dietaGIFT? La colazione da re!"
Nel pacco gara della maratona di Pisa 2005 trovai la pubblicità del libro dieta
gift, decisi l'acquisto e dopo appena tre giorni avevo finito di leggerlo.
Le argomentazioni dei fratelli Speciani autori del libro, mi convinsero a
seguire subito le 10 regole fondamentali della dieta, che sono accennate sul
sito dall'amico Maggini.
Ma il principio fondamentale che ha cambiato completamente le mie abitudini
alimentari è stato quello della colazione abbondante, adesso è
diventato il mio pasto principale, alle h. 6,30 mangio di tutto, mia moglie
rimane
senza parole a vedermi mangiare carne, uova, fiocchi d'avena, miele, verdure
etc.
La mia giornata è stata rivoluzionata, sono molto più attivo e cosa più
importante non ho più quella sensazione di fame che prima mi opprimeva per
tutto il giorno e spesso mi portava ad abbuffate serali con conseguente aumento
di peso.
Inoltre, cosa importante per noi podisti, mediamente peso 5 kg. in meno rispetto
ad un anno fa, senza i sacrifici imposti dalle precedenti diete, per anni ho
seguito quella "dissociata" con enormi rinunce alimentari e con
scarsi risultati.
Saluti
Andrea
L'amico Andrea Maggini (omonimo dell'autore della
lettera sopra riportata e PARD
MBW per la Toscana) ci dà qualche informazione in più: l'Andrea che scrive è
atleta da 2h47' in maratona e prima di leggere dietaGIFT si allenava tantissimo
e solo a digiuno, dopo di che faceva una scarsa colazione. Ora sta avendo
ritorni sportivi ottimi, senza aver cambiato metodo di allenamento ma solo
l'alimentazione e l'orario di allenamento (non più la mattina ma il pomeriggio
tardi).
Bello pensare che anche quel piccolo foglio inserito nel pacco gara abbia
contribuito alla diffusione di
un modo di alimentarsi più corretto.
24/7/06 Patrizia: "Considerazioni su dietaGIFT e diete ipocaloriche"
Scrive, Patrizia, aderente al servizio di assistenza alimentare "Gifter-online" dall'inizio di Giugno.
Gent.ma Ilaria,
questi i dati aggiornati
peso kg 78,6 (era 79,5 ad inizio rapporto)
Massa Grassa. 37% (era 40,1% ad inizio rapporto)
Ho però una domanda.
Se mi guardo allo specchio mi vedo sempre uguale, i pantaloni continuano a non
chiudere in vita e se mi peso sulla bilancia di casa (che è elettronica con una
variazione di 100g anche se non mi da massa magra e massa grassa) il peso è
sempre uguale...
Cioè, secondo i dati che mando a voi ci dovrebbero essere dei cambiamenti
significativi...ma la realtà mi dice che le cose sono sempre uguali...e questo
mi demoralizza un bel po' dal momento che faccio la vs dieta ormai da più di un
mese...inoltre vedo un paio di mie amiche che fanno una dieta ipocalorica
"canonica" (seguite da un dietologo)... e sono calate un bel po'! in
un mese hanno perso 3/4 kg e si vede... si sconvolgono (e con loro la dietologa)
quando gli dico "frutta libera" e poi quando vedono la mia dieta mi
dicono che c'è troppa roba, che dovrei pesare le cose, che mangio troppo ed è
per questo che non calo...che la GIFT non è una dieta etc etc...e questo mi sta
un po' buttando giù. Scusate se insisto sempre sulle stesse questioni...è che
io non vedo i risultati...forse dovreste darmi qualche indicazione in più
rispetto alle quantità...
scusate ancora ma sono un po' demoralizzata e confusa.
Grazie, Patrizia
Risponde Ilaria, dello staff dietaGIFT.
Cara, Patrizia, facciamo due conti:
al 19/6 le sue rilevazioni (peso 79.5, mg 40.1%) le davano una quantità di
grasso corporeo IN ECCESSO (rispetto alla massa grassa ideale del 20%) di 16
kg. E' quello che noi chiamiamo "zainetto" : una parte grassa che
il corpo si porta dietro senza nessun beneficio, la VERA PARTE DA ATTACCARE E
MOBILIZZARE.
Parliamone punto per punto.
1. MASSA GRASSA .
Ad oggi, il suo zainetto (peso 78.6, mg 37%) è sceso a 13 chili. In altre
parole, non noi, ma la calcolatrice, parla di una PERDITA DI QUASI 3 CHILI DI
GRASSO PURO!!!
2. MASSA MAGRA.
In partenza la sua dotazione muscolare (indicativamente misurabile - con un
calcolo un po' semplificato - nel 50% della massa magra) era di 24 kg. Ad oggi,
stando ai dati della bilancia impedenziometrica, lei ha incrementato la sua
massa muscolare di circa 2 kg, ovvero corrispondenti a un incremento
dell'8%. Sa cosa significa questo? Essenzialmente due cose:
-- ha potenziato il proprio "motore" dell'8%, quindi nelle sue
attività giornaliere il suo consumo basale (anche quando è seduta a scrivere)
è maggiore, aumentato in proporzione.
-- dato che il metabolismo basale fisiologico dopo i 18 anni tende ab abbassarsi
indicativamente dell'1% annuo, possiamo dire che è come se lei avesse
portato indietro il proprio orologio metabolico di 8 anni, in una sorta di
ringiovanimento (virtuale, ma non per questo meno reale) delle sue capacità di
consumo, ricostruzione, funzionalità degli organi, capacità depurativa epatica
ecc.
3. PROIEZIONE SULL'ANNO.
Diciamo che lei è in assistenza Gift da due mesi. Una perdita di 3 chili di
grasso puro ha una proiezione sull'intero anno di ben 18 chili. Di grasso!!!
Andremmo ben oltre il consumo dello "zainetto" in eccesso, che è
comunque calcolato, le ricordo, sul raggiungimento del valore PERFETTO di massa
grassa.
4. VELOCITA'.
I suoi risultati (quelli che ho appena calcolato sotto i suoi occhi) la pongono
ad un livello molto avanzato di progressione: anche le persone che seguiamo
direttamente in studio e che vengono al controllo circa una volta al mese,
difficilmente ottengono variazioni così decise e significative in tempi così
brevi.
5. STABILITA'.
Come ultimo parametro della "qualità" del suo miglioramento, le
ricordo una variabile importantissima che spesso tendiamo a scordare: il peso
che lei sta perdendo in grasso, si trasforma in tessuto tonico (muscolare) e
"di consumo". Quindi lei non sta perdendo semplicemente liquidi o
peggio muscolo: il peso perso lei lo ha eliminato dal suo
"zainetto" in maniera PERMANENTE. Ovviamente con una costanza
nella qualità dell'alimentazione ed in presenza di una moderata attività
fisica.
Passiamo ora a prendere in considerazione le sue "obiezioni":
a- BILANCIA DI CASA.
Se una bilancia con la dichiarata precisione di 100 g non rileva una
variazione di circa 1kg, c'è una sola cosa da fare: BUTTARLA!
b. REALTA'.
Ovviamente tutte le considerazioni fin qui fatte valgono se la pesata che
lei riporta è corretta, cioè la bilancia è affidabile, misurazione senza
abiti, piedi asciutti, ecc. Se tutte queste condizioni sono soddisfatte, LA
REALTA', cara Patrizia è quella numerica che lei riporta. Forse il suo
non-rilevare i cambiamenti è influenzato da una certa fretta nell'ottenere
risultati. Impari a dare al suo corpo modo e tempo ed applichi quanto indicato:
vedrà che il suo corpo troverà da solo e ben presto la via al
miglioramento.
c. AMICHE.
Mi spiace che le sue amiche siano cadute nella trappola del "facile
dimagrimento" utilizzando metodi a nostro giudizio superati ed obsoleti
della "dieta ipocalorica". Sarei abbastanza curiosa di sapere quei
chili persi a cosa corrispondono. La dietologa di cui parla utilizza una bilancia
impedenziometrica per monitorare che perdano "grasso"? Com'è il
loro metabolismo, oggi, rispetto ad inizio "dieta"?
Le allego un bel
grafico dell'andamento standard di una dieta a controllo calorico: chiunque
può rilevarne l'iniziale perdita di peso (in valore assoluto,
attenzione) ma anche - ahimé - l'immediato abbassamento metabolico
(il corpo rallenta i propri consumi, cercando di risparmiare). Questo costringe
a ridurre ancora l'introito calorico e così via, fino all'inevitabile
insostenibilità della situazione, e relativo rapido recupero
di tutto il peso perso, stavolta fatto di grasso e non più di muscolo,
com'era prima.
TUTTE, RIPETO TUTTE, le persone che seguiamo hanno una lunga storia di diete di
questo tipo alle spalle: tutte sembrano funzionare. Ma poi si ritrovano, dopo un
anno, ad aver ripreso tutto, con gli interessi. Non le risultano storie di
questo tipo, direttamente o nel circondario delle sue conoscenze? DietaGIFT
segue una via completamente diversa: quella dell'attivazione metabolica.
Spero inoltre che la dieta seguita dalle sue amiche contempli parallelamente
anche delle sedute di movimento aerobico in maniera costante. Se così non
fosse il loro abbassamento metabolico sarebbe ancora più pericoloso.
d. GIFT NON E' UNA DIETA.
Oh, finalmente qualcosa su cui siamo d'accordo! GIFT E' UN METODO
ALIMENTARE CON CUI NUTRIRSI IN MANIERA COMPLETA, BILANCIATA E VARIA PER TUTTA LA
VITA. GIFT è capire che dobbiamo mangiare e consumare in maniera armonica,
aumentando il movimento e la tonicità del corpo nella maniera che il nostro
corpo meglio conosce: MUOVENDOCI!
DietaGIFT ci spinge ad essere amici del cibo (di quello giusto) e a smetterla
con le battaglie perse basate sul ciclo PRIVAZIONE-CALO
METABOLICO-RINUNCIA-SFORZO-TRASGRESSIONE che ci fa così male.
e. QUANTITA'.
Come sa noi chiediamo di organizzare il pasto in tre settori: carboidrati
complessi (pasta, pane, riso, ecc), proteine (carne, pesce, uova,
ecc) ed un ampio spazio dedicato a frutta e verdure anche condite. I
grassi, usati con moderazione e scelti per la loro qualità (oli insaturi e
polinsaturi) sono importantissimi per il potere saziante che donano ai cibi,
per il controllo dell'impennata glicemica, per il loro prezioso aiuto nella
pulizia del sistema circolatorio, per la migliorata funzionalità degli scambi
della membrana cellulare ecc. Pur distaccandoci dal maniacale controllo imposto
dalle diete vecchio stampo, indichiamo sui 50-60g una porzione giusta di
pasta/pane/patate/legumi come riferimento. Su questo si può costruire un piatto
di dimensioni adatte, ponendo quantità simili negli altri due settori.
f. FRUTTA LIBERA. E' uno dei punti di forza di dietaGIFT ed è quello
che, solitamente, manda in pezzi le altre diete. La libertà di fare
spuntini/intermezzi a base di frutta libera ci apporta un patrimonio
vitaminico impensabile per chi sta a contare la mezza pera; una libertà
mentale che non ci fa sentire "in privazione", lasciandoci ampio gioco
su alimenti ricchi al 90% (ed oltre!) di acqua e con basso carico glicemico,
quindi non stimolanti dell'azione insulinica (checché ne pensino gli inventori
della zona), reale motivo di ingrassamento.
Abbiamo toccato, mi sembra, tutte le questione da lei sollevate e spero che
queste considerazioni le abbiamo chiarito alcune idee.
Siamo molto sicuri di quello che facciamo perché ne vediamo gli effetti
direttamente sia tra le persone seguite su dietaGIFT
in maniera on-line che in quelle che vengono direttamente
in studio.
Proceda dunque tranquillamente!
Tornando a noi, sarebbe molto utile, comunque che lei ci desse dei ritorni su
come sta applicando (alimentazione e movimento): i risultati, come visto,
sono ottimi, ma ci teniamo che, in caso di dubbi o difficoltà in qualche
situazione, lei sappia come regolarsi.
Vorrei ricordarle un'ultima cosa: lei ha come proiezione sull'anno una
perdita di 18 kg di puro grasso.
Lei ne uscirà non banalmente "dimagrita", ma rimodellata, con un
corpo più tonico, forte e metabolicamente più giovane. Non mi stupirei se, nel
giro di qualche mese, avessimo notizie delle sue amiche che chiedono
informazioni sulla nostra non-dieta :-)
******************************************************
La sua mail, per i molteplici stimoli, e per il contenuto potenzialmente utile a
molti altri gifters in cammino, sarà pubblicata appena possibile sulla posta
del nostro sito, così che anche la dietologa delle sue amiche possa leggere, e
forse comprendere, il nostro punto di vista. Per un più proficuo confronto
scientifico con professionisti del settore vogliamo ricordare che ogni
affermazione sostenuta da Attilio e Luca Speciani a proposito di dietaGIFT è
supportata da una serie di lavori scientifici riportati in modo completo e
dettagliato sul volume DietaGIFT pubblicato da Fabbri nel
2005.
*****************************************************
cordiali saluti
Ilaria
staff dietaGift
www.dietagift.it
7/06/06 Cristina: " Ora vado al mare... come faccio con la dieta?"
Ho letto il libro sulla dieta GIFT allegato alla
rivista Starbene di maggio e vorrei un chiarimento. Come applicare la dieta
nella situazione della vacanza al mare, per "sfruttare" il più
possibile i bagni?
Ringrazio anticipatamente
Cristina
Salve, Cristina, il momento della vacanza rappresenta
un autentico tesoro per fare qualcosa per il nostro benessere! Vediamo come:
1. ALIMENTAZIONE. A caldo e desiderio di praticità rispondiamo con
attualità insalate miste, con base molto varia di verdure (insalata verde e
rossa, carota, finocchio, cetriolo, peperone fresco, ravanello) ed un elemento
proteico (formaggio fresco o stagionato, uovo, tonno, salmone). Mettiamo in moto
la fantasia ed aggiungiamo sempre qualche arricchimento di nostro gusto: noci e
pinoli, capperi, olive, cubetti di mela, kiwi, avocado o ananas. Altri piatti
facili? Una caprese (pomodori, mozzarella, basilico, olio), prosciutto crudo e
melone, avocado e prosciutto cotto, tutte le paste fredde (60 g di pasta o riso)
ben ricche di proteine. Altri suggerimenti nella sezione RICETTE
del sito.
Un piccolo trucco? Una sera di cena di sola frutta e yogurt è l'ideale per
depurare, magari prima di una serata "speciale".
Evitiamo la banalità del gelato quotidiano e spostiamo la mira su yogurt,
cocomero e succulente coppette di ciliegie!
2. ACQUA. Bere, bere, bere! Acqua non troppo fredda, spremute, succhi
naturali non dolcificati, tè e tisane alla frutta. Il maggior consumo ci spinge
a reidratare con frequenza: approfittiamone per aumentare ancora un po' i
liquidi introdotti, per una maggior salute e bellezza, visibile anche su pelle e
capelli.
3. MOVIMENTO. Dalla passeggiata sulla sabbia (conviene andare il mattino
presto) a lunghe e lente nuotate, tutto ciò che metta in moto il nostro corpo
per un'ora è ottimale per innescare il consumo dei grassi. Per i più attivi,
in più la possibilità di serate danzanti, beach-volley, passeggiate in bici o
l'immancabile sfida a racchettoni (purtroppo quasi ovunque "illegale"
in spiaggia).
Buon divertimento!
Ilaria
staff dietaGIFT
30/5/06 Stefania: "Ancora dieta a zona, ancora dietaGIFT"
Caro Luca,mi chiamo Stefania,ho 35 anni e da due settimane seguo dieta gift.
Cerco di essere meticolosa nell'applicazione delle regole e ho già letto due
volte il vostro libro; nonostante ciò la mia massa grassa è aumentata del due
per cento in una settimana ed il mio peso è aumentato di 200 grammi.
Può forse dipendere dal fatto che per due anni ho seguito la zona o non è
sufficiente il movimento che faccio settimanalmente(1 ora per tre volte la
settimana di corpo libero)?
Grazie per la sua attenzione, Stefania
Ciao Stefania,
il problema di chi ha seguito la zona per tempi non brevi, attenendosi al
devastante metodo dei blocchetti, è che ha abbassato il proprio metabolismo
portandolo molto vicino al consumo calorico proposto dalla zona (oltremodo
ridotto).
In altre parole - ma già lo hai capito se hai letto il libro con attenzione -
in situazione di "carestia" il corpo abbassa i suoi consumi di base, e
si "mangia" muscoli bloccando (o limitando al minimo) il consumo di
grassi.
Questa riduzione metabolica porta a disfunzioni, nel tempo, dei vari organi
(fegato, reni, sistema immunitario ecc.), e va pertanto modificata, riportando
il metabolismo su valori corretti. Per farlo (e il processo deve essere
graduale) ci sono tre vie:
- Il movimento
- La distribuzione dei pasti
- il corretto apporto di proteine
L'ultimo punto lo diamo già per svolto, visto che la zona apporta quantità
corrette (talvolta perfino eccessive) di proteine.
La distribuzione dei pasti deve spostare sulla colazione (e in parte sul pranzo)
il 75% delle calorie della giornata. In questo modo l'organismo riceve una
sferzata metabolica molto intensa, e riprende a consumare (ma ci vuole pazienza:
il processo non si avvia in 7 giorni.. occorre almeno un mesetto).
Perché il processo abbia successo occorre dunque prevedere un primo periodo in
cui - in costanza di massa grassa e di peso totale - venga incrementato
l'apporto calorico quotidiano.
Quando l'apporto calorico (e il metabolismo) saranno tornati ai livelli
corretti, senza che quasi ce ne si accorga, incomincerà il dimagrimento e da
lì.. la strada sarà tutta in discesa.
Il movimento fisico va benissimo come frequenza, ma non so se il corpo libero
sia la forma di movimento più adatta (dipende da come lo fa). Il movimento
ideale dura almeno un'ora continuativa, anche a bassa intensità, ma SENZA SOSTE
o pause. Se è svolto così, il suo effetto sulla mobilizzazione dei grassi
diventa ottimale.
La strada dell'incremento metabolico è quella vincente, e non regala solo
dimagrimento, ma soprattutto benessere e sensazioni di pienezza e di energia.
Che ti auguro, davvero, in tempi brevi.
A presto e tienimi aggiornato
Luca
27/5/06 Sergio: "Fumo poco! Poco male?"
Ciao Luca, voglio chiederti un cosa velocissima e che mi preme molto sapere,
ossia se fumare 2-3 sigarette al
giorno, a volte solo 1, può influire sulla prestazione sportiva in particolare
sull'allenamento per la maratona e se si quanto.
Ti sarei davvero grato se potessi rispondermi, per me è molto importante.
Ti ringrazio anticipatamente.
Sergio
Ci sono sostanze che hanno una soglia di tossicità, sotto
la quale possono considerarsi innocue. Questo non è il caso del fumo di
sigaretta, il cui danno (seppure irrisorio a livello di singola boccata) è
comunque presente
fin dalla prima aspirazione.
Con ogni boccata ingerisci qualcosa come 5000 sostanze diverse, più o meno
tossiche e cancerogene, che i tuoi polmoni devono affrontare, isolare,
eliminare. E quel po' di nicotina che presto o tardi andrà a nutrire la tua
dipendenza psichica e biochimica.
Tre sigarette al giorno non ti faranno certo morire (di quello), se è questo
che vuoi chiedere. E l'effetto sulla corsa non potrà certo essere distruttivo.
Tuttavia è come se mi chiedessi se 30 gocce di candeggina al giorno possano
influenzare negativamente la tua prestazione. La risposta che ti posso dare è:
non morirai di quello, ma ogni volta che assorbirai una goccia di candeggina, il
tuo organismo dovrà fare un piccolo sforzo per eliminarla o per affrontare la
sua tossicità, sprecando così energie che potrebbero essere utilmente
indirizzate altrove. Per esempio alla prestazione.
Molti dicono: ma con tutto l'inquinamento che c'è in giro, forse due-tre
sigarette in più o in meno non cambiano nulla. Io dico invece che è proprio il
contrario. Con tutte le sostanze tossiche e cancerogene che il nostro
corpo deve individuare ed espellere ogni giorno, non è proprio il caso di
dargli ancora da lavorare!
Non tu - che mostri comunque di non essere nicotina-dipendente limitandoti a
due-tre sigarette - ma coloro che già sono in situazione di dipendenza (e
presentano i sintomi classici delle 20 sigarette e più: dita gialle, alito
pesante, odore sui vestiti, interessamento polmonare, fiato corto ecc. e tendono
a negare il problema o a far finta di non accorgersene) dicono: "ma se mio
nonno è vissuto fino a 93 anni fumando come un turco!". Il problema,
a mio giudizio, non è che uno ce l'abbia fatta (e chissà quali potenti risorse
genetiche di antiossidanti aveva!), ma quanti - e credimi sono numerosissimi -
si sono fermati molto prima. Vediamo solo quelli che restano vivi, Sergio. Gli
altri spariscono dalla vista. E talvolta davvero molto, troppo presto. Tanto da
creare un forte problema per le industrie produttrici di tabacco, che devono
rimpiazzare ogni anno con nuovi ragazzi (e, ahimé, ragazze) sempre più giovani
le centinaia di migliaia di clienti adulti che ogni anno perdono (e che ci
perdiamo anche noi: familiari, amici, conoscenti ecc.).
Noi ci muoviamo nelle scuole, con i volontari, con i centri antifumo, e abbiamo
armi spuntate e tanta buona volontà nello spiegare, insegnare, fare cultura.
Dall'altra parte hanno i panzer della pubblicità occulta, dei film
in cui il vincente ha sempre una sigaretta in bocca, delle tute di Schuhmacher e
di Valentino Rossi piene di marchi di sigarette. Hanno delle strutture
marketing, le multinazionali del fumo, da far rabbrividire chiunque.
Altro che Moggi....
Solo con la diffusione di sempre maggior cultura, conoscenza, responsabilità,
è possibile mettere fine a questa ecatombe, che non smette di portare ogni
giorno miliardi e miliardi di Euro nelle casse di commercianti senza scrupoli
che - naturalmente senza fumare una sola boccata - stanno alle Maldive a godersi
il sangue dei tanti fragili allocchi che hanno - indirettamente - ucciso.
Una volta detto che comunque un polmone
"sporco" ha minore efficienza rispetto a uno "pulito", non
credo che la causa della crisi del 30esimo km possano essere 3 sigarette/giorno.
Molto più facile che si tratti invece di cattivo allenamento, che non ha tenuto
conto delle indicazioni riportate in proposito (sull'attivazione dei grassi) su
"Mente e maratona" che se non sbaglio dovresti avere.
Prova a rileggere quei concetti di base esposti nella sezione
"allenamenti" e vedrai che l'effetto sigaretta (che pure c'è) è
minimale rispetto all'adattamento gestibile con quei criteri innovativi.
Ciao e a presto
Luca
19/5/06 Marina:"La mia
colazione è GIFT?"
Buon giorno, ho appena finito di leggere il libro Dieta Gift, ma ho un
dubbio...io non amo particolarmente condire l'insalata con l'olio, preferisco
piuttosto l'aceto (anche balsamico) ma non ne trovo cenno nella pubblicazione,
c'è qualche controindicazione? Altra perplessità..tutte le mattine faccio
almeno 50' di elittica alla quale faccio seguire circa 30' di aerobica, e la mia
colazione è LC1 appena alzata e un toast con pane integrale (mulino bianco)
sottiletta light e prosciutto cotto magro, è corretta secondo la dieta Gift?
Grazie per le risposte, Marina
Buongiorno, Marina, per carità nessuna lotta contro
l'aceto!
A meno di specifiche intolleranze verso la categoria dei cibi lievitati, nessun
problema ad usare l'aceto su verdure o, nel caso di quello balsamico, anche su
scaglie di grana o fragole, secondo gusto. Poniamo l'attenzione sull'olio
extravergine d'oliva o sull'olio da singolo seme data la diversa qualità tra
quelli presenti sul mercato.
Può trovare un catalogo indicativo di alimenti GIFT alla pagina www.lucaspeciani.it/zenhtml/AlimentiGIFT.htm
Secondo l'impostazione alimentare Gift la sua colazione è senz'altro
migliorabile: benissimo LC1 o altro prodotto analogo con fermenti lattici vivi,
ma sulla composizione del toast possiamo un po' lavorare.
Il pane in cassetta, benché integrale, ha spesso degli additivi a base
alcolica che hanno lo scopo di renderlo fragrante e morbido. Attenzione poi
alla composizione per evitare quelli contenenti grassi vegetali idrogenati.
Non è meglio una fetta di pane integrale, oppure quello confezionato ricco di
semi della tradizione nordeuropea?
Meglio inoltre sostituire la sottiletta light (contenente polifosfati per
addensare) con un formaggio più naturale di suo gradimento, dalla ricotta
alla robiola, dal pecorino (dolce o stagionato) alla caciotta, al grana.
Per perfezionare il tutto, si dovrebbe aver accortezza di scegliere salumi che
non contengano polifosfati o conservanti: può verificare quindi la
composizione del prosciutto che lei utilizza.
Un ulteriore consiglio che ci sentiamo di darle è sicuramente di arricchire la
sua colazione con un frutto fresco. E se desidera mangiare di più non se lo
neghi: da dietaGIFT le viene, come sa, la raccomandazione ad incominciare la
giornata con una ricca colazione.
Complimenti sentiti per la costanza nell'attività fisica!
Cordiali saluti
Ilaria
staff dietaGIFT
18/5/06 Antonella: "Gift, post partum ed allattamento"
Gentilissimo Luca Speciani
mi chiamo Antonella, ti scrivo dalla Toscana ed ho bisogno di un chiarimento per
prendere una decisione sul servizio gifteron
line.
Premetto che ho conosciuto l'acronimo GIFT grazie al giornale Starbene che non
acquisto periodicamente.
Sono incinta di 37 settimane ed ho un bimbo di 36 mesi.
Mi piacerebbe tantissimo accedere allo stile alimentare e di vita gift.
Pensi che l'allattamento possa ricevere ripercussioni dal gift? Nel caso
del primo bimbo l'allattamento è durato un anno meno una settimana e spero che
la cosa si ripeta anche ora.Naturalmente non avrò tempo di dedicarmi
all'attività fisica per un tempo discreto data la mia situazione.
PENSI CHE POST PARTUM ED ALLATTAMENTO SIANO COMPATIBILI COL GIFT?
E' IL CASO DI ATTENDERE O CREDI CHE SI POSSA INCOMINCIARE SUBITO?
attendo una tua risposta che mi aiuterà a decidere.
Grazie Antonella
Buongiorno, Antonella, in effetti la diffusione di
"La dieta Antifame" ci ha portato molti
graditi contatti, sia da acquirenti abituali della rivista che, come nel suo
caso, sia da lettrici casuali.
Secondo noi l'impostazione dietaGIFT è assolutamente compatibile anche con
situazioni particolari come gravidanza, allattamento e periodo post-partum.
Tutte le indicazioni sono rivolte a mantenere o riacquisire un corretto
approccio nutrizionale: da questa impostazione il benessere complessivo della
persona risulta certamente migliorato.
Non ci sentiamo naturalmente di garantire che questo avrà
"matematicamente" effetti sulla lunghezza del periodo di allattamento,
che dipende da mille fattori, legati sia a mamma che bambino. Una migliore forma
fisica può, però, metterla nelle migliori condizioni perché ciò si
verifichi.
Invece punterei l'attenzione su due aspetti non marginali della situazione:
1. uno degli obiettivi che si pone dietaGIFT attraverso una corretta
distribuzione dei pasti nella giornata e tramite la scelta di cibi a basso
indice glicemico, è evitare impennate del livello di zuccheri nel sangue.
Questo maggior equilibrio interno pone la persona in condizioni di non subire
dei su e giù anche umorali, dovuti in realtà a dei fenomeni di intervento
insulinico. Di questa stabilità beneficiano sia la mamma che il bambino,
durante la gravidanza e dopo il parto.
2. Non concordiamo con lei sul fatto che la gravidanza sia in contrasto con la
possibilità di effettuare movimento fisico. Anzi, a meno naturalmente di
specifiche situazioni patologiche, le donne in attesa beneficiano grandemente di
leggere attività come passeggiate o ginnastica dolce in piscina.
Insomma, nessun problema ad iniziare l'approcio GIFT da subito.
Il consiglio che possiamo darle è di dare un'occhiata a www.dietagift.it
per leggere la descrizione del servizio.
Per qualsiasi dubbio, non esiti a contattarci!
Se decide di aderire, può contattare l'indirizzo info@dietagift.it
per avere assistenza sulle modalità di iscrizione on-line alla community.
Cordiali saluti ed a presto
Ilaria
staff dietaGIFT
16/5/06 Danilo: "Sono dimagrito con GIFT"
Ciao Luca,
faccio seguito, non a caso, alla tua ultima mail per ringraziarti delle utili
indicazioni (alimentari e sportive) che ho potuto trarre leggendo dietagift.
Da ottobre ad oggi ho perso una dozzina di kg ma la cosa che ha stupito me per
primo è che sono riuscito a sconfiggere la mia pigrizia dedicandomi alla corsa
in modo sempre più costante, ad oggi mi alleno 4 volte alla settimana
percorrendo circa una 30ina di km....incredibile!! Oltre a questo faccio 10 min
di cyclette, panca piana e squat, pensa che la prima volta che ho letto
dietagift arrivato alla parte dedicata allo sport dove dai consigli pratici a
chi si deve avvicinare alla corsa pensavo che proprio quella era la parte che
non avrei mai messo in pratica......e invece!
Insomma ci tenevo a farti sapere che mi hai dato una mano anche psicologica:
infatti adesso mi sento davvero meglio sotto tutti i punti di vista, sono
dimagrito, mi sono passati un sacco di doloretti articolari che avevo,
addirittura mi è passata una forma di dermatite che avevo da 30
anni.........sarà suggestione? Se sì, poco importa, ti ringrazio ancora e ti
porgo i miei più cordiali saluti.
Danilo, 45enne di Genova
Ciao Danilo,
grazie per la tua testimonianza che spero possa stimolare altre persone a
seguire un percorso simile al tuo.
A presto e auguri!
Luca
16/5/06 Simona: "Spesa gift, spesa risparmiosa"
Buongiorno,
mi chiamo Simona, ho conosciuto la dieta GIFT leggendo il
libro pubblicato con Starbene, e mi sono subito documentata. Vi ringrazio e
mi complimento per il sito internet molto ricco di contenuti di immediata
consultazione ed applicazione, e mi permetto di fornire il mio contributo.
Ho impiegato la scorsa settimana per fare dei giri di perlustrazione nelle
principali catene di supermercati ed ipermercati della mia regione, al fine di
valutare l'offerta di prodotti bio, integrali, etc.
Devo dire che Esselunga è effettivamente rifornita (in alcuni ipermercati c'è
anche un buon pane integrale fresco ricco di semi), ma la vera sorpresa è stata
COOP.
Il supermercato COOP del mio paese è veramente di piccole dimensioni, ma
presenta ugualmente un ricchissimo scaffale di prodotti bio ed integrali, che
offre il vantaggio di raggruppare tutti gli alimenti disponibili di questa
categoria (ovviamente quelli che non necessitano di conservazione nel banco del
fresco o i surgelati) in un'unica corsia.
I prodotti a marchio COOP sono caratterizzati da confezioni arancioni e verdi,
dunque immediatamente identificabili, ma nella stessa corsia si trovano anche
tutti i prodotti di marchi diversi che rispondono ad una filosofia alimentare un
po' più "puritana", e dunque ben si sposano con i consigli forniti
dal metodo GIFT.
Solo per fare alcuni esempi, potete trovare paste e pastine integrali di diversi
formati (al sensazionale costo di 71cts per mezzo chilo!), farine integrali di
cereali diversi, fiocchi di cereali per la colazione, biscotti e gallette,
cacao, marmellate, riso e cereali, oli di oliva e di semi (ma quelli di S-Lunga
in questo caso mi sembrano migliori), ed un'intera linea bio di prodotti per
bambini.
Oltre a ciò, nel banco del fresco si trovano yogurt bio naturali e alla frutta,
e un vasto assortimento di frutta e verdura bio.
L'ultima segnalazione riguarda un tormento (credo) di tutte le mamme: le
patatine fritte! Io ho provato a cuocere le patate crude in forno ventilato a
180° per circa 20 min, tagliate a piccoli cubetti, poi cospargerle di olio a
crudo, e il risultato non è malvagio. Per i palati più esigenti, però, le
patate fritte surgelate S-Lunga bio (con solo olio di semi di girasole bio) da
cuocere in forno, mi sembrano un compromesso decente (però giudicate voi!). Lo
stesso metodo funziona anche (addirittura meglio) con la carne impanata, ma in
questo caso consiglio di nebulizzare alla fine una miscela di acqua e olio
d'oliva, resterà più morbida (ovviamente bisogna scegliere delle fettine
sottili, tipo fesa, dubito che con una cotoletta possa funzionare!!).
Una considerazione per chiudere: dopo 15 giorni di "spesa
intelligente" così condotta, posso affermare che le conseguenze positive
si vedono non solo sulla salute, ma anche sul portafoglio. Se da un lato è vero
che i prodotti OK costano un po' di più rispetto agli omologhi
"ordinari", dall'altro ho notato che certe corsie vengono
completamente ignorate, con la sana conseguenza di non sovraccaricare il
carrello con prodotti sfiziosi o piatti pronti, che gravano decisamente sul
conto!!
Grazie infinite e buon lavoro
Simona
Grazie mille per il giro di perlustrazione che ci
fornisce nuove "direzioni di ricerca". Sarebbe molto bello, per i
prodotti che le sono piaciuti di più, se potesse darci nome preciso ed
ingredienti, in maniera che possiamo inserirli nel nostro piccolo catalogo
di alimenti GIFT. Il colpo finale sarebbe inserire anche una foto del
prodotto così da poterlo riconoscere.... a vista.
ALIMENTI BIO. Direi che se la natura "bio" si unisce ad un cibo
integrale, intero e senza zuccheri aggiunti (o con miele quando richiesto)
quell'alimento è a tutto tondo anche un cibo ottimo per l'impostazione GIFT.
PATATINE. Spesso le confezioni pronte racchiudono bastoncini di patatine che
hanno subito un processo di pre-frittura. Come sempre, occorre leggere le
informazioni riportate sulla confezione.
PORTAFOGLI. Il risparmio provocato dall'eliminazione di tanti sfizi poco sani o
peggio (alcolici, snack salati, gommosità zuccherine, ecc) è una piacevole
sorpresa. Ci lascia qualcosa in tasca oppure la possibilità di
"investire" in prodotti di qualità migliore.
Grazie e lei ed agli altri di cui stiamo raccogliendo le preziose segnalazioni!
Ilaria
staff dietaGIFT
10/5/06 Giovanna: "Dieta a
zona e gift"
Buongiorno,
ho letto ormai da mesi il Vs. libro sulla dieta Gift e mi ha confermato i dubbi
che mi sono sorti sulla dieta a zona. Poi sono corsa in edicola e ho scoperto
che l'inserto uscito in aprile sul giornale Starbene è un bignami del primo
libro. L'ho riletto comunque volentieri, grata di trovare riassunti i
principi chiave del Vs. sistema.
Con queste righe volevo veramente ringraziarvi per avermi fatto capire come la
zona, che ho tentato di seguire per un anno, non sia fatta assolutamente per me.
La ricca colazione, l'uso di cereali integrali, la frutta in libertà sono tutti
elementi che mi sono mancati e il mio fisico periodicamente me lo faceva
ricordare con ricorrenti abbuffate. Diciamo che con le Vs. letture ho ritrovato
la mia libertà di scelta e soprattutto l'imparare ad ascoltare i segnali che
arrivano dal mio corpo e dalla mia pancia (in senso lato). E' così che
abbandono volentieri calcoli, pensieri di blocchi, tutte forme
ortoressiche supportate da forum di zonisti...la qualità del mio tempo ne
guadagnerà e Vi ringrazio anche per questo!
Saluti!
P.S.: Vorrei rimanere aggiornata se fate degli incontri in Alto Adige e ogni
tanto verrò a curiosare sul Vs. sito, alla ricerca di eventuali novità.
Giovanna
Con l'uscita della nuova pubblicazione "La
dieta Antifame" (ordinabile a
catalogo) abbiamo voluto dare un aspetto molto pratico alle impostazione
nutrizionali dietaGIFT. Per questo abbiamo ripreso, rielaborando e compattando,
i concetti di base esposti nel libro originale. Nelle prime 70 pagine, si
ritrovano i tre cardini e le dieci regole che costituiscono l'ossatura di
dietaGIFT, proprio per non penalizzare chi non avesse letto il testo. Da pagina
80, per le successive 100 pagine (ed oltre), abbiamo calato le nostre
indicazioni nella giornata "normale" di ognuno, ben sapendo che, se
non applicabile con semplicità, anche un'ottima indicazione rimane
teoria.
La ringraziamo per l'attenzione con cui ci segue e per aver colto quella
sensazione di ricchezza e varietà che fanno di dietaGIFT un regime
alimentare non punitivo che si può seguire per tutta la vita. Si può
inoltre mantenere un ottimo rapporto con il cibo ed, anzi, si punta molto sulla
ricerca di una maggiore qualità del cibo stesso.
Per l'Alto Adige al momento non sono previste iniziative, mentre dietaGIFT è
parte integrante dello Stage di corsa e benessere che organizziamo tra giugno e
luglio in Valle d'Aosta. Tutte le info alla pagina
dedicata.
staff dietaGIFT
10/5/06 Marilena: "La
marmellata senza zucchero vince!" (segnalazione di un
articolo da www.greenplanet.net)
(Mercato, imprese, prodotti / BIO)
Data: Mercoledì, 03 Maggio 2006 - 20:13
CONFETTURE,
RIGONI CONQUISTA IL SECONDO POSTO IN ITALIA
Le marmellate biologiche superano Zuegg e incalzano da vicino Santa Rosa
|
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Grazie mille a Marilena per la
segnalazione di questo articolo (già da noi inserito nel catalogo
prodotti GIFT) che ci porta a ben sperare sulla sorte dei prodotti naturali
e su un miglioramento delle scelte di molte altre persone. Ognuno di noi hai il
"piccolo potere" economico del consumatore: usiamolo bene e chissà
che, piano piano, anche la nostra convinzione eserciti la sua forza
sull'industria alimentare!
Antonella Carini
staff dietaGIFT
5/5/06 Romano: "Ma troppa fibra fa male?"
Un'assunzione di fibra maggiore a quella a cui il metabolismo è abituato può
avere effetti collaterali? Ho letto che assumere molta fibra fa bene però penso
(non voglio fare il saccente ma è solo un mio pensiero) che il metabolismo si
debba abituare gradualmente all'assunzione di una quantità maggiore di fibra,
un po' come quando andiamo a correre, cioè si inizia da poco per arrivare a
correre sempre di più!
La ringrazio anticipatamente
Romano
E' esattamente così. Ci si abitua a mangiare fibra in
abbondanza, un po' per volta.
Questo naturalmente non deve valere come giustificazione per quelli che dicono:
"non mangio integrale ed elimino bucce e torsoli, perché faccio fatica a
digerirli". O si incomincia (ok, gradualmente) ad "allenare" la
muscolatura peristaltica e il movimento delle pareti del tubo digerente, o ci
aspettano, presto o tardi, diverticolosi, stitichezza, possibile cancro al
colon.
Ciao!
3/5/06 Tiziana da Trieste (gifter on-line)" Riflessioni per mamme e future mamme GIFT"
pubblichiamo con piacere la e-mail di Tiziana che ha aderito al sistema di assistenza alimentare Gifter-online.
Cara Antonella,
riflettevo come le regole della vita GIFT, si
adattassero in modo straordinario alle mamme e future mamme. Personalmente è
per questo che mi sono avvicinata a questo "movimento di pensiero" con
tanto entusiasmo, e, siccome ora esiste una sezione
femminile nel sito di Luca, ho pensato che sarebbe potuto essere un punto di
vista e contributo utile ad altre donne, future mamme o new mamme in erba come
me.
Per meglio far comprendere il senso delle mie convinzioni, ci vuole un po' di
narrazione.
Io sono stata molto brava in gravidanza, tant'è che dopo il parto pesavo tre
chili meno di quanto pesassi all'inizio della gravidanza, poi però sono
cominciati i guai: il pediatra della mia bimba, (omeopata naturopata convinto),
mi ha prontamente negato latte e latticini, ovviamente non era nemmeno
proponibile l'uso del dolcificante, oltre a tutti i farinacei. Non mi restava un
gran che, e da qui l'inizio delle frustrazioni mal compensate, insieme alla
depressione post parto, hanno dato come risultato un aumento ponderale di ben 14
kg, nell'anno e mezzo successivo al parto.
Se io invece fossi già stata gift, non avrei avuto questo tipo di problemi,
sarei già stata abituata a non usare lo zucchero nelle bevande, mangerei pochi
o niente carboidrati e quei pochi sarebbero rigorosamente integrali e quindi a
basso indice glicemico, masticherei bene e a lungo, avrei trovato un modo
alternativo di continuare a muovermi, (invece che pensare o corsa o niente!)
tutti questi accorgimenti, si sarebbero tradotti probabilmente in un
allattamento esclusivo più sereno, e senza frustrazioni, quindi gioia pura, sia
per me che per la mia bambina che di sicuro avrebbe avuto meno coliche alle
quali è stata soggetta per un tempo lunghissimo.
A posteriori, mi rendo conto che reagivo alle restrizioni imposte con alimenti
che non ne contenevano, ma che erano altrettanto dannosi! Per es.: non potevo né
farinacei né latte e latticini? Mangiavo le caratteristiche fave triestine, un
impasto meravigliosamente dolce di mandorle e zucchero. Lo zucchero in ogni caso
fermenta, e non faceva bene né a me ne alla mia piccolina. Solo con
l'autocoscienza GIFT, so che non rifarei errori del genere!!!
E' ciò che mi aspetto dalla mia seconda gravidanza, progetto non ancora in
cantiere, ma una volta smaltiti i miei kg di troppo, basterà solo un OK dai
piani alti per "varare" questa seconda avventura!
Inoltre Gift è anche lo sprone a muoversi sempre a dispetto di tutto! E anche
questo è un grandissimo insegnamento. Io sono una che si fissa su determinate
idee. Gift mi ha insegnato ad essere più versatile al fine di raggiungere il
risultato del benessere! L'importante è muoversi! Se non puoi correre
cammina, se ti si rompe di DVD, accendi la radio e balla, ti divertirai lo
stesso e le endorfine entreranno comunque in circolo!!!
Insomma il fine giustifica i mezzi, ed il fine è farla in barba al grigiore
della vita, trovare il modo di reagire, e vivere gioia, nella nostra
quotidianità, questo è quello che per fortuna sta succedendo a me! Ho ancora
tanta e tanta strada davanti, ma so di non esser sola, e in quanto in compagnia
avevo un gran desiderio di condivisione, da qui questa mail! Mi sono iscritta ai
"gifter on line" a febbraio, ma
sto già meditando di rinnovare l'abbonamento, in modo da trascorrere una
gravidanza e post parto con "le spalle coperte" probabilmente poi sarò
sufficientemente ferrata da poter andare avanti con le mie gambe, ma una cosa è
certa, sono una ex bulimica, e da ora in poi, il mangiare non la farà più
da padrone nella mia vita!!!
Un calorosissimo saluto, a tutti i gifter, presenti e futuri, in erba come me,
ed esperti come te!
Tiziana
Grazie mille per il tuo entusiastico sostegno, Tiziana!
La tua lettera è piena di spunti di riflessione: bulimia, peso superfluo,
gravidanza, desiderio di scegliere al meglio per noi e per i nostri
cari...
Siamo contenti che il mangiare venga finalmente
accomunato ad una sensazione di benessere e di cbo amico, invece di essere il
frustrante incubo di diete impossibili.
Continua nella direzione e buona fortuna per le mille cose che desideri fare!
2/5/06 Giuseppe, studente: "dietaGIFT vs. dieta ABS"
Dott. Luca Speciani,
mi chiamo Giuseppe, ho 20 anni e sono uno studente, stavo cercando dei consigli
da seguire (più o meno alla lettera) per perdere qualche kilo quando sono
incappato nel suo sito.
Lei mette a confronto delle diete tra le quali è presente quella da lei
formulata la dieta Gift ed è presente anche la dieta
Abs, mi sono un po' documentato sulle due diete per cercare la migliore da
seguire.
Vede il mio è un problema molto grosso anzi oserei dire molto grasso(dato che a
20 anni sono alto 1,87 metri e peso circa 115 kg), sicuramente sono d'accordo
con lei che in 6 settimane non posso perdere 30 kg ( la mia
massa grassa in eccesso secondo il BMI) ma penso che gli esercizi proposti dalla
dieta Abs siano molto validi e aiutino molto nella perdita di peso; ma sono
d'accordo con lei quando dice che per perdere peso ci vuole molto più di
qualche settimana.
Le vorrei chiedere un consiglio su quale delle diete seguire o come riuscire a
unire la sua (per quanto riguarda l'aspetto cibo) e la dieta Abs (per quanto
riguarda l'aspetto esercizi).
Forse quello che le ho chiesto la offenderà (spero vivamente di no anche perché
non era mia intenzione e se questo è avvenuto le porgo le mie più sentite
scuse) , ma siccome non posso recarmi da un dietologo, sia
perché sono già andato più volte e ho riacquistato più di quello perso sia perché
non è facile per me seguire una dieta alla lettera perché 5 giorni alla
settimana mi ritrovo a dover pranzare fuori, e infine essendo uno studente
lontano da casa gravano già molte spese sui miei genitori.
La ringrazio anticipatamente e spero che lei risponda.
Cordiali saluti
Giuseppe
Ma perché offendermi? Ci mancherebbe.
Gli esercizi suggeriti dalla dieta ABS sulla base del principio che rafforzando
gli addominali si faccia perdere peso, non hanno alcuna controindicazione.
Certo da soli (o abbinati ai concetti della dieta ABS) a mio giudizio non
possono fare perdere peso. Ma se gli esercizi vengono affiancati ad un corretto
regime DietaGIFT (comprendente anche l'attivazione metabolica
legata ad un'attività fisica di tipo aerobico) il risultato è sicuramente
positivo.
Nulla vieta di integrare i lati
positivi di più diete, purché non siano in contraddizione.
Auguri e a risentirci se avessi altre necessità
Luca Speciani
27/4/06 Rachele: "La mozzarella è GIFT?"
L'amica Rachele (partecipante al primo corso di approfondimento GIFT) ci sottopone alcuni prodotti per verificare se la loro composizione ne fa alimenti adatti ad essere inseriti in un'alimentazione Gift. Volentieri rispondiamo per chiarire qualche dubbio.
Pasta integrale al farro100% (vari formati).
GIFT. QUESTO PRODOTTO E' IN CATALOGO.
Preparato solubile al cacao magro da agricoltura biologica
Ingredienti : zucchero di canna integrale (69%) - cacao magro (30%) -
emulsionante : lecitina di soia - sale - estratto naturale di vaniglia
NON GIFT. TRATTASI DI ALIMENTO NON INSERIBILE NEL
CATALOGO: NON E' MORTALE,
PER I BAMBINI SARA' PROBABILMENTE MEGLIO DI UNO CON ZUCCHERO BIANCO, MA E'
PRINCIPALMENTE ZUCCHERO AGGIUNTO, QUINDI NON RIENTRA NELLA "FILOSOFIA"
DELLA SEGNALAZIONE
Sugo pronto con olio di oliva extra vergine d'oliva
Ingredienti : pomodori (71%) - melanzane (20%) - olio extra vergine di oliva
(4%) - cipolle - carote - sedano - sale. Da agricoltura biologica
GIFT. MI PIACE MOLTO: ANCHE SE E' UN SUGO PRONTO, TRA GLI
INGREDIENTI NON
COMPAIONO CONSERVANTI, GLUTTAMATO O ALTRI ORRORI. SARA' INSERITO
Mozzarella fresca senza conservanti
Ingredienti : latte, fermenti lattici, sale
GIFT. HO IL PROBLEMA CON QUESTI LATTICINI TIPO MOZZARELLE,
CAPRINI, ECC.
SONO TUTTI OK, QUINDI PENSO CHE MI LIMITERO' AL TIPO DI FORMAGGIO, METTENDO
TUTTE O NESSUNA DITTA.
Yogurt parzialmente scremato a ridotto contenuto di lattosio (< 0,3%) all'
albicocca con fibra alimentare. Alta digeribilità
Ingredienti : yogurt parzialmente scremato a ridotto contenuto di lattosio,
preparazione di frutta (albicocche 8% sul totale del prodotto finito, fruttosio,
fibra alimentare : oligofruttosio 1,25%,aromi), fruttosio
NON GIFT. E' UN PRODOTTO DIETETICO (NEL SENSO DI DIETA
PARTICOLARE PER
INTOLLERANTI) PIUTTOSTO CHE GIFT. ANZI IL FATTO CHE SIA PARZIALMENTE
SCREMATO E DOLCIFICATO LO RENDE DIVERSO DALLO YOGURT GIFT DOC (!) CHE DEVE
ESSERE INTERO, FATTO DI YOGURT E FRUTTA E SENZA ZUCCHERO.
Grazie, continua a mandare richieste di chiarimenti, sono sempre molto utili!
30/3/06 Giovanna: "Cibi Gift
e cibi non-gift: una critica al catalogo fornito"
Buongiorno,
complimenti per il sito, sempre ricco di novità.
Tra le varie non mi è scappato il catalogo degli
alimenti GIFT, ma sono rimasta piuttosto sorpresa nel trovare riportate
marche di prodotti contenenti tra gli ingredienti: oli vegetali e di palma,
emulsionanti, zuccheri raffinati. Il reclamizzare questo tipo di alimenti mi
sembra in contrasto con la filosofia di dieta Gift, o
mi sfugge qualcosa?
Grazie per l'attenzione!
Cordiali saluti,
Giovanna
Ciao Giovanna,
se hai letto bene scopo e criteri di base della pagina che mi citi, avrai
sicuramente letto che non si tratta di cibi "perfetti" né privi di
ogni pecca. Vi è infatti qua e là presenza di zucchero e/o sciroppo di
glucosio (però in quantità moderate, o almeno più moderate rispetto alla
media di prodotto), vi è talvolta mix tra farine integrali e non, e ancora
qualche aggiunta di oli di qualità non eccelsa.
Lo sappiamo.
Ma il problema è che chi come noi lavora "sul campo" invece che nelle
nuvole della "pura teoria"
deve accettare dei compromessi ragionevoli, senza i quali si corre il rischio di
proporre un cammino dietologico "perfettissimo" che tuttavia poi può
venire seguito da una sparuta minoranza di persone. Le altre, dopo un breve
lasso di tempo, ritornano a mangiare cioccolato e caramelle, perché l'altra via
è impercorribile nella pratica se non rinunciando a qualunque impegno sociale o
di compagnia.
Ecco dunque il motivo per cui abbiamo fatto partire queste segnalazioni
di prodotti che siano assolutamente di facile reperibilità in tutti i
supermercati e non solo nei circuiti specializzati di cibi naturali o biologici.
Tu credi che tutti sappiano dell'esistenza di marmellate prive di zucchero e di
conservanti? Ti segnalo che non è così. Pensi che a tutti sia facile leggere
l'etichetta di un biscotto per capire dove stia l'imbroglio e sotto quali nomi
sia nascosta la margarina? Ti ri-segnalo che non è così. La gente è spaesata
e continua a ricevere messaggi assurdi e contraddittori come: "il
cioccolato fa bene alla depressione" oppure "la margarina è più
leggera del burro" o ancora "il latte scremato fa dimagrire perché dà
meno calorie di quello intero" (alla fine a parità di calorie, il senso di
sazietà è minore e si consuma solo più zucchero!) o infine "il vino fa
bene perché contiene il resveratrolo" (!!!). Tutte corbellerie basate su
un modo antiquato di intendere benessere e salute, che noi contestiamo.
L'applicabilità pratica però ha un valore enorme, e consente - nel pieno
rispetto del concetto di GRADUALITA' proposto da dietaGIFT
- di incominciare a ragionare di queste cose inserendole stabilmente nella
propria vita.
Sei proprio sicura che gli oli di palma e/o di cocco siano così dannosi per la
salute? Hanno solo una quantità di grassi saturi superiore rispetto agli altri
oli (oliva, girasole, mais, soja, lino ecc.).
Ma sono in ogni caso prodotti naturali, ben diversi, per esempio, dalle
margarine che, avendo
subito un processo industriale di idrogenazione, vengono addirittura
riconosciute con fatica dal nostro organismo e possono alterare la composizione
delle nostre membrane cellulari, dei rivestimenti delle cellule nervose ecc.
Non facciamo quindi di ogni erba un fascio, ed anzi, in modo completamente
indipendente dalle pressioni di qualunque azienda produttrice, segnaliamo non
solo ciò che a noi pare compatibile con un graduale regime di incontro con
dietaGIFT, ma diamo voce anche a tutte le vostre segnalazioni
sull'argomento, purché nel rispetto dei criteri di base da noi segnalati.
Sappiamo bene che l'alimentazione ideale teorica passa dall'utilizzo di oli
biologici di singolo seme, di prima spremitura consumati a crudo. Sappiamo
perfettamente che le farine migliori sono quelle integrali di provenienza
biologica. E il latte ideale è appena munto da vacche al pascolo, e consumato
immediatamente. Ma viviamo nel mondo, e non tutti abbiamo un negozio biologico
sotto casa (anche se per questo abbiamo attivato un servizio
di fornitura per corrispondenza), così che ci è sembrato opportuno rendere
questo servizio di segnalazione assolutamente gratuito, da migliorare giorno
dopo giorno con le vostre segnalazioni.
Esistono prodotti che tu vuoi segnalarci di identica e facile reperibilità con
caratteristiche migliori rispetto a quelli da noi indicati? Saremo solo felici
di constatarlo, e ti promettiamo un aggiornamento tempestivo.
In ogni caso, a lato di ogni foto, elenchiamo comunque tutti gli ingredienti
contenuti, in modo che ciascuno sia in grado poi di effettuare scelte
ulteriormente selettive.
Chi vive calato nel mondo, però, deve permettere ai propri pazienti di condurre
una vita normale e non da eremiti. scegliendo ciò che è più dannoso e da
evitare (zucchero aggiunto in quantità esagerate, margarine idrogenate,
conservanti evitabili, dolcificanti artificiali), lasciando poi dei margini
di manovra su cose meno vincolanti.
La gente "normale" non ha cento badanti: lavora, ha dei figli, deve fare
la spesa un po' di corsa, mangia talvolta in mensa, esce ogni tanto con gli
amici. E' importante consentire a tutti di stare bene, ciascuno secondo le
proprie capacità individuali, e (ovviamente) con risultati graduati in funzione
della parziale o totale applicazione dei principi GIFT.
Grazie della tua collaborazione: aspettiamo i tuoi consigli specifici per
pubblicarli!
Dr. Luca Speciani
www.lucaspeciani.it
www.eurosalus.com
www.dietagift.it
.
25/3/06 Domenico: "Corsa e musica" o anche "Quando la moglie è una fan del marito"
Carissimo Luca
Ciao sono Domenico, tempo fa ti avevo scritto perché avevo aperto un piccolo,
piccolo sito sulla corsa.Tu mi hai risposto in maniera molto gentile e
affabile.Vorrei però porti un quesito: le mie figlie mi hanno regalato un
lettore mp3 che inserite alcune canzoni mi accompagnano durante i lunghi
allenamenti per la maratona.
Ho provato ed è molto bello e si sente meno la fatica perché ho l'attenzione
sulle musiche.Queste musiche mi danno carica e voglia di correre leggeri e
divertirsi.Sono sempre emozioni che scaturiscono.E' possibile che
l'attenzione e l'emotività scaturita dalle canzoni ti porti via energie per la
lunga corsa e le maratone?Ho inserito anche le voci delle mie figlie e di mia
moglie che mi incitano e mi incoraggiano.E' come dire per me "premere play
in caso di di emergenza (crisi)".
Ciò mi da fortI emozioni per continuare ed è bello sentire i miei cari vicini.
Faccio bene o l'energia consumata con l'ascolto e le emozioni e superiore ai
benefici emotivi che ti fanno tenere più duro perché sai chi ti sta aspettando
e chi ti sostiene(i miei cari)?
Il tuo sito me lo sono bevuto quasi tutto ed è fantastico, le mie figlie sanno
già il regalo da fare al loro papà: Mente e maratona, e piano piano con le
mance che hanno mi hanno dato un contributo per la visita sportiva annuale,
perchè il costo è un po' elevato e siccome non voglio pesare sulla famiglia
pensavo di mollare con la mia passione
della corsa.
Ma loro e mia moglie si sono messi d'accordo per regalare solo cose utili
o soldi per la mia passione: la corsa.
Hai visto che fans ho? Sono le migliori. Io so che quando corro, corro con loro
e per loro e mi sono vicine sempre.Mi vogliono bene ed è questa la mia grande
forza.
Mi sto allenando per Padova per battere il muro delle 3,30'. Scusa del
disturbo ma è molto bello leggerti e sentiti anche vicino.
Ciao da un amico
Domenico
Non c'è motivo di preoccuparsi, Domenico: io sono
dell'opinione che correre "sentendo" il proprio sforzo e il proprio
corpo che "canta" valgano la pena di un assoluto silenzio attorno. Ma
a chi si trova bene ascoltando musica o altro, non posso dire niente di
negativo. Di certo non ti vengono "succhiate" via energie emotive.
Un pensiero bello e dolce come quello delle tue figlie che ti pensano, può
essere solo salutare benzina per il tuo
motore. Dunque, se la cosa ti fa piacere, non rinunciarci, e goditela fino in
fondo.
L'allenamento, e non i lettore MP3, sarà quello che alla fine farà la
differenza.
Ciao e a presto!
Luca
17/02/06 Silvana da Terni: "La maratona letteraria di - Lo ZEN e l'arte della corsa"
Il giorno 17 febbraio, il libro di Luca Speciani è stato presentato alla bibliotecamecateca
di Terni - Lo zen e l'arte della corsa , non poteva non
partecipare a ...una maratona letteraria. Ogni lettore aveva 5 minuti di
tempo per raccontare, leggere , ricordare , sussurrare declamare un libro
speciale.
In realtà i lettori dei libri si sono presi lunghi tempi ....e allora come è
stato presentato , da Silvana, il libro sulla corsa?
Semplice ...correndo e invitando il pubblico a correre sul posto , e così
tra ritmo e battimani il libro è arrivato primo , tra i più graditi!!!!
Ringraziamo di cuore Silvana (gifter on-line ed amica) per
aver rappresentato così bene la propria (e la nostra) passione per corsa e
pensiero.
Un abbraccio
14/01/06 Stefano di Milano "Serve davvero allenarsi tutti i giorni?"
Luca,
innanzitutto vorrei complimentarmi con te per il tuo nuovo ruolo di coordinatore
editoriale di "Correre". Devo
dire che, già dal numero di gennaio, mi pare che siate riusciti a dare alla
rivista un po' più di "ordine" e che sia più facile districarsi tra
i vari articoli e reportage (a me non dispiacerebbe nemmeno un indice dei
reportage delle varie gare, così da poterli trovare più facilmente). Ma sono
appena tornato da tre settimane di vacanza in Asia e non ho avuto modo di
leggerla bene.
Vorrei chiederti un parere. Ho visto che, in genere, nelle riviste ed in
particolare in questo numero di Correre con l'articolo di Pizzolato, quando si
riportano tabelle per runner con ambizione di tempo in maratona sotto le tre
ore, i giorni di allenamento settimanale sono sette, o nella migliore delle
ipotesi sei. Sicuramente varia da individuo ad individuo ma vorrei capire un po'
meglio il principio generale. Tanto per darti un'idea vaga del mio
"livello", all'ultima maratona di NY,
allenandomi quattro giorni alla settimana il mio crono è stato di 3h02'57"
(gli ultimi 6 km ero un cadavere a dispetto di tutti i miei tentativi di restare
tranquillo in gara e dei miei lunghi fatti in precedenza). Il chilometraggio
settimanale massimo è stato di circa 90 km; in media, negli ultimi tre mesi,
circa 70.
Lo scorso inverno ho provato a correre fino a sei volte alla settimana,
aumentando il chilometraggio ed ero sempre stanchissimo ed alla maratona di
Piacenza ero messo così male che mi sono dovuto ritirare.
Rispetto alle mie attuali quattro uscite settimanali, pensi sia meglio mantenere
più o meno il chilometraggio (magari aumentarlo leggermente) aumentando però
il numero di allenamenti (es. sei alla settimana)?
Mi rendo conto che dipenda molto dal tipo di allenamenti svolti, dall'intensità,
dai recuperi, ecc. Vorrei solo, se possibile, avere le idee un po' più chiare
sui principi generali. Il fatto che Pizzolato scriva che, volendo invece di
correre tutti i giorni si può riposare un giorno mi ha lasciato un po'
perplesso. Sai, per uno che si allena solo quattro volte..
Ti ringrazio per la pazienza.
Ciao
Stefano
Caro Stefano,
grazie per i complimenti per il numero di Gennaio: è bello vedere che i propri
sforzi vengono notati e apprezzati.
L'indice delle cronache delle gare si trova nella "copertina" del
"tuttocorsa", così come vi sono indici anche all'inizio della sezione
"Benessere", della sezione "Allenamento" e della sezione
"Reportage".
Le tabelle stampate, come ben sai, sono uno sforzo per rendere generale qualcosa
che è sempre individuale. Nelle mie tabelle quasi sempre segno solo i lavori
chiave da svolgere, che di solito sono 3, talvolta due per chi ha poca
"esperienza" alle spalle. Chiedo di svolgere con cura solo quelli. Gli
altri allenamenti sono optional: raccomando di farne almeno un'altro o altri due
di corsa lenta e sciolta (cioè 3-5 allenamenti settimanali minimo per chi abbia
ambizioni cronometriche), e tuttavia seguo atleti che con soli 3 lavori
settimanali (quindi con 45-50 km al massimo) riescono a interpretare alla grande
una maratona. Ed in effetti è ciò che è successo a te.
In pratica occorre trovare un equilibrio tra la capacità di caricarsi di
lavoro, e la capacità di recuperare adeguatamente per poter inserire un nuovo
carico. Io lascio questa valutazione al singolo atleta (posto che ne abbia
esperienza sufficiente). In tal modo si evita di andare in superallenamento, e
si può crescere gradualmente con i carichi qualitativi. Da tempo ho smesso di
considerare il carico in km settimanale come un elemento di crescita. E i fatti,
sugli atleti che seguo, mi danno pienamente ragione.
Un top runner non potrà certo correre 50 km settimanali per preparare una
maratona. E nemmeno la maggior parte degli amatori, che dovranno correrne almeno
75-80 se vogliono un minimo di qualità in gara. Tuttavia vi sono alcuni che per
svariati motivi (sia extralavorativi, che magari di lentezza di recupero) hanno
bisogno di maggiori tempi di riposo. Anche con questi sono riuscito a
raggiungere risultati di eccellenza, e questo è ciò che mi sento di augurare a
te.
Ciao e a presto!
Luca
14/01/06 Gianluigi di Torino: "A proposito di Lorenzo, di fibre e di potenziamenti.."
Gentile Luca,
sono Gianluigi, amico di Lorenzo dall'agosto 2000 allorquando, conosciutici
sulla sommità di una montagna, decidemmo di collaborare.
Seguo Lorenzo per passione e amicizia ed è talmente raro riscontrare
nell'ambiente degli amatori il desiderio di confrontarsi sui temi tecnici ed
avere la possibilità di farlo che la tua gentilezza e disponibilità mi
sorprendono e m'intimidiscono alquanto.
Perdonami quindi se in un sussulto di pudore rompo il ghiaccio con una fredda
lettera elettronica.
Volevo ringraziarti per il piano di lavoro che hai mandato ai Lorenzo ed anche
per il sostegno personale che gli stai offrendo.
La tua proposta di allenamento è centrata su lavori di potenza lipidica, ritmo
gara, forza specifica e forza resistente. I lavori di potenza lipidica che
proponi mi piacciono perché mi sembrano strutturati in dosaggi di andatura e
distanze tali da favorire il reclutamento di fibre pallide mentre i lavori di
forza specifica
che proponi in salita mi lasciano perplesso sopratutto per la loro collocazione
poco ortodossa. Solitamente la programmazione delle salite come elementi
qualificanti a seconda della distanza della forza resistente, della forza
veloce, dell'elasticità cardiaca, della potenza aerobica e della resistenza
lattacida trovano collocazione nei periodi di potenziamento che preludono il
periodo di preparazione specifico e che nello specifico trovano
il loro momento di sintesi. Se devo trovare una motivazione coerente
all'obiettivo maratona nella distribuzione di due sedute di salite lunghe (7 e 5
settimane alla maratona) la vedo nel tentativo di operare un
reclutamento di fibre pallide (tipo ossidativo) che sicuramente tornerà utile
negli ultimi 40 minuti di gara. Ma le salite medie a quale scopo? E' coerente
rispetto all'obiettivo maratona andare ad allenare la capacità lattacida con
lavori che reclutano così massicciamente fibre pallide glicolitiche a 6 e 3
settimane dalla gara? Non sarebbero meglio richiami di forza con sedute di
sprint in salita più corte e a seguire la solita sintesi sul piano? Io riesco a
vedere un'intima coerenza tra tutti i mezzi di allenamento che proponi
all'interno della tua proposta di lavoro e se limito la mia valutazione al mero
dato della proposta di lavoro isolandolo dal contesto e dalla persona che lo
propone direi che è un piano di lavoro per un atleta che vive in pianura con
buona potenza e capacità lattacida ma bisognoso per obiettivo e
caratteristiche personali di un lavoro sulla forza e sulla potenza lipidica.
Altresì direi che è una proposta dall'interfaccia amichevole: contiene spunti
che si possono dire ricreativi, ludici per atleti che nella vita fanno altro
oltre che correre. Ti ringrazio.
Ciao.
Gianluigi
Ciao Gianluigi,
il piacere di sentirti è mio.
Ti dirò che nei miei piani seguo molto anche l'istinto, oltre che le
considerazioni fisiologiche, sulla base del fatto che non siamo fatti di soli
muscoli o di soli enzimi che trasportano l'ossigeno, ma anche di motivazione, di
volizione, di voglia di spingere.
Lorenzo esce da un periodo travagliato dal punto di vista della salute, come ben
sai, con febbre, diarree, uso di antibiotici. Su questo stiamo (sta) lavorando
dal punto di vista medico attraverso una sistemazione di lungo
periodo dell'infiammazione legata alle
intolleranze, con l'assunzione degli adeguati oligoelementi,
un riequilibrio della dieta ecc. In questo momento è
secondo me importante mantenere anche - come hai ben intuito - l'aspetto
ludico della preparazione, tenendo inoltre presente che Salsomaggiore non
rappresenta un obiettivo primario (ancor di più in uscita dai travagli del
capodanno).
A Lorenzo le salite piacciono (come, ahimé, ho testato di persona in
Brianza..), ed io volevo semplicemente farlo tornare un po' "in palla"
nelle prime settimane, fornendogli stimoli cardiaci e pulsatori rilevanti, in un
"gioco" che fa con piacere. Se hai idea di cosa fa un antibiotico
preso per una settimana ai nostri mitocondri, capisci subito come vi sia
necessità di stimolare nuovamente i meccanismi anabolici del miocardio con ciò
che abbiamo a disposizione. L'aspetto muscolare, in questo momento, mi interessa
di meno.
Anche in futuro, comunque, l'aspetto muscolare non sarà primario: sono convinto
del fatto (ma ascolto volentieri pareri diversi) che in una 100 km sia molto più
determinante l'efficienza del meccanismo di assimilazione e
trasporto delle energie, che non l'aspetto strettamente legato alle cellule
muscolari (che pure sono una parte dell'insieme).
Salsomaggiore è solo un piccolo gradino verso il Trasimeno, che sarà un
gradino verso il Passatore. Avremo modo di fare tanta potenza lipidica da qui ad
allora, che non starei a preoccuparmene adesso. Ma se non ci
divertiamo durante gli allenamenti, che corriamo a fare? :-)
Ascolto volentieri il tuo parere in merito: se ritieni che sia opportuno
spostare o modificare uno dei lavori indicati per evitare rischi, parliamone
senza problemi.
A presto e grazie
Luca
28/12/05 Maria Luisa da New York: "Un vento di Scirocco.."
In sottofondo da Francesco Guccini, Scirocco, in Madame
Bovary
“Ricordi? Le strade erano piene di quel lucido scirocco
Che trasforma una realtà abusata e la rende irreale
Sembravano alzarsi le Torri in un largo gesto barocco
e in via dei Giudei volavano velieri, come in un porto canale {…}”
Luca Speciani è seduto, per
caso, accanto in aereo sul volo d’andata Milano-Londra per la destinazione
finale: New York. Mi sento tranquilla. Stanca e tranquilla. Dormicchio. Luca
racconta, quasi sottovoce, che New York è un luogo dove non esista un
adattarsi, si scende dall’aereo e ci si sente immediatamente a casa. Lo guardo
sorridendo, chiedendomi se sia proprio così.
Ora sono qui, davanti allo
schermo del computer, a distanza di quasi due mesi dalla maratona di New York,
innamorata persa di Manhattan e di quel sentirmi immediatamente a casa e lo
racconto a tutti.
Lo scriverei sui muri come Nanni
Moretti quando gira per l’ospedale nel film Aprile scrivendo “epidurale per
tutti”, ecco qui scriverei “Un soggiorno a NY per tutti. La maratona di NY
Fatela! W NY! Mandatemi di nuovo a NY!”
La prima sensazione è di poter
essere. Essere una runner che corre a Central Park di prima mattina, per una “sgambatina”,
intorno ai laghetti e in mezzo alle foglie rosse e gialle d’autunno. Correre
insieme a chi la maratona l’ha vinta, Giancarlo Leone, e che ha una faccia da
simpatico compagno di corse in vacanza. Il pericolo qui è di girare a naso in
aria a guardare in alto il cielo blu, i grattacieli, gli alberi, i colori che si
confondono e di non capire quel “Ehi look at the moon!”. Così corro il
rischio di sfasciarmi una caviglia a furia di fissare gli striscioni già
montati dell’Arrivo. Come i bambini, troppo emozionati. Un’ora di corsa
mattutina e una sbucciatura su un ginocchio e ad una mano. La colazione in
albergo a dieci minuti dal parco. Poi si va a prendere il pettorale, che non ci
si pensa più. Doppi controlli sull’identità e poi è giro negli stands
insieme ai compagni di viaggio.
Ci fermiamo a guardare le
possibilità di future maratone. L’estrema punta nord dell’Irlanda o il
caldo della Jamaica a fine anno? E se ci buttassimo nella 100 kmi del sahara?
Chiediamo informazioni sulle tappe, le piste, l’organizzazione.
Rido all’idea che se i
maratoneti sono considerati folli, gli ultramaratoneti sono al di là di ogni
possibile comprensione razionale.
Poi in giro per Manhattan, a
guardare i tubi impiantati nelle strade che scaricano vapore in mezzo alle vie.
A guardare il cielo e la gente che gira frettolosa, ma aperta a qualsiasi
incontro. A capire che i riflessi dei grattacieli ti possono illuminare il viso
a sorpresa e farti diventare protagonista per un minuto di un immaginario set
cinematografico. A guardare come sono curati i look delle donne che si ripassano
fard e lipstick. E poi riposo e poi fino a sera su e giù per la metropolitana
densa di rifiuti e grondande di perdite di acqua.
Poi è il quartiere del Lower
East Side in notturna e un bar-cafè dove si scrive, si naviga in internet e si
chiacchiera e poi giù per un negozio di cd, e poi sono mille desideri di cibo e
di vite parallele. Alla fine davanti ad un ascetico compare di corse mi tuffo in
un gigantesco burrito in versione salutista (niente salse) e a dormire che
domani si va.
Il secondo giorno mi vesto per
la corsetta mattutina. Luca ci vuole portare sul ponte della gomma da masticare.
Mi sembra un’uscita veramente lunga. Metto fuori la testa dalla porta della
camera. Il corridoio è vuoto. Arrivo all’ascensore. Questo si apre e compare
lui, Luca.
-Allora andiamo a fare la
brooklinata?
-Certo! Ma come ci arriviamo?
-
Con la metro
Ecco meno male. Per l’andata
sono a posto.
Siamo in quattro: Luca, Carlo,
il mio compare di corse durante l’anno, io e un ragazzo che arriverà in
maratona a 3ore e 4 minuti. E’ una bellissima giornata. Usciamo dalla subway.
Corriamo. Saliamo sul ponte. Ci facciamo le foto. Ripartiamo. Guardiamo la
statua della libertà. La baia. Guardiamo Manhattan, i grattacieli, e pensiamo
che siamo su un chewing gum. Ridiamo tutti come dei bambini. Non abbiamo piu’
età diverse, siamo eguali nella corsa e nel piacere. Risaliamo fino
all’albergo, per le strade a zig zag. Comincio a capire quando dicono che non
sarà facile. E’ un saliscendi continuo e fa caldo. Tanto caldo. Parliamo del
doppio senso dei pipes piantati per terra. Lunghissimo tubi che servono per far
evaporare la condensa che si forma nella metropolitana, quando devono fare
lavori di manutenzione. La gente ci saluta e ci chiede se correremo domenica.
Poi è libreria e caffè e poi
è scrittura di note emozionali sul taccuino e poi è acquisti di fumetti e poi
è la scoperta del Rockfeller Center, con la pista ghiacciata per il
pattinaggio, del film Serendipity (ve lo ricordate?) e poi è contemplazione del
giardino zen del Moma nell’entrata libera del venerdì e nella luce del
tramonto.
Poi è la sicurezza che dà
questo intrico di strade dove si orienta anche un bambino e il paravento dei
grattacieli intorno. E la sensazione di una protezione totale. Ora mi immagino
la mente dei newyorkesi l’11 settembre 2001. E mi ricordo di me che guardavo
fissa in uno schermo TV il
fumo sopra Manhattan e che pensavo che NY fosse diventato un enorme set di un
film e che dietro alle Twin Towers sarebbe apparso anche un enorme Godzilla.
Giorno
della gara. Ore 7.45. Staten Island. Siamo in mezzo ad una nebbiolina che si
appoggia ovunque e fa freddino. Il mio compare di corsa dice che gli ricorda la
Milano-Pavia. Siamo arrivati qui con una fila di pullman alle sette di mattina
(la partenza sarà fra due ore e passa) ed ora siamo sparpagliati in giro per
questa che sembra una via di mezzo tra un campus e una base militare ai piedi
del ponte. Migliaia e migliaia di gente accampata e proveniente da tutto il
mondo. Le americane si riconoscono perché si controllano il trucco. Le italiane
mangiano preoccupate e controllano i muscoli. Chi fa yoga. Chi ride. Ci beviamo
un caffè e poi primo giro ai bagni e massaggi ai muscoli e rimaniamo stesi
sull’asfalto freddo. Il mio compare di corse non parla da circa mezz’ora.
E’ preoccupato e a disagio. Troppa gente. Gli da fastidio. Non è abituato. E
poi teme che siano troppo lenti e lo intralcino (me lo dirà solo dopo). Si
guarda in giro sempre più preoccupato. Ci salutiamo. Ci auguriamo una buona
corsa. Mi sento tranquilla.
Arrivo
in mezzo alla sezione blu (Ho il pettorale di questo colore). Metto la sacca sul
camion che le porterà all’arrivo e poi gironzolo, faccio stretching. Il tempo
scorre. Stiamo per partire quando vedo una signora minuta chiaramente italiana.
Io ho i colori della bandiera disegnati sul viso. Parliamo. E’ la prima
maratona che fa. Spera di arrivare infondo camminando. Mi metto accanto.
Chiacchieriamo. Si sta chiedendo se sentiremo il via, quando parte il colpo di
cannone. Il colpo è talmente forte, che ridiamo. Il gruppo si compatta e
cominciamo a muoverci.
Quando
siamo sul ponte, non ci rendiamo conto se siamo già passate per la partenza.
E’ talmente immensa la folla davanti e dietro di noi. Il ponte è
gigantesco. Ci siamo dentro immerse.
Entriamo
in Brooklyn. Casette basse bianche a destra e a sinistra. Folla intorno. La
signora si chiede perchè non stiano a casa a cucinare e riposare. Strade
gigantesche. Il fiume dei pettorali blu è staccato da quello degli arancioni,
che ci corrono a fianco. Corriamo accanto… mi sto divertendo e il ritmo della
signora è lento, più lento del mio. Va bene così. Parlo. Batto il cinque con
i bambini, con ragazzi con donne e signori distinti. Un prete in mezzo alla
folla, dice in lombardo e facendo finta di continuare a camminare “viva
l’Italia. Forza” Tra la folla mi sembra di vedere un viso noto. Davanti a
lui, per terra, bucce d’arance. Lui con le fette in mano offerente è
impassibile, come nel film “ Vita e morte a Las Vegas”, come nel “grande
Lebowsky”. Lui è nato qui e vive qui. Lui è John Turturro, l’attore. Lo
bacerei per la contentezza di vederlo qui. Prendo l’arancia e lo guardo.
“thanks John”. Sorride. “Keep your moving” La signora attende. E’ solo
questione di un attimo. E’ solo questione di uno sguarcio. Di uno sguardo
nella memoria, su quel nastro che un giorno si riavvolgerà.
Corriamo
corriamo. Ridiamo. Le spiego le parole che ci urlano dai bordi delle strade. Le
spiego che cosa sta succedendo. Ma il mio passo prende il suo naturale ritmo. Ci
salutiamo. Un bacio e lo scambio dei nomi per sapere come siamo arrivate alla
fine. Vado vado via. Volo ad aeroplano. Passo per le strade dure ed assolate. Mi
butto l’acqua addosso e il gatorade dentro la gola. Ci vogliono una ventina di
minuti prima che arrivi nei muscoli. Non voglio arrivare piegata. Voglio godermi
tutto questo. Queste urla. Questo calore. Corro al bordo destro. Tocco le mani.
Batto le mie. Ballo sulle musiche. L’energia che dai torna indietro nel
desiderio di andare oltre. Improvvisamente il silenzio. E’ il quartiere
ebraico quasi Amish. Donne vestite di nero camminano silenziose. Uomini con
cappelli a larghe falde e sguardo assente. Qualcuno ha portato una radio a
braccio e butta lì musica facile. Poi la bandiera della pace sventolata da
alcuni ragazzi. Poi arriva il ponte e poi un altro. Non so dove sono. E mi
ritrovo al 25 kmo. Sono sul Queensborough Bridge. Il tratto piu’ duro, il
tratto in solitaria. Vuoto e buio. La gente inizia a crollare intorno. Penso
in un tono da cowboy metropolitano che questo ponte me lo sto prendendo passo a
passo, respiro a respiro. Fuck you. Fermi. Piagnucolanti. Alcuni telefonano.
Altri messaggiano. Io corro. E man mano che procedo su questo ponte-tunnel buio
sento crescere un mormorio. Diventa sempre piu’ forte piu’ forte piu’
forte. La luce cresce, aumenta. Esco sulla curva in discesa e contropendenza in
pieno bagliore di luci e grida. Qui fare l’aeroplanino è naturale. La comunità
di irlandesi, dietro le balle di fieno sulla curva da formula uno, ci sta
aspettando. Inneggiano. Urlano i nomi che ci siamo scritti sulle magliette e si
riprende. Siamo sulla First Avenue. Si sale al Bronx. La marea di runner si
snoda nella strada come un enorme serpente. Si corre. Arrivo allo spugnaggio.
L’acqua è fredda. Me lo passo sui muscoli delle gambe. Viia. Il fiume di
gente davanti e dietro è ancora tanta. Ultimo ponte. DI ferro. Corro, ma c’è
un collo di bottiglia. Chiedo passaggio. Manderei volentieri al diavolo chi ci
ha buttato su una fila. Poi discesa e si riprende l’ultimo giro a Manhattan.
Sono oltre il 20 miglio. Oltre oltre. Vedo in lontananza gli alberi del Central
Park. Ci sono. Vedo i grattacieli. Corro. Vado. Al 23miglio inizia la salita. Lo
so. Non la sento. Il passo è fisso. Salto un ristoro. Vado. Collassi. Gente in
crampi. Gente ferma. Vado. Vado. Central Park. Sono dentro. La folla è intorno.
La folla mi spinge. Un enorme insieme di visi. E di mani. Il 25 miglio. Curva e
poi salita. Columbus. Ci sono. Rientro. Passo. Passo. Arrivo. 26 miglia e 200
Fine. Cammino. Copertina termica sulle spalle. Chip consegnato. Medaglia presa.
Siamo in coda. Sono sospesa tra stanchezza e felicità adrelanica. Vedo un
ragazzo seduto ai bordi della strada. Vedo che ha ancora il chip. Glielo dico.
Mi guarda diretto negli occhi. Non lo consegna. E’ il secondo anno. Della
classifica e del tempo non gliene frega nulla. E’ felice così. Great! Gli
dico e mi commuovo. Ecco il senso. Ecco questo. Vado con le mele e la
bottiglietta di gatorade, che mi hanno dato, verso il camion delle sacche. Sono
ancora in una folla lenta di gente coperta, come piccoli monaci tibetan,i
d’alluminio griffato. Ho bisogno di stendermi. Ho necessità di togliermi cose
bagnate. Alcuni stramazzano. Recupero la borsa. Stretching. Mi cambio. Olio sui
muscoli pieni di sale. Sento le abrasioni bruciare. Mi lavo il viso. Bevo. Vado
al punto di ritrovo dell’organizzazione. Il ragazzo romano mi guarda perplesso
quando gli dico che vado in albergo a piedi. Glielo direi, ma non so se
capirebbe, gli direi: ‘Vado in albergo a piedi. Vado lentamente a sedimentare
passo a passo questo pieno di energia tra la 5th e la 3td Av. Sai come è. Non
capita tutti i giorni di essere meditative come in “Sex and the City” nella
luce del pomeriggio, su una strada affollata in mezzo ai grattacieli di
Manhattan e con una medaglia al collo. Sai come è.”
2h e 22
min la mezza maratona 4h e 44 la maratona. Passo da metronomo lento e regolare.
Piu’ lenta delle possibilità. Luca ha gridato al miracolo, visti i miei
allenamenti altalenanti. Crisi metabolica nulla. Felicità totale. Divertimento
puro.
E’
solo una corsa. Per me la piu’ bella del mondo, perchè se soffiasse...
{...}Soffiasse
davvero quel vento di scirocco
E arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
Dietro la faccia abusata delle cose,
nei labirinti oscuri delle case,
dentro lo specchio segreto di ogni viso,
dentro di noi..
Francesco
Guccini, Scirocco, in Madame Bovary
Ed io che posso dire? Che mi limito a pubblicare un pezzo
così bello e intenso che qualunque parola ne verrebbe inevitabilmente oscurata.
Chi volesse saperne di più sulla trasferta di New York che si ripete ogni anno,
non ha che da curiosare nell'apposita pagina...
21/11/05 Alfredo da Cremona: "La mia ragazza è anemica..."
Ciao Luca
ci conosciamo già , mi chiamo Alfredo e faccio parte di un Running club
locale.
Volevo chiederti un consiglio riguardo l'alimentazione.La mia compagna è
fortemente anemica , ha il ferro quasi inesistente e di conseguenza i globuli
rossi molto bassi.
Mi puoi dire quali sono gli alimenti più indicati per iniziare a migliorare la
situazione ( il medico vuole farle prendere delle fiale orali di ferro).
Ti ringrazio anticipatamente, un saluto
Alfredo
P.S.: Domenica correremo la Maratona di Firenze, la correrò totalmente Zen
senza assumere nient'altro che acqua!! ......... ah, dimenticavo ho trovato e
acquistato dieta GIFT.
Ciao Alfredo,
l'anemia può coincidere con valori analitici piuttosto diversi.
Può esserci carenza di ferritina (le scorte), carenza di transferrina (la
proteina che lo trasporta), oppure una bassa sideremia (ferro nel sangue).
Nei vari casi si attuano di solito cure diverse, e comunque è utile capire
l'origine del problema, perché l'apporto di ferro a casaccio può generare
perossidazione e radicali liberi (reazione di Fenton).
Un sistema di provata efficacia per assumere ferro-eme è quello di mangiare a
digiuno della carne appena cotta, con tanto limone spremuto sopra e un po' di
vitamina C da bere insieme. Il Ferro eme infatti (quello dell'emoglobina dei
globuli rossi) si assorbe male se assunto insieme con farinacei o latticini.
Meglio dunque mangiare la carne ogni giorno a "merenda" per qualche
settimana.
Se è seguita da un buon medico tutte queste cose dovrebbe saperle e dirgliele
lui. In ogni caso, ogni situazione è diversa dall'altra, e solo chi è in
contatto con la persona può aiutarla.
Auguroni, e a risentirci presto
Luca
9/11/05 Oliviero da Milano
"dietaGIFT, atleti maturi e calo del metabolismo: quali consigli?"
Luca, ben tornato da NY!
Il tuo ottimo libro ha occupato una parte non indifferente delle mie letture
durante le vacanze di agosto. È stato sotto alcuni aspetti una scoperta di me
stesso, soprattutto con riferimento a peccati e virtù alimentari. Dopo la
lettura non posso dire di aver cambiato dieta in modo radicale. Casualmente già
in parte seguivo la dieta GIFT. Ho solo aumentato l’assunzione di cibi
integrali e ora ingerisco le bucce e i semi della frutta e mastico più a lungo.
Ti vorrei fare un commento e porre una domanda alla quale spero potrai
rispondere nell’incontro dell’11 novembre al RRCM.
Il commento
Il libro è pieno di preziosi consigli e avvertimenti, nonché di spiegazioni
tecniche molto utili per capire come gestire la propria dieta. Molti degli
argomenti vengono esaminati sotto diversi aspetti nelle varie parti del libro ed
è difficile trovare il riferimento che interessa. Peccato che non sia stato
incluso un indice analitico; sarà per la ristampa!
La domanda
Dato che il consumo di energia cala con l’età, ti chiedo in che modo la dieta
GIFT possa essere adattata alle esigenze degli atleti più anziani, soprattutto
con l’obiettivo di ridurre i tempi di gara? Personalmente ho difficoltà a
fare tre pasti al giorno!
A presto,
Oliviero
Ciao Oliviero,
per l'indice analitico vedremo che fare alla prossima ristampa (ho la sensazione
che ce ne saranno diverse :-)))).
Quanto al problema età/dieta voglio smitizzare la credenza comune che
invecchiando sia "giusto" ingrassare. Non è così. I parametri delle
compagnie assicurative (50 anni di dati statistici!) dicono con chiarezza che i
valori di IMC ideali, ovvero quelli che garantiscono un'aspettativa di vita più
lunga, sono assolutamente identici tra individui diciottenni o sessantenni
(cambiano invece, per esempio, tra uomini e donne!).
Ogni anno che passa, il metabolismo cala "naturalmente" di un 1%
circa. Ma il dato non è incontrovertibile. Si modifica a seconda del nostro
comportamento alimentare e del nostro stile di vita.
Corretto quindi che tu, alla tua età, senta il bisogno di mangiare meno. Chi è
sano dispone di solito di eccellenti sistemi di autoregolamentazione delle
quantità di cibo assunte.
Volendo inserire un elemento razionale, e stare ancora meglio, puoi certamente
mangiare di più nella colazione del mattino, ed eventualmente quasi
"saltare" la cena (che significa magari un minestrone, una tazza di
latte o della frutta fresca). Una cena leggera significa robusto appetito al
mattino, con mantenimento del metabolismo sempre su alti livelli, con tutti i
benefici "anti-età" che ne conseguono.
A presto!
Luca
31/10/05 Giorgio da Reggio Emilia:
"Ricetta di pane no glutine?"
Mi è stato detto che è possibile preparare il pane utilizzando solo
farina di riso integrale (non posso utilizzare farina con glutine).
Sono anni che mangio solo gallette di riso. Che lei sappia, è vero
?
Conosce una ricetta per fare un pane di riso ?
Grazie.
Ciao Giorgio,
puoi fare il pane con la farina integrale di riso seguendo per filo e per segno
le indicazioni riportate a pag. 268 e segg. del libro DietaGIFT,
utilizzando la sola farina di riso invece che quella di frumento. Viene
morbidissimo, perché lievita con grande facilità.
Ti suggerisco di provare anche la versione integrale della celebre
"Piadina": anche questa ricetta è tra quelle suggerite da dietaGIFT e
te la riporto qui sotto data la sua brevità.
Miscelare
l’olio ed il latte ed intiepidire. La farina va impastata con il composto di
latte e olio, si aggiungono poi l’uovo, il sale ed il lievito. Dall’impasto
si suddividono via via “palle” grandi come un pugno, che vengono tirate fino
allo spessore desiderato con il mattarello e punzecchiate su ogni faccia con una
forchetta.
Ogni piadina va cotta, in una teglia o su una piastra, prima da un lato e poi
dall’altro. Durante l’operazione, l’impasto rimanente va tenuto umido
coprendolo con un canovaccio.
Ovviamente dove c'è indicazione di aggiungere semi a piacere, evita quelli
contenenti glutine!
Buon esperimento!
Luca
25/10/05 Salvo, oncologo: "Tuo padre, Luigi Oreste"
Caro Luca,
dopo tanto tempo mi permetto di scriverti.
Sono il chirurgo-oncologo-ultramaratoneta-ultratapascione con il quale tempo fa
hai scambiato alcune mail.
"Avremmo" dovuto conoscerci...correndo ma non è stato possibile per
mille ragioni...non solo di tempo : la ragione più importante........una
Fascite Plantare ,"regalo" della Diagonale dei Pazzi di ottobre 2004 e
del Raid Sahara Mauritania di gennaio 2005, che mi ha tenuto fermo per oltre 6
mesi.
Solo da pochi giorni con tempi da tartaruga ho ripreso a correre.
Ti riscrivo per una ragione.....che ha risvegliato prepotentemente in me i
ricordi di un giovane medico alle prime armi che cercava una collocazione
professionale nel campo della oncologia.
Mi spiego meglio: Alberto Ricciuti, mio amico da sempre e per mezzo del quale
avevo conosciuto il Tuo papà Oreste, ha scritto per il mio sito (www.senosalvo.com)
e dietro mia esplicita richiesta , un articolo dal titolo "Quale
integrazione in medicina ?" inserito nella sezione "OSSERVATORIO
SULLE TERAPIE NON CONVENZIONALI IN ONCOLOGIA".
Alberto Ricciuti allievo della Scuola di Oreste Speciani, gli riconosce
soprattutto l'indiscusso merito di ESSERE STATO IL PRIMO a
teorizzare una medicina INTEGRATA (e non alternativa) e ad individuare le
ragioni profonde della crisi della medicina occidentale.
Incredibile.....non mi sembra vero ..che sia trascorso tanto tempo...dalle
"fatiche" del Tuo papà : dal "MESTIERE DI MEDICO OGGI"
(1960) al "L'UOMO SENZA FUTURO" (1976), anno quest'ultimo in cui
ho conosciuto Ada Burrone , l'associazione Attivecomeprima e Oreste Speciani..
Ciao e scusami per il disturbo.....tanto prima o poi riuscirò a correre con
te...a costo di disinserire la...fascia plantare !!!
Salvo Catania
Ciao Salvo, per carità, nessun disturbo, anzi
l'immenso piacere di ricevere, ancora una volta, un tributo di stima all'opera
di mio padre nell'articolo da te
citato. Mi è capitato di raccogliere ricordi ed apprezzamenti dalle
fonti e nei momenti più disparati, da clienti che incontravo nella mia veste di
consulente agronomico, o correndo fianco a fianco lungo un argine sterrato.
Volentieri raccolgo e pubblico il tuo saluto, sperando di incontrarti di persona
Luca
8/10/05 Marco il pallavolista: "Diete e maratone"
Ciao Luca,
mi chiamo Marco, ho 20 anni e ho la passione per la corsa; nonostante il miei
impegni pallavolistici quando ho tempo corro per divertirmi e rilassarmi, ed ho
disputato già 3 maratone (venezia04, padova05 e pisa05).
Premetto che ho letto il tuo libro "Dieta GIFT"
e l'ho trovato molto interessante, dato che certi punti li applicavo nella mia
dieta già prima di leggere il libro, ma adesso posso migliorarla ulteriormente.
e a questo proposito vorrei chiederti una cosa: il mio fabbisogno giornaliero
all'incirca di quante calorie dovrebbe essere? non sono uno che conta le
calorie, però ho paura a volte di assumerne troppo poche per l'attività che
faccio e, di conseguenza, perdere chili ma soprattutto massa muscolare.
sono alto un metro e 93, peso 83 kg; come già detto gioco a pallavolo in serie
C, faccio 4 allenamenti a settimana e da fine ottobre anche la partita il
sabato. ogni tanto la domenica corro dai 6 ai 10 km, o faccio qualche piccola
garetta. Quale dovrebbe essere più o meno il mio fabbisogno?
Ultima cosa: prima di una maratona quando bisognerebbe mangiare per avere delle
buone scorte? C'è chi mi ha consigliato 4 etti di pasta, chi 1-2 crostate o
dolci alla frutta, chi solo qualche fetta biscottata. Nelle altre maratone ho
sempre riempito molto lo stomaco, una volta con pasta, un'altra con dolci di
frutta, un'altra con tanta fette biscottate, ovviamente sempre in largo anticipo
per digerire. Ma c'è una regola generale?
Grazie di tutto.
Ho appena ordinato il tuo libro Mente e maratona tramite
la rivista "Correre", lo
sto aspettando, spero di non farti domande inutili per poi trovare lì le
risposte.
Grazie ancora!
Marco
Ciao Marco,
le domandi che poni sono numerose, e interessanti. Il tema che proponi è quello
- più volte discusso - dei fabbisogni calorici quotidiani di un individuo.
Argomento scottante su cui da generazioni si scontrano i paladini della caloria
"matematica" con i difensori di criteri più morbidi che tengono in
considerazione le capacità di adattamento dell'organismo. Mangiare poco di più
di quanto necessario non comporta gravi problemi, in quanto il nostro corpo
mette in atto risposte adattative di incremento metabolico che ci fanno
consumare il surplus. mangiare molto di più del necessario è invece ben più
grave, ma su questo siamo tutti d'accordo. Mangiare poco di meno, invece
(soprattutto se per periodi prolungati), non è così salutare come potrebbe
sembrare, perché la risposta adattativa del nostro organismo comporta un
rallentamento metabolico (ben descritto su dietaGIFT)
le cui ricadute sulla salute hanno un impatto rilevante: rallentamento della
funzionalità di molti organi, diminuzione dell'efficienza del sistema
immunitario, tendenza alla conservazione del grasso esistente. Per l'atleta poi
il rallenatamento metabolico ha conseguenze ancora più fastidiose, perché il
catabolismo muscolare indotto da una carenza di calorie, sposta l'asse
metabolico, e rende difficile se non impossibile l'incremento delle masse
muscolari, che pure ci si aspetterebbe dall'allenamento.
L'assunzione di calorie, dunque, lungi dall'essere frutto di un calcolo
matematico, deve essere sempre soddisfacente per il nostro organismo. Il nostro
obiettivo, quindi, deve essere di perseguire due scopi: da una parte rieducare
il nostro organismo a "percepire" veramente se siamo affamati e di che
cosa. Dall'altra, ripulire le nostre sensazioni dalle falsificazioni indotte,
che ci fanno mangiare più del dovuto. in particolare sono
"pericolosi" da questo punto di vista, gli interventi dell'insulina in
risposta ad assunzioni di zuccheri ad alto indice glicemico, i periodi di
elevato stress (che innalzano i livelli di cortisolo e quindi i fabbisogni
zuccherini del sangue), gli accessi di fame "consolatoria" di tipo
nervoso che ci prendono alla sera o davanti alla TV.
Detto questo - indispensabile a chiarire che non di soli "numeri" è
fatto il nostro bilancio energetico - possiamo permetterci di fare delle cifre.
Allora possiamo dire che, rifacendoci ai dati suggeriti dall'OMS, ma anche dalla
pratica quotidiana, un individuo alto 193 cm e del peso di 83 kg (quindi con
indice di massa corporea equilibrato, e quindi ancora con una massa grassa che
ipotizziamo non più alta del 15%), possiamo stimare un fabbisogno energetico
per il metabolismo basale pari a circa 2300 kcal (ricordando che il metabolismo
basale rappresenta il consumo energetico dell'individuo a riposo, a digiuno). A
questo deve essere aggiunto il consumo legato alle attività quotidiane per
muoversi, studiare, andare al lavoro (diciamo 500 kcal per 8 ore di lavoro
sedentario o quasi), e l'eventuale consumo sportivo (10 km di corsa significano
altre 800 kcal circa).
Il tuo organismo dovrà dunque assumere circa 2800
kcal nei giorni in cui non ti alleni, e circa 3600 kcal nei giorni di
allenamento, tanto per avere un'idea. Se ogni giorno ne assumi 100 in più o
cento in meno, il tuo organismo provvederà a ribilanciare i consumi in funzione
della disponibilità o meno di cibo. Se la differenza fosse più alta, non è
detto che il tuo organismo sia in grado di risistemare le cose, soprattutto se
il regime di iper o ipo alimentazione si protrae a lungo. Il cenone di
capodanno, così come un giorno di digiuno, non sono in grado di fare eccessivo
danno (anzi, talvolta possono avere valenza terapeutica..). Ma chi digiuna
spesso, o cena ogni sera come se fosse Natale, facilmente pagherà presto dazio.
Prova dunque a fare un calcolo di massima sulle tue assunzioni di calorie per
una settimana. Sei dati sono coerenti con quanto indicato, va tutto bene. Se non
lo fossero, può essere utile andare più a fondo del problema, tenendo conto
dell'individualità di ciascuno (attività tiroidea, propensione al consumo,
rapidità di risposta metabolica, distribuzione di tessuti diversi,
distribuzione dei nutrienti ecc.).
Quanto invece alla tua domanda su cosa mangiare prima della gara, ti rimando per
i concetti di base sia a "Mente e maratona", sia
ai miei consigli operativi scritti per la Maratona
di New York (dove il numero di esordienti è elevatissimo), ribadendo però
il concetto che è necessario mangiare adeguatamente la sera prima (con
abbondanza di carboidrati, ma senza esagerare), e SOLO se c'è il tempo di
digerire, è utile fare una buona colazione al mattino. Il tempo di digestione
varia con le attitudini individuali (c'è chi digerisce i sassi..) e con la
composizione della colazione. In genere cibi grassi (uova, latticini, noci,
burro) richiedono molto più tempo per essere digeriti rispetto agli zuccheri.
La colazione dunque sia leggera (tè, fette biscottate, miele) e con il solo
scopo di ripristinare le calorie perse durante la notte, al fine di partire,
come si dice, col serbatoio pieno. A tale scopo, se la partenza richiede un
ingresso nelle "gabbie" molto anticipato, può essere utile assumere
anche degli zuccheri digeribilissimi (destrine, fruttosio, miele, glicerolo) una
decina di minuti prima della partenza, per compensare anche le ultime perdite
del riscaldamento e/o dell'attesa in piedi.
In gara, poi, dimentichiamoci di qualunque cibo. L'acqua ai ristori, se andiamo
almeno un po' veloci (intendo fino a 3h30'-3h45'), sarà l'unico elemento che il
nostro stomaco sarà in grado di assorbire. Qualunque zucchero, anche
opportunamente diluito, comporterà comunque un afflusso di sangue all'intestino
per essere gestito, il cui effetto negativo (per il furto di sangue ai muscoli)
compenserà del tutto il teorico effetto positivo delle poche calorie assunte.
Ricordiamoci infatti che tra assunzione e assimilazione c'è una bella
differenza, e che ben poco può assimilare un intestino sballottato durante la
gara.
Diverso è naturalmente se si va in crisi nera (fine del glicogeno), se si
decide di fermarsi ai ristori, se si corre con una proiezione superiore alle 4
ore (quindi con pulsazioni mediamente più basse) ecc.
Il modo corretto per arrivare in fondo senza crisi è naturalmente avere
allenato la propria capacità di consumare grassi durante la gara. Argomento su
cui ho scritto in lungo e in largo, e che potrai trovare ben sviluppato sui
libri prima citati.
Grazie per i complimenti e auguroni per la tua attività "multisportiva"...
Luca
15/9/05 Pier Paolo e figlia: "Due maratone a breve distanza. Che faccio?"
Ciao Luca,
ti do del tu perché mi sembra di conoscerti da sempre.
Ho 56 anni e da 5 ho scoperto grazie a te e ai tuoi articoli su Correre e
sul tuo vecchio sito, vivaio clorofilla, la gioia di correre. Prima ero un
sedentario con 20 Kg di sovrappeso
Da subito, cioè da quando ho deciso di provare a correre prima la mezza
maratona e poi la maratona, ho seguito
i tuoi consigli e le tue tabelle di allenamento.
Ed i risultati sono stati a dir poco entusiasmanti e non lo dico solo io.
La mia prima maratona l'ho chiusa a Torino nel 2002 in 3.47 (il mio
obbiettivo era solo arrivare al traguardo integro). Da allora mettendo in
pratica i consigli del MBW non ho che migliorato le mie prestazioni anche se
l'età avanza.
L'ultima maratona, ad Alghero, l'ho chiusa in 3.14 e mi è valsa il
titolo regionale per la mia categoria. I tempi migliori e le sensazioni
migliori le ho provate quando ho corso senza l'assillo del risultato e senza
sentirmi gli occhi
degli amici, e non solo quelli, alle spalle che non aspettavano che una
mia "caduta", cosa che stava per succedere a N.Y. .
Grazie di tutto quello che mi hai insegnato.
Ora passiamo ad un consiglio che ti chiedo.
Domenica 18 settembre devo correre con mia figlia di 26 anni (la quale
sono felice di aver contagiato con la passione per la corsa), la maratona di
Ravenna. Poi abbiamo in programma il 6 novembre la maratona di New York.
Non ho mai corso due maratone a così breve distanza l'una dall'altra:
che programma di allenamento ci consigli dopo Ravenna per recuperare e per
non perdere troppo la forma?
Grazie per la tua cortese risposta
P. e M. R.
Ciao ad entrambi, ed auguroni per Ravenna, che è ormai
alle porte.
Credo che tra il 18/9 e il 6/11 vi sia tutto il tempo per recuperare appieno lo
sforzo profuso.
I tempi di recupero sono molto diversi da persona a persona: c'è chi riesce a
correre una maratona 7 gg dopo e chi - come me - ha bisogno almeno un
mese.
In ogni caso vi consiglio di prendervi una settimana intera di recupero fino al
25/9 e poi di effettuare lavori di richiamo e basta, se la costruzione organica
è già stata adeguatamente completata per Ravenna.
Nella domenica 9/10 potrebbe essere utile svolgere un ulteriore richiamo di
lungo, per esempio correndo 30 km in leggera progressione intorno al ritmo gara
previsto per la maratona.
Prima di New York prendetevi un'altra bella settimana di scarico, che tra
viaggio, jet lag, e Friendship run volerà in un attimo.
Ci vedremo a New York? Noi saremo al Courtyard Marriott sabato per la consueta
conferenza, e tutte le mattine a Central Park per la corsa di gruppo. Spero di
conoscervi là.
Ciao e un abbraccio!
Luca
1/8/05 Noemi: " Alimentazione vegana e sport: cosa c'è di vero?"
Buongiorno, Sig. Speciani.
Sono una ragazza di 30 anni e, dopo 17 anni di pallavolo a livelli altissimi, mi
sto avvicinando solo ora al bellissimo mondo della corsa.
Il mio obiettivo è allenarmi duro nei prossimi mesi per arrivare a fare un paio
maratona nella prossima primavera e preparami al meglio per la famosa Monza -
Capanna Monza a metà Giugno. Poi magari mi aggregherò al suo gruppo per la
maratona di New York del 2006, ma ora è un po' presto per pensarci...
Volevo chiederle cosa ne pensa lei del fatto che sono vegana, ossia non annovero
nella mia dieta alcun alimento di origine animale, compresi uova, latticini,
formaggi e miele.
Le sottopongo questa questione perché è opinione diffusa che gli
atleti vegani NON possano farcela, in quanto deficitari di elementi essenziali.
Io sono assolutamente contraria a questo che reputo solo un luogo comune (ormai
è diventata una questione di principio....), e mi piacerebbe cosa ne pensa lei
a proposito, anche sulla base della sua esperienza.
Ha mai seguito atleti vegani? Le piacerebbe se le facessi da
"cavia"?
Ha qualche suggerimento pratico da darmi?
La ringrazio infinitamente per l'assistenza e la disponibilità.
Chissà, magari un giorno ci incontreremo...
A presto,
Noemi
Ciao Noemi,
mi farà grande piacere se vorrai farti preparare da me per raggiungere i tuoi
obiettivi agonistici del 2006.
Di seguito ti mando dunque un po' di spiegazioni e di modalità operative se
volessi aderire alle mie proposte.
Come immagino saprai mi occupo professionalmente di alimentazione (ho appena
pubblicato "dietaGIFT") e - pur nel
rispetto delle scelte etiche di ciascuno - ho le mie idee precise in merito.
Il vegano, che rinuncia anche a tutti i cibi di "origine" animale
(latte, uova, miele) anche se questi non comportano soppressione di vite
animali, si priva di una componente proteica che è assolutamente indispensabile
ad un corretto ed equilibrato mantenimento dell'organismo.
Per convincersene basta esaminare il mix aminoacidico dei cibi vegetali,
assolutamente carente in alcuni aminoacidi essenziali. Le leggere differenze tra
aminoacidi presenti nei legumi, e aminoacidi presenti nei cereali, non rendono
in ogni caso il piatto vegano completo.
Una carenza cronica di UN SOLO aminoacido essenziale impedisce la biosintesi di
TUTTE le proteine che presentano quel singolo aminoacido nella loro
composizione. E poiché ogni proteina è costituita da decine o centinaia di
aminoacidi diversi è del tutto probabile che l'intero equilibrio enzimatico
dell'organismo ne venga perturbato.
Tutto questo, naturalmente, non accade se il vegetariano fa uso di latte, uova
ecc. in quanto con quegli alimenti sopperisce alle carenze sopra indicate. Ed
anzi si sottopone ad un regime ricco di frutta e verdura, cereali e legumi,
senza dubbio più sano rispetto a quello di chi fa ampio uso di salumi e carne
in scatola.....
Ciò che va secondo me compreso è che l'uomo si è evoluto come ONNIVORO
(cibandosi quindi anche di larve di insetti, di uova ecc. oltre che di frutti,
foglie, radici e fiori). Uno dei passi decisivi che ha modificato il nostro
apparato digerente da erbivoro/fruttivoro a onnivoro/carnivoro (cioè la
riduzione della ingombrante dimensione dell'intestino stesso) ci ha consentito
di liberare risorse per il cervello, con le conseguenze incredibili a cascata
che ci hanno portato fino all'Homo sapiens attuale.
Rifiutarsi di mangiare carni può essere comprensibile. Rifiutarsi anche di
mangiare qualunque cibo di origine animale, rappresenta invece uno snaturare la
struttura stessa del nostro apparato digerente. Un po' come se scegliessimo di
vivere in una stanza buia per motivi etici. In pace con la nostra coscienza,
forse, ma ci ammaleremmo nel giro di poche settimane.
Quando mangi il pane non uccidi forse qualche milione di lieviti, di protozoi,
di funghi? E non sono le piante stesse esseri viventi degni del nostro rispetto,
dotati di un DNA, e in grado di cibarsi, di soffrire e di gustare il calore del
sole? Qual è il confine?
Vi sono persone che hanno gravi problemi (celiachia, allergie..) che impediscono
loro di fare uso alimentare di molti cibi. Per costoro dobbiamo fare i salti
mortali al fine di studiare mix alimentari adeguati a non squilibrarli. Farlo
per motivi "leggeri" mi sembra una scelta discutibile. Rispetto
tuttavia le scelte di ciascuno e - naturalmente - se me lo chiederai cercherò
di "limitare i danni" (anemia, avitaminosi, turbe enzimatiche, ridotta
crescita muscolare, inibizione anabolismo ecc.) secondo le tue indicazioni.
Regalami però, prima di incominciare, almeno una riflessione serena (e
possibilmente informata!) sui rischi legati al veganesimo, ignorando
cortesemente i numerosi siti fanatici del genere (Anche Mike Tyson, così come
Leonardo Da Vinci.... ecc. ecc.).
Tornando invece all'assistenza tecnico-sportiva, sto applicando con successo, su
molti atleti e atlete, i metodi
del mind-body-work (il lavoro integrato psico-fisico per
armonizzare mente e
corpo nell'attività sportiva), che sono descritti su "Mente e
Maratona".Siamo ormai una piccola community!
Aspetto tue notizie per darti il benvenuto in squadra!
Luca
18/7/05 Andrea da Milano: "
Zucchero di canna o non zucchero di canna?"
Ciao Coach,
ma lo zucchero di canna, quello vero, è un buon alimento tipo il miele o
è anch' esso un schifezza come gli zuccheri raffinati !? Cioè senza farne
abuso posso mangiarne ed essere felice o sto buttandomi nell' organismo
peccaminose dolcezze !?
Grazie, Andrea
E' più sano di quello raffinato, perché contiene
oligoelementi e minerali che all'altro mancano (ovvero non li sottrae
all'organismo), ma ha LO STESSO indice glicemico di quello raffinato, e dunque
è altrettanto pericoloso dal punto di vista dell'insulto insulinico
(ingrassamento, infiammazione, fame fasulla ecc.).
Ciao!
Luca
18/7/05 Stefano: " e
... Aspartame o non Aspartame?"
Carissimo Luca,
scusami se ogni tanto ti "uso" come consulente.
So che sei piuttosto informato dal punto di vista dell'alimentazione. Sai
qualcosa a proposito dell'aspartame?
Anche se è un argomento piuttosto dibattuto ho sentito dire ed ho letto tutto
ed il contrario di tutto ed alla fine non ho capito se sia davvero tossico o no
e, nel caso lo sia, se sia dannoso anche per piccoli quantitativi o solo in caso
di ingestione di grandi quantitativi (e cosa si intende con grandi). Ogni tanto
mi capita di bere bevande gasate light. So che le bevande gassate non fanno
bene, ma ogni tanto un bicchierino ci sta proprio bene. Mi sai dire qualcosa?
Scusa il disturbo..
Ciao
Stefano
P.S. Pensi di fare NY quest'anno? Voglio dire, la corri anche tu?
Ciao Stefano,
uno dei siti a cui collaboro www.eurosalus.com
ha appena pubblicato una notizia sulla recente ricerca italiana sull'aspartame,
che riassume come:
1) Sia stata documentata la sua azione cancerogena
2) Sia stato documentato come animali nutriti con aspartame non presentavano
alcuna differenza di peso rispetto ad animali nutriti con zuccheri.
Il dato è piuttosto sconcertante.
Se leggi quanto da noi pubblicato sul recente libro "DietaGIFT"
(Fabbri Editori), nel capitolo relativo ai "cibi spazzatura" e
all'effetto di edulcoranti, aromatizzanti ed esaltatori di sapidità sui nostri
sensi, ti rendi subito conto del fatto che "un bicchierino di cola light
ogni tanto" non ci sta proprio.
Non mancherò certo a New York, puoi leggere il programma
completo della "spedizione" per trovare magari il momento di
vederci
Ciao e a presto
Luca
5/7/05 Franz da Milano: "Pranzi GIFT e sveglie all'alba"
Ciao Luca
ieri ho finito di leggere il vostro ultimo libro.
L'ho trovato molto interessante: la cosa più bella, a mio avviso, è il
coinvolgimento di chi vuole dimagrire.
Sembra una cosa stupida, ma secondo me è fondamentale per ogni cura di
successo.
Il libro è scritto bene, con un giusto mix tra divulgazione e scientificità.
Trovo rivoluzionario il fatto che non si parli mai di calorie, e credo che l'impostazione
GIFT sia sicuramente una strada giusta da perseguire con entusiasmo.
Venendo ai punti critici, ci sono degli aspetti - non dipendenti dal metodo che,
come detto, ho trovato completo e soddisfacente - ma dalla sua applicazione, che
andrebbero approfonditi. Si tratta di applicare la dieta Gift alla vita
quotidiana di alcuni.
In primo luogo è difficile coniugare la dieta con il lavoro.
La maggior parte delle persone esce di casa al mattino di corsa, pranza al volo
in un bar e arriva la sera a casa dove può finalmente rilassarsi e prepararsi
una cena decente.
Al problema della colazione si ovvia alzandosi un po' prima; la cena si sistema
facendo attenzione a cosa si mangia; ma a pranzo?
Il panino (che è la soluzione ahimè più comune) non offre un monopiatto GIFT,
né l'insalatona (che potrebbe essere un buon monopiatto) rispetta la
distribuzione del carico calorico durante la giornata (40-35-25).
E' un problema che avete toccato anche voi, rimandando alla gestione di ognuno,
ma temo possa essere un punto critico per l'applicazione della dieta.
In secondo luogo, e in collegamento a quanto sopra esposto, c'è il problema
degli allenamenti.
Io, e come me molti, ci alleniamo all'alba, appena alzati.
Significa non riuscire a mangiare nulla prima e arrivare all'allenamento
scarichi sia per il digiuno notturno che per il basso apporto calorico della
cena.
Spostare l'allenamento all'ora di pranzo o alla sera sarebbe la soluzione
migliore, ma spesso impatta con la vita familiare (sappiamo tutti che i partners
non si lamentano se si corre senza togliere tempo alla famiglia).
Quindi? Provare ad aumentare un po' la percentuale di calorie alla sera?
Abituarsi a mangiare qualcosa prima dell'allenamento?
Infine una notazione strettamente personale.
Come ricorderai sono vegetariano e in quanto tale attento a quel che mangio e
quindi in perfetta sintonia con lo spirito e le metodologie del libro. Ma mi
sono trovato un po' in difficoltà a gestire l'apporto proteico: legumi e
formaggi magri (ricotta, certosa, caprini). Magari l'uovo.
Insomma forse un capitoletto a parte, nella prossima edizione, con un paio di
ricette vegetariane e una tabella che riassume i cibi che apportano carboidrati
e quelli ricchi di proteine (non solo animali, se possibile) sarebbe una cosa
gradita.
Concludo rinnovando i complimenti per il libro che consiglierò agli amici (mia
moglie aspettava che lo finissi per iniziare a leggerlo).
Ciao e gira i miei complimenti anche ad Attilio
Franz
Ciao Franz,
grazie per i bei commenti sul libro. Stiamo ricevendo grandi dichiarazioni di
affetto al riguardo, e siamo contenti, perché la casa editrice avrebbe voluto
un lavoro più semplice e rivolto al grande pubblico, mentre noi abbiamo
insistito per un'opera di più ampio respiro, riuscendo alla fine a convincerli.
I ritorni che stiamo ricevendo in pochi giorni ci dicono che la scelta è stata
azzeccata. Abbiamo pensato di avere a che fare con un pubblico
"maturo" e questo pubblico ci sta premiando: puoi immaginare quanto
questo mi faccia piacere.
Ma veniamo ai quesiti diretti, che di solito vengono discussi durante le visite,
magari in seconda battuta:
1) Colazione e pranzo
Come ben dici, la colazione si risolve alzandosi 10' prima (e tieni presente che
una colazione fatta "di corsa" non è sana neppure se fatta di
prodotti genuini). Per il pranzo, invece, esistono due vincoli: l'abbinamento
proteine carboidrati e la quantità di calorie adeguata. Prima di tutto
smitizziamo il calcolo analitico 40-35-25 che è (e deve restare) un'indicazione
generale. Come ben scritto nel libro, nessuno dovrà mettersi a fare i calcoli
analiticamente.
Cerchiamo dunque di mangiare cibi sani, a sazietà, e nel giusto abbinamento.
Il "panino" non è GIFT. O almeno, può esserlo se è fatto di una
fetta sottile (tipo toast), magari integrale, e ben ripieno di formaggi (nel tuo
caso) e verdure. Se le calorie sono poche te ne mangi due.
L'insalatona, invece, è del tutto GIFT. Pensa ad un piattone pieno di verdure
crude come insalata, carote, ravanelli, cetrioli, cipolle ecc. arricchito con
tonno, uova sode, mozzarella, noci, mandorle e chi più ne ha più ne metta.
Condito con una dose generosa di olio extravergine di oliva ti assicuro che fa
tutte le calorie di cui hai bisogno. E se non bastasse ci puoi buttare dentro
anche una manciata di fagioli, di mais o di riso per arricchire di carboidrati.
Con tutti i sapori di questo mondo (olive, capperi, acciughe, peperoncino ecc.).
In più, frutta a volontà. Se non è pacchia questa.... :-)
Io qualche volta, se ho 10' in più, invece di cercare panini, passo al
supermercato (ce n'è uno ormai ad ogni angolo di strada) e scelgo le tre
componenti separate da sbocconcellare su una panchina o altrove. Per esempio una
confezione di gamberetti sgusciati, del cocco a pezzi e una barretta di cereali,
con un buon succo fresco di arance rosse. O ancora una confezione di mandorle,
uno yogurt, del muesli da colazione e un succo di mela. Combinazioni
assolutamente GIFT, e assolutamente comode da mangiare al volo.
Quando proprio mi "tocca" la mensa o il baretto con la vetrinetta,
vado su roast-beef e verdure cotte (che ci sono sempre). Roast beef che nel tuo
caso può essere sostituito da una mozzarella di bufala con verdure o simile
pietanza. Caffé, d'obbligo.
Come vedi le altenative sono tante, e tutte abbastanza gustose. Importante è
non saltare (ma se capita occasionalmente, e si riesce a infilare in bocca solo
una banana non è grave).
2) Sport al mattino presto
Il problema della colazione mattutina adiacente all'allenamento, è più
corposo. Se ci si allena al mattino presto, quello che è importante è non dare
al corpo un segnale di rallentamento metabolico. Se ci si alza e ci si va ad
allenare all'istante, il corpo riceve comunque un segnale di attivazione, e si
può dunque aspettare il rientro per fare la colazione ricca prevista da GIFT.
Ma volendo si può anche (soprattutto se non si esce al volo..) fare una
pre-colazione molto leggera e digeribile (una banana, oppure un caffé con un
biscotto, o un té con un po' di miele..), che darà comunque un piccolo segnale
di lavoro metabolico, e ci consentirà di non uscire con la fame addosso. La
digeribilità e le quantità ridotte sono in questo caso un obbligo, per non
andare a correre con il cibo sullo stomaco (da cui il "furto di
sangue", il minor rendimento ecc.).
La pre-colazione, se contenuta come negli esempi, si può tranquillamente non
computare nel calcolo di quanto "ci spetta" nella colazione vera. Che
comunque sarà meglio aspettare qualche minuto a fare, dopo essersi docciati e
reidratati un pochino, se si vuole avere un po' di stimolo alla fame (si sa
infatti che le catecolamine prodotte nello sforzo sportivo tendono a ridurre un
po' la sensazione di fame).
3) Vegetarian-GIFT
Infine i menu per i vegetariani. Noi abbiamo volutamente proposto dei menu il più
ampi possibile. Il problema esiste per mille diverse categorie: dai celiaci agli
intolleranti, passando per coloro che per scelta rifiutano alcuni cibi. Spetterà
a ciascuno costruirsi i propri menu rispettando i vincoli GIFT e abbinandoli con
i vincoli aggiuntivi delle proprie scelte o delle proprie allergie o
intolleranze.
Il vegetariano totale (o vegano), cioè colui che rifiuta ogni cibo anche di
origine animale (compresi quindi latte, uova, miele) non è solo incompatibile
con la dieta GIFT ma anche con una corretta alimentazione. Non morirà, certo.
Ma sottoporrà il suo fisico ad uno stress che lo allontanerà dal suo stato
naturale di salute ed equilibrio. Il vegetariano che invece accetti
l'alimentazione con latte, miele, uova, formaggi può vivere in perfetto
equilibrio senza patire alcun disagio nutrizionale sia dal punto di vista
generale che da quello di dieta GIFT. L'unico disagio sarà una minor varietà
nella rotazione dei cibi: disagio che sarà sicuramente compensato da una
maggiore creatività in cucina, giocando tra i mille sapori e colori che i cibi
di origine vegetale ci offrono.
In un prossimo futuro è comunque già allo studio un testo tutto di ricette
dietaGIFT che terrà in considerazione le limitazioni a cui alcune fette della
popolazione si sottopongono per scelta o per necessità. Sono sicuro che ci
aiuterai contribuendo a segnalarci qualche gustoso piatto di tua
invenzione.
Grazie ancora per l'apprezzamento (che giro anche ad Attilio per conoscenza) e
per i consigli!
Luca
14/6/05 - Bruno da Milano: "Vince chi va più veloce o chi è primo di categoria?"
Ciao Luca,
avrei gentilmente bisogno di un tuo parere da pubblicare accanto a quelli di
Debollario e di Rudy Marchisio sui criteri per l'attribuzione dei titoli sociali
Road Runner Club. Infatti Debollario ha portato in Consiglio la proposta di
attribuire due titoli sociali per ogni gara: uno a chi (p.es. come te nei 5000)
ha ottenuto il miglior tempo e chi (come il 64enne Marengoni) è stato anche
quest'anno proclamato Campione Sociale in base al punteggio attribuitogli dalle
tabelle comparate FIDAL. La cosa, comunque, coinvolge anche Marzano, battuto
allo stesso modo da Marengoni nei 3000, e Cimato, battuto dal 69enne Ferrari
negli 800. Il tuo parere è prezioso (anche se il Consiglio Direttivo ha già
respinto la proposta di Debollario riconfermando i criteri illustrati da
Marchisio) sia per le tue conoscenze in fatto di atletica e connessi, sia perché,
ripeto, tu sei direttamente interessato alla cosa. C'è anche una piccola
ricerca fatta dallo stesso Marchisio per individuare i tempi che i
"giovani" sconfitti avrebbero dovuto fare per battere i 60enni
diabolici. Che ne pensi? Grazie e saluti. Bruno
Ciao Bruno,
Ti ringrazio per l'opportunità che mi concedi di esprimere il mio parere sulla
questione "campioni sociali".
La mia risposta è orientata al massimo buon senso, nella consapevolezza che
NESSUNO di noi corre veramente per avere un titolo, quanto piuttosto utilizzando
il titolo come scusa per inserire un po' di pepe competitivo nel nostro correre
quotidiano.
E' chiaro come in ogni gara vi sia sempre un vincitore "assoluto" e
svariati vincitori di categoria (per età, sesso, disabilità, professione). La
differenza spesso è fatta dal premio. Mi spiego meglio: in ogni maratona c'è
di solito una classifica femminile. E' chiaro che (Radcliffe a parte) non
succede mai che la prima donna sia anche prima assoluta: c'è sempre un uomo che
arriva prima. Nel momento in cui, però, i premi uomo-donna siano identici, la
gara femminile assume identica dignità di quella maschile. Altrettanto vale se
si fissa, ad esempio, un campionato italiano M40 o M50, che assegna una maglia
ambita di campione italiano, regionale ecc. per la categoria in oggetto. Più
alto il premio, più alta la dignità. In assenza di premi, il valore diventa
simbolico, e quindi ciascuno assegna al suo piazzamento il significato che
preferisce. Ad esempio pensando: sì, è vero, sono arrivato terzo, però io non
ho mai tempo di allenarmi, e quelli che mi hanno battuto si allenano tutti i
giorni... Ecco creata la categoria virtuale "Quelli che si allenano
poco...".
Consentimi, insomma, di essere un po' provocatorio solo allo scopo di dire che
la mia opinione è che la vera vittoria sia dentro di noi, e non fuori.
Io da sempre, per abitudine competitiva, gareggio contando tutti quelli che ho
davanti. Se - oggi che sono M40 - mi rendo conto di dover combattere con
agonisti 15-20 anni più giovani e prestanti di me, mi butto sempre comunque
nella mischia contando ogni atleta che riesco a passare, e mantengo lo stimolo
finché non li ho passati tutti (posto che ci riesca).
Dunque vuoi sapere da me cosa penso del fatto che il campione sociale sia quello
che ha il miglior punteggio per sesso/età, o quello che è arrivato primo di
tutti?
Io credo che, poiché esistono già mille gare in cui il calcolo dei punti è
impossibile (campionato di campestre, di corsa in montagna ecc.) non vedo alcun
problema a che nelle gare in pista si assegni il titolo ufficiale di campione
sociale a chi ha ottenuto il miglior punteggio sulla base delle tabelle. Posto
che le tabelle siano giuste, è davvero una grande cosa che un master di una
certa età dia una "legnata" ad un giovane di media eccellenza. Onore
al merito di chi ce la fa. Ed è giusto che sia premiato dal titolo.
Io, personalmente, mi riterrò sempre vincitore tutte le volte che finirò una
gara con il massimo dell'impegno e (mi auguro ancora per tanto tempo) con il
massimo del divertimento.
Ciao e un abbraccio!
Luca
5/5/05 Camilla da Milano: "dieta anti-intolleranza e dietaGIFT, sinergia per il benessere"
Ciao Luca,
ti scrivo perché mi sono accorta che non abbiamo preso l'appuntamento per il
prossimi incontro!
Ci possiamo direttamente mettere d'accordo via mail o devo chiamare in studio?
Io intanto, procedo con lo sport e la dietaGIFT, quello che però ancora
non ho iniziato a fare, sono i giorni di dieta "pro
intolleranze"....lo so che non è bene...però sai come sono attenta alle
richieste del mio corpo e ultimamente (sarà stato l'inizio del caldo o l'arrivo
della primavera) ho avuto una gran voglia di latticini freschi......rinunciare
allo yogurt bianco, alla ricotta fresca o al primo sale......sarebbe stato
davvero andare contro a quello che il mio corpo mi richiedeva!
Mi sono ripromessa però di incominciare presto! Cosa ne pensi?
Devo seguire comunque la dieta intolleranze o ascoltare i "messaggi"
del corpo?
La dieta GIFT non mi sta pesando davvero per niente, anzi devo dire che ormai fa
proprio parte della mia quotidianità e l'idea di "tornare" alle
farine bianche o ai prodotti raffinati, non la vivo per niente come una necessità,
al contrario, mi piace molto questo nuovo tipo di alimentazione e la mia
fantasia culinaria si sta sbizzarendo nell'invenzione di nuove ricette, che più
di una volta sono state MOLTO apprezzate da amici e conoscenti!!!!
Altra grande novità è che incomincio ad avere un calo dell'appetito, o
meglio la mattina mi sveglio con una gran fame, a mezzogiorno, se ho fatto dello
sport prima, mangio la mia insalata con piacere e spesso la sera non ho una gran
fame, e così quando mi capita ne approfitto, senza "violentarmi" a
mangiare tutto quello che avevo preparato, ma solo quello che davvero mi sembra
di aver bisogno; si tratta di un nuovo modo di "rapportami" al cibo
perchè di solito io ho sempre avuto una gran fame...purtroppo)!
Tra l'altro OTTIMA notizia questo ultimo mese, il fastidio "digestivo"
pre ciclo NON C'é STATO!!!!!!
Sembrerebbe dunque che stiamo andando nella direzione giusta!!!
Ho anche iniziato ad abbandonare lentamente la "camminata veloce" per
la corsa...e...INCREDIBILE riesco a correre per quasi 20/30 minuti consecutivi,
quando seguo il programma di allenamento in maniera costante e rigorosa
(ovvero...praticamente sempre!!!), a te sembrerà nulla, ma ti assicuro che per
me è un grosso incentivo ad andare avanti e poi adesso che incomincia il bel
tempo, mi piace approfittare del fine settimana per correre all'aperto la
mattina!!!!
Lo scorso fine settimana,invece, sono dovuta andare a Barcellona per
lavoro 4 giorni e lì, causa convivenza con i miei ex compagni di appartamento,
ho dovuto fare qualche piccola infrazione, tipo: una serata di tapas e vino
rosso e un mezzogiorno di paella (con riso bianco ...ovviamente) cucinata
apposta per l'occasione da un amico andaluso, a questo ho dovuto aggiungere una
pausa di 4 giorni ai miei soliti ritmi di sport....e purtroppo mi sono accorta
che per mantenere un buon livello di risultati, non mi posso ASSOLUTAMENTE
permettere di interrompere il ritmo, perché sono bastati quei 4 giorni a farmi
rimettere su quel filo di pancetta in più che se no di solito....(con tanta
fatica e tanta costanza) ormai non vedevo più!!!! Certo non ai livelli del
nostro primo incontro ma un po' di gonfiore in più me lo sono ritrovato
addosso!!!!!..non ho proprio potuto fare a meno di notarlo!!!!!
Cosa ne dici????
Beh non voglio annoiarti troppo con le mie analisi millimetriche sul mio
stato fisico!!!!
Fammi sapere per il nostro prossimo appuntamento!!!!
A presto!
camilla
Ciao Camilla,
quante belle notizie!
L'appuntamento bisogna per forza prenderlo in studio, perché solo le segretarie
hanno sottomano tutto l'elenco e i giorni e orari disponibili. Chiama, così
vediamo i progressi!
Rispondo alle varie tue domande:
Per le intolleranze, a fronte di sintomatologie in regresso o comunque di quadri
generali di miglioramento, di solito lasciamo due soli giorni di pulizia nella
settimana, consentendo libertà completa tutti gli altri giorni. Se ti trovi
bene così puoi continuare quanto vuoi. Se invece per qualunque motivo
percepissi dei peggioramenti, puoi sempre tornare una-due settimane alla
situazione precedente.
Non sei l'unica che mi sta dando ritorni positivi sulla dieta. In particolare
noto che il regime non viene vissuto come "costrittivo" ma anzi,
affrontato con gioia e apertura mentale come fai tu, si trasforma facilmente in
una piacevole abitudine, spesso apprezzata anche da amici e conoscenti
occasionalmente coinvolti.
Anche la corsa, in questo periodo di belle giornate, dà parecchie
soddisfazioni. Sono certo che i tuoi progressi aumenteranno di giorno in giorno.
Ciao e complimenti per la grinta e la determinazione!
Luca
19/4/05 Roberto da Roma: "Gelato artigianale o industriale?"
Quando finiamo un allenamento siamo portati di solito a mangiare qualcosa che
contenga acqua e/o zucchero. Dal canto mio mi piace ogni tanto fare la festa ad
un bel gelato, ma leggendo quell'accidente di "Mente
e Maratona" mi stanno venendo gli inkubi :) ed una domanda la
voglio rivolgere agli addetti ai lavori e non: è meglio una bella coppa di
gelato fatto con latte, uova, zucchero e ghiaccio o una ricca coppa di gelato
industriale ?
E perché ?
Rob
Il problema, Roberto, non è solo il gelato, ma le mille
preparazioni industriali che ogni giorno ci mettiamo in bocca (e mettiamo in
bocca ai nostri figli): tortine confezionate, salumi ricchi di nitriti e
nitrati, colombe alla margarina, caramelle all'aspartame, dadi per brodo, piatti
precotti pieni di sale e di glutammato, coche-fante-té con solo zucchero e
coloranti, "formaggini" che il formaggio l'hanno visto solo in
fotografia, e sono pieni di polifosfati, acqua, aromatizzanti e croste di
formaggio... e conservanti e coloranti a go go.
Ci danno schifezze da mangiare, insomma, però, bontà loro, ce le insaporiscono
a dovere.
Da tempo la mia spesa al supermercato porta via qualche minuto in più, poiché
mi soffermo a leggere le etichette, però posso dirti che da un bel pezzo il mio
fegato non ha più a che fare (vado a memoria) con:
- margarine (grassi vegetali idrogenati)
- edulcoranti, coloranti, aromatizzanti
- conservanti
- pasta, pane, riso bianchi raffinati
- prodotti il cui primo ingrediente sia zucchero o "sciroppo di
glucosio" (che serve solo a coprire il non-sapore del resto).
Come norma generale preferisco una miscela naturale preparata da me, a qualsiasi
corrispondente industriale.
Qualche esempio:
GIFTella: è una specie di "crema al cioccolato" fatta però di
ingredienti sanissimi, a prevalenza proteica, e privi di effetto "innalzamento
glicemia".
Si riempie un vasetto di ricotta fresca. Si aggiunge a piacere un trito di
noci/nocciole/mandorle ecc. tritate fini o grosse a seconda dei gusti. Un
cucchiaio da minestra di cacao amaro e due cucchiaini di miele. Voilà. E
risolto anche il problema dell'abbinamento proteine-carboidrati a colazione.
Avete mai letto gli ingredienti delle creme al cioccolato in vendita nei negozi?
Zucchero, grassi vegetali idrogenati, aromi, conservanti, nocciole (l'ombra...)
e così via.
Torte e pizze: farle in casa con la farina integrale è estremamente semplice, e
richiede un attimo e un po' di fantasia. Ingredienti concessi: frutta,
marmellata senza zucchero (si trova facilmente nei super), yogurt, burro, latte,
uova, castagne, frutta secca, noci/pinoli/mandorle, aromi naturali (cannella),
cioccolato fondente 100%, miele, caffé, uvette ecc. Ingredienti vietati:
zucchero bianco, farina bianca, conservanti, margarina, edulcoranti.
Anche il gelato e il pane si possono fare a casa.
Il gelato si può fare usando ingredienti naturali (uova, latte, frutta,miele).
E viene buonissimo. Avete mai letto gli ingredienti di un gelato industriale?
Zucchero, farina di guar, alginati, margarina vegetale, edulcoranti,
aromatizzanti.... ma cosa state mangiando?
Tutte le volte che mangiate (mangiamo..) un cibo gonfio di zucchero bianco, la
nostra glicemia s'impenna, deve intervenire l'insulina, che poi deve trovare un
posto dove mettere quel glucosio in eccesso che impesta il sangue. Se siamo
affaticati o stanchi viene utilizzato per ripristinare le nostre scorte. Se le
scorte sono già saziate, il glucosio finisce negli adipociti sotto forma di
grasso di deposito. E gli effetti sull'appetito, sulla depressione ecc. si
manifestano in modo visibile (fior di lavori scientifici al riguardo).
Io non so se voi avete voglia ancora di farvi intossicare da carni in scatola,
formaggi pseudo-naturali e "leggeri", mulini bianchi, creme pronte,
cuocomio. Io no, o almeno non più.
Quando penso di farmi "una bella mangiata" ormai non riesco più a
separare il fatto che sia anche una "sana"
bella mangiata. Mi godo molto di più la compagnia. E se è troppo ricca,
anche se "sana", rischia di farmi del male
lo stesso.
Così, tanto per non farmi prendere in giro dai produttori di alimenti
industriali.....
Au revoir!
Luca
3/3/05 Enrico da Firenze: "Forte sovrappeso e .... dietaGIFT"
Ciao Luca,
trovo estremamente interessante la proposta dietaGIFT. Se puoi darmi
qualche suggerimento pratico provo a iniziarne l'applicazione sistematica.
Inoltre avrei bisogno di qualche suggerimento MBW da utilizzare soprattutto
durante gli allenamenti più lunghi o più impegnativi (salite!).
Grazie, attendo istruzioni
(nota per una migliore comprensione della risposta: chi
scrive è un medico che già corre da qualche anno, e che si trova attualmente
in discreto sovrappeso. Quest'anno, seguito atleticamente in modo specifico, ha
raggiunto il suo primato personale sulla distanza della mezza maratona)
Mi chiedi dei consigli MBW per i lavori più
impegnativi, ma avrei forse bisogno di capire più specificamente quali, perché
per ognuno c'è una logica diversa. Se mi parli delle salite, il loro scopo è
quello di aumentare la gittata cardiaca attraverso una leggera ipertrofizzazione delle pareti muscolari
del cuore stesso. Perché ciò sia favorito di solito si cerca di ampliare al
massimo la forbice pulsatoria tra partenza e arrivo, dunque cercando di ripartire per la salita successiva solo quando le pulsazioni siano
ritornate intorno a 100-110/min. Durante la salita si dovrà cercare di portare
il cuore il più in alto possibile, compatibilmente con prudenza, età e condizione fisica.
L'aumento della gittata cardiaca, come puoi intuire da solo, innesca un circolo
virtuoso che consente maggior afflusso di sangue (e di ossigeno) ai muscoli,
maggiori velocità a parità di sforzo, più km percorsi, e relativo dimagrimento, con conseguente ulteriore maggiore velocità a parità di sforzo
ecc....
Per il resto, come indicazione generale, sai che ci tengo molto a che i lavori
siano svolti dall'inizio alla fine. Se si parte (e piuttosto è meglio
rimandare, se non ci si sente) è poi necessario tenere duro fino alla fine dell'allenamento. Al più, rallentando.
Mi chiedi poi di dietaGIFT. E qui l'argomento è parecchio lungo. A Maggio uscirà
il nostro libro (mio e di mio fratello immunologo) su questo nuovo regime
alimentare. Al momento, tuttavia, non posso anticiparne che qualche stralcio (come già ho fatto con "i cardini"),
dunque dovrai accontentarti di qualche
dritta, su cui poi ci confronteremo meglio dopo l'uscita del libro.
Il punto chiave della dieta è che non si dimagrisce con la semplice riduzione
dell'apporto calorico, se contemporaneamente non si mantiene attivo il
metabolismo, e non ci si libera dalla schiavitù dell'insulina.
Tenere il metabolismo alto, per chi corre, non è difficile. La maggiore
difficoltà che ho in studio infatti è proprio con quelli che sono renitenti ad
accettare la necessità di muoversi. La sola dieta,
benché fermi l'ingrassamento, non è in grado di fare dimagrire in modo sensibile chi abbia
già un notevole sovrappeso. Come ben sai, infatti, il grasso non viene
"visto" dall'organismo. E' come un carretto che ci trainiamo dietro, i
cui effetti percepiamo SOLO a livello meccanico (articolazioni, spostamento organi)
ma non mai a livello biochimico, come invece - ad esempio - accade con gli
zuccheri.
Dunque nel tuo caso credo che sia importante lavorare su questi punti:
- abbinamento proteine-carboidrati ad ogni pasto
- distribuzione dei pasti con colazione ricca e cena povera
- scelta di cibi a basso indice glicemico
mantenendo nel contempo la sana abitudine dell'allenamento, privilegiando uscite
prolungate e lente in abbinamento con i lavori da me richiesti.
Per abbinare senza fatica prot/carb io uso la tecnica del Monopiatto dietaGIFT, che
è un piatto unico costituito da tre parti uguali: una fatta di proteine, una di
carboidrati complessi e la terza di verdure o frutta preparate (cotte, condite). Vuol dire costruire un piatto (che sarà il centro del nostro
pranzo o della nostra cena) fatto, per esempio, da una bella fetta di carne, da
50 g circa di pasta integrale e da 200 g di verdura cotta, OPPURE da un piattone di riso integrale al salmone e trevisana (tanto per fare un
esempio), in cui però di riso ce n'è solo 50-60 g, di salmone 100 g, e di
trevisana appena scottata 2-300 g. L'effetto saziante di piatti siffatti è
eccellente. Prova.
Rispettando la proporzione (visiva) indicata, si può spaziare con ricette di
ogni genere e tipo (il piatto naturalmente non deve necessariamente essere
unito... si può anche basare su tre portate: prosciutto, insalata, e minestrone o ....).
Ho scritto verdura o frutta cotte o preparate, per distinguerle da frutta e
verdure crude e prive di condimento, che sono invece COMPLETAMENTE LIBERE
durante tutta la giornata: a colazione, come spuntino, durante i pasti, dopo i
pasti, prima degli stessi ecc.
Un metabolismo resta stabilmente alto anche se viene aiutato con una bella
colazione ricca al mattino. Colazione che ovviamente deve contenere gli
ingredienti del monopiatto, ma in cui si potrà essere un po' più concessivi
nei riguardi dei carboidrati complessi (pane integrale e marmellata o miele,
sono ok). In tal modo si sfrutterà la naturale tendenza umana ad avere picchi
ormonali mattutini di "consumo" (testosterone, cortisolo, tiroidei),
mentre al contrario al pomeriggio/sera, dove lavorano di più gli ormoni
anabolici come GH e insulina, eccedere con il cibo sarà più pericoloso. Ecco
perché dietaGIFT consiglia una distribuzione particolare delle calorie
quotidiane, con il 40% al mattino, il 35% a pranzo e il 25% a cena (tolte,
naturalmente, quelle degli spuntini di frutta e verdura, che consideriamo
"fuori quota").
Nell'ambito di questo regime è importante scegliere in prevalenza cibi a basso
indice glicemico, scartando quindi tutti quegli alimenti contenenti zucchero
raffinato semplice o aggiunto (zucchero, cole/bibite, gelato, cioccolatini, caramelle ecc.) e contenenti farina bianca raffinata di qualunque
genere (pane e pasta bianca, cracker, focacce, grissini, fette, riso bianco,
biscotti di farina bianca ecc.), o limitandone il consumo al minimo o all'occasionalità.
Per questo discorso, se poi volessi venirmi a trovare in studio per un
incontro,
potrei anche misurarti in modo affidabile la distribuzione tra massa grassa e
massa magra, per darti qualche informazione in più sullo stato della situazione
ad oggi, mettendo a punto un piano alimentare più dettagliato e preciso. Per
tutto il resto occorre invece aspettare Maggio, e l'uscita del libro.
Ti (e vi) auguro buona continuazione, restando in attesa di eventuali richieste di chiarimento.
Ciao e a presto!
Luca
www.lucaspeciani.it
PS: Perché non vieni/venite allo stage di fine Giugno in
valle d'Aosta?
Tutte le info sono sul mio sito! E' un'occasione ghiotta per dare una bella botta "in altura" a qualche scorta adiposa di troppo :-))))))
3/3/05 Francesco da Como: "Due libri, un mese di corsette, cento Euro e ho scoperto l'amore per la corsa e per il 'guardarsi dentro' "
Ciao Luca,
non volendo a tutti i costi essere originale, inizio questo messaggio facendoti
i complimenti e ringraziandoti per l'aiuto che stai dando a molti: e non solo in
riferimento alla corsa.
Sono un 33enne fiscalista che ha vissuto per circa un decennio all'estero, di
recente rientrato in Italia per svolgere la libera professione. Non ho mai
corso. Da ragazzo ero un discreto nuotatore ma nulla di più. Mi sono avvicinato
alla corsa perché "tirato in mezzo" da un caro amico che, per
scommessa, mi ha proposto "dai che facciamo la maratona di New York!".
Sono circa 4 settimane che corricchio e, anche grazie a "Mente
& Maratona" e "Lo Zen e l'arte della
corsa", per me è diventata una cosa alla quale non riesco più a
rinunciare.
Il mio modo di lavorare è cambiato (prendo tutto meglio e con più
"filosofia"), fumo molto molto meno (da circa 1 pacchetto, oggi fumo
1-2 sigarette al giorno, e neanche tutti i giorni), mangio meglio e soprattutto
sono contento (più contento) delle mie giornate e dei miei piccoli progressi.
Domenica scorsa al laghetto del Segrino (CO) ho corso i miei primi 10 km senza
pause con un bell'allungo (non so come sono riuscito a farlo!) negli ultimi 2 km.
Mia moglie Federica, il caro amico Zac ed il sottoscritto ci siamo iscritti
alla maratona di New York con l'obiettivo, più o meno tra noi condiviso, di
finire sotto le 3 ore e mezza. Ma la cosa più importante del risultato è che
tutti e tre abbiamo l'obiettivo di correre la maratona "godendoci il
panorama" ed arrivare al traguardo ancora in stato cosciente...
Grazie di averci "mostrato la porta" e suggerito dove trovare la
chiave.
Avrai nostre notizie verso fine aprile (ci servono un paio di mesi per capire
ancora due o tre cosette sulla corsa...) quando vorremmo iniziare
"seriamente" a seguire un programma di allenamento
che vorrai (se vorrai) suggerirci.
Ciao
Francesco
Perbacco, Francesco...
lettere come la tua hanno il potere di aprirmi il cuore, ed anche se la giornata
è stata particolarmente impegnativa (due ore e mezza nella neve per arrivare al
lavoro!) un sorriso increspa il mio muscolo risorio :-))))
Ci vedremo sicuramente a New York, dove sarò
anche quest'anno (tengo il convegno del sabato al Metropolitan) e sarò
lietissimo, ad Aprile o quando vorrete voi, di potervi iniziare a seguire.
New York non è maratona dove fare il personale, ma dove può essere fantastico
esordire, qualunque sia il tempo finale, tanto stupendo è il contorno.
Vi aspetto a braccia aperte: il rapporto con i miei "pupils" mi piace
che sia il più possibile informale ed amichevole, e ci sono tutte le premesse
perché anche con voi lo diventi presto.
Ciao e non trascurate questo importante periodo in cui è necessario costruire
le basi su cui poi - da Aprile - rifinire per benino.
Un abbraccio a tutti e tre!
Luca
20/2/05 Davide da Milano: "Tre giorni di dietaGIFT"
Davide, 17 anni di Milano, dopo una visita nutrizionistica presso lo Studio SMA con la madre, mi richiede un esempio specifico di applicazione del nuovo regime alimentare appena impostato:
Ciao Davide, ecco, come promesso, i tre giorni di
esempio dietaGIFT
per capire come potersi muovere.
Prima di incominciare, inserisco per conoscenza un pezzo di una e-mail
arrivatami da una paziente, che mi pare esplicativa della potenziale varietà
concessa da dietaGIFT.
"La mattina ho mantenuto la mia colazione, ossia cornflakes integrali,
te verde, una banana. Ho aggiunto due noci brasiliane (rigorosamente bio) e ho
sostituito lo yogurt con latte di riso. Inoltre metto un po' di miele nel te. A
metà mattina una mela (bio pure quella), mangiata con la buccia. A mezzogiorno
ho cercato di applicare il più possibile il principio di 33% di proteine,
carboidrati e verdure.
Oggi, per esempio, ho scelto tocchetti di pollo con verdure all'orientale (cotti
in latte di cocco, penso), senza altre salse, insieme agli spaghetti cinesi
(tipo capelli d'angelo) con carote e cipolle.
Ieri ho mangiato insalata di soncino con gamberetti e scaglie di carciofi. Ho
condito il tutto con olio d'oliva, limone e un po' di pepe. Martedì ho scelto
ceci in umido in salsa di pomodoro con carote e sedano ed una piccola porzione
di roastbeef freddo non condito. La sera ho cercato di ridurre le porzioni:
stasera, costolette d'agnello cotte in padella (senza condimento) con cavolini
di Bruxelles cotti a vapore e conditi con olio d'oliva e sale. Stava tutto in un
piatto normale. Ieri sera uno spiedino di gamberetti marinati nel limone e aneto
(7 pezzi, leggermente più grandi dei classici gamberetti da cocktail) con
insalata mista condita con olio d'oliva e limoni. I gamberetti sono stati cotti
in padella senza condimenti. Una galletta di riso soffiato (bio anche lei).
Martedì, frittata (2 uova, sale e pepe) e insalata mista condita nel solito
modo. Una galletta di riso soffiato.
A seguire immediatamente dopo cena, tisana di finocchio, liquirizia, anice e
qualcos'altro che adesso mi sfugge. Due fichi secchi. Ieri e oggi pomeriggio, un
succo di frutta."
Ho riportato queste poche righe non come schema, ma per fare capire come si
possa veramente spaziare con la fantasia in lungo e in largo, con
creatività. Nello schema non seguirò in particolare le intolleranze, ma varierò
i cibi presenti, in modo da consentire un'ampia possibilità di scelta.
GIORNO 1
Colazione
Una pera con scaglie di parmigiano
Tazza di latte di riso con 4 gallette integrali di riso spalmate con miele
8-10 tra noci, mandorle, nocciole
Pranzo
50 g di pasta integrale in monopiatto con ricotta (50 g) e spinaci (a piacere ma
non meno di 70-100 g)
Una carota cruda e un gambo di sedano
Frutta a piacere
Cena
Minestrone di verdure con riso integrale, olio extravergine e parmigiano
grattugiato.
Una fetta di pane integrale.
Frutta fresca.
GIORNO 2
Colazione
Succo d'arancia non zuccherato
Yogurt con cereali integrali, muesli, pezzi di frutta (una tazza di yogurt, con
100 g muesli)
4 fette di prosciutto cotto
Pranzo
Insalatona mista in ciotola grande con insalata verde e rossa, carota
grattugiata, finocchi in strisce sottili,
pomodori, peperoni; mozzarella di bufala a dadini (100 g), scaglie di
parmigiano, olio extravergine, aromi a
piacere (capperi, olive, acciughe ecc.)
Pane integrale due fette
Frutta a piacere
Cena
Pinzimonio di verdure miste (sedani, carote, carciofi, indivia ecc.).
Spezzatino con patate (una porzione)
Frutta fresca a piacere
GIORNO 3
Colazione
Una mela e una banana con miele
Una tazza di té verde o tisana mix con 8-10 biscotti integrali (o fette
biscottate integrali) con marmellata non zuccherata
Un uovo alla coque
Pranzo
Monopiatto di fagioli con tonno e cipolla (80 g fagioli, 80 g tonno, cipolla a
piacere cruda o scottata), olio extravergine.
Cena
Pesce ai ferri con insalata verde.
Fetta di crostata di farina integrale.
Ecco, come puoi vedere ho toccato solo una piccola parte delle tante
possibili combinazioni. Tieni inoltre presente che i condimenti naturali (capperi,
olive, peperoncino, rosmarino/salvia, aglio, cipolla ecc.) sono
completamente liberi, e che i grassi - in moderate quantità - possono
essere assunti senza problemi (maionese fatta in casa, olio extravergine ecc.).
Fammi sapere se riesci ad applicare le regole così come sono, che eventualmente
ne riparliamo, o creiamo una versione più "soft" (ma rallentando i
risultati...).
Sono convinto che desideri realmente stare meglio!
Non dimenticare, naturalmente, l'importanza della masticazione, la totale
libertà di frutta e verdura anche fuori dai pasti, e l'INDISPENSABILITA'
del movimento, all'interno del piano.
A presto!
Luca Speciani
3/1/05 Angela da Milano: "Milanomarathon col cordino"
Ciao luca,
all'arrivo della maratona di Milano, io e il mio fidanzato abbiamo assistito al
tuo arrivo in compagnia di un non vedente .... ti abbiamo stretto la mano
, non tanto perché ti conosciamo (probabilmente non ti ricorderai nemmeno di
noi quando ci siamo presentati nel tuo studio
qualche mese fa per la maratona di New York)
ma perché umanamente ci sentivamo di stringere la mano ad una persona che ha
fatto il bellissimo gesto di accompagnare un portatore di handicap (con un tempo
di tutto rispetto, poco al di sopra delle quattro ore) rinunciando in tal modo
alla possibilità di fare una gara vera personale! vogliamo ringraziarti perché
lo sport ha bisogno di persone come te, persone coerenti con quello che dicono e
scrivono!
grazie Luca,
Angela e Alberto
Fatemi mettere il naso rosso, in questa occasione!
Il ragazzo che ho accompagnato (Mike
Cordino, al secolo Michele Pavan) era al
suo esordio in maratona, ed io l'ho scortato soltanto dal 32esimo km fino
all'arrivo, perché fino al 32esimo è stata un'altra mia "pupil"
(Paola Pignatelli) che l'ha accompagnato: il merito è dunque più suo che mio!
Non ho inoltre rinunciato a granché: quest'autunno ho corso Berlino
e New York, e una terza maratona non ci stava proprio.
Piuttosto, devo dire che correre con lui, aiutarlo ad arrivare con i 1000
incoraggiamenti che sono stati necessari (era partito forte e quindi è andato
un po' in crisi), stimolare la gente sul percorso (tutta con la bocca cucita) ad
applaudirlo e ad incitarlo, è stato veramente bellissimo. Ed è un dono che LUI
ha fatto a me, non il contrario come si potrebbe pensare.
La maratona ci offre continuamente nuovi spunti e nuove emozioni. Questa
esperienza la consiglio a tutti: Non soltanto in gara, ma in allenamento, tutti
i giorni, quando si vuole. Michele e i suoi amici di "disabilincorsa" http://www.disabilincorsa.com
(Alberto Ceriani correva con Paolo Pagliotto, altro "pupil" della
squadra...) hanno bisogno di accompagnatori tutte le volte che hanno tempo per
allenarsi.
In quello che Michele mi ha fatto vivere c'era la bellezza della maratona
abbinata alla bellezza di poter essere utili a qualcuno più sfortunato. C'era
il piacere di concludere, e la voglia di incitarlo, di spronarlo. C'era il
descrivergli le vie che attraversavamo, i palazzi, la gente, e c'era il capire
come l'indifferenza di tanti può rendere la vita di chi ha un handicap mille
volte più difficile.
Grazie per la vostra sensibilità, per il vostro sentirvi vicini. Capire che un
problema esiste, e che si può fare qualcosa per migliorarlo (anche una
piccolissima cosa, come quella che ho fatto io) è già un passo avanti
prezioso, per lui e per noi.
Moltiplichiamo queste belle iniziative, e le nostre vite saranno infinitamente
più ricche e intense. Chi volesse approfondire l'argomento e magari
"partecipare", non ha che da leggere la lettera seguente!!!!
Un abbraccio e a prestissimo!
Luca
2/1/05 Michele: "Disabile a chi?"
| E' on-line il nuovo sito di Disabilincorsa: http://www.disabilincorsa.com. Disabilincorsa deve crescere, farsi conoscere. Chiediamo semplicemente di far girare questo piccolo comunicato tra i tuoi contatti. Se hai degli amici webmaster o se gestisci un sito fai pubblicare e/o pubblica Disabilincorsa. Se sei un atleta o se hai degli amici sportivi, contattaci o facci contattare! Un piccolo gesto per un grande aiuto. Rinnovando gli auguri di buon anno, salutiamo calorosamente Disabilincorsa |
![]() |
Disabile a chi?
Corrono. Ma non da qui a lì: quando si allenano a dovere, portano a casa i
42chilometri di una maratona. Oppure vanno in bicicletta: lungo fiumi, laghi, su
per sentieri di montagna. E ancora: nuotano, sciano,
si arrampicano su pareti di roccia. Eppure li chiamano "disabili". Michele
Pavan, non vedente, ha trasformato il suo handicap in una scommessa. Da sempre
appassionato di sport, ha messo in piedi un sito per favorire l'incontro tra i
cosiddetti disabili e tutti coloro che praticano attivamente qualche attività
sportiva.
Obiettivo: creare una catena di solidarietà - ma anche e soprattutto di
amicizia - per consentire a chi ha problemi fisici di correre, pedalare, fare
trekking.
Attraverso le pagine web di Disabilincorsa (per ora associazione no profit, ma
presto diventerò una Onlus), ci si può proporre come accompagnatori per le
diverse discipline sportive. Niente paura: non occorre nessuna preparazione
specifica, ma solo un po' di attenzione e la voglia di condividere le proprie
passioni. Per accompagnare a correre un non vedente, per esempio, basta una
cordicella da legare al polso. Nel caso della bicicletta, si userà il tandem. E
in montagna, afferrando una maniglia fissata allo zaino della guida, sarà
facile capire com'è il percorso. Sulle pagine virtuali di Disabilincorsa, poi,
è possibile partecipare a dibattiti, comunicare con gli iscritti alla lista,
segnalare eventi e manifestazioni, chiedere suggerimenti. Per consultare il
sito: http://www.disabilincorsa.com.
Per comunicare con Michele Pavan: tel. 347.3845121 oppure disabilincorsa@spaziosulweb.com.
Ospito volentieri l'intervento di Michele, che ho avuto
l'onore di accompagnare nel tratto finale della Milano Marathon 2004. L'intento
è dare visibilità ad un sito che desidera dare una mano a chi ha qualche
difficoltà in più, fornendo informazioni, idee e contatti.
Un abbraccio,
Luca.
16/12/04 Antonella: "NEW YORK? Si può fareeeee!!!!"
Ho chiesto alla mia compagna un piccolo resoconto sulla gara di New York vista con gli occhi di una principiante assoluta. Chissà se potrà invogliare qualche altra "moglie non podista" ad affrontare questa splendida avventura?
Se esordio deve essere, mi sono detta, che sia almeno
un’autentica “Prima”! E quale miglior palcoscenico si può desiderare se
non New York, il mito, il sogno di ogni runner?
Se in più si tratta anche della prima incursione transatlantica della vita, si
aggiunge emozione ad emozione. Il rischio è poi di non saper da che parte
cominciare per condensare una “7 giorni” eccezionale a chi chiede “come è
andata”. Comunque racconti sulla gara più famosa nella Grande Mela li hanno
già scritti altri ben più esperti
di me. Così mi limito a raccontare il mio piccolo, piccolissimo esordio sulla
mitica distanza.
Sono una persona che corre al massimo due volte la settimana (molto spesso una)
ed in generale non va oltre i 5km. Con questo credo di aver detto quasi tutto.
L’impresa si presentava dunque piuttosto ardua e certo non si potevano fare
grandi pronostici sul COME e forse nemmeno si poteva essere certi del “SE”.
Comunque, armata di incrollabile ottimismo e facendo affidamento su una innata
caparbietà caratteriale, mi appresto alla grande sfida.
Ho individuato dei trucchi fondamentali.
TRUCCHI
1. è una questione di RITMO: l’unico sbaglio che puoi fare è andare
troppo forte. L’ entusiasmo ed i primi
kilometri sotto la spinta dell’adrenalina possono mietere vittime a piene
mani. Io ho pensato di inserire dei tratti al passo fin dalla partenza. In realtà,
all’inizio, diciamo per i primi 10km, l’entusiasmo
era davvero alle stelle e non sentivo di averne bisogno. Comunque poi ho
cominciato a camminare per brevi tratti, a sensazione, anche perché tra
misurazioni in miglio e pubblico incitante, avevo del tutto perso il senso del
chilometraggio.
2. non avere obiettivi: legato in parte al punto 1. Porsi veramente nelle condizioni di godere il passaggio dentro New York, ATTRAVERSO la città, dentro all’incitamento delle persone che, mi rendo conto, al mio passaggio avevano già incoraggiato 35.000 runners.
3. costruirsi una misura delle proprie capacità: anche se non ero nelle condizioni di effettuare dei veri e propri allenamenti, penso mi sia stato comunque molto utile, nell’arco dei due mesi precedenti, aver inserito delle lunghe distanze: due mezze, un 25km ed un 30km, tutte affrontate quasi per “vedere com’è” e quindi del tutto in scioltezza, sfruttando la presenza di un amico, e magari chiacchierando un po’!
Certo c’erano dei fattori contro di me, alcuni oggettivi, altri semplicemente fantasmi che ognuno si porta.
“CONTRO” OGGETTIVI.
1. non vado pazza per la corsa in sé, preferisco attività legate a gioco e
musica.
2. la qualità e quantità degli allenamenti risente di quanto appena detto e dal fatto che sono una quarantenne lavoratrice mamma e moglie, e qui non serve aggiungere altro!
3. mi porto dietro un piccolo “difetto genetico”, la talassemia, nota come anemia mediterranea. Niente di grave nel mio caso, ma praticamente l’effetto è che vivo tutta la mia vita come se fossi anemica, quindi in costante regime di bassi livelli di emoglobina, che mi penalizzano un po’ ad esempio nei meccanismi di ossigenazione, rendono più difficile i recuperi e mi fanno sentire un po’ più stanca.
“CONTRO” FANTASMA
- la ricognizione del percorso fatta in autobus il giorno prima... beh, diciamo
che mi ha fatto vacillare non poco, ma ora ho capito che non è la strada
l’orso da affrontare ma gli altri errori che possiamo commettere (vedi i
TRUCCHI di cui sopra)
- arrivi al giorno tanto atteso con mille dolorini: un po’ di naso chiuso, gambe stanche per il lungo camminare (del resto vuoi vedere tutto in 5 giorni!), scombussolato dal ritmo sonno-veglia-pasti che ormai è una confusione mica male. Anche questo problema in realtà non ha contato assolutamente niente : la maratona è stata un colpo di bacchetta che ha volatilizzato tutti questi piccoli malesseri.
“PRO” OGGETTIVI
1. ho un privilegio, posso avvalermi della consulenza di un paziente coach in
famiglia: in realtà non gli permetto di allenarmi, ma all’occorrenza,
approfitto della sua esperienza in vari campi.
2. un atteggiamento decisamente non agonistico. Questo
punto, magari qualcuno lo metterebbe tra i CONTRO, ma decisamente, per chi è
nelle mie condizioni, certo semplifica le cose e ti fa accettare quanto di buono
c’è in queste partecipazioni che potrebbero altrimenti sembrare pazzesche,
dato il livello di allenamento.
“PRO” PIU’ SFUMATI
1. per quanto riguarda New York, la mia presenza era comunque prevista come
accompagnatrice, quindi c’è un diavoletto che a quel punto ti dice: “... e
dato che ci sei!!!!” rendendoti in discesa la decisione di partecipare!
2. nessuno si aspettava niente da me, un bel sollievo!
Non racconterò della gara, dato che ci sono in giro
molti racconti sull’argomento. Aggiungo solo alcuni “quadri” che gli
autori più quotati non potranno darvi mai (per il semplice fatto che tali
immagini sono tipici delle ultime retrovie).
Il passaggio sotto la linea di partenza (a più di 20 minuti dallo sparo
d’inizio!) mi ha offerto il colpo d’occhio del ponte di Verazzano,
costellato di capi d’abbigliamento lasciati cadere via via dagli atleti. E per
tutta la durata del percorso ho continuato a vedere guantini scuri, bandane
rosse, canotte variegate di cui le persone si liberavano all’intiepidirsi
dell’aria. Come una novella Pollicina non c’era che da seguire le tracce
fino all’arrivo!
Poi racconto del tappeto verde che si stende ai vostri piedi nei paraggi dei ristori. Magnifico! Parla di energia e di passi veloci: lo hanno tessuto per voi tutti quelli che sono passati , i circa 30000 che vi hanno preceduto al ristoro, preso il bicchiere, reintegrato liquidi e sali e poi lo hanno lasciato cadere. La First Avenue al mio passaggio ne era pavimentata e quella vista mi ha lasciato una traccia profonda e l’incoraggiamento a proseguire su quel percorso con tutti gli altri.
Nel dopo-gara vi aspettano ore di deliziosi e persistenti dolori alle gambe, alla schiena, per i più fortunati anche ai piedi. Ma il peso della medaglia al collo è dolce e vi procura sguardi ammirati e pacchi sulle spalle da giovanotti e signore sconosciute che sorridono e con un “Congratulations!” vi fanno sentire fortissimi.
I numeri finali? Al traguardo sono arrivate 32000 (e pochi spiccioli) prima di me. Nella categoria donne sono circa al 10000° posto e se vado a vedere la categoria per fascia di età scopro che mi sono piazzata intorno alla 1000° posizione. Le statistiche dicono “...che meno del 3% della popolazione italiana riesce a correre 3 km di seguito, 0,5% della popolazione finisce una maratona....” . Quindi, facendo due conti scopro esterrefatta che ho superato di colpo qualche milione di persone!!!!!!
Che altro dire? New York costituisce una tentazione ed io ho ceduto. Ne sono fiera e penso che, a volte, qualche piccolo problema fisico o di organizzazione familiare ci forniscono la scusa per “non provare”. Non deve essere per forza maratona! Penso a corsi di ballo, viaggi avventurosi o altre esperienze che non abbiamo mai osato fare. Accettiamo di non vincere, magari, e non temiamo la “figuraccia”! Sono certa che ognuno può trovare le risorse per fare qualcosa di inaspettato, sorprendendo noi stessi e gli altri! E magari, anche buttandosi alla grande!!!!!
Un ultimo consiglio se decidete di osare (soprattutto a New York): non dimenticate assolutamente di indicare il vostro nome in bella evidenza sulla maglietta. Sarete chiamati migliaia di volte da persone di ogni etnia, credo religioso e stazza fisica! Purtroppo io non ho curato questo particolare, e ne sono pentita, ma..... magari l’anno prossimo, chissà......
08/12/04 Michele: "Ho iniziato a correre da poco: quale maratona?"
Ciao, sono un ragazzo ventiseienne che circa un mesetto fa dopo aver corso 2
km ( in modo pietoso)!!!!!!!!!! ho parlato con un ragazzo che mi ha consigliato
il TUO sito e ho comprato il tuo libro e da lì mi è venuta una voglia matta di
correre....
Oggi dopo un mese ti voglio raccontare le mie sensazioni dopo aver fatto due
mezze maratone a distanza di 3 giorni. La prima l'ho corsa domenica e oggi la
seconda. ho provato delle sensazioni nuove (anche se sono dottore in scienze
motorie) che con altri sport non avevo mai provato soprattutto al termine
dell'attività.
Ho cercato di mettere in pratica i consigli del libro e ho trovato la
possibilità di darmi delle risposte che AVEVO ma che non riuscivo a leggere
dentro di me.
Dopo essere tornato a casa e aver fatto la mitica doccia mi sono sdraiato sul
letto e mi sentivo il ritmo della corsa dentro e una leggerezza interiore che in
pochissimi momenti della mia vita avevo provato fino ad oggi. So che magari per
TE questa impresa è una piccola cosa ma per me è stata un'esperienza immensa e
volevo farti PARTECIPE...ma sono sicuro che riesci a capirmi!!!!
Sto progettando la prima maratona fra un po' di mesi e spero di vederti e di
fare qualche metro al tuo fianco.
Vorrei un consiglio su quale maratona scegliere per tagliare il mitico
traguardo.
grazie di tutto.
Michele
Felice di aver contribuito alla tua entrata nel mondo dei
runner, Michele! Le sensazioni che descrivi rendono molto bene l'effetto della
corsa sul corpo e sulla psiche. Nella scelta dei prossimi impegni non hai che
l'imbarazzo della scelta: l'apposita sezione sulla rivista Correre (se
vuoi leggere la mia rubrica mensile...) ti indicherà
tutte le gare dell'anno. Per quanto riguarda i miei progetti, puoi consultare la
sezione Le mie gare. In particolare, se vuoi puntare ad
un "sogno internazionale", non hai che da leggerti la pagina delle
offerte "In viaggio con Luca Speciani"
: in queste trasferte c'è sempre la possibilità di fare gruppo e divertirsi,
oltre che vivere appuntamenti tecnici di massimo livello in città favolose
(quest'anno Berlino, Cracovia, Parigi e New York! Non dico altro).
Ti saluto e grazie di nuovo,
Luca
28/10/04 Luciano: "Libro Mente&maratona"
Complimenti, un signor lavoro.
Sia tecnico che di ispirazione. Si legge come un thriller (non riuscivo a
smettere) ma, una volta finito, ti lascia con l'impressione di essere una
persona migliore.
ciao.Luciano.
Grazie Luciano. Conoscendo la qualità del lavoro che svolgi con i tuoi atleti,
i tuoi complimenti ci risultano doppiamente graditi!.
12/10/04 Antonio: "Corsa e donazione di sangue"
Ciao Luca, sono un donatore di sangue e vorrei sapere dopo una donazione per quanto tempo non si deve correre.
Ciao Antonio, se stai bene puoi correre anche poche ore
dopo una donazione, senza problemi (avrai una minore efficienza nel trasporto
dell'ossigeno, compensata dal sangue più fluido, ma niente di grave).
Diverso è il caso di una maratona o di una gara impegnativa di lunga durata,
svolta due-tre giorni dopo. In tal caso la minore efficienza nell'ossigenazione
potrebbe sentirsi maggiormente e incidere qualcosina sul tempo finale. In linea
di massima credo che dopo una settimana la differenza non sia più percepibile.
12/10/04 Luca: "Alimentazione pre-gara"
SONO SOCIO RRCM, ISCRITTO ALLA NYC MARATHON 2004 .
SE HO BEN CAPITO GIRANDO VELOCEMENTE PER IL TUO SITO, CONSIGLI IL CARICO DI
CARBOIDRATI PRE MARATONA NELLE SOLE 24 H PRECEDENTI LA GARA, E NON PIU' UN SUPER
CARICO DI 3 GIORNI.
HO LETTO BENE? MI AIUTI SOLO A CAPIRE COSA MANGIARE GIOVE VENE E SABATO IN
OCCASIONE DELLA NYC MARATHON?
SPERO DI CONOSCERTI (SE NON A NY DOVE
CI SARA' GRAAN CASINO) AL PIU' PRESTO
Ciao Luca,
le prestazioni migliori si hanno in condizioni di perfetto equilibrio
psicofisico. Non ritengo quindi assolutamente utile la vecchia dieta dissociata
che prevedeva tre giorni di "fame" di carboidrati e tre giorni di
carico. Io continuo tutta la settimana a mangiare normalmente. Il sabato faccio
in modo di magiare una buona quantità di carboidrati, ma solo allo scopo di
riempire "all'orlo" i depositi di glicogeno epatici e muscolari. Mai
più dell'orlo.... se no il corpo reagisce contrastando il fenomeno.
Ciao!
28/09/04 Alvise: "Assunzione di carboidrati durante lo sforzo"
Ciao a tutti, visto che l'argomento e' sempre fonte di discussione, vi
segnalo questo articolo, uscito su «Nutrition» 2:669-6770 - 2004.
E` un «review article» sullo stato delle conoscenze sull'assunzione di
carboidrati durante l'esercizio.
Citando dall'introduzione:
This review discusses the effects of CHO on endurance capacity and endurance
performance when ingested _during_ exercise and the underlying mechanisms for
the observed performance effects. The second part of this review discusses ways
to improve the bioavailability of CHO and directions for future research.
E` disponibile on-line, qui:
http://snipurl.com/9dzk
Grazie per la segnalazione, evidenzio qui di seguito
gli elementi più interessanti che se ne possono trarre.
Viene evidenziato il concetto che, nella difficilissima situazione agonistica in
cui ogni digestione è quasi bloccata, l'utilizzo di vie digestive diverse (per
esempio di fruttosio e glucosio) possa quasi raddoppiare la velocità di
passaggio nel sangue di quegli zuccheri. Ovvero, se invece di usare le molto
digeribili maltodestrine (da sole) si usano maltodestrine abbinate ad altri
zuccheri semplici (es. fruttosio) la velocità di assunzione raddoppia.
Un dubbio (credo lecito) mi viene se penso che comunque la trasformazione
energetica di tali sostanze avviene sempre e comunque nel mitocondrio attraverso
il ciclo di Krebs, ovvero mediante trasformazione delle stesse in
acido piruvico: ciò significa che alla fine la via di trasformazione in energia
è comunque la stessa, e che il collo di bottiglia si trova là (posto che sia
davvero raddoppiata la velocità di transito intestinale, come
postulato dall'articolo).
Il resto del pezzo mi sembra invece basato sulla ricerca di vie utili per
INCREMENTARE la prestazione a mezzo di assunzione di carboidrati durante la
gara.
Ora, se ragioniamo un momento sulla cosa, capiamo subito che in una gara breve,
o lunga fino alla mezza, le nostre dotazioni normali di glicogeno sono
largamente sufficienti ad arrivare fino in fondo alla prova con il
massimo della resa (utilizzo di SOLI zuccheri!). Nella maratona il discorso
cambia, e l'aumento della prestazione in termini di velocità/km non ha alcun
significato, quando il problema vero è la quota di grassi che si riesce a
consumare in ogni metro. Tantomeno l'assunzione di zuccheri in gara, i cui
effetti sull'allontanamento della crisi sono irrisori (e spesso dannosi per il
fenomeno del furto di sangue o altre reattività), rispetto alle necessità del
momento. Questa parte della ricerca non mi trova quindi d'accordo.
A chi consigliasse comunque l'assunzione di zuccheri in piccola quantità ad
ogni ristoro, mi sento di rispondere che, se fosse così sempice, basterebbe
ingoiare 150 grammi di zuccheri pochi minuti prima della gara e voila.... crisi
del 35esimo cancellata! Parlare di 1 g di zuccheri al minuto significa parlare
del livello più alto possibile di combustione, che si verifica assorbendo
continuamente piccole quantità di zuccheri, combinate per lavorare con enzimi
digestivi diversi, miste alla giusta quantità di acqua (diluite circa al 5%), a
temperatura ideale, e in perfette condizioni di funzionalità intestinale (i
test di assorbimento vengono fatti con prove di pochi minuti su tapis roulant o
peggio ancora su cyclette, dove non esiste neppure lo shock da sbattimento su e
giù!).
Anche in tali ideali quanto impossibili condizioni, tale grado di assorbimento
potrebbe essere ottenuto solo con una cannula tipo camelback da cui assorbire
continuamente, per tutti i 42 km, l'esatto ideale quantitativo
utile per il minuto successivo.
La differenza è tra teoria (o becera applicazione di dati derivati) e realtà
dei fatti. Il corpo non è una macchina termica perfetta. Risponde con
regolazioni ormonali, riduzioni di lumi, attivazione di neurotrasmettitori,
feed back, blocchi funzionali, inibizioni progressive. Nella pratica è stato
misurato che anche assorbendo in condizioni ideali un bicchierino intero ad ogni
ristoro (ogni 5 km), contenente maltodestrine disciolte in acqua tiepida nella
concentrazione ideale (e tutti noi sappiamo che mezzo bicchierino finisce sulla
maglia...) il ricavo energetico che se ne ottiene consente di ritardare
l'eventuale crisi di circa 700 m.
Via, facciamocene una ragione... per correre fino in fondo una maratona al ritmo
più omogeneo e veloce possibile, l'unica via è allenare a dovere la potenza
lipidica.
18/9/04 Marco da Milano:
"Dieta GIFT e zona"
Ciao, ma la tua GIFT anche se sul sito non specifichi le quantità è la zona
del Dr. Barry Sears! Giusto?
Marco
Ciao Marco,
assolutamente no!
Con la dieta a zona condividiamo (io e l'immunologo
Attilio Speciani, con cui la dieta è stata messa a punto) alcuni concetti:
il controllo dell'eccesso di insulina, l'attenzione alla qualità dei cibi (pur
con i dovuti distinguo), ed anche il prezioso effetto "antifame"
dell'abbinamento proteine-carboidrati.
Ce ne dividono altrettante.
La più grave (leggi la lettera nella posta in cui rispondo a Francesco
da Lecce) è quella relativa al contributo calorico quotidiano.
Le calorie che la dieta GIFT apporta sono molto
maggiori rispetto a quelle proposte dalla dieta a zona (anche se la nostra dieta
non richiede un calcolo analitico delle calorie assunte, ma solo un controllo
"visivo"), e questo per il semplice motivo che alla base del
dimagrimento GIFT vi è una forte attivazione metabolica, mentre nella zona il
dimagrimento è ottenuto solo grazie alla riduzione del numero di calorie
ingerite, con relativo dannoso "rallentamento metabolico".
Per l'atleta, seguire una dieta ipocalorica come la zona, ha - a nostro giudizio
- effetti particolarmente dannosi: sia nel rallentamento complessivo delle
velocità di reazione interne (ovvero minore rimozione delle tossine, minore
velocità di ricostruzione tissutale, recupero più lento..), sia (per il
fondista e il maratoneta) nell'utilizzo come carburante energetico delle
proteine muscolari, che fa perdere all'organismo il tono muscolare che con
fatica l'allenamento aveva costruito.
La fortuna della zona con molti atleti sta nel fatto che questi erano partiti da
una situazione di sovrappeso (e dunque il dimagrimento ha favorito in una prima
fase le loro prestazioni), e secondariamente dal fatto che le persone non
rispettavano fino in fondo le rigide regole della zona: se le avessero
rispettate (nelle quantità indicate) si sarebbero trovati nell'impossibilità
di rendere a sufficienza in gara o in allenamento a causa della loro carenza
permanente di glicogeno epatico e muscolare.
Ti posso assicurare che mi scrivono spesso persone che dopo un iniziale
dimagrimento, si trovano a mal partito con diete ipocaloriche, e accusano
stanchezza e demotivazione, peraltro prevedibilissime.
In sintesi, GIFT e zona - che pure condividono alcuni concetti importanti - si
trovano su due sponde diverse.
La zona dalla parte della riduzione dell'apporto calorico, come la maggior parte
delle altre diete. La dieta GIFT dalla parte dell'attivazione metabolica, come
punto fermo per incominciare un virtuoso programma di rieducazione alimentare
verso il 100% della propria efficienza organica (e psichica).
Mi sembra che siano due punti di partenza molto molto diversi.
Aspetta la pubblicazione delle "dieci regole" GIFT e avrai sicuramente
un quadro un po' più chiaro dell'intera questione.
Ciao e a presto
Luca
www.lucaspeciani.it
PS: Attenzione a non fraintendere: paragonata al far west di diete fantasiose e
prive di qualunque base scientifica che si vedono circolare su giornali e
riviste, la zona rappresenta un tentativo molto valido di sensibilizzazione del
grande pubblico ad una maggiore attenzione ad aspetti importanti della nostra
alimentazione. Mi sembra tuttavia che vi sia necessità di recuperare alcuni
concetti validi, ampliandoli in direzioni del tutto innovative, sulla base di
nuove evidenze scientifiche.
14/9/04 - Francesco da Lecce: "Dieta a zona e numero di calorie"
Gentile Dr. Speciani,
mi chiamo Francesco e sono di Lecce.
Anzitutto volevo complimentarmi vivamente con Lei per l'alta qualità e la
completezza del sito: è veramente una miniera ricchissima di informazioni.
Le scrivo perché vorrei porre alla Sua attenzione alcuni miei dubbi e chiederLe
alcuni consigli in merito.
Pratico pallavolo a livello agonistico (serie C, è una categoria
semi-professionistica) e volevo chiederLe qual è, secondo Lei, la quantità di
proteine per kg di massa MAGRA necessaria per questo tipo di attività (la mia
settimana-tipo è formata da 5 allenamenti, 2 volte con i pesi e 3 volte al
palazzetto, a cui si aggiungerà tra circa un mese anche la partita
settimanale), al fine di impostare una dieta a zona tarata sulle mie necessità
(ho anche il bisogno di perdere circa 4 kg di grasso acquistati durante un
infortunio).
L'altro mio dubbio, collegato al primo, riguarda i particolari momenti in cui si
può violare la zona per recuperare le scorte di glicogeno: che tipo di
carboidrati e soprattutto in che quantità (considerando che lo sport è la
pallavolo e non la massacrante maratona o la corsa in genere - complimenti per
la forza di volontà!-) dovrei assumere subito dopo un allenamento o una seduta
di pesi? Entro quanto tempo? Non abbia remore ad essere molto preciso, ho
intenzione di fare il sacrificio di mangiare "col bilancino" sapendo
che i risultati in termini di equilibrio psico-fisico e di benessere mi
ripagheranno di tutti gli sforzi fatti.
RingraziandoLa anticipatamente per la Sua disponibilità e confidando in una Sua
risposta chiarificatrice, Le rinnovo i miei complimenti per la Sua attività e
colgo l'occasione per porgerLe distinti saluti.
Ciao Francesco, e grazie per i complimenti al sito.
Il problema non è tanto quale sia la quantità di proteine necessaria alla tua
attività sportiva, quanto piuttosto quale sia il contributo calorico
complessivo a te necessario.
Se tu vuoi chiedermi un'applicazione rigorosa della dieta a zona, da me non
l'avrai, perché sono convinto del fatto che i calcoli della dieta a zona (oltre
a richiedere un'analiticità e una precisione che ne rendono difficile
l'applicazione quotidiana) costringono lo sportivo ad un apporto calorico
assolutamente insufficiente, con conseguenze potenzialmente dannose sul suo
equilibrio energetico.
Mi spiego meglio: se fai due calcoli, te ne accorgi subito.
Nella tua e-mail non mi dici il tuo peso (dato che potrebbe peraltro essere
utile, unito ad altezza e massa grassa, per capire se sei vicino al tuo peso
forma oppure no). Ma ipotizziamo che tu pesi 70 kg, con una massa grassa del
15%. La maggior parte delle tabelle indicano per te un consumo calorico
quotidiano (da sedentario) che può andare dalle 1750 kcal (stima prudenziale)
alle 1950 (stima larga).
A queste vanno aggiunte le calorie consumate nell'allenamento, che possono
variare dalle 200 della seduta di pesi, alle 400-500 della partita settimanale.
Facciamo una media "prudenziale" quotidiana di 2000 kcal (e siamo
stati bassi).
Ora, se seguiamo rigidamente la zona, dobbiamo ipotizzare (poiché sei sportivo)
1,5 g di proteine al giorno per kg di massa magra. La tua massa grassa è il 15%
(ipotesi), quindi occorre moltiplicare il tuo peso (70 kg)
per la % di massa magra (0,85), per 1,5 g, ottenendo un totale di 89,25 g di
proteine come dose quotidiana.
Poiché un g di proteine fornisce 4 kcal, otteniamo un contributo calorico pari
a 89,25x4 = 357 kcal.
Seguendo la zona, il rapporto tra contributi calorici deve essere 40-30-30.
Dal che si deduce che in un giorno, per restare in zona, tu (sportivo!) avrai
bisogno di 476+357+357 kcal complessive al giorno tra carboidrati, proteine e
grassi.
Fai tu la somma: sono 1190 kcal. poco più della metà di quelle che una stima
prudente ti consiglierebbe. E per forza che con la dieta zona si dimagrisce!
Anche digiunando si ottiene lo stesso effetto!!!
In realtà la zona come dieta dimagrante ha i suoi pregi, perché grazie
all'accoppiamento proteine carboidrati ad ogni pasto, consente di tenere calma
l'insulina e quindi di ridurre l'effetto fame ipotalamico legato
all'abbassamento della glicemia. Inoltre la zona pone l'attenzione sulla qualità
dei cibi (freschi, magri ecc.), il che non è sicuramente sbagliato in un
momento in cui la fanno da padrone hamburger strafritti e biscotti
alla margarina. Tuttavia la zona, rigidamente interpretata, può solo nuocere
all'atleta che non si trovi in una condizione di sovrappeso, perché la
improvvisa carenza di zuccheri lo porterà da una parte a rallentare il
proprio metabolismo, e dall'altra ad utilizzare le proteine muscolari per
produrre energia, vanificando gli sforzi di incremento svolti con le sedute di
allenamento.
Se ti garba l'applicazione della zona, il mio consiglio è: non rispettare i
vincoli calorici che essa pone. Tieni alto il tuo metabolismo con l'allenamento,
e risparmia le tue preziose proteine muscolari. Nel paio d'ore che seguono un
allenamento intenso (non dopo mezz'ora di pesi...) le tue scorte di glicogeno
sono intaccate. L'azione dell'insulina, quindi, è salutare, perché asporta
zuccheri dal sangue e li porta a ricostituire le scorte di glicogeno muscolari
ed epatiche, senza alcun effetto di ingrassamento o di squilibrio. Se dunque
vuoi toglierti lo sfizio di
mangiare quella bella fetta di torta al cioccolato, fallo in quel momento (se
vuoi mantenerti magro, comunque, l'apporto in carboidrati puri non deve essere
superiore alle calorie consumate durante l'allenamento).
In definitiva, una dieta per lo sportivo NON PUO' essere la zona, che è invece
una buona dieta dimagrante, rivolta anche alla prevenzione di patologie
cardiovascolari.
Un ottimo compromesso tra le esigenze di dimagrimento e le esigenze di
efficienza dello sportivo, si può trovare nella nuova
dieta GIFT, di cui è presente su questo sito un'ampia descrizione.
Nel frattempo, se ci tieni, segui i dettami della zona per tutto quanto riguarda
la qualità e la varietà dei cibi da assumere. Per le quantità, invece,
regolati diversamente secondo i bisogni che il tuo corpo ti segnala.
Se hai perso la naturale capacità di leggere i tuoi bisogni energetici, puoi
comunque basarti su una dieta, ricca di frutta e verdura che (se i tuoi dati
antropometrici sono simili a quanto detto) deve apportarti almeno 2000 kcal
al giorno.
Se volessi approfondire il discorso prima, non hai che da prendere appuntamento
con me in studio (vedi sul sito) per discutere del tuo caso specifico, e
ricevere un piano dietologico completo in
grado di aiutarti
nella tua pratica sportiva, ed anche nel perdere quei 4 kg di cui lamenti la
presenza (ma magari insieme scopriamo che sono solo due, o al contrario sei...)
Auguri per il tuo campionato e ancora grazie per i tuoi complimenti!
Luca
19/8/04 Fabio da Sondrio: "Alimentazione pre-gara e cabine di comando..."
Ho appena comprato il tuo libro Mente e Maratona, e
sono un appassionato SKYRUNNER di 32 anni. Ho ottenuto risultati modesti
quest'anno:
- ho partecipato ad un mezza maratona ad Aprile ed ho impiegato circa 1h26'
- Lanzada-Poschiavo (seconda prova di coppa del mondo 66° con 3h 19')
- 4 luglio (maratona del cielo) a Corteno 29° con 5h 12'
- ho il mio personale sul trofeo Vanoni (prova di corsa in montagna a staffetta
che si disputa a Morbegno - SO, gara internazionale 35'58'')
Domenica 22/08/2004 parteciperò al KIMA 2004 in Val Masino(so) sperando di
concludere sotto le 8h.
Volevo chiederti alcuni consigli di alimentazione pre-gara, contando che le
SKYRACE partono praticamente tutte alle 7:00 di mattina, ed inoltre
se potevi darmi delle indicazioni su esercizi specifici per affrontare
terreni sconnessi.
Secondo te il fatto di essere donatore AVIS può incidere sulle prestazioni?
(Prelevano circa 450gr di sangue)
Inoltre da un esame di sangue pre donazione dopo a gara di Corteno mi è stata
rilevata un tasso di emoglobina bassa. Io sono stato attento a carichi di
allenamento prevedendo un maggior numero di riposi ed un'alimentazione basata un
po' più sulle carni inoltre il mio medico (e amico) mi ha prescritto una
pastiglia di un integratore a base di ferro al giorno, spero di aver recuperato
i miei valori ematici (normalmente dovrei avere l'ematocrito a 42,5/43 e
l'emoglobina a 13,5).
Ho colto nel tuo libro Mente e Maratona dei suggerimenti
molto importanti, soprattutto a livello mentale.
Ora per concludere la stagione, dopo il Kima, mi rimangono da disputare due gare
in montagna veloci (sui 40'), quindi mi sto concentrando nel trasformare la
resistenza e potenza acquisita in velocità con allenamenti più brevi
ma con soglie più alte (ripetute sui 1000m o 500m in piano, oppure 10'/12' per
3 volte con frequenza 175bpm in salita più 5 per 100m sempre in salita).
Leggendo il tuo libro mi sono convinto di due cose:
- una che è meglio affrontare un allenamento con il sorriso sulla bocca e
soprattutto ascoltare i segnali che arrivano dal proprio corpo;
- due che comunque al di là della stanchezza e dei dolori è la testa che
comanda (ovviamente è un po' più difficile controllarsi nei momenti pre-gara).
Grazie e scusa per il disturbo.
Fabio
Ciao Fabio,
le domande che poni non hanno una risposta semplice:
proverò a sintetizzare.
I tuoi risultati non sono "modesti". Sono i tuoi: punto e basta. Il
confronto con gli altri vale solo in termini di gioco e di divertimento, mai per
svalutare quanto facciamo.
Spero che tu abbia fatto il tuo massimo al Kima.
Quando si parte alle 7 del mattino, non ha alcun senso alimentarsi prima della
gara. Sarà sufficiente un bel caffè zuccherato, o qualcosa di altrettanto
digeribile al risveglio (miele, marmellata, e qualcosa di liquido: nulla più).
Molto importante invece sarà una bella e abbondante cena ricca di carboidrati
complessi nella giornata precedente: a pranzo, soprattutto, e un po' anche a
cena (ma non troppo tardi).
Per correre bene su terreni sconnessi, occorre allenare la sensibilità
propriocettiva, che è una dote del sistema nervoso. L'unico modo per allenarla
è quello di fare spesso pratica di quel tipo di terreni, lavorando
istintivamente con gli aggiustamenti della posizione di piedi, caviglie, muscoli
tibiali, quasi senza "pensarci". Una interessante analisi su questo
argomento, l'ho presentata alla Maratona di Firenze 2003 in occasione del
convegno sulla "tecnica di corsa" di cui ho pubblicato
sul sito una sintesi.
Donare il sangue è cosa molto bella e lodevole, e può anche fare bene. Farlo
immediatamente prima di una gara aerobicamente impegnativa (posto che vi sia un
obiettivo agonistico) può naturalmente ridurre le prestazioni per la perdita
sopportata in globuli rossi. Potendo scegliere meglio farlo a qualche settimana
di distanza da una gara importante.
I globuli rossi si rompono facilmente, e in gran quantità, per compressione
fisica, durante gare lunghe come le ultramaratone (o più brevi ma dal profilo
altimetrico più dissestato). Niente di strano che ti abbiano
trovato valori bassi dopo Corteno.
Insieme al ferro, puoi comunque valutare con il tuo medico l'opportunità di un affiancamento
sinergico con rame, vit. C, acido folico e vit. B12: fattori che ne aiutano
l'assorbimento e l'utilizzazione all'interno della molecola dell'emoglobina.
Sui messaggi di Mente e Maratona hai
colto, Fabio, due punti fondamentali.
Rettifico in parte il secondo, perché dire che la testa "comanda" è
commettere lo stesso errore di quelli che pensano che a comandare sia solo il
corpo.
La realtà è che quella che noi chiamiamo "testa" E' corpo, e quello
che noi chiamiamo corpo E' testa in una inscindibile unità che è totalmente
interdipendente. Capire questo vuole dire anche avere le giuste dritte per
sapere come allenarsi, nel seguire l'uno e l'altro aspetto in modo paritetico.
Auguri e a presto
Luca
9/8/04 Alessandro da Torino: "Infortunio pre-maratona: che fare?"
Ciao Luca,
mi sono iscritto al tuo programma su Berlino.
Il problema è che all'inizio di Maggio, dopo la Maratona di Torino, mi sono
infortunato e
perciò, cominciando solo ora a stare un po' meglio, sono clamorosamente a corto
d'allenamento.
La decisione più saggia sarebbe forse quella di rinunciare, ma ormai ho
deciso di venire anche
per l'occasione di visitare la città, indi per cui: che tipo di
"allenamento", ovviamente in
linea di massima , mi consigli per il poco più di un mese che manca alla gara
(o meglio
alla mia precaria partecipazione della stessa)??
Grazie per un tuo suggerimento
Alessandro
Caro Alessandro,
dopo due mesi di quasi inattività occorre come prima cosa tornare a valori minimamente accettabili di resistenza organica.
Quindi ti direi di dedicare un paio di settimane a fare solo km e km di corsa lenta o appena più allegra (se ti senti inserendo qualche breve
fartlek, alternando 1' forte e 1' piano).
E' importante in questa fase lasciare al corpo la possibilità di recuperare, per indurre la naturale
supercompensazione (per esempio correndo un giorno sì e uno no, o alternando un allenamento intenso con uno di rigenerazione).
Dopodiché ci sono quattro settimane utili e una di scarico per combinare qualcosa.
A quel punto occorre inserire almeno un lavoro di qualità per settimana. In settimana 3 dovrai correre un lunghissimo (fallo ben riposato..) di
almeno 28 km ad un ritmo 5-10% più lento rispetto al ritmo gara.
In settimana 5 farai il secondo lunghissimo da 32 km al 5% in più (cioè più lento) del ritmo gara previsto.
Nelle altre settimane proverai ad inserire almeno:
- Un progressivo 4x3000 o 4x4000
- Un LIP 300 (x30)
- Un LIP RipAf da 14 km (alternando 2 km a ritmo gara e uno 30" più
veloce..)
- Un paio di "medi" da 12 e 14 km a ritmo gara.
Se riuscirai a inserire questi lavori, nonostante l'arretrato di forma, dovresti comunque arrivare in fondo dignitosamente.
Mi raccomando di cercare in corsa sensazioni di scioltezza ed elasticità, più che di forza e di grinta. La maratona è essenzialmente
economia di sforzo e consumo dei grassi....
Ciao e auguri!
Luca
29/7/04 Roberto dalla Toscana: "Emicrania dopo la corsa"
Ciao Luca sono Roberto, dalla Toscana. Non è la prima volta che ti scrivo:
ti mandai una mail alcuni mesi fa dicendoti che avevo ripreso a correre dopo
molti anni, e devo dirti che seguendo molti dei tuoi consigli sono riuscito con
3 allenamenti alla settimana a fare anche delle corse di 18 km in 1h e 50 (per
me un ottimo traguardo!!!!)
In circa 7 mesi ho perso quasi 8 kg e ora peso 70 kg per 1.76 di
altezza.
Nel frattempo mi sono anche letto anche il tuo bellissimo libro "Lo
zen e l'arte della corsa", il quale ti devo dire mi ha davvero
emozionato e trasmesso energia per correre, ma anche per la vita stessa.
Ho provato anche ad applicare lo zen alla mia corsa e in certi momenti ho
vissuto dei momenti memorabili specialmente qui in certe campagne toscane (io sto
in provincia di Pisa). Sai le colline, i rotoloni di fieno, gli odori dell'erba
il mattino presto, mi hanno trasportato in una dimensione diversa come se il mio
corpo facesse parte di quel paesaggio e il mio respiro fosse un alito di
vento.....
Belle sensazioni positive che poi servono secondo me ad affrontare la vita con
altri occhi e traguardi, specialmente a stare con i propri familiari (io ho due
bambini) in modo molto più rilassato e positivo.
Ora devo venire però alla nota negativa: dopo essermi allenato e dopo la
tapasciata della domenica, quasi sempre mi prende un forte mal di testa che
incomincia nella fase del recupero un'oretta o due dopo la doccia, partendo da
una forte stanchezza che sento per lo più nel cavo degli occhi, per poi
trasformarsi nel classico mal di testa alle tempie destra e sinistra.
Devo dirti che io ho sempre sofferto di mal di testa anche da
piccolo a partire da 8/9 anni e ho provato di tutto: medicina normale, omeopatia,
centri dell'emicrania, senza mai arrivare a capire la vera causa. Ho provato
anche da un dottore che cura le intolleranze alimentari, che mi ha
prescritto una dieta di tre mesi senza lieviti, latticini, e carne di maiale,
senza però devo dire grandi risultati .
Durante la settimana, nei giorni in cui non corro, ho avuto dei miglioramenti:
in poche parole dei mal di testa meno frequenti.
Il dottore che mi ha fatto il certificato per l'idoneità fisica alla corsa per
entrare nel gruppo podistico in cui mi sono iscritto, mi ha detto a questo
proposito che è normale che per un individuo che soffre di mal di testa che
dopo lo sforzo ci sia l'attacco doloroso di emicrania, e mi ha consigliato senza
mezzi termini di prendermi il mio analgesico (sapessi quanti ne ho presi!!!!!) e
di non affaticarmi più a trovare la causa e il rimedio perché secondo lui sono
cause ereditarie e irrisolvibili.
Ora caro Luca mi sono rivolto a te non perché credo che tu possa risolvere il
mio problema, ma sicuramente qualche consiglio me lo potrai dare, o dirmi se hai
mai sentito dei casi simili, o darmi qualche indicazione su chi potrei
contattare.
Mi ricordo che nel tuo LO ZEN E L'ARTE DELLA CORSA scrivevi senza mezzi termini
che non c'è niente di più sbagliato che curare il dolore con le medicine senza
saperne la causa. Io sono pienamente d'accordo, ma quando ho un attacco di mal
di testa, mi devi credere, non posso quasi mai fare a meno di prendere l'analgesico,
anche se questo è una cosa che veramente vorrei evitare di fare.
Io credo anche che lo zen possa essere una via associata a qualcos'altro che mi
potrà aiutare a risolvere il mio problema.
Sperando in una tua risposta ti saluto e ti ringrazio gia da ora per quello che
stai facendo per noi tutti.
CIAO
Roberto
Per carità! Rifletti, ti prego, sul rapporto che hai
col tuo medico!
Che bel consiglio.... prendere un bell'analgesico quando senti male... come se
non esistessero gli effetti collaterali, che a loro volta perpetuano il problema
in un circolo vizioso da cui non si esce più.
L'emicrania ha delle cause contingenti (sbalzi caldo-freddo, stanchezza e
debolezza, contrazione-dilatazione vasi sanguigni, ansia, eccesso alimentare,
digiuno, ingestione di sostanze tossiche, alcool ecc.) che possono colpire
tutti. Si presenta però con grande frequenza in alcuni individui, e rappresenta
spesso uno stadio avanzato di una situazione irritativa e infiammatoria
esistente da molto tempo, e magari frequentemente soppressa con analgesici,
antistaminici, cortisonici, antidepressivi, stimolanti ecc. a seconda del tipo
di sintomo manifestato.
L'unica via per me sensata (ma che ti assicuro vedo funzionare nello
studio in cui lavoro in modo quasi totale) è quella di ripercorrere
all'indietro la genesi del problema. I nostri organi emuntori sono numerosi: il
fegato, i reni, la pelle. Quali di questi abbiamo costretto a un superlavoro, e
magari soppresso in passato? Solo tornando indietro un passo alla volta è
possibile sgonfiare il problema. Anche se questo può voler dire il riemergere
di vecchi sintomi ormai dimenticati (eruzioni cutanee, riniti allergiche ecc.).
Lo stile di vita - e in particolare l'alimentazione, il sonno, i ritmi di
lavoro, l'ansia - fanno la parte del leone nel creare quadri organici di
predisposizione. Quindi come prima cosa occorre lavorare su questi fattori.
Le intolleranze alimentari spesso sono un parametro su cui è facile
intervenire, e che portano rapidamente a buoni risultati in tempi brevi. Se tu
hai provato con una dieta di eliminazione, posso dirti che non hai provato
nulla. L'eliminazione totale dei cibi a cui si è intolleranti non solo non
risolve il problema, ma talvolta lo aggrava. Occorre invece prima di tutto avere
ben chiaro cosa togliere e con cosa sostituire (cosa non chiara anche a molti
medici..) e in secondo luogo che solo una
dieta di rotazione può portare il corpo ad abituarsi a gestire certi cibi
come "amici" e non più come nemici.
Se vuoi ne parliamo più in dettaglio.
Il fatto che dopo la corsa (cioè dopo uno stress aggiuntivo) tu abbia un
peggioramento sintomatico, mi sembra comprensibile. Il problema è quello di
sgonfiare l'irritazione sottostante, in modo che il piccolo stress della corsa
(che ha numerosi benefici collaterali) non faccia peggiorare la situazione.
Svuota la farmacia, dunque. Una risposta complessa come questa richiedeva forse
al tuo medico l'investimento di 10' del suo tempo. Molto più facile dire "piglia
un analgesico", no?
Grazie delle parole di apprezzamento. Quello che faccio e scrivo è un sasso nel
mare. Poi ognuno lo legge o lo interpreta come ritiene opportuno. Ciò
nonostante fa sempre piacere ricevere ogni tanto dei "grazie" gentili
come i tuoi.
Ciao e auguroni!
Luca
23/7/04 Graziano: "Invecchiare bene"
Ho subito uno strappo muscolare al bicipite femorale per sovraccarico. Dopo 8
mesi passati alla rieducazione tra corsa, stretching, potenziamento, esercizi di
elasticita mucolare tipo skip, balzelli ecc. ho recuperato quasi
del tutto la gamba.
Dico quasi perché in un finale di una gara ho sentito una leggera fitta sulla
cicatrice che poi ho verificato non era altro che un forte accumulo di acido
lattico.
Ciò nonostante ho visto che non sono più un giovanotto e che quindi occorre
pensare cosa fare per restare in forma anche quando avrò 50/60 anni e oltre.
In pratica ti volevo chiedere: oltre alla corsa, riposo, alimentazione, cosa
aiuta una persona ad invecchiare bene?
Saluti
Graziano
Sintetizzerei con: il sorriso.
Perché se è vero che l'attività fisica (soprattutto quella moderata),
un'alimentazione sana e un atteggiamento sereno e rilassato rallentano
grandemente l'invecchiamento, è anche vero che ciascuno di noi ricorda qualche
parente, amico o conoscente vissuto molto a lungo ignorando qualcuno di questi
parametri (talvolta il cibo, talvolta il movimento..), ma con un profondo
sorriso "dentro" nei confronti della vita.
Dovendo scegliere tra le tre "colonne" dunque, sintetizzo con il
sorriso: di gran lunga il più importante.
Senza cibo sano e movimento regolare, tutti i nostri parametri biologici
peggiorano, e ci fanno invecchiare prima. Ma se non siamo capaci di sorridere, a
che ci serve avere anche il corpo più prefetto e sano di questo mondo?
Ciao Graziano, e auguri per un pronto recupero dei tuoi malanni...
Luca
6/7/04 Paolo e Michele (Disabilincorsa): "Dieta Atkins e perdita di peso"
Luca,
Michele è l'animatore di www.disabilincorsa.com
Mi ha girato il messaggio che ha mandato alla sua lista stanotte per chiedermi
un parere.
Visto che immagino tu abbia già pronta una bella risposta (la mia è stata: per
me, intollerante ai latticini, sarebbe improponibile e mi sembra comunque troppo
sbilanciata e pericolosa), propongo che tu, se ne hai voglia
e tempo e, soprattutto, se mi autorizzi, scrivi qualcosa di più scientifico in
merito, così io giro la tua risposta a Michele.
Senza impegno, ciao
Paolo
Il messaggio - che qui riassumo - parlava della dieta Atkins: ne riporto alcuni concetti estratti dalla lunga informazione promozionale sulla dieta stessa:
Si intitola: "Come perdere 10 kg in un mese".
Chiariamo subito una cosa: non sono un medico e neanche un dietologo,
pertanto ciò che troverete scritto in queste pagine si riferisce solo ed
esclusivamente alla mia esperienza personale....
Dovevo assolutamente fare qualcosa, non potevo andare avanti così.
57 anni, 186 centimetri di altezza, una vita sportiva iniziata all'età di
quattro anni e bruscamente interrotta per motivi di lavoro a 53. Un peso
corporeo passato in soli quattro anni dalla piena forma dei 76 chili a 86
con punte di 88-89 sotto Natale-Capodanno....
Così decisi di liberarmi della zavorra, e la spinta decisiva a questa
decisione me dette la lettura di un articolo sulla dieta Atkins, dieta
conosciuta anche sotto i nomi di "iperproteica", "ipoglicidica"
o
"chetonica"....
Robert Atkins, cardiologo americano, scrive:
Le cause che concorrono all'obesità sono essenzialmente due:
- produzione eccessiva di insulina
- mancanza dell'ormone FMH
L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas che stimola la sintesi e la
fabbricazione di grassi che vengono accumulati nei depositi del corpo
(pancia, cosce, glutei ecc.). E' chiaro che se questo ormone viene prodotto
in dosi eccessive i grassi in eccesso aumentano di pari passo.
Ma questa è una patologia: se si è "intolleranti" verso i
carboidraiti
l'insulina aumenta, e per stabilire se si è intolleranti ai carboidrati è
necessario controllare le curve glicemica e insuleminica.
Dopo di che il medico, e nessun altro, potrà stabilire il da farsi.
L'ormone FMH (Fat Mobilizing Hormone) invece viene secreto dall'ipofisi ed
è, come dice il suo nome, deputato alla mobilizzazione (leggi
"consumo") dei
grassi. Ma questa secrezione avviene soltanto quando nell'organismo non ci
sono zuccheri disponibili ad essere usati come fonte di energia tanto da
costringerlo a pescare nei depositi di grasso.
Avete capito adesso ?
Se non avete ancora capito ve lo spiego io: per aumentare la produzione
dell'ormone FMH, che è quello che si "mangia" i grassi che avete
accumulato
in anni di bagordi, è necessario eliminare del tutto gli zuccheri e i
carboidrati. Ma solo questi due elementi; per il resto non ci sono
limitazioni, potete mangiare a sazietà.
E questa è la carta vincente della dieta: dovete solo badare al
"cosa" ma
non al "quanto" !
La dieta Atkins divide gli alimenti in tabelle:
- Cibi totalmente vietati
- Cibi ammessi con riserva
- Cibi permessi
Per cibi totalmente vietati s'intendono cibi che devono essere completamente
esclusi dall'alimentazione durante il periodo della dieta, in qualsiasi
quantità. Non sono ammesse deroghe di nessun genere pena l'invalidazione
dell'intera dieta. E quando dico totalmente vietati intendo totalmente,
neanche un grammo è permesso. Il che comporta l'analisi scrupolosa dei
componenti alimentari assunti durante la dieta.
Faccio un esempio: la carne è un cibo permesso, ma le polpette di carne non
lo sono.
Perchè ? Perchè le polpette di carne contengono pangrattato che è un
carboidrato...e di carboidrati nemmeno un grammo s'è detto! ....
Cene a casa di amici, pizzerie e bar. Patti chiari e amicizia lunga: non
sono ammesse deroghe con scuse del tipo "tanto domani recupero...ma è solo
un pezzettino...". E poichè è virtualmente impossibile osservare la dieta
Atkins se siete invitati a cena dai genitori della vostra fidanzata, dovrete
cancellare tutti i vostri impegni mondano-culinari per tutto il tempo
necessario al raggiungimento dell'obiettivo. E se vivete con la vostra
famiglia di origine ve la dovrete vedere con vostra madre !
Pesatevi tutti i giorni due volte: la sera dopo cena e la mattina prima di
colazione dopo aver fatto i bisognini. Sempre nelle stesse condizioni (nudi,
in pigiama, in canottiera...).
Non date ascolto agli amici. Ne troverete più d'uno che vi predirrà malattie
orribili o conseguenze catastrofiche a causa della vostra dieta. Ignorateli.
Quando si verifica un notevole consumo di grassi in ambiente privo di
carboidrati, nell'organismo si producono grandi quantità di prodotti
derivanti dalla distruzione dei grassi stessi: i chetoni dei quali fa parte
l'acetone. Anche se i chetoni vengono eliminati dai polmoni e dai reni,
quando sono presenti in dosi massicce - e con la dieta Atkins se ne
producono proprio tanti - essi provocano la chetosi o l'acidosi, fenomeni
che sono distinti tra di loro.
La chetosi semplice è un buon segnale, significa che si stanno utilizzando
gli accumuli di grasso come fonte di energia e che quindi si sta dimagrendo.
L'acidosi si determina invece quando si va in chetosi dopo un lungo digiuno,
o perché si è diabetici con valori fuori controllo; in questi casi non va
bene, ci vuole il medico e si possono correre dei pericoli.
Ma se non siete diabetici e vi alimentate secondo le vostre esigenze e
secondo i dettami della dieta Atkins, la vostra sarà una semplice e benefica
chetosi che potrete controllare con speciali cartine tornasole (in farmacia)
da usare nelle urine.
La seconda osservazione riguarda l'eccessiva assunzione di proteine che la
dieta Atkins comporta.
Non potete mangiare solo verdure perchè così finireste per intaccare i
tessuti muscolari, e poiché zuccheri e carboidrati sono vietati, dovrete
valervi, per dare al vostro corpo il "carburante" di cui abbisogna,
dei
formaggi e delle carni.
Questa alimentazione iperproteica può provocare un'intossicazione dei reni
che vanno "drenati" in continuazione.
Di qui l'obbligo di bere un paio di litri di acqua al giorno,
preferibilmente buona acqua minerale che vi fornisca i sali di cui avrete
molto bisogno, e di saziarvi con verdure piuttosto che con grassi....
La dieta Atkins ha effetti variabili a seconda delle persone. Il dottor
Atkins dichiara di aver avuto successi per il 98% su 10.000 individui. Ma i
tempi di raggiungimento dell'obiettivo variano da individuo a individuo,
anche in funzione del numero di chili da perdere.
Quando si è raggiunto l'obiettivo - da un mese a tre mesi massimo - la dieta
va interrotta e si deve iniziare il piano di rientro nel regime alimentare
normale.
Se dopo tre mesi non avete raggiunto nessun risultato o risultati scarsi, è
molto probabile, per non dire quasi certo, che abbiate barato o non siate
stati sufficientemente attenti a quello che mangiavate.
Se invece siete stati assolutamente scrupolosi, vuol dire che rientrate nel
2% di fallimenti dichiarati da Atkins.
Io ho perso 10 chili in un mese, un altro chilo e mezzo nei dieci giorni
successivi e altri 500 grammi allo scadere dei due mesi.
Sono rientrato pienamente nel regime alimentare normale, quindi con
assunzione di carboidrati e zuccheri, però ho profondamente modificato le
mie abitudini alimentari....
Ed ecco la mia risposta...
Ciao Paolo,
eccoti il commento promesso sulla dieta Atkins.
Provo ad evidenziare alcuni punti deboli della questione, per poi fare
magari un discorso più generale, magari stimolato dalle domande di chi fosse
incuriosito. Sarò sintetico (ci sarebbero da dire milioni di cose), così
lascio spazio a ulteriori commenti.
1) Dieci kg in un mese.
E' uno degli errori più comuni di tutte le diete. Costringere una persona ad
un regime dietetico innaturale (magari anche intossicante, o comunque
drasticamente privo di calorie) per fargli perdere tanti kg tutti in un
colpo, è una pessima abitudine. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Non c'è paziente in grave sovrappeso che non mi racconti di "quel periodo
in
cui aveva perso 20 kg con una dieta particolare...", salvo che poi li ha
recuperati tutti con gli interessi.
La spiegazione di questo fenomeno risiede nel fatto che il metabolismo tende
a rallentare drasticamente non appena si riducono le calorie, mentre quando
si ritorna alle vecchie abitudini, passa diverso tempo prima che il corpo si
riattivi adeguatamente.
Non vi può essere regime dietistico efficace (nel tempo), che non comporti
l'acquisizione di nuove e STABILI abitudini alimentari.
2) Divieto assoluto di utilizzo di carboidrati
Il discorso sull'insulina è verissimo (ed anche un po' più complesso di
quanto riportato, soprattutto per l'atleta!), ed è spesso alla base di molti
ingrassamenti indesiderati, nonché di alcuni cravings alimentari (ricerca
spasmodica di cibo). Tuttavia il divieto assoluto (neanche un grammo!) mi
sembra più un placebo che un discorso utile. Per tenere calma l'insulina
sono sufficienti alcune precauzioni (attività fisica, attenzione al carico
glicemico e ai cibi con indice glicemico alto, utilizzo di cibi integrali,
abbinamento proteine carboidrati...) e non è assolutamente necessario
escludere dalla dieta tutti gli zuccheri. Si crea così una dieta impossibile
da mantenere nel tempo, il che contraddice quanto esposto al punto 1, e
riporta a zero la situazione quando la dieta sarà interrotta.
Comporta inoltre un utilizzo delle proteine come carburante glicidico, che
nel tempo può intossicare reni e fegato.
3) Chetosi
E' un fenomeno provocato proprio dal dimagrimento eccessivo e violento in
tempi brevi. Inoltre, vi sono anche sostanze tossiche liposolubili disciolte
all'interno dei grassi corporei, che vengono rimesse in circolo dimagrendo.
Un altro ottimo motivo per liberarsene gradualmente e lasciare tempo al
fegato o al sistema immunitario (se è efficiente) di prendersene cura e di
rimuoverle o eliminarle.
4) Intossicazione renale
Se si eccede con l'alimentazione proteica (un problema che riguarda anche
gli atleti zonisti rigorosi) i reni e il fegato sono costretti ad un
superlavoro, che non ha gravi conseguenzenel breve periodo, ma nel lungo sì.
Bastasse bere un po' più di acqua per ripulire i reni, saremmo tutti felici.
Il problema è che il rene deve prima funzionare bene, e se non funziona bene
per altri motivi, sono problemini...
5) INFINE I PRO DI QUESTA DIETA, CHE SONO NUMEROSI
La riduzione del consumo di carboidrati (non quella dei grassi, che sono
insulino-neutri..) è alla base di qualunque buon programma di dimagrimento.
L'indicazione "di direzione" è dunque corretta. Come pure sono
corrette le
indicazioni sulle verdure ecc.
Non lo è invece l'eccesso, e il volere a tutti i costi forzare la mano alla
natura, per accontentare le esigenze di persone che ci hanno messo 20 anni a
mettere su 20 kg di sovrappeso, e ora vorrebbero perderli tutti in un mese.
Un po' più di rispetto per il proprio corpo e per le sue dinamiche,
risparmierebbe molti errori.
Ragazzi, per chi vuole morire presto, c'è anche la liposuzione, la resezione
dello stomaco, il digiuno totale, la dieta minestrone, e altre piacevoli
pratiche grazie alle quali si riempiono le pagine di cronaca (e i cimiteri)
periodicamente.
Nulla di tutto questo, naturalmente, riguarda la dieta Atkins, ma era per
fare meglio capire che con questi problemi è meglio non scherzare.
Il mio punto di vista - nel pieno rispetto della corretta idea del Dr.
Atkins che andava controcorrente in un momento in cui negli USA veniva
condotta una dura battaglia (perdente) contro i grassi nell'alimentazione -
è che non vi possa essere una dieta qualsiasi che faccia perdere 20 kg in
breve tempo senza minare in qualche modo la salute e il benessere della
persona che vi si sottopone.
Così come li abbiamo presi, quei kg, vanno persi.
Lentamente, con le giuste indicazioni alimentari, e attraverso una corretta
educazione al movimento.
Pieno rispetto per qualsiasi diversa opinione. Questa però è la mia, che
applico in tutti gli incontri che faccio in
studio (talvolta con persone che
di kg in eccesso ne hanno anche 30 o più, e sono quasi incapaci di
muoversi).
L'entusiasmo che ricevo in cambio da chi applica con cura e attenzione le
mie indicazioni (basate sugli orientamenti della nuova
dieta GIFT), e si vede ogni mese più vicino ai suoi obiettivi mantenendo
il buon umore, e imparando l'importanza di alcune regole alimentari da
sempre ignorate, è per me sufficiente gratificazione.
A disposizione per qualsiasi chiarimento...
Luca Speciani
11/6/04 Andrea da Pisa: "Tendini"
Caro Luca, un parere personale.
A Febbraio ho subìto un infortunio dovuto al freddo (con ritiro alla maratona
dei luoghi verdiani al 24° km), ai polpacci e soprattutto ai tendini di
Achille. Da allora ho corricchiato Roma e Boston senza strafare per non
sollecitare troppo i tendini e rischiare chissà cosa. Poi ho corso una gara
corta-veloce di 8 km 20 giorni fa e nuovamente ho risentito il dolore ad uno dei
due tendini. Sono stato in pratica fermo fino a ieri sera quando ho ripreso con
50' di corsetta senza avere problemi (a parte il fatto che mi sono appesantito e
ho perduto un bel po' di smalto).
Oggi, ogni volta che mi alzo a freddo (dalla scrivania, dalle poltrone del treno)
zoppico pesantemente per il dolore, che però dopo una decina di minuti mi passa
come se niente fosse (o quasi....).
Non so più cosa fare (oltre che a calzare delle scarpe ammortizzate al posto
delle Timberland che sono troppo basse)..... Chi è lo specialista per i
tendini? Non bastano 20 giorni di riposo? E' vero che sono un bisonte, ma
insomma..... Io vorrei riprendere ad allenarmi seriamente il prossimo mese per
arrivare alla magica accoppiata Venezia+Firenze.
Che fo?
ciao
Andrea
Ciao Andrea,
mi dispiace che tu abbia questo genere di problemi, che sono sempre un po'
fastidiosi, e faticano ad andare via.
Proviamo a radunare tutte le idee attinenti (è il mio modo di fare) e a cercare
una soluzione multifattoriale che ci permetta di lavorare su più fronti.
Incominciamo a inquadrare il problema: il tendine d'Achille si infiamma quando
viene spesso sollecitato al di là di quella che è la sua naturale funzione
(gestire l'allungamento del polpaccio durante la spinta). Dunque tutto ciò che
può contribuire al quotidiano alleggerimento di questa tensione andrebbe
perseguito:
a) Riduzione di peso (più peso = più forza sul tendine)
b) Riduzione dei lavori veloci in salita (sollecitazione forte)
c) Riduzione dei lavori lunghi con molte salite (perché la stanchezza muscolare
si accumula alla tensione tendinea)
d) Riduzione dei lavori veloci in pista (spiccatamente anaerobici)
e) Eliminazione totale di squat, balzi ecc.
f) Utilizzo di scarpe, oltre che ammortizzate, anche e soprattutto con un bel
differenziale tra pianta e tallone.
Attualmente però la situazione di infiammazione è persistente e prosegue da un
certo tempo. Quindi è necessario anche intervenire a livello curativo e
non solo preventivo. E qui ci si mette la particolarità del tendine, che - in
quanto tendine e non muscolo - è pochissimo vascolarizzato, ed ha quindi tempi
lunghissimi di recupero.
In poco tempo una semplice infiammazione persistente può portare ad un
danneggiamento (recuperabile con il completo riposo) simile ad uno
sfilacciamento progressivo. Se lo sfilacciamento non viene curato, e ci si corre
sopra (magari con pomate o altro) si può trasformare in danno permanente
(rottura di porzioni di fibre sempre maggiori), che richiede poi un intervento
chirurgico dagli incerti o comunque lunghissimi esiti.
In pratica il tendine sfilacciato riceve una sollecitazione sempre più forte su
un numero di fibre sempre minore, aumentando quindi lo sforzo sulla singola
fibra.
Una cura (a mio giudizio, ma confrontati con il tuo medico di fiducia) deve
essere rivolta ad abbassare quanto più possibile il livello di infiammazione
complessivo, e si può praticare sicuramente anche attraverso queste vie:
1) Omeopatia
Utilizzo di Arnica 200 CH (qualche pallina sotto la lingua) tutte le volte che
ci si corre sopra, e utilizzo quotidiano ogni mattina di due-tre palline
sublinguali di Hedeoma pulegioides CH 7.
2) Massaggi locali - meglio se serali, ovvero prima dell'inizio della fase
anabolica - con gel di Arnica o arnica-calendula (va bene anche l'olio, quello
che trovi.. purché non abbia coformulanti strani tipo salicilati ecc.).
3) Controllo di tipo alimentare sulle intolleranze, per identificare quali cibi
possano contribuire ad alimentare l'infiammazione (vedi pagina
Dria Sport).
Quando la situazione fosse compromessa (ma non lo diventa, se fai attenzione a
quanto detto) l'unica via resta quella operatoria, che consiste in un
"rappezzo" della parte sfilacciata o strappata, attraverso la
ricucitura dei lembi muscolari adiacenti (con relativa maggiore
vascolarizzazione). Purtroppo l'operazione non è né cosa breve (lungo decorso
post) né cosa sicura, e talvolta - se non si mettono in atto le precauzioni
indicate - richiede tempi lunghissimi.
Ti faccio i miei migliori auguri, complimentandomi con te per la bella riuscita
di Pisa, di cui mi è giunta l'eco.
Io sono or ora rientrato dallo stage di Brusson, che è
stato veramente bellissimo: ho ancora gli occhi pieni del sole, della montagna,
e del bellissimo gruppo che si è creato. Mille nuove idee per la testa, e
tantissima felicità per il bellissimo lavoro che mi sono
"coraggiosamente" scelto :-)
Ciao e a presto!
Luca
11/5/04 Luigi da Nuoro: "Atteggiamento mutato"
Volevo giusto informarti che domenica ho corso una gara di 10,3 km in
38'28''. Ma oltre il tempo per me strepitoso ero contento di esprimere la mia
gioia per una gara che forse per la prima volta ho affrontato in modo molto
diverso. Alla partenza ho detto agli amici...questa volta VOGLIO SOFFRIRE: parto
sparato e cerco di tenere quel ritmo.
Ho fatto questa considerazione: la soglia anaerobica è quella che si raggiunge
tenendo un ritmo elevato per circa 40 minuti, quindi anche andando oltre non
potrei comunque crollare eccessivamente. Invece, a parte un piccolissimo
cedimento a metà gara, attraversando uno sterrato fangoso con curve e
controcurve, non solo ho tenuto il ritmo, ma negli ultimi 3 km ho persino
aumentato...
Sono davvero soddisfatto di questo atteggiamento mutato: per la prima volta non
ho corso solo in difesa...adesso mi manca solo di aggrapparmi a chi so essere più
forte e poi vedere che succede.
Grazie, perché questi miglioramenti del 2004 sono solo da imputare alle tue
metodologie...
Splendido tempo il tuo, Luigi! Ma ancora più bella la
determinazione che emerge dalle tue parole: "negli ultimi 3 km ho persino
aumentato!". Se l'atteggiamento nei confronti della gara è mutato, non lo
devi specificamente a me, ma al metodo MBW che ti ha
portato in tempi relativamente brevi a indurre degli stimoli agonistici in modo
del tutto automatico e inconscio, ma di cui - a livello conscio - ora ti rendi
perfettamente conto.
Sono contentissimo per te, e registro il tuo buon tempo, tra l'altro a
brevissima distanza dalla maratona di Padova, dove hai centrato un ottimo
personale, a dimostrazione che le induzioni positive sono ad ampio raggio, e ti
consentono una grande flessibilità sulle diverse distanze.
Tieni comunque conto del fatto che presto potrai correre l'intera mezza maratona
a ritmi appena più lenti rispetto a quelli tenuti su un 10.000. Nell'atleta ben
allenato, infatti, la soglia anaerobica non viene tenuta "per 40
minuti", ma per un tempo più lungo, che può arrivare anche a coincidere
con il tempo richiesto da una "mezza". Tuttavia, per farlo, dovremo
allenare a dovere la capacità mentale di mantenere a lungo quel ritmo (che il
tuo corpo percepisce come molto sostenuto). Saranno utili quindi, per quello
scopo, lavori PAE e CRI, alcuni dei quali hai già testato con successo.
Complimenti ancora, e ci vediamo a Nuoro!
Luca
11/5/04 Alessandro da Roma: "Grazie Luca!"
Caro Luca,
ti ho scritto un po' di tempo fa chiedendo lumi sulla tua attività di webcoach.
Ho preferito far tesoro dei tuoi insegnamenti attraverso le pagine di "Mente
e maratona" e "Lo zen e l'arte della corsa"
costruendomi così una tabella personale con lavori Mind Body
Work.
Ti scrivo per ringraziarti comunque della chiarezza e della professionalità dei
tuoi programmi: in meno di due mesi sono passato da 2h e 07' sulla mezza
maratona a 1h e 48'. Un vero successo per un "culo di piombo" come me.
Grazie ancora!
Alessandro
Caro Alessandro, che dirti? Speriamo non facciano tutti
come te, o mi trovo improvvisamente senza lavoro!
Sto scherzando, naturalmente, e sono invece contentissimo per i tuoi progressi,
che spero davvero dovuti a una corretta applicazione del metodo.
Qualcuno pensa che riuscire a far progredire i "culi di piombo" (come
tu ti autodefinisci, mostrando maturità e invidiabile capacità di autoironia)
sia cosa facilissima, che riesce a tutti senza problemi. Ecco, io sono dell'idea
che le cose non stiano così.
Se è vero che un atleta che non si è mai allenato seriamente può essere fatto
progredire semplicemente impostandogli un piano ordinario e regolare, è anche
vero che la maggior parte dei "culi di piombo" (come li chiami tu)
spesso si allena già profondendo un grande impegno e notevoli energie. Fare
progredire questi atleti non è così facile, e non sempre riesce bene a tutti o
al primo colpo (ti posso assicurare che ricevo spesso mail di atleti non-top,
che sono da anni fermi sulle loro prestazioni, pur allenandosi sodo):
complimenti dunque a te, che hai saputo imprimere ai tuoi lavori nuova linfa e
nuove motivazioni. prendo volentieri la mia fettina di merito, pur sapendo che
è stata la tua forza e determinazione a fare la differenza.
Ti assicuro che svegliarsi al mattino e trovare una lettera come la tua, riesce
a cambiarmi la giornata!
Ciao e grazie del tuo grazie!
Luca
1/5/04 Antonella da Ravenna: "Tanto stanca da..."
Ciao Luca,
credo che approfitterò della tua gentilezza per chiederti un consiglio: da un
po' di tempo ho un problema "fisico" che non riesco a risolvere.
Durante lavori molto impegnativi come le gare in salita, o quelle su brevi
distanze dove cerco di tirare al massimo, avverto (quasi sempre verso la fine)
un senso di nausea che si trasforma dopo poco in....conati di vomito.
Mi è capitato anche in uno degli ultimi allenamenti
CRI dove ho concluso l'ultimo km in 3'58 ( è una velocità che ancora non
mi appartiene). C'è chi dice che "forzo" troppo, che occorre ancora
un po' di tempo per adattarmi a certi ritmi, c'è chi dice sia un fattore legato
alla tensione e all'ansia che la gara mi provoca. Tu cosa ne pensi? A proposito,
la fase 2 sarà in vista della maratona di Venezia e, se il caldo sarà
clemente, credo farò anche quella di Ravenna (la mia città) come allenamento.
Mi sentirai sicuramente per avere qualche tuo prezioso consiglio. Grazie
ancora di tutto...
Antonella
Dici bene Antonella. E' probabilmente una velocità che
ancora non ti appartiene.
Il rigetto è una risposta fisica naturale del corpo umano, che ha poco a vedere
con l'ansia e la tensione. Si tratta di un riflesso evolutivo che gli uomini
primitivi dovevano avere quando ingerivano inavvertitamente delle sostanze
tossiche, in mezzo alle erbe e ai frutti di cui si nutrivano.
La tossicità più grave, quella neurologica, era in grado di dare vertigini,
capogiri, o anche cattivo funzionamento della vista, visione sdoppiata ecc. un
po' come gli ubriachi che - sotto l'effetto tossico dell'alcool - vedono doppio.
In quella situazione il vomito è la risposta più sana e naturale che il nostro
corpo può offrire, ed è la stessa che offre quando l'eccessivo brusco
azzeramento del glucosio disponibile nel sangue impedisce la corretta nutrizione
dei neuroni cerebrali, provocando quegli scompensi a cui il nostro saggio
organismo (ma in questo caso fuori strada..) risponde col rigetto.
Rimedi? Correre su ritmi più consoni alle tue capacità, senza strafare, ma
arrivando ai ritmi che vorrai tenere, con un processo di crescita molto
graduale: l'unico che può, giorno dopo giorno, portarti alle stelle.
Ciao e a presto!
Luca
24/4/04 Maurizio da Schio: "Alimentazione, integrazione e proposte commerciali"
Caro Luca
grazie per i suggerimenti che oserei definire "no global" più che
"zen".
Per sfizio ho acquistato in farmacia una bottiglia da 250 ml di olio di fegato
di merluzzo: 3,6 Euro contro i 36 Euro di 100 ml dell'olio acquistato in
farmacia (rapporto 1:25).
Riguardo alla valutazione "a braccio" o "a spanne" come
diciamo noi, tieni presente che viene proposta proprio da Sears sul suo "La
zona Omega 3 RX". A pag. 98 si legge: "entro trenta giorni dal momento
in cui inizierete......vi accorgerete di ragionare con più lucidità e con
maggiore concentrazione....; in più aumenterà anche la vostra capacità di far
fronte allo stress.... ed infine noterete progressi anche nelle vostre
performance
fisiche." Ti risparmio il resto.
Pur non essendo preparati in fisiologia animale come lo siamo in fisiologia
vegetale, sappiamo bene che quando si affrontano argomenti come questi bisogna
andare molto cauti, non tanto per il rischio dell'effetto placebo,
quanto piuttosto per la mancanza del "gruppo di controllo", quindi
della possibilità di controllare gli effetti singoli o sinergici dei numerosi
parametri che condizionano lo stato psico-fisico.
Proprio per questo mi sono dato un limite temporale più ampio del singolo mese
indicato da Sears (pag. 90), pur nella consapevolezza che sarei comunque giunto
ad una valutazione empirica ("a spanne").
Del resto funziona più o meno così con la quasi totalità degli integratori
(anche per la semplice vitamina C), i quali ci sono noti solo perché qualcuno
li produce e ci dice che funzionano (il tuo sito compreso).
Al momento, dopo 3 mesi di assunzione dell'olio provato non ho riscontrato
modificazioni umorali (mi sembra anzi di essere più irritabile di prima),
mentre ho osservato una maggiore morbidezza della pelle nel viso ed una
accresciuta frequenza delle "scariche" (in media 2 volte al giorno con
consistenza normale del "prodotto" e con un caratteristico profumino
da pesce).
Gli effetti più importanti descritti da Sears (sull'apparato cardocircolatorio
e sul sistema nervoso) sono invece destinati a rimanere occulti, per cui
non sarebbe male che la comunità scientifica si occupasse
di approfondire con rigore la tematica.
Per il momento finisco il prodotto che ho in dispensa e poi provo l'olio
di fegato di merluzzo (dicono sia molto gradevole!).
Stai sicuro che se verificherò "a braccio" degli effetti
significativi (magari la ricrescita dei capelli), te lo farò sapere.
Ciao
Maurizio
Beh, sull'effetto delle prostaglandine (e di alcuni
eicosanoidi in particolare) c'è una certa letteratura. Sembra che l'attività
in direzione antinfiammatoria degli eicosanoidi suggeriti da Sears sia
documentata. E
l'infiammazione è uno dei cofattori più importanti nello scatenamento di crisi
infartuali, debolezza vascolare ecc. Dunque mi fido (della teoria), e integro
con l'olio di fegato di merluzzo quando mi capita, mangio tanto
pesce, e sono un instancabile consumatore di noci, nocciole, arachidi, pistacchi
ecc (omega 6), prima che qualcuno mi racconti che la "noce del
Madagascar" ha degli omega 6 purissimi :-))))
(Se i no-global invece di fare tanto rumore sugli OGM e di sfasciare vetrine
impuniti, si occupassero di grassi idrogenati e di conservanti, o anche di
multinazionali della chemioterapia - per esempio - farebbero un regalo alla
gente civile...)
Anche sulla vitamina C esistono studi dettagliatissimi (vedi quelli del due
volte Nobel Linus Pauling), ma poiché non è brevettabile, vengono trasmessi
sottovoce, o affiancati a quelli su altre sostanze, meno efficaci ma
marchiate.
Gli integratori che propongo io sono vitamine e minerali di cui il nostro corpo
abbisogna, e che spesso non riusciamo a fornire con l'alimentazione (tu sai più
che bene perché..).
Inoltre vengono veicolati con l'oxiprolina,
che è un sistema intelligente di farli arrivare alla cellula senza sparacchiare
a caso, non facilissimo da trovare in giro.
Quando usciranno i primi integratori MBW
(mirati) vedrai che dovrò introdurre qualche concetto in più. Sii paziente...
:-)
Come ti ripeto, credo che la soluzione stia nell'adozione (senza fobie e con gli
sgarri a cui una vita normale obbliga) di un regime
alimentare sano e di una filosofia di vita equilibrata. I risultati si
vedono: basta aprire gli
occhi, e vedo in giro gente obesa, sformata, stanca, con le occhiaie,
perennemente incazzata, depressa, dipendente da farmaci, incapace di sopportare
un'emicrania ecc. Per capire cosa sia sano e cosa no, per me è
sufficiente rifarsi al quadro d'insieme teorico che si è scelto. Se quello è
giusto, qualche piccolo errore (inevitabile) non ci farà ugualmente inciampare.
Vuoi sapere da quanto tempo non mi ammalo, nonostante non mi risparmi stress
atletico-sportivi non indifferenti? Non te lo dico, ma fidati....
Inserisci uno a uno gli ingredienti di
una vita sana e serena, senza farmaci né
paure, interiorizzandoli stabilmente un po' per volta, e rinuncia a capire
l'effetto del singolo ingrediente.
Vedrai che il tuo benessere crescerà continuamente e regolarmente senza
sbandare più.
Ciao e a presto
Luca
20/3/04 Elìa dalla Svizzera: "Stimolo emotivo e pratica di campo?"
Caro Luca,
su "Correre" di Marzo leggo nel tuo
articolo la frase "gesto tecnico...vantaggio con stimolo emotivo con
pratica su campo....".
Potresti per favore chiarirmi meglio cosa intendi con "pratica su campo"?
Grazie mille e sportivi saluti
Elìa
Caro Elia,
hai centrato un punto molto importante, e in effetti non troppo ben
spiegato, del mio articolo apparso su Marzo.
Il discorso completo è ben spiegato sul libro scritto da me e Pietro
Trabucchi "Mente e maratona".
Pietro ed io abbiamo identificato un metodo di lavoro (Mind
Body Work) che,
proprio attraverso la pratica di campo, è in grado di fornire stimoli
emotivi sufficienti a fissare nella mente dell'atleta alcune risposte e
alcune reazioni fisiche, utili alla prestazione.
La maggior parte dei lavori è mirata, ad esempio, a fornire strumenti
mentali per la determinazione agonistica (MOT), per la resistenza mentale
alle crisi metaboliche (CRI) ecc. Tuttavia esistono anche lavori specifici
mirati all'acquisizione di una corsa fluida ed economica (FLU).
Il principio di fondo è lo stesso: se sul campo viene svolto un lavoro che
riesca a smuovere "emotivamente" l'atleta, il messaggio recepito si
fissa in
modo molto profondo nella parte inconscia del cervello del corridore. E
ritornerà a galla quando sarà utile che lo faccia (per esempio in gara).
E' un campo di ricerca nuovo ma molto promettente, che sta già dando
risultati eccellenti su coloro che lo stanno testando (leggi sul mio sito,
nella sezione MBW).
Non so se sono riuscito a spiegarmi completamente, comunque chiedi pure se -
dopo aver letto il libro - volessi saperne di più.
Ciao e a presto
Luca
19/3/04 Paolo da Fidenza: "Dubbi sulla dieta a zona"
Ora mi appresto a proseguire la lettura con entusiasmo.
Caro Paolo,
9/3/04 Agostino: "Integratori e contraddizioni"
Caro Speciani,
premetto che ho letto i tuoi libri e che mi sono piaciuti molto. Ti scrivo
per chiederti delucidazioni in merito alle contraddizioni a cui forse
ti esponi. Mi spiego meglio: nel tuo sito leggo nel reparto di acquisti
integratori una frase di questo tipo: "Ciò NON significa che con gli integratori "andiamo più forte", ma
che -
per esempio - possiamo reggere periodi di carico allenante più lunghi".
Questo mi lascia molto perplesso. Nel tuo ultimo libro mi pare che sostenessi la tesi
che il corpo si dovesse tenere la sua sofferenza e la sua fatica, attuando i
meccanismi
di supercompensazione per recuperare (scrivo a memoria)? Non ti sembra
un bel controsenso?
Agostino
Caro Agostino,
nessuna contraddizione.
Sono dell'opinione che il massimo delle nostre prestazioni sportive si possa
avere nel punto di maggior EQUILIBRIO fisico, mentale,
alimentare.
Ciò significa che se noi ci alleniamo bene e troviamo i giusti stimoli, ma -
per esempio - mangiamo male (ovvero creando nel nostro corpo delle carenze),
è possibile che le nostre prestazioni siano ridotte rispetto alle nostre
potenzialità.
Può non essere un dramma, dirai. Ed infatti per molti non lo è. Chi non è
interessato a saggiare i propri limiti o a sviluppare appieno le proprie
potenzialità, può farne del tutto a meno.
Parto però da una considerazione: la nostra alimentazione (anche quella
migliore) è comunque impoverita in componenti importanti dal trasporto,
dalla conservazione, dalla presenza di sostanze estranee ed inquinanti
presenti nei cibi. Dunque per avere un'alimentazione ottimale (le cui basi
COMUNQUE devono venire dai cibi) può essere utile integrare con i nutrienti
di cui i nostri cibi oggi mancano.
Se leggi bene il capitolo di "Mente e maratona" dedicato ad "una
integrazione razionale" trovi esattamente questi concetti, così come
nell'introduzione alla pagina internet dedicata agli
integratori, dove prego
gentilmente "chi cercasse stimoli esterni ad andare più forte" a
cambiare
pagina....
Il punto che tu sollevi, riguarda forse un concetto da me più volte
espresso, a proposito dell'uso di integratori volto a diminuire la
sensazione di fatica post allenamento. Il concetto che esprimevo (e di cui
resto convinto) è che se si lascia il corpo da solo a mettere in atto le
contromisure di supercompensazione, si ottiene un effetto allenante
maggiore. Ciò è correttissimo. Nei limiti, naturalmente, delle capacità di
reazione di ciascuno.
Come avrai notato non propongo aminoacidi ramificati, creatina, carnitina
ecc. (che pure sono del tutto leciti) proprio perché non credo nella loro
efficacia stimolante, basandomi su considerazioni fisiologiche. Propongo
invece dei minerali e delle vitamine (abbinati secondo criteri sinergici, e
con la fortuna non indifferente di disporre di una ditta che investe sulle
mie idee) che hanno effetto protettivo di tipo antiossidante, o effetto di
aumento delle difese immunitarie.
L'accumulo di radicali liberi conseguente a lunghi periodi di allenamento
non è un "carico allenante". E' veleno puro per le nostre cellule, in
grado
di provocarci invecchiamento e degenerazione cellulare. Dare un aiuto in
quella direzione non solo non toglie nulla, ma anzi consente (per l'appunto)
di reggere meglio lunghi periodi di carico, senza alterare in alcun modo le
funzioni organiche, ed anzi restituendo loro la piena funzionalità.
Ben diverso sarebbe - ad esempio - assumere uno stimolante anfetaminico, un
cortisonico o un antinfiammatorio (quest'ultimo lecito) per non sentire una
sensazione di dolore, o per sopportare un carico allenante superiore a
quanto il nostro corpo può permettersi. Io e chi utilizza o suggerisce di
utilizzare tali prodotti siamo e restiamo sempre su sponde opposte del
fiume.
Infine (ma se mi leggi lo sai bene) metto sempre in guardia contro la
dipendenza psicologica da qualunque sostanza, sia essa anche solo una
vitamina o un minerale. Le nostre gare dobbiamo essere in grado di farle
senza avere bisogno di appoggi esterni.
La cura di una sana alimentazione (non a caso ci ho dedicato più di cento
pagine all'inizio di Mente e Maratona) e il completamento di eventuali
carenze, deve essere una pratica naturale e regolare che entri a fare parte
della nostra vita perché ci consente di essere in uno stato di massimo
equilibrio. Che può coincidere con una nostra prestazione ottimale, non
limitata in alcun modo da fattori esterni, oppure semplicemente con il
nostro pieno e completo benessere
fisico-mentale, di cui abbiamo sempre un
gran bisogno e di cui fa parte anche il modo sereno e rilassato con cui
affrontiamo ogni giorno la nostra vita.
Spero di averti risposto
Luca
19/2/04 Tommaso: "Alimentazione in gara"
Il problema, Tommaso, è che se si assume qualcosa di molto leggero e diluito, l'effetto è molto limitato (pur andando nella giusta direzione). Se si assume qualcosa di più corposo (carbogel ecc.) immediatamente si va ad impegnare l'apparato digerente, con conseguente furto di sangue ai muscoli, e sensazione di difficoltà nel correre.
8/2/04 Giuseppe da Salerno: "Ritmi dei recuperi sulle ripetute"
La spiegazione è un po' complessa, e secondo me si può basare sulla predominanza di neurotrasmettitori di un tipo o dell'altro.
13/1/04 Roberto da Roma: "Correre è come fumare marijuana"
Poi, rispondendo allo stesso argomento a Giorgio da Torino, che mi suggeriva una lettura più approfondita, ho ribadito il concetto con queste altre parole...
Ho letto con attenzione e continuo a non capire. I
recettori dei
cannabinoidi sono diversi da quelli degli oppiacei, e hanno modalità
d'azione leggermente diversa, ma sostanzialmente simile: effetto analgesico,
sensazione di benessere o di "flow" (solo se accompagnata da adeguato
condizionamento placebico: nessuno è in grado di spiegare biochimicamente la
differenza tra sbornia triste e sbornia allegra..), percezione alterata
della realtà, stati di consapevolezza diversi dalla norma.
La corsa, la meditazione, il dolore prolungato, o l'assunzione di sostanze
di tale tipo (sia naturalmente prodotte, sia iniettate dall'esterno) danno
sostanzialmente gli stessi effetti. Ne hanno trovata una in più, chiamandola
anandamide (ananda era uno dei discepoli di Buddha, tanto che in prima
lettura ho pensato ad una bufala...). Dov'è la scoperta?
Sai che per capire la differenza tra encefaline ed endorfine sono passati
anni? Forse c'è qualcosa che mi sfugge, ma mi pare che - al di là di queste
sciocchezze accalappia-lettori - ci siano state recentemente delle scoperte in
quel campo (per esempio la sostanziale identità tra neurotrasmettitori
cerebrali e neuropeptidi secreti da parti del sistema immunitario..) che mi
paiono infinitamente più importanti e pregne di potenziali usi e
applicazioni mediche, psichiatriche ecc.
O no?
Luca
3/1/04
Andrea da Genova: "Grinta e cibi medicina"
Complimenti per il libro, davvero pieno di spunti che stimolano ad un maggior approfondimento, e non soltanto nell'ottica della corsa e dell'allenamento fini a sé stessi. In particolare ho trovato molto interessanti le parti dedicate all'alimentazione e agli "alimenti medicina": quante volte si ingurgitano cose senza pensarci su. Poi magari, quando dobbiamo cambiare la macchina (faccio per dire), tre mesi prima compriamo tutte le riviste motoristiche e sappiamo tutto di Common Rail, trazione integrale etc.! Per il cibo invece, arriviamo a casa, apriamo il frigo e ci cuociamo la prima cosa che ci capita sotto gli occhi, purché sia pronta in 5 minuti! Che vuoi fare, viviamo nell'epoca dell'usa e getta...
Per quanto riguarda invece i cibi medicina,
hai ragione da vendere. Talvolta basta veramente un po' di attenzione e di
buon senso. Ma siamo circondati da messaggi fuorvianti (prendi kalopiffero e
puoi mangiare tutto quello che ti pare!) e da immagini di persone la cui
felicità sembra dipendere da un whisky o da un cioccolatino! Un po' di
controinformazione non può che fare bene. Sono contento che tu abbia
apprezzato quella parte, per me preziosa.
Quanto alla preparazione di certi medici e farmacisti, pronti solo a piazzarti
una pastiglia in mano, sfondi una porta aperta. Per fortuna esistono medici
preparati e farmacisti rispettosi, in grado di procurarti ciò di cui hai
bisogno senza guardarti storto perché vuoi fare a meno di antibiotici e
soppressivi vari. A noi spetta un compito più difficile: quello di scegliere
medici competenti e di servirci da farmacisti capaci, sulle basi delle
informazioni da "non addetti ai lavori" che riusciamo ad ottenere.
Una buona e onesta divulgazione scientifica (e un'attenzione ricca di buon
senso verso gli aspetti alimentari) può senza dubbio aiutarci.
Ciao e buone feste!
Luca
3/1/2004 Flavio: "Grassi idrogenati e carico pre-gara"
Caro Flavio,
nella tua lettera mi poni due problemi dalla risposta non semplicissima. Vado
con ordine.
1) Grassi idrogenati e biscotti
Come ho scritto su "Mente e maratona"
i grassi idrogenati rappresentano un alimento da evitare per parecchi validi
motivi. Primo fra tutti il fatto che non vengono completamente riconosciuti dal
nostro organismo, e interrompono quindi alcuni processi di sintesi (per esempio
le guaine mieliniche che rivestono i nostri nervi).
Recenti studi hanno correlato l'incidenza di malattie cardiovascolari
all'assunzione di grassi idrogenati, più che all'assunzione di grassi saturi
(in passato considerati colpevoli di infiniti misfatti). E non c'è da stupirsi:
i grassi idrogenati hanno una conservabilità molto più elevata (anni contro
mesi) rispetto ai grassi naturali (burro, lardo, olio), proprio perché non sono
riconosciuti da un gran numero di batteri e microorganismi che invece sono in
grado di degradare i grassi presenti in natura. Il fatto che anche il nostro
organismo fatichi a riconoscerli (rallentamento del metabolismo dei grassi), li
consumi con difficoltà, e non sappia dove metterne l'eccesso (evidentemente
nelle arterie..) sfugge ai più.
Il procedimento chimico (artificiale) dell'idrogenazione trasforma un grasso
naturale liquido o semiliquido (di solito un olio) in un grasso solido come il
burro, aggiungendo atomi di idrogeno nei punti degli acidi grassi che presentano
un doppio legame carbonio-carbonio. Il concetto è spiegato piuttosto a fondo,
ed anche graficamente, sul libro. Mettere un grasso idrogenato dentro ad un
biscotto significa aumentare di molto la sua conservabilità, e spesso
risparmiare dei bei soldini. In più qualche disinformato può avere
l'impressione di una maggiore "leggerezza" rispetto ad un biscotto
della nonna "tuttoburro". Niente di più falso, naturalmente.
Detto questo, vengo alla risposta. Mi citi un prodotto in commercio che espone
la scritta "Senza grassi vegetali idrogenati", ma che poi indica come
uno dei primi ingredienti "Margarina vegetale", che tutti sappiamo
essere un prodotto ottenuto per idrogenazione di oli vegetali. E dunque? Un
imbroglio? La questione è più fine.
Il problema è che esistono anche delle margarine che invece di essere ottenute
per idrogenazione, sono ottenute per separazione delle frazioni grasse a basse
temperature. Vengono dette margarine "non idrogenate". Un olio,
infatti, è sempre costituito da una miscela di acidi grassi diversi, alcuni
saturi, altri insaturi. A basse temperature (a tutti voi sarà capitato di
trovare nella casa in montagna appena riaperta un litro d'olio con una parte
solidificata e una liquida..) alcuni acidi grassi solidificano, mentre altri
restano liquidi. Quelli che solidificano prima sono quelli maggiormente saturi.
Separando dunque in quel modo i grassi, si ottiene una "margarina
vegetale" costituita quasi totalmente da grassi saturi (quelli più
dannosi), senza attuare il dannosissimo processo di idrogenazione. Si deve
dunque supporre, in assenza di ulteriori informazioni, che il biscotto che citi
(ammesso che le autorità facciano fino in fondo il loro dovere di controllo e
prevenzione) faccia uso di tale prodotto, onde non cadere in contraddizione con
quanto scritto sulla confezione.
Ma quale può essere il vantaggio di usare tale margarina (né meno costosa, né
più conservabile rispetto al burro) nei biscotti indicati? A mio giudizio
nessuno. Anzi, solo svantaggi, in quanto si fa uso della frazione satura di un
olio non conosciuto (e tra gli oli vegetali ve ne sono alcuni composti da acidi
grassi non particolarmente salutari, come l'acido erucico..). Il mio consiglio
dunque (fermo restando che il prodotto da te citato "potrebbe" essere
sano, o almeno non malsano) è quello di fare a meno di utilizzare per la tua
colazione qualunque biscotto che indichi tra i suoi componenti
"margarina" o "grassi vegetali idrogenati". I tuoi neuroni
ringrazieranno...
Quando le ditte capiranno che fare uso di un prodotto rischioso per la salute di
tutti, per risparmiare quattro soldi, non è una grande pubblicità, non sarà
mai troppo tardi. Noi incominciamo a lasciare sugli scaffali i prodotti
"spazzatura", e nel tempo qualcuno si accorgerà.
Mi chiedi anche su quali biscotti orientarti in alternativa. Non voglio dirti
marche particolari (io ne trovo un po' ovunque, cercando con pazienza), ma ti
consiglio di scegliere quelli che - come grasso - indicano la presenza del buon
vecchio burro. In alternativa scegli quelli che contengono "grassi
vegetali", ma SENZA la fatidica parola "idrogenati".
Io li trovo senza difficoltà pretendendoli: integrali (almeno 30-35% di farina
integrale), e con lo zucchero (o lo sciroppo di glucosio, l'è istès..) un po'
indietro nella lista degli ingredienti (che - come saprai - sono in ordine di
quantità). E se gli additivi e aromatizzanti artificiali sono un po' troppi per
i miei gusti, lascio il pacco sullo scaffale.
Tieni anche conto che si può anche evitare di mangiare sempre biscotti al
mattino: buone alternative sono il pane integrale col miele (o con ricotta e
miele: mai provato?), oppure i famosi fiocchi di cereali (sempre integrali e
controllando gli ingredienti): nello yogurt con un po' di frutta a pezzi sono
una colazione eccellente, già in "zona" e in grado di tenere alto il
metabolismo e l'apporto vitaminico e minerale fin dal mattino.
Mi citi inoltre il valore energetico complessivo del biscotto, come un dato
positivo. Ma un biscotto pieno di zucchero raffinato sarà anche energeticissimo,
ma farà solo male! Tu pensa a scegliere carboidrati completi per ripristinare
quanto consumato in allenamento: miele, marmellata (senza zucchero aggiunto),
pane, pasta e riso integrali, patate, legumi, e tanta, tantissima frutta e
verdura fresca. L'apporto di preziosi elementi micronutritivi (in particolare
vitamine e minerali) sarà infinitamente più ricco rispetto a quello che può
darti una cucchiaiata di zucchero raffinato "piena di energia".
2) Dieta dissociata pre-gara
Se leggi bene su "Mente e Maratona",
mi sono espresso in modo molto critico sulla dieta dissociata nella settimana
prima della maratona. Come hai già correttamente intuito, il modo per finire
bene la maratona passa solo attraverso un intelligente utilizzo dei grassi fin
dal primo metro di gara. Il cibo assunto negli ultimi giorni può semplicemente
allontanare possibili problemi, ma non è in grado - da solo - di portarci
all'arrivo.
Il "sacchettino" (vediamolo così) che contiene le nostre scorte di
carburante zuccherino (il glicogeno epatico e muscolare) può solamente essere
pieno all'orlo, ma mai può contenere molto più della sua naturale capienza.
L'elemento che può aumentare la quantità di glicogeno muscolare è
l'allenamento (svolto nei mesi precedenti) mirato a questo scopo, non certo una
dieta dell'ultima settimana. Per partire con le scorte piene al massimo, dunque,
è sufficiente mangiare un'adeguata (e abbondante) quantità di carboidrati a
pranzo e a cena del giorno precedente la gara. Ed evitare di fare esperimenti
strani sulla propria pelle, trovandosi al mercoledì con giramenti di testa,
indebolimento immunitario e stress psico-alimentare soltanto dannoso.
Gli eventuali vantaggi riportati da alcuni (ma tanti sono invece quelli che
hanno lamentato diarree o altri problemi similari nell'ultima settimana o
addirittura in gara!) possono essere senza dubbio inquadrati come effetto
placebo, o come confronto con altre gare in cui non si disponeva di adeguate
scorte zuccherine.
Nel tuo caso un calo da 4'00/km a 4'20/km negli ultimi 7 km di una maratona,
indica senza dubbio un esaurimento precoce degli zuccheri. Il che significa che
non hai allenato a sufficienza la capacità del tuo corpo di consumare ANCHE
grassi insieme agli zuccheri, al ritmo gara, fin dai primi km di corsa. Per
sapere come allenare questa caratteristica hai due vie: ti leggi a fondo "Mente
e Maratona" o inizi a farti seguire da me
:-))))
Spero di incontrarti presto in qualche maratona (prossime probabili: Genova e
Siracusa, ma il mio programma gare lo trovi nella sezione "le
mie gare" di questo sito).
Buon 2004 anche a te!
Luca
11/12/03 Gianfranco da Roma: "Qualcosa di veramente nuovo"
Ciao Luca,
ti volevo comunicare che ho ricevuto il tuo libro e già ne ho letto più della
metà. Devo dire che è molto diverso da quello zen che conoscevo, ma è
altrettanto interessante come idea e mi piace sperimentare sul mio
fisico e sulla mia mente. Mi piacerebbe con il tempo discutere con te come sei
arrivato a questa metamorfosi ma sicuramente è un discorso molto lungo. Ripeto:
trovo che tra il correre come propone "Lo zen e
l'arte
della corsa" e come spiega "Mente
e Maratona" c'è una grande differenza.
Comunque trovo il libro molto bello anche se si legge con più fatica del
precedente (ho studiato medicina e finché non capisco bene la filosofia MBW
non la posso applicare..), e trovo che ancora una volta sei l'unico che ha da
dire qualcosa di veramente nuovo tra i tanti libri che si leggono sulla corsa.
Quindi da tuo lettore ed estimatore non mi hai deluso.
Un saluto
Gianfranco
L'ultimo libro è in effetti piuttosto diverso da "Lo
zen..". Però ne rappresenta la focalizzazione su un aspetto
particolarmente interessante, che è stato sviluppato compiutamente con l'aiuto
del mio amico Trabucchi. E'
un po' come se avessi messo una lente su un punto di una cartina molto ampia, e
mi fossi messo a studiare QUEL punto in modo molto approfondito.
Siccome, studiandolo, ho scoperto che quel punto teneva un po' insieme tutto il
resto, ecco che ne è nata un'applicazione pratica interessante che abbiamo
battezzato Mind Body Work. Io non ci vedo contraddizione e
anzi, sento entrambi i libri come figli miei, e sono ad entrambi molto
affezionato.
Ne "Lo zen.." per esempio esprimevo il valore della meditazione in
corsa, ovvero di quello stato di trance naturale che si può ottenere applicando
determinate tecniche - mutuate dallo zen - stimandone a occhio una
potenziale velocizzazione delle prestazioni.
Tale esito però era molto legato alle capacità di applicazione del singolo
atleta. Chi non era "portato" a lasciarsi andare in modo istintivo, e
a liberarsi dai pensieri coscienti poteva non averne alcun beneficio. Così
abbiamo pensato di andare oltre. Lo stimolo che fornisce il Mind Body Work non
è necessariamente cosciente, ma agisce su un contesto di rafforzamento della
memorizzazione, capace di fissare una risposta organica o un atteggiamento
reattivo, nella direzione da noi voluta. E' insomma un passo avanti concreto che
- tra l'altro - ha anche cercato di spiegare PERCHE', biochimicamente parlando,
la corsa zen funzionava.
Dove il primo è più lirico e piacevole, il secondo libro è - come tu ed altri
mi confermate - un po' più massiccio.
Tuttavia l'humus da cui nascono è il medesimo (la voglia di cercare e di andare
oltre) e l'opera più recente ha senza dubbio il pregio di avere basi
scientifiche più solide (guarda per esempio che differenza nella parte
alimentare..) che non la espongono più alla critica becera di quei (per fortuna
pochi) "antizen-isti" che dicevano: "Sì, tutte cose belle, ma
poi non funzionano..".
Ecco. Ci sono voluti due anni di lavoro, ma abbiamo provato a spiegare
"perché" e a definire un "come". Che è il processo
naturale con cui la scienza progredisce.
Entrambi i libri sono figli miei (il secondo anche di Trabucchi..), ma - come
ogni buon padre - lascio che i
loro frutti crescano e si sviluppino anche in miglioramento e in correzione
rispetto a come sono stati pensati originariamente. Accettando di buon grado
qualunque critica costruttiva, che mi aiuti a progredire ulteriormente in questo
interessantissimo percorso.
Tu dici che sono l'unico che ha da dire qualcosa di veramente nuovo sulla corsa,
e te ne ringrazio. Sei probabilmente fin troppo gentile. Di sicuro posso dirti
che in quello che faccio metto l'anima, e non ho paura di confrontarmi con
nessuno. Se da questo nasce poi qualcosa di ben fatto o di innovativo, ne sono
solo felice.
Grazie comunque per i tuoi complimenti!
Luca
10/12/03 Andrea: "Psicoterapia e 'Mente & Maratona' "
Grazie Andrea,
come ho scritto ad Alessio resto profondamente
convinto del fatto che "Mente e Maratona"
rappresenti un'evoluzione tecnica di messaggi che - a chi avesse voluto
vederli - erano già disponibili tra le righe de "Lo
zen e l'arte della corsa". Tu però sei psicoterapeuta, e psicologo
attento alle novità e ai messaggi. E sei capace di integrare le cose buone di
cui leggi (vedi discorso alimentazione) nella tua vita quotidiana. Credimi,
non è dote troppo diffusa.
Mente e Maratona rappresenta uno sforzo per rendere disponibili a tutti queste
informazioni (e le molte altre acquisite in questi ultimi due anni), perché
chiunque possa - ancora di più - testarle e utilizzarle nella sua corsa
quotidiana.
Grazie, Andrea, per il tuo contributo, e auguri per l'abbattimento del muro!
(se ti servisse un coach dedicato.. fammi un fischio!)
A presto
Luca
10/12/03 Alessio: "Dieci km con lo zen"
Ciao Luca,
scusa la confidenza ma ormai mi sembra di conoscerti malgrado ti abbia
incontrato solo tramite il tuo libro
"Lo zen e l'arte della corsa", i tuoi articoli su
"Correre" e il tuo sito web.
Volevo solo raccontarti che circa un anno fa mi era venuto in mente di
cominciare a correre, e seguendo
alcuni link sulla corsa ho conosciuto il tuo sito web. Incuriosito
dall'abbinamento (avevo già un'infarinatura di zen tramite i due libri "Lo
zen e l'arte del tiro con l'arco" e soprattutto il bellissimo "Lo zen e
l'arte di manutenzione della motocicletta") ho comprato un numero di
"Correre" (che da allora compro ogni mese) e ordinato il tuo libro.
L'ho divorato, e già riletto due volte. Oltre alla questione corsa ho
cominciato ad affrontare anche la
questione alimentazione e relativa alle medicine.
Per non dilungarmi troppo concludo dicendo che a Maggio ho cominciato a correre
e piano piano Domenica
scorsa sono arrivato a correre i miei primi 10 chilometri!
Con un tempo forse lentissimo (non avevo orologio ma sicuramente in più di un
ora), ma non mi interessa, io
sono contento.
Non so se corro zen ma sicuramente corro con la gioia nel cuore, e questo
risultato un po' lo devo pure a te.
Grazie.
Ciao
Alessio
Ti ringrazio, Alessio, per la bellissima testimonianza
che riporti. Pulita, sincera, senza fronzoli: fresca come una pagnotta appena
sfornata... Certe volte sembra che la validità o meno di un metodo o di un'idea
si misuri sempre ed esclusivamente con il metro dei ritmi e dei primati
personali. Certo scommettere su se stessi, migliorarsi, crescere organicamente e
fisicamente (oltre che mentalmente) può essere un bellissimo obiettivo. Ma
riuscire a trovare la gioia di correre, e di sentirsi realizzati facendolo, può
essere ancora più difficile e impegnativo. Grazie a te Alessio, per la fiducia
che hai riposto in quello che ho scritto, e per come - semplicemente e
stupendamente - sei riuscito ad applicarlo.
Cercherò di continuare a scrivere cose nuove ed interessanti, che sento dentro,
anche per te e per tutti quelli (istintivi e spontanei: ce ne sono tanti) come
te.
A quando i 15 km ? :-)
Ciao!
Luca
3/12/03 Marco da Roma: "Un libro che trasmette vibrazioni"
Il
tuo libro lo sto leggendo senza una particolare sequenza logica. Vado a casaccio
all’interno dei vari capitoli senza particolari riferimenti. Non so quando
comincerò a leggerlo dall’inizio. Comunque, a prescindere da questa premessa,
il libro trasmette VIBRAZIONI. Per il momento mi limito ad esprimere questo
personalissimo commento. Sì, è un libro di testo, ma di quelli che ti
risucchiano al loro interno facendoti immergere in situazioni ed approfondimenti
spiegati talmente bene che ti viene da dire: ma perché ci hanno pensato
soltanto adesso? Non ho mai letto altri testi specifici sulla preparazione alla
maratona e penso che, nel caso lo dovessi fare, verrò condizionato da “Mente
& Maratona”. Staremo a vedere.... . I capitoli legati alla parte
alimentare, anche se con degli approfondimenti scientifici molto minuziosi e
quindi un po' “pesanti” (concedimi il termine, non sono un addetto ai
lavori), scivolano bene fino alla fine ed andrebbero letti tenendo presente che:
non c'è regime alimentare che possa essere forzato dall'esterno, se non con la
graduale ma completa adesione di chi deve poi mantenerlo nel tempo.
Quando comincerò a leggerlo come tutti gli umani e cioè dall’inizio, man
mano che mi verranno delle considerazioni da fare, me le segnerò da una parte e
te le comunicherò nel corso degli aggiornamenti.
Aspetto con trepidazione il nuovo programma.
Marco
1/12/03 Carmine da Lecce: "Critiche e Albanesi"
Caro Carmine,
ho purtroppo la sensazione che le critiche che Albanesi fa al testo mio e di
Trabucchi, siano tutt'altro che equilibrate e serene. Devi sapere infatti che
più di un anno fa ho sottoposto a Roberto (con cui al tempo avevo un rapporto
di amichevole cordialità, nonostante punti di vista molto diversi su un mare
di cose) le bozze dei lavori del Mind Body Work, inviandogli proprio
(ovviamente in via riservata) parti del libro per consentirgli di testarle su
suoi atleti. Così fece, riportandomi dei pareri che mi furono utili, insieme
a quelli di altri, per una più precisa definizione del metodo. Il suo
approccio fu entusiastico (conservo le sue mail di risposta..) e mi disse che
era una delle cose più rivoluzionarie che ci fossero in giro da qualche anno
a questa parte. Tuttavia non approfondì le potenzialità del metodo (che
tuttora credo non abbia minimamente compreso: ad es. sostiene che serva solo
ad atleti top), e appena iniziò ad avere dei ritorni meno brillanti da
qualche atleta ritenne di accantonarlo. Così almeno pensavo. Invece,
sorprendendomi sotto molti punti di vista, quest'estate mi segnalò la sua
intenzione di voler scrivere un testo sull'allenamento mentale degli atleti.
Poiché le cose non le mando a dire (stanti i buoni rapporti che ci legavano)
gli dissi subito che non mi sembrava molto corretto, visto che stavo uscendo
io con un testo sullo stesso argomento, su cui l'avevo privatamente edotto in
lungo e in largo. Non solo non mi diede minimamente ascolto, ma - sostenendo
di avere trovato ispirazione da altri testi, e specificamente da un libretto
tutto-teoria sulla Programmazione Neuro Linguistica - pubblicò il suo
libro (autopubblicandoselo: la Thea è la sua casa editrice personale) in
fretta e furia, facendolo uscire un mese prima del mio, pur avendomi scritto
prima dell'estate (anche qui conservo la mail..) che a lui degli aspetti
mentali non importava niente. Inoltre lo presentò scrivendo: "questo
non è un testo che si dilunga inutilmente su difficili concetti
neurobiologici..." (che sono invece esattamente il punto di forza del
testo mio e di Trabucchi, ovvero l'identificazione di basi scientifiche
precise su cui appoggiare la scelta di un mezzo di allenamento mentale
piuttosto che di un altro).
Ecco, Carmine, tornando alle critiche... purtroppo temo che siano motivate
solo dalla volontà di sminuire quello che invece rappresenta un lavoro solido
e ben documentato che smuove acque da anni stagnanti nel campo della
psicologia dello sport, trasportando sul campo e in pista quello che fino a
ieri era svolto solo sul lettino dello psicologo o limitato alla pura teoria
(visualizzazioni, focalizzazioni ecc.).
Le critiche nello specifico:
Roberto, invece di concentrarsi sul messaggio forte
di "Mente & Maratona", che è la
possibilità di interagire con allenamenti mirati per correggere atteggiamenti
mentali scorretti (superando la logica - a nostro giudizio ormai datata - che
l'intervento debba essere psicologico), si concentra, come suo solito, sui
particolari di contorno. Anche su questi però prende qualche abbaglio.
1) Sul concetto - evidente a chiunque conosca un minimo di biochimica - che
una sostanza non è attiva biologicamente solo in funzione delle molecole da
cui è composta, ma ANCHE in funzione del suo stato fisico, finge di non
sapere. Una proteina agisce in funzione della sua configurazione SPAZIALE, non
in funzione della sua composizione aminoacidica. Il contenuto calorico sarà
esattamente identico, ma l'azione biologica completamente diversa. Questo è
ciò che ho scritto. Il resto sono chiacchiere.
2) Chi si ciba di zucchero raffinato, ho scritto, tenga conto che per
"digerirlo" deve consumare enzimi e altri cofattori di cui con la
zolletta non ci nutriamo. Scopo della mia affermazione è quello di spingere
al consumo di cibi complessi e non raffinati, in modo da nutrirsi ANCHE dei
cofattori e degli oligoelementi che vengono consumati. Mangiare zucchero NON
E' qualitativamente la stessa cosa che mangiare miele, anche se il contenuto
calorico è pressoché identico, come pure l'indice glicemico. Mangiare 100 g
di pasta integrale NON E' la stessa cosa che mangiare 100 g di zollette di
zucchero. Per lui sì. Liberi di seguirlo.
3) Cortisolo: gli ormoni corticosurrenali non si limitano a esercitare gli
effetti che si possono studiare in vitro. Interagiscono con l'organismo in un
complesso gioco di feed-back. Se durante una maratona - a causa di una
situazione altamente stressante - si dovesse avere una produzione esagerata di
cortisolo, l'effetto sarebbe quello di una forte incentivazione del consumo di
zuccheri. Con conseguente esaurimento precoce delle scorte di glicogeno
epatico e muscolare. Non basta leggere le indicazioni generali sul cortisolo
come "attivatore del consumo di grassi" e pensare che serva al
maratoneta. La vita non è due più due: sforziamoci di capirlo.
4) Che l'EPO migliori le prestazioni del maratoneta è tutt'altro che un
dogma, e più d'uno (medici, allenatori) lo sta mettendo autorevolmente in
dubbio. Dare per "ovvi" certi miglioramenti è tutt'altro che
scientifico. Il miglioramento può avvenire solo se si verificano
contemporaneamente MOLTI altri fattori. Non succede quasi mai che L'UNICO
collo di bottiglia prestativo sia solo il basso numero di globuli rossi nel
sangue. Chi vuole saperne di più non ha che da leggere il capitolo in cui
Pietro ed io ne parliamo. L'affermazione che chi si dopa bara (oltre a farsi
del male) è legata soprattutto ai velocisti (dove il testosterone e il GH
fanno aumentare enormemente le masse muscolari).
5) Vengo criticato per avere dedicato 20 pagine ai "cibi
medicina". Dovessi riscriverlo domani, forse le amplierei anche, tanto
ritengo importante la scelta di cibi sani e vivi in una corretta
alimentazione.
6) Vengo anche criticato per avere inserito un'ampia bibliografia, che spazia
dall'alimentazione allo zen, passando per corsa, medicina e psicologia. Se
sapesse Roberto quante persone mi hanno ringraziato per l'amplia bibliografia
di approfondimento che avevo inserito ne "Lo zen e l'arte della corsa"!
Forse perché i miei libri non pretendono di spiegare tutto, e di indicare
quanta cartaigienica vada utilizzata dopo una defecazione particolarmente
impegnativa. E dunque lasciano anche a chi legge lo spazio per un
approfondimento personale. Lui è un fautore del "letto di Procuste"
(mito greco che tagliava le gambe o le allungava a chi non le aveva lunghe
quanto il letto stesso). Una terapia, una alimentazione, un allenamento!
Uguale per tutti. E chi non ne ha giovamento: colpa sua!
In ogni caso,
meglio una bibliografia ampia e commentata, che la pura citazione del titolo
di 40 libri.
7) Il Mind Body Work non è rivolto ai "marines" come sostiene
Albanesi. Pietro ed io abbiamo espresso con chiarezza il concetto che chi
desideri ottenere dei miglioramenti prestativi, deve predisporsi ANCHE ad
imparare a gestire la sofferenza. Questo concetto vuole spiegare a tutti
quelli che cercano il "magico guru" o la "magica tabella"
per vincere senza soffrire, che quella via non esiste. Esiste invece un
rapporto MATURO tra atleti e allenatori, che noi vogliamo riuscire a creare.
Chi accetta il ruolo di "guru" e considera i suoi atleti come dei
mentecatti, temo possa trovarsi in mano solo persone deboli e "bisognose
di un padre". Queste cose le abbiamo scritte chiare. Avremo urtato
qualcuno? Certo il fatto che Albanesi due mesi fa abbia scelto di
"passare" tutti i suoi atleti a Pizzolato limitandosi a seguirli
sull'alimentazione, è un indice del fatto che qualcosa non funzionava. Il
giudizio, naturalmente, non sta a me ma a chi è stato da lui seguito (ed è
oggi seguito da altri con successo).
8) E ancora non capisce, Albanesi, che il forte coinvolgimento emotivo
manifestato da alcuni atleti quando non riuscivano a concludere l'allenamento
richiesto, E' UNA DELLE BASI NEUROBIOLOGICHE che rende il metodo funzionante!
Solo con l'attivazione dell'amigdala (il centro cerebrale attivato dalle
emozioni), infatti, il messaggio di reazione mentale si fissa a livello
neurale. Talvolta, per alcuni atleti, questo coinvolgimento poteva
manifestarsi anche con uno sfogo, tramite il pianto. Per capire questo punto,
però, occorre avere letto il libro, e averne digerito i fondamenti
neurobiologici. Non averne "corretto le bozze" in cerca di errori...
9) Ma il punto che più mostra la cattiva fede della critica, è dove Albanesi
assegna a Trabucchi l'unica parte del libro che giudica ottima (mi fa quasi
sorridere). Lo fa - astutamente - col punto di domanda (Trabucchi?) come a
dire: se è scritta così bene non può averla scritta Speciani. Credo che la
cosa non meriti altri commenti di dettaglio. Il libro è stato scritto a
quattro mani da Pietro e da me. Pietro ha più volte pubblicamente
riconosciuto che l'idea iniziale è stata mia, e che poi insieme abbiamo
percorso una strada inesplorata scoprendo insieme passo passo (anche
sperimentalmente) cose interessantissime e degne di essere spiegate. Il
capitolo sulle basi scientifiche è - più di qualunque altro - un parto
comune, almeno per i primi capitoli, quelli più innovativi. Ecco, Carmine...
per dirti che la cattiva fede rende ciechi, sordi e muti.
In sintesi... ciò che io e Pietro abbiamo scritto in
"Mente & Maratona"è qualcosa di
estremamente innovativo, che farà discutere, che troverà - come ogni lavoro
veramente nuovo - fautori e oppositori. Come abbiamo detto, siamo qui pronti e
aperti non solo ad ascoltare qualunque critica, ma anche a farla nostra se
dovessimo trovarla fondata e convincente. Non abbiamo scritto una
"bibbia", ma un lavoro scientifico e sperimentale che può servire
da base a chi voglia lavorare seriamente sugli effetti della mente sulle
prestazioni sportive. Abbiamo aperto contatti con la Fidal e con tecnici
nazionali interessati alla sperimentazione. La strada è lunga, ma siamo certi
che tra qualche anno il libro potrà essere riscritto con la messe di nuovi
dati sperimentali che pioveranno nei nostri archivi.
Nel frattempo, Carmine, parlano i risultati. Chi afferma che il metodo Mind
Body Work funziona solo con atleti sotto le 2h50' (o sotto le 2h30') dice una
bugia, e sa di dirla. Nel libro abbiamo riportato un intero capitolo con le
testimonianze di gente semplice e disposta ad investire su se stessa come te o
come me, che ha avuto miglioramenti stupefacenti. La si può anche leggere
on-line nell'apposita sezione di questo sito dedicata al Mind Body Work.
Nessuna pretesa di dimostrazione scientifica: sarà effetto placebo, sarà
quello che vuoi: ma questa gente - gente come te - ha visto migliorare le sue
prestazioni in modo graduale e continuo, quando con i loro precedenti trainer
erano magari fermi da anni sugli stessi risultati.
Queste righe, e questa risposta, sono per te e per tutti loro.
Ciao e a presto!
Luca
Aggiunta dopo il 14/12/03:
Carmine ha potuto sperimentare sulla sua pelle
quanto avevamo ragione. Il 14 Dicembre 2003, alla maratona di Reggio Emilia, dopo
alcuni mesi di lavoro MBW strutturato con intelligenza e determinazione (senza
bisogno di "marines") il suo vecchio primato personale di
2h55'39" si è trasformato in 2h49'15", nonostante numerosi suoi
compagni di allenamento gli dicessero che era impossibile che si migliorasse
senza fare i consueti lunghissimi, e con un chilometraggio settimanale così
ridotto. Non è un top runner, Carmine, ma senza dubbio un ottimo atleta. Il MBW
può aiutare anche lui, come ha aiutato tutti
gli altri atleti di ogni età e valore tecnico che ho citato su "Mente
e Maratona", e che seguo con i miei programmi di
allenamento. Questi sono fatti. Croccanti e sonanti. Il resto, parole.
24/11/03 Maurizio e Viviana (da "Il Giornale"): "Allenarsi per la maratona? Facile, almeno sulla carta"
Maurizio Acerbi e Viviana Persiani, su "Il Giornale" di Lunedì 24 Novembre 2003, a pagina 44, scrivono queste parole su "Mente e Maratona":
"Nella città dove si corre tutto l'anno, la maratona che si disputerà
domenica prossima dovrebbe essere alla portata di molti; di quelli, almeno, che
ogni giorno si "allenano" rincorrendo metrò, tram e filobus o bambini
che escono da scuola e che devono essere accompagnati, a tempo di record, in
palestre o campi da gioco. Scherzi a parte, il dato in aumento degli iscritti
alla Tris Milano City Marathon, è indicativo di una passione che contagia
sempre di più. Certo, i 42km e 195 metri della maratona restano il sogno di chi
si cimenta, per la prima volta, magari solo per buttare giù qualche chilo. La
maratona vuole perpetuare la leggenda di Filippide (o Fidippide), il soldato
greco che corse fino ad Atene per annunciare la vittoria del suo esercito sui
Persiani. Riuscì, sembra, a dire "Rallegratevi, vittoria"
prima di morire, vinto dallo sforzo; era il 490 avanti Cristo. Il 10 aprile
1896, il greco Spiridon Louis, portatore d'acqua, vinse, sulle strade di casa.
la prima maratona olimpica dell'era moderna. Louis ci mise quasi tre ore a
percorrere i circa 40 km, tempo che, oggi, un discreto amatore è in grado di
stabilire senza particolari problemi. Merito anche della abbondante manualistica
uscita sull'onda del successo riportato dalla corsa.
Se, per esempio, volete, partendo da zero, potrete trovare, in libreria, decine
di volumi che si occupano espressamente di maratona.
Appena pubblicato da Edizioni Correre (si può ordinare on-line al sito www.sportivi.it)
è "Mente e
maratona", scritto da Luca Speciani e Pietro Trabucchi.
Il manuale offre un approccio assolutamente originale e coinvolgente con la
maratona, offrendo all'atleta amatore una serie di suggerimenti, sotto forma di
esercizi pratici, per allenare non solo il fisico, ma anche, e soprattutto, la
mente che, chi corre, sa benissimo essere un fattore spesso limitante e
condizionante dei propri risultati.
Non solo: il libro offre una prima parte dedicata all'alimentazione, spesso
trascurata dai podisti, di utilità straordinaria. Insomma, l'allenamento MBW (Mind
Body Work) inventato dai due autori, è un lavoro integrato mente/corpo, che
- come dimostrano anche le testimonianze di alcuni amatori che si sono
sottoposti a queste tecniche - non solo diverte e fa andare più forti, ma, cosa
importante, ti fa stare anche meglio con te stesso."
24/11/03 - Franz da Milano: Mente e maratona
11/11/03 - Vincenzo: Maratona di New York
Ciao Vincenzo,
PS: Chi volesse venire a NY anche quest'anno, ma insieme a me, non ha che da guardare alla pagina "viaggi"!
Maurizio - da Napoli: "un coro alla mezza"
Mi chiamo Maurizio, ho 40 anni, una vita per lo sport,
ho girato il mondo e ho sudato tanto per vincere in
campo nazionale e internazionale in quello che fu la
mia specialità: lotta libera. Poi 3 anni di stop e un
corpo che si degenera. Poi...poi lo zen... speciale
possibile.
Sono proprio curioso di sapere come e dove vivi, come
trascorri la giornata, Tua moglie che tipo è, e i Tuoi
figli....e se sei mai nervoso, e che cosa è questo
vivaio clorofilla. Sai anche io amo maledettamente i
fiori, la natura e ho un piccolo giardino che coltivo
con passione, amore e un po' di incompetenza. Riesco a
dialogare con tutte le piante.
desidero raccontarTi se vuoi l'esperienza della mia
ultima mezza maratona (di Napoli) allorquando ho
lanciato l'idea, (apprezzata) di far venire nella
magica Piazza del Plebiscito il coro di voci bianche
(dove canta mia figlia) per far sentire a tutti gli
atleti le canzoni napoletane e tutto il coro
(costituito da giovani bellissimi) la bellezza di uno
sport così nobile.
Ora Ti racconto cosa ho scritto al riguardo di questa
giornata.
L'altra domenica a Napoli si è svolta la
"NapoliMarathon". Per l'occasione ero presente anche
io, tirato a lucido (-7Kg) nella piazza del Plebiscito
appena liberata dai tumulti del Global Forum. Vi
racconto la mia esperienza di vecchio campione (di
altri sport) in prestito alla maratona.
Gia alle 8 la Piazza era immensa, il tempo un po'
triste, ma non a sufficienza per rovinare la giornata
di sport.
Ed eccoli lì,...sono meravigliosi,...80 bambini di una
parrocchia di Bagnoli, in fila per 2, tutti in divisa
bianca e blu che prendono posto sul palco sul quale ci
sono già 2 bravi speaker che non stanno zitti un
attimo.
La Piazza comincia a riempirsi, arivano bambini,
vecchietti, cani, giovani, campioni, donne, disabili.
Il cielo si fa meno cupo. I bambini cominciano a
cantare, ...sono meravigliosi, cantano canzoni
napoletane quali: " o sole mio, o' surdato nammurato,
funiculi, funiculà. Ma ancor prima danno il envenuto a
modo loro ai bersaglieri intonando una canzone a loro
dedicata che fa + o meno così: "i bersaglieri vanno a
caccia di piume per i loro cappelli....". Lo speaker,
furbo ed esperto recepisce il momento magico e chiede
dall'altoparlante ai bersaglieri di rispondere, a modo
loro, al benvenuto del coro "Arcobaleno". E,...allora
essi rispondono a modo loro, correndo e suonando fanno
l'ingresso trionfale in Piazza dalla adiacente via S.
Lucia.
Nel frattempo irrompe il sole nella Piazza ampliandone
lo storico splendore che già le appartiene.
Che grandezza, respiro profondamente....mi guardo
intorno, guardo gli atleti, i colori diversi...So di
aver già vinto la mia gara, quella di aver fatto
vibrare i cuori di questa gente, di aver fatto
saggiare un pizzico di napoletanità agli ospiti di
questa meravigliosa città e,...dall'altro lato di aver
fatto vedere ai bambini del coro la straordinarietà di
questo sport sano e nobile.
Trascuro completamente il riscaldamento per dare gli
ultimi suggerimenti a mia moglie che seguirà il coro
durante la manifestazione insieme a Suor Rosaria la
quale contravvenendo ad un luogo comune, canta con i
bambini, gioca con essi, soffre con loro e sopratutto
gioisce con loro.
Parto,...percorro i primi 15 m. vicino al mare di via
Caracciolo con la gioia nel cuore, non sento affatto
la fatica, le gambe sono alte, il passo elastico come
non mai, incrocio Corrado che fa la Maratona (io
invece faccio la mezza) e, come previsto si trova nel
gruppo dei primi. Faccio giusto in tempo a gridargli:
"Vola Corrado, vola...." (Il mio augurio sarà di buon
auspicio in quanto Corrado finirà 20° assoluto)
Sento solo il vento che accarezza il mio volto ed i
miei capelli, il sole mi da calore, forza ed energia e
poi il mare ! Che invia la sua presenza positiva.
Dopo il 15° Km, al Corso Umberto, sono ormai un po'
stanco e, per non perdere il ritmo mi cerco qualcuno
che possa aiutarmi. Ci impiego 2, 3 minuti, osservo
come un lupo la preda da sbranare, la cerco bella
elegante e dal passo elastico come piace a me. La
trovo,...è bella, elegante e corre con le braccia
alte, ma è a circa 200 metri da me,...mi sforzo più
del previsto per raggiungerla. Mi attacco a lei e non
la mollo più.
Ora corro con le mie gambe e la sua testa. Non so né
come si chiama né il suo numero di pettorale, ma la
ringrazio di avermi accompagnato fino alla Piazza del
Plebiscito. Il passo è veloce ed elastico come mai.
Concludo la mia mezza Maratona in 1'42'' sotto i 5 al
Km. Una vittoria enorme mi miglioro di oltre 20'. Non
c'è nemmeno il tempo di gioire che eccolo lì che
arriva lui il vincitore. E' Italiano, campano di bella
presenza. Dietro di lui una donna ancor giovane e bella
piange in maniera spontanea, è la sua mamma.
Maurizio, runner da pochissimo.
4/1/02 Luca da Pesaro - L'entusiasta
Ciao Luca,
non ci credo !!!! Mi deve arrivare il tuo libro e non vedo l'ora di
leggerlo.
Sono un neo-innamorato della corsa ho già fatto due gare e già mi fanno male
le ginocchia.
Mi sto rimettendo a posto piano piano , ed in futuro conto di ricevere i
tuoi consigli per preparare bene bene alcune gare.
Io mi chiamo Luca e sono di Pesaro.
W i Runners il popolo che non molla !!!
In una mail successiva del 14/2 Luca mi fa una domanda:
Vorrei chiederti una cosa molto importante e cerco di riassumerti la mia
storia.
Io mi sono sposato in Agosto del 2000 ed ho attraversato il primo anno di
matrimonio a non fare niente.
Mi sono ritrovato a Maggio 2001 che ero 80 kg , e mi sono deciso a darmi una
mossa per dimagrire. Ma ho commesso un errore penso, andando a correre tutti i
giorni e
mangiando solo verdure.
Questo per circa 2 mesi ( Maggio e Giugno ) ed a fine Giugno ero 65kg.
Ho avuto minimi di peso anche di 63 kg. Ogni volta che prendevo le scarpette
per andare a correre la moglie si scatenava.
Da quest'estate mangio di tutto e quasi quotidianamente faccio sport (corsa,
nuoto)
ma il mio peso continua ad essere lo stesso.
Mi sento bene anzi benissimo (ascolto sempre il mio corpo .....) ma penso
che la cosa non sia normale.
Ora sono di nuovo 63 kg (mi sono pesato stamattina, non ti ho ancora detto
la mia altezza 1.84 ed ho 29 anni) dopo la mezza di domenica e le uscite
di
lunedì, martedì, mercoledi.
Oggi riposo. Rivado domani.
E' normale , vado avanti così o cosa devo fare? Devo prendere degli
integratori? Mi puoi dare dei consigli per aumentare la massa muscolare?
Trovare un equilibrio tra il proprio corpo e la propria
mente, le proprie
passioni, la propria voglia di vivere, non è sempre facile. Perdere 17 kg in
3 anni, passando dalla sedentarietà ad una vita sportiva intensa, qualche
volta succede. Ma perdere gli stessi in pochi mesi infliggendosi diete
tremende, può fare molto male: al corpo e alla mente.
Capisco le preoccupazioni di tua moglie, che probabilmente ti vuole bene.
Cerca di non andare con lei al "muro contro muro". Coinvolgila. Falle
capire
che stai bene a fare quello che ti piace. Ma poi cerca di starci bene
davvero!
Mangia sano, ma mangia in quantità quello che il tuo corpo richiede. Non
astenerti dal mangiare pasta, carne, formaggi, dolci, tutto ciò di cui senti
il desiderio. Vedrai che il tuo peso si stabilizzerà al punto giusto, magari
70 kg, magari ancora 65. Lui lo sa, la tua mente no.
Continua pure a correre quanto ti pare, se non hai problemi collaterali
(stanchezza, astenia ecc.), ma mangia quanto il tuo corpo ti richiede.
L'eccessiva magrezza può mietere tante vittime quanto l'obesità.
E, quel che è più importante, trova anche un equilibrio con tua moglie. Non
imporle SEMPRE la corsa. Prova qualche volta a rinunciare PER LEI e a farle
capire che, grazie al benessere e alla serenità che ti dà la corsa, puoi
fare qualcosa di speciale anche verso di lei... Vedrai che sarà
infinitamente più comprensiva, ed entrambi sarete più sereni.
Tienimi informato, e, mi raccomando... MANGIA.
La risposta di Luca di Pesaro mi ha un po' commosso, e voglio riportarla:
Sto leggendo e rileggendo la tua mail.....l'ho letta anche in presenza di
LEI.
Ciò che hai scritto è davvero molto bello ed anche un po' toccante,
veramente.
Sono davvero sorpreso.
In poche parole mi hai costruito un equilibrio, una strada che devo solo
seguire.
Mi fa pensare......
Non riesco a chiederti nulla di più, ma solo a seguire le tue
istruzioni.
Ti ringrazio tantissimo per il tempo che mi hai dedicato.
Grazie grazie di cuore Luca e non temere ti terrò informato.
Un abbraccio.
4/1/02 Luciano da Treviso: "Stiamo
facendo della strada assieme"
Ho visto che ti si può anche telefonare adesso :-)))
Bello l'articolo (su Correre di Gennaio), ho capito male o diventera'
una rubrica fissa?
A proposito, non credo di avertelo mai detto, io sarei per la "corsa
tao".
Ci sono degli equilibri e delle dinamiche cicliche che trovo si
adattino bene a mie personali visioni della corsa (e del mondo).
Ovviamente la consapevolezza e il concetto di presenza a se stessi è
comunque imprescindibile. E, in fondo, sono sempre tre lettere ;-)
Ci tenevo a dirtelo, stiamo facendo della strada assieme.
ciao. Luciano.
6/1/02 Massimo: "Zen e ingiustizia"
Gent.mo Luca Speciani, ho letto il Tuo splendido libro sulla corsa e lo zen,
e l' argomento mi è piaciuto tantissimo, che mi piacerebbe approfondirlo un
po', però mi sento ancora lontano dal capire e applicare certi concetti zen
con la vita quotidiana che ci circonda, è proprio per questo che Ti scrivo,
per chiedere un consiglio, e cioè prendendo spunto dal capitolo
"L'accettazione
della sconfitta" nel libro "Lo zen e l'arte
della corsa", vorrei
chiederTi, ma (visto che mi sento vittima di un' ingiustizia) come si può
accettare con lo zen un' ingiustizia senza cadere nella trappola dell' ego
che ci circonda quotidianamente?
Vorrei fingere di niente da un lato, ma dall'altro lato c'è il potere
supremo di chi ha operato l' ingiustizia contro di me e che io non accetto,
come ci si può comportare?
Sperando di non recare disturbo chiedendoTi una risposta porgo cordiali
saluti.
Bar.Ma
RISPOSTA:
Non so se stai parlando di corsa o di vita quotidiana.
Vorrei che parlassi solo della prima, perché non mi sento nessuno per darti
consigli sulla seconda.
Provo a dirti, se vuoi rifletterci sopra, che nessuno (NESSUNO!) può
veramente toccare quello che tu sei o vali.
Il tuo valore, la tua ricchezza, vanno al di là di qualunque torto che altri
possano averti fatto.
Le ingiustizie possono toglierti denaro, prestigio, posizione, anche
affetti, amicizie.. ma se tu senti il valore VERO di quello che puoi essere
o fare, nulla ti può deprimere.
Qualcuno ti ha tolto ingiustamente il posto a cui ambivi da anni, senza
meriti? Sbagliavi tu a fare dipendere la tua realizzazione da quel posto!
Nella divisione ereditaria qualche tuo parente ha avuto il doppio di quanto
gli spettasse? Ricorda che la tua ricchezza non dipenderà mai dal tuo conto
in banca.
Ti hanno tolto un ricordo caro, un'amicizia, la possibilità di vedere un
figlio? Sono cose terribili, ma i ricordi svaniscono nel presente, le
amicizie si ricompongono più forti, i figli crescono e sanno leggere la
realtà meglio di noi.
Naturalmente, parlare è facile, vivere un po' meno. Ma tu non
"sederti" nel
pensiero dell'ingiustizia subita, qualunque sia.
Quello che tu sei, nel profondo, non può toccartelo nessuno.
Tu, solo, puoi farti veramente del male. Non farlo.
Entra in contatto profondo con te stesso, cerca di "sentire" quello
che vale
veramente, e il resto, vedrai, si scioglierà come nebbia.
Auguri
Luca
14/1/02 Giovanni da Perugia: "Zen!"
Grazie per le tue parole bellissime e spontanee. Alla prossima gara (prendi nota su "Le mie gare") che faremo assieme, avremo sicuramente modo di incontrarci.
15/1/02 Edda da Trezzano: "Zazen e tabelle per iniziare"
Ma Edda insiste...
Gent.mo Luca,grazie per la cortese risposta. Sto già correndo per circa un'ora di seguito quasi tutti i giorni a velocità tra i 7,5 e gli 8,5, pendenza da 1 a 1,5,(a seconda della stanchezza delle mie gambe). Sono arrivata anche ai 9 ma sul tappeto faccio fatica a tenere il ritmo. Ho anche provato unacorsa consecutiva di due ore (non programmate ma trascorse con "...ancora 5 minuti poi mi fermo....") che ho tenuto bene ma che mi ha creatoproblemi al "collo" del piede il giorno dopo. Sto ora provando ad inserire, a metà allenamento, qualche minuto di corsa in salita. Il cuore non saleoltre i 130 in salita mentre in piano rimane a 116 ca.Nel frattempo ho contattato, come mi hai suggerito, una società sportiva e spero di riuscire a correre con loro.Questo per "la tecnica". Il resto è sensazione bellissima.Complimenti per il Tuo sitoEdda
Bene, dunque corri già più di un'ora, quindi possiamo incominciare ad inventarci qualcosa.Il primo dato su cui lavorare sarebbe un'indicazione della tua soglia anaerobica, che è all'incirca la velocità che riesci a tenere correndo al massimo delle tue possibilità per un'ora di fila. Massimo significa come se facessi una gara su quella distanza, non a ritmo "comodo". Pertanto puoi dedurre quella velocità magari anche a tavolino. Sarebbe tuttavia meglio effettuare un test pratico.Una volta dedotta quella velocità, puoi iniziare ad inserire quella che viene chiamata corsa "media", che ha degli effetti molto utili su cuore e polmoni per raggiungere presto ritmi di corsa ragionevoli (o per goderti di più la corsa lenta).Il "medio" si corre all'incirca a una velocità intermedia tra la soglia anaerobica e la corsa lenta (non lentissima), ad un regime pulsatorio di circa 160 puls./min (per persone "normali"), e deve essere tenuto per tempi che vanno dalla mezz'ora ai 50'. Potresti incominciare con qualche "medio" e dirmi che sensazioni hai provato, poi ci risentiamo.Nel frattempo auguri. Sei tostissima a riuscire da subito a correre per distanze così lunghe!PS: se vuoi puoi scrivermi anche "pubblicamente" attraverso il forum su corsa e zen, che mi facilita la gestione dei messaggi.A prestoLuca
11/2/2002 Gerardo da Brindisi:
"Correre con autoconsapevolezza"
Ciao Luca,
sono molto contento di averti conosciuto. Prima di condividere con te ciò che
penso sulla corsa e la meditazione, mi preme di dirti alcune informazioni su di
me e su come ho saputo della tua esistenza: sono psicologo con una formazione in
Gestalt; ho avuto modo di sfogliare un libro scritto da tua sorella Francesca
dove si parlava di corsa e meditazione, a casa di un mio amico che forse tu non
conosci ma sicuramente tua sorella si; egli si chiama Peter Deveth, ed è stato
uno dei maestri da cui ho imparato la Gestalt. Pratico la corsa da qualche anno
e condivido quasi completamente il modo di correre tuo. Anch'io ho provato a
scrivere su questo argomento su Correre ma sono stato meno fortunato di te;
credevo che questo tema non avesse nessun interesse e adesso sono felice di
sapere che esiste un altro podista che la pensa così.
Non voglio dilungarmi molto perché spero di approfondire con te gli argomenti
in futuro, ma ciò che voglio dirti prima di tutto è che correre zen come dici
tu o correre con autoconsapevolezza non è solo una filosofia, ma ha anche dei
fondamenti psicologici e scientifici. La Gestalt è basata fondamentalmente
sull'esperienza vissuta nel qui e ora esattamente come lo zen. Tu dici che la
filosofia zen non cerca adepti o propaganda, io tuttavia svolgo il lavoro di
psicologo ed ho anche il dovere istituzionale di diffondere pratiche
scientifiche che mirano a migliorare il benessere della persona. Correre zen o
correre Gestalt potrei dire, sono certo, e posso dimostrarlo scientificamente,
può sia migliorare il benessere sia migliorare la prestazione sportiva.
Ho in progetto l'idea di offrire dei corsi a chi corre, per imparare a praticare
l'autoconsapevolezza durante la corsa, e la tua esperienza di maratoneta zen, è
senz'altro un elemento che dà credito alla mia proposta. Spero che tu sia
d’accordo affinchè io faccia riferimento al tuo lavoro per sostenere il mio
progetto.
Sarei felice di scambiare esperienze ed opinioni con te, nel frattempo di saluto
e ti auguro buon correre zen.
Gerardo
12/4/02 Tommaso: "Schiavitù da corsa"
13/4/02 Diego dal Friuli: "Involontarietà o consapevolezza?"
Considera le cose che ti sto per dire come la semplice opinione di un lettore. A tua discrezione potrà essere spunto per ulteriori approfondimenti nei prossimi articoli (le mie risposte sono in maiuscolo verde per maggiore chiarezza).
(Nota:
con Diego ho avuto un paio di "scontri" indiretti su Podisti.net a
causa di articoli, a mio giudizio di cattivo gusto, suoi e di Marri, che mi
attaccavano personalmente. Mi fa molto piacere constatare che poi il rapporto
diretto con le persone, non solo ammorbidisce e rende più civili i toni, ma
addirittura stimola la crescita individuale di ciascuna delle persone coinvolte.
Come direbbe un maestro zen: stima il tuo nemico, perché è solo attraverso di
lui che puoi fare pratica...)
Possiamo individuare una linea di confine, ammesso che esista e
che questo abbia importanza, tra un approccio filosofico e il proprio essere
psicologico? Può un certo atteggiamento filosofico incidere sulle proprie
caratteristiche psicologiche e se si come farlo proprio ed averne dei benefici?
O è piuttosto la struttura psicologica individuale che determina un
certo modo di porsi filosofico.
Il caso del maratoneta è a mio parere emblematico. Che il traguardo arrivi dopo 2:36 o dopo 3:45 si tratta comunque di partire da una certa solidità psicologica che permetta di sottoporsi ad allenamenti intensi e lunghi. Ci sarà indubbiamente una notevole differenza di qualità e quantità ma entrambi dovranno attingere alle risorse fisiche e mentali di cui dispongono per ottenere quel risultato proporzionale alle loro capacità.
E se questo spessore psicologico permette di vincere i blocchi e le resistenze, di riconoscere (e aggiungo accettare) la stanchezza, il dolore e la sconfitta, credo significhi che si è raggiunto nello stesso tempo un certo stato filosofico. Quello stato che, dopo esserti detto negli ultimi km che non ha senso e aver sofferto fino alla linea del traguardo, ti fa invece pensare a quando sarà la prossima per riprovare, riscattarti o migliorati. E così una maratona dopo l’altra, sempre lo stesso.
LA STRUTTURA PSICOLOGICA
DI BASE E' UN PO' COME LA DOTAZIONE GENETICA. SEI O NON SEI PREDISPOSTO A
SOFFRIRE, AD ACCETTARE, A SORRIDERE. L'IMPOSTAZIONE FILOSOFICA E' INVECE UN
TRAGUARDO ACCESSIBILE A TUTTI. TUTTI POSSONO FARE PASSI AVANTI ENORMI, SE SOLO
"MOLLANO LA PRESA" E SI LASCIANO ANDARE ALL'INTUIZIONE E ALLA
SPONTANEITA'.
SE C'E' UN CONFINE, E' QUESTO.
Tu dici:
…per ascoltare il corpo, e quindi ascoltarci, è necessario imparare a
liberare la nostra mente dai tanti, troppi pensieri che la affollano. Questi
pensieri, annebbiando la nostra consapevolezza, ci impediscono di esprimerci nel
modo che ci è più naturale…
Banalizzando il concetto è facile a dirsi e un po’ meno a farsi. Questa “corsa in contatto con se stessi” o “corsa libera da pensieri” può effettivamente essere un obiettivo perseguibile e realisticamente raggiungibile? ….il rapporto esistente tra corpo e mente è in grado di condizionare fortemente le nostre prestazioni, sia in positivo che in negativo… Appunto! Se mi infilo le scarpe dopo una giornata in cui il mio tempo è trascorso normalmente e serenamente avrò davanti a me una corsa libera da pensieri, o i pensieri saranno solo quelli strettamente connessi con la corsa stessa: il mio passo, il mio respiro, le mie sensazioni. Potrò verosimilmente entrare in contatto con me stesso. Viceversa, se mi porto dietro qualche contrarietà dovuta al lavoro, alla famiglia o altro, sarà difficile non sentirne gli influssi. Direi invece che il diradarsi della nebbia si verifica alla fine della corsa piuttosto che durante.
CONFONDI I RISULTATI
"INVOLONTARI" CON QUELLI OTTENIBILI CON LA PRATICA ZEN. STARE BENE
DOPO UNA CORSA SUCCEDE A TUTTI. CORRERE ZEN NO: RICHIEDE PRATICA E APPLICAZIONE.
I RISULTATI DELLA CORSA ZEN SONO PROPRIO QUELLI CHE RIPORTI: LIBERARSI DAI
PENSIERI, COGLIERE LA PROPRIA ISTINTIVITA' DEL GESTO, DISPORRE DI UNA
GRANDISSIMA QUANTITA' DI ENERGIA, FISICA E MENTALE. CHE POI PUO' ESSERE
UTILIZZATA PER ANDARE PIU' FORTE, OPPURE PER LEGGERSI MEGLIO DENTRO, O PER AMARE
CHI TI STA INTORNO O....
Poi dici ancora:
…se riuscissimo a esprimere le potenzialità del nostro corpo in modo
totalmente istintivo, senza interferenze da parte della nostra mente conscia?
…ciascuno di noi ha il ricordo di quella gara in cui, involontariamente, ha
corso in modo zen…quanti secondi avete guadagnato grazie a quella involontaria
applicazione di un principio zen?…
Credo che l’aspetto essenziale sia proprio questo. Il “modo istintivo” in cui ci si esprime. La “involontaria applicazione” di un principio zen. La parola chiave è “involontario”.
La mia corsa libera da pensieri o in contatto con me
stesso è il frutto di una situazione involontaria, o potremmo dire inconscia.
E’ possibile, “razionalmente”, indirizzarsi verso una condizione di istintività o di involontarietà? Credo ci si trovi in contraddizione. Nel momento in cui la mia mente si propone questo obiettivo il mio “io” non è più istintivo e involontario. Utilizzo una strategia che parte dalla ragione per ottenere una condizione che si allontani dalla ragione stessa? E’ un po’ il gatto che si morde la coda.
E' UN PUNTO CHE LO ZEN CHIARISCE MOLTO BENE: NEL MOMENTO IN CUI TI PONI UN OBIETTIVO PRECISO, ESCI DALLO STATO DI MEDITAZIONE. LA MEDITAZIONE (ANCHE QUELLA "IN CORSA") E' LIBERTA' DA PENSIERI E OBIETTIVI. QUELLO CHE OTTIENI E' PERO' IMMENSO. NON C'E' CONTRADDIZIONE. METTILO IN PRATICA E TE NE ACCORGERAI SUBITO. ESCI DALLE PAROLE, E ENTRA NELLO ZEN.
In un altro passaggio affermi:
…le gambe stanche fanno sentire la stanchezza alla mente, ma una mente
stanca può fiaccare le migliore delle gambe (Trabucchi)… proviamo a porci in
ascolto del nostro corpo… Non parliamo, non pensiamo…
In alcuni passaggi si fa riferimento all’ascolto del proprio corpo, all’ascolto dei segnali che il corpo ci manda. Credo, tuttavia, che questo concetto si scontri poi con le necessità di allenamento imposte dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Se ascolto i segnali provenienti dalle mie gambe stanche, o dalla mia mente stanca, finirei per saltare alcuni allenamenti, ripiegherei ad esempio su una corsetta tranquilla anziché affrontare un lunghissimo o le ripetute. Non sottoporrei il mio organismo a quegli allenamenti che ne determinano poi l’adattamento alle situazioni di gara che dovrà affrontare (vedi ad esempio “Il buio oltre il 35° km”). Da questo punto di vista, non dovrò invece ignorare o minimizzare i segnali che il corpo (o la mente) mi mandano?
HO DA POCO SCRITTO UN PEZZO PER CORRERE CHE CHIARISCE QUESTO PUNTO. GLI ADATTAMENTI FISICI SONO INDISPENSABILI. L'ASCOLTO DEI SEGNALI DEL CORPO LO E' ALTRETTANTO. IO LAVORO DURO, E LO FACCIO ASCOLTANDOMI PER DECIDERE NEL QUOTIDIANO IL "LAVORO" DA FARE. STO ANDANDO OGNI GIORNO PIU' FORTE....
C’è un aspetto, per me importante, che influenza in modo significativo quantomeno la corsa libera da pensieri se non proprio il contatto con se stessi. E si tratta della corsa con gli altri. E’ risaputo che correre in compagnia è di grande beneficio e utilità per varie ragioni: maggiori motivazioni, stimoli a tenere un certo ritmo, per alcuni la competizione con l’amico o con il gruppo.
Durante la settimana devo correre da solo. Capita che la mente vaghi per i pensieri più vari e così non si focalizza l’attenzione sul ritmo, sul respiro e sulle sensazioni di fatica.
SONO DUE COSE DIVERSE. DISTOGLIERE I PENSIERI DALLA FATICA MUSCOLARE (E' DIMOSTRATO - VEDI STRATEGIA RITMOFOCALE DI TRABUCCHI) AIUTA LA PRESTAZIONE. LO ZEN PERO' NON DICE "DISTRAITI!" MA AL CONTRARIO TI FA ESSERE CONSAPEVOLE DI SENSAZIONI POSITIVE (RITMO, MOVIMENTO BRACCIA, RESPIRAZIONE), CIOE' TI FA ESSERE LI' DOVE SEI, E NON ALTROVE. E' MOLTO DIVERSO.
La domenica alle volte posso correre in compagnia di qualche amico, oppure già mi conforta l’essere il mezzo al gruppo: vedere e sentire altri podisti davanti e dietro attenua il senso di solitudine.
Ecco che il correre con gli altri comporta facilmente quella situazione di involontarietà e di istintività di cui si è detto. Le chiacchiere strada facendo o, se si va più forte, anche il semplice vedere o sentire il compagno al tuo fianco, aiuta a distogliere l’attenzione dalle sensazioni di fatica o, perlomeno, le fa avvertire limitatamente. Ed ecco allora che, anche se è in corso un lunghissimo di 30 e oltre km, il gesto è decisamente più fluido e sciolto di quanto non sarebbe se quel lunghissimo lo stessi facendo da solo e la mente sarebbe lì a ricordarmelo ad ogni metro.
ECCO,
SE HAI COLTO IL PUNTO, NON SI TRATTA DI INVOLONTARIETA' MA DI CONSAPEVOLEZZA.
QUELLA E' LA PAROLA CHIAVE, LA CHIAVE DELLO ZEN.
SALUTI E AUGURI DI BUONE CORSE
LUCA
17/5/02 Enrico dall'Abruzzo: "Cambio lavoro: vita nuova?"
Ciao Carissimo amico, ho letto e sto rileggendo
di nuovo il tuo libro e proprio nel finale c'è un capitolo che rispecchia molto
l'attuale mio stato, infatti dopo 14 anni da pochi giorni mi sono licenziato da
quest'azienda e ora sto vivendo il mio periodo di preavviso in modo alquanto
traumatico.
Anch'io ho un carattere aggressivo e volevo "sbalanzare" il tavolo del
mio Capo, ma non l'ho fatto (forse me ne pentirò per tutta la vita, di non
averlo fatto) anche perchè come tutti i capi, ha voluto aver ragione e mi ha
neutralizzato con parole che non pensavo nemmeno in grado di dire. Questa
situazione mi ha fatto stare calmo e attendere.
Ora sto vivendo alla giornata e sto cercando di capire cosa potrei fare nel
futuro, hai delle idee/suggerimenti da darmi?
Salutoni, Enrico.
22/5/02 Giovanni da Perugia: "Bruxelles"
28/5/02 Daniela: "Consigli per una principiante"
Ciao, sono Daniela, ho ripreso a correre dopo la nascita del mio secondo
figlio (3anni) a settembre del 2001, prima pochi chilometri fino ad arrivare
anche a 10km.Vado a correre alle cinque del mattino, molti mi dicono che sono
matta, ma a me piace, corro nel silenzio più completo, la città dorme
ancora, in un punto un gallo canta sempre al mio passaggio sembra salutarmi,
tutto ciò ha un suo fascino, spesso alla fine del mio giro incontro un
vecchietto che mi saluta e spesso mi incita; arrivo a casa soddisfatta e
affronto la giornata con più gioia.
Ad aprile ho corso la mia prima Stramilano (quella dei cinquantamila),non avevo
mai corso per 15 km.ed il mio obbiettivo era quello di arrivare senza mai
fermarmi, ce l'ho fatta in
1,32; ho partecipato anche all'Avon Running del 19 maggio in 33min. ho percorso
i 5 km. Però questa volta ho fatto più fatica, sono partita troppo veloce ed
ho sofferto molto il caldo. Domenica 26 maggio sono andata a Cremona dove
organizzavano la corsa delle cinque porte così ho approfittato per
visitare questa splendida città. Qui però mi sono sentita un po' un pesce fuor
d'acqua in mezzo a questi atleti, io mi alleno da sola, ho provato a leggere
riviste, il libro di Arcelli "Correre è bello", ma una certa
antipatia per
tabelle, allunghi etc. come posso migliorare? Per ora non me la sento di
iscrivermi ad una società podistica del mio paese, sono una solitaria, però
nello stesso tempo sento il bisogno di avere qualcuno vicino che mi
aiuti, che mi corregga, che mi insegni tutto ciò che c'è da imparare.
Beh, non
voglio dilungarmi ulteriormente ti saluto e spero in una tua risposta.Buona
corsa.
ciao
Daniela
Ciao Daniela,
grazie per la tua lettera spontanea, e complimenti per la Stramilano e
l'Avon Running!
Se vuoi che ti dia una mano a prepararti meglio, e per di più senza troppe
tabelle, devi darmi un'infinità di informazioni in più: dove ti alleni, con
che frequenza possibile, quanto a lungo, che età hai, quanto pesi, se hai
mai fatto sport, che autonomia di corsa hai e a quali ritmi, che obiettivi
ti poni ecc.
Se vuoi, insieme, possiamo mettere giù una base che ti permetta di
divertirti crescendo organicamente, senza commettere gravi errori e, perché
no, magari trovandoci qualche volta a correre nella stessa gara. L'elenco
aggiornato delle gare che ho in programma lo trovi sul mio sito (clicca
su "Le mie gare").
A presto e buone corse!
Luca
29/5/02 Giuseppe: "Rigidità nei movimenti"
Salve sono un ragazzo ed ho cominciato a praticare
atletica da quasi un anno. il mio allenatore e quelli che si allenano con me mi
dicoo che sono troppo rigido nei movimenti e che migliorando la mia scioltezza
migliorerei moltissimo i miei risultati. Ho letto un articolo su correre e
vorrei avere se possibile delle informazioni sullo zen e su come fare per
correre liberi cosi come è scritto sull'articolo.
19/6/02 Daniela: "Gara
aziendale"
Ciao Luca,
Avrei bisogno di un consiglio, volevamo organizzare una garetta sociale, fuori
dalla ditta c'è una cava con un percorso di 1,250 km.con salite e discese. Per
rendere simpatica la cosa si pensava di fare una staffetta con squadre
composte da tre elementi: 1 donna, 1 uomo sotto i 30 anni ed 1 sopra i 30
anni.come si può organizzare? Il percorso non è molto largo quindi non penso
possano correre più di due al massimo tre squadre per volta. Ci dai una mano?
L'idea mi sembra molto simpatica. Sarebbe veramente
auspicabile che tutte le aziende con un certo numero di dipendenti
incentivassero la pratica dello sport (e ancor di più dello sport
"giocato" come in questo caso) come fate voi. Prima però di attivare
l'iniziativa, dovrete prendere alcune precauzioni.
Se il circuito è esterno alla ditta, come mi sembra di capire, dovranno essere
richiesti al comune o ai comuni toccati, le necessarie autorizzazioni. Ove vi
siano necessità di blocco del traffico, il comune interesserà anche i vigili
perché facciano rispettare le eventuali limitazioni richieste.
Mi sembra poi importante che vi sia copertura assicurativa per tutta la durata
dell'evento, nei confronti di chi partecipa. Può essere che in questo caso l'Inail
copra la cosa come se fosse una integrazione alla normale attività lavorativa,
ma può anche essere che non sia così. In tal caso va stipulata
un'assicurazione specifica.
Infine vi è l'aspetto sanitario. Normalmente, per le gare competitive, o si è
tesserati per una società (che quindi risponde dell'idoneità sportiva
dell'atleta), o si corre come "liberi" presentando un certificato
medico per l'anno in corso. Per le non competitive questo non avviene (sul
volantino c'è una scritta che dice che con l'iscrizione l'atleta certifica la
sua idoneità.. per quel che vale). Per sapere con certezza cosa richiedere puoi
sentire a qualche organizzatore di non-competitive (Manelli?) o telefonare in
Fidal a Milano.
Infine credo che sia obbligatoria la presenza di un medico e di un ambulanza.
Augurissimi a chi si sta occupando della cosa, che sarebbe bello che tanti
prendessero ad esempio!
2/7/02 Paolo: "Mi presento in lista!"
Questa letterina non era rivolta solo a me ma alla mailing list DRS, ed è la presentazione di un nuovo "socio", le cui parole però meritavano di essere riportate in questa sede...
Salve a tutti!!!
Mi chiamo Paolo e sono un nuovo "Estinto"!
Vivo in Umbria e piu' precisamente a Gubbio (provincia di Perugia),
cittadina dove a lungo ha vissuto S. Francesco e S.Ubaldo (e attualmente Set
cinematografico di Don Matteo - Rai).
Breve storia sportiva:
Comincio a 5 anni con il nuoto e 9 passo all' agonismo che abbraccio fino ai
17. Contemporaneamento a 15 anni comincio anche a giocare a rugby; passione
che devo interrompere per il servizio militare (da ufficiale dei
Bersaglieri), che mi porta a correre per diverse ore al giorno, anche se con
tuta mimetica e anfibi (che chiaramente portano a diverse tendiniti). finita
la parentesi militare mi rido' al rugby fino a 26 anni, dove
"costretto" da
un'allenatore argentino molto poco zen, lascio per dedicarmi ad un po' di
pesistica e tanta mountain bike (quasi esclusivamente nei boschi, visto
anche il fato che vivo in campagna in una delle regioni piu' boscosa
d'Italia).
Poi dopo il matrimonio il mio sport preferito diventa il trampolino
olimpionico nel piatto degli spaghetti che mi porta ad arrivare a pesare 95
Kg. Da li la svolta e l'AMORE per la Corsa, che mi porta a riperdere 18
chiletti. Facendo bene i conti sono un anno e 5 mesi che corro e un annetto
che gareggio per la societa' ASPA BASTIA UMBRA (a Gubbio non abbiamo una
squadra SIGH!).
Poi una quindicina di giorni fa mi compro il libro di Luca
"Clorofilla"
Speciani, (dopo aver letto anche tutti i suoi articoli su "Correre") e
vengo
a conoscenza di questa mailing list, cosi' comincio (come un guardone!!!) a
seguire i vostri interventi senza intromettermi, poi oggi prendo coraggio e
mi butto anch'io...ed eccomi qui!!!
Scusate la mia prolissita' , ma se uno si deve presentare lo deve fare bene
(cosi' diceva mio nonno).
Spero presto di potervi conoscere tutti o almeno qualcuno ;-)!!!
Non me ne vogliano gli altri, ma un saluto particolare sento di doverlo
rivolgere a Luca Speciani per avere cambiato il mio modo di vedere la
corsa... e anche un po' la vita!
Grazie Luca e grazie a tutti
Paolo però, alcuni giorni dopo, racconta in lista
(intitolandola "Meditazione dinamica") una sua esperienza di corsa zen
che voglio riportare:
Ieri sera, erano all'incirca le 19 quando ho deciso di non fare le ripetute
che mi ero riproposto di fare, optando invece per delle variazioni di ritmo
seguendo per il recupero, le sensazioni mi dava il fisico.
Dopo un paio di chilometri di riscaldamento ho imboccato una stradina bianca
di campagna in mezzo ai campi (meravigliosi in questa stagione) di grano
maturo.
Ora non so se per il paesaggio o la calma che mi pervadeva, ma ho cominciato
i tratti veloci meditando nel senso che intende Luca Speciani, ossia
concentrandomi prima sulla respirazione poi sentendo il sangue che fluiva
velocissiomo ed infine controllando la scioltezza dei movimenti.
Be', mi sono accorto ad un certo punto che le mie gambe giravano a ritmi per
me inconsueti (dalle sensazioni direi intorno ai 3' 50'') con il minimo
sforzo sia respiratorio che muscolare (per la verita' era complice anche
un tratto di discesa anche se quasi impercettibile) .
Credetemi e' stato meraviglioso correre tra questi campi con queste
sensazioni! Ad un tratto ho incontrato anche due miei colleghi che negli
ultimi due mesi sono riuscito a convertire al podismo e che con mia estrema
soddisfazione ho visto correre (dovrei dire corricchiare, ma per loreo era
corsa pura) con gioia e spontaneita' e cosi' dopo un breve tratto di
recupero corso con loro sono ripartito come prima ancora piu' caricato
arrivando a correre l'ultimo chilometro (misurato) in progressione a 3' 40''
... mai successo!!!
Se Domami riuscissi a correre in gara almeno un chilometro in queste
condizioni ne sarei soddisfattissimo!!
Altro che ripetute!!
Un super saluto a tutti !!!
P.S. Grazie di nuovo Clorofilla!
In seguito a questo intervento, anche Giovanni da Perugia racconta una sua esperienza simile, vissuta alla Maratona di Tromso in Norvegia:
A me è capitato diverse volte durante gli allenamenti; in gara, durante la
mezza di Tromso, mi è successo a partire più o meno dal sesto/settimo
chilometro.
Dopo il primo Km un'occhiata al cronometro mi dice che sto andando troppo
forte (-37" rispetto al RG previsto) e siccome la Scienza insegna che
questo
è un ottimo sistema per finire cotti se si finisce, tiro il freno nel
secondo
Km (-12" su RG) e ancora, per PAURA, nel terzo e nel quarto (che finiscono
a
RG +38"). Il gruppetto di sei/sette con cui ero partito mi stacca di
parecchio,le sensazioni sono tutt'altro che positive, corro per un po'
sempre più solo soletto e da qualche parte sale, ovvia, la domanda:
COSA STAI FACENDO???
NON MI STAVO DIVERTENDO, neanche un po'.
Morale, smetto di trottare come un asino e comincio a gustare il freddo, il
profumo dell'aria, gli incoraggiamenti della gente e i gabbiani e poi il
silenzio della
campagna, l'odore dell'erba.
Piano piano le gambe si sciolgono, e il respiro diventa una canzone.
Il percorso è un continuo saliscendi, con cambi di pendenza di lunghezze
diverse: ad un certo punto si corre lungo la costa, il controvento a molti
non piace ma per me l'aria di mare è una goduria, e un non-tramonto color
latte e limone davanti agli occhi mi fa semplicemente stare BENE!
Riprendo il gruppetto, li passo, ne passo altri ancora.
Due Inglesi provano a seguirmi, sento i loro passi dietro di me per un po',
poi più niente.
Ancora e ancora, è semplicemente meraviglioso, il pensiero è tutto nel cuore
e nelle gambe e nel sangue che sento pulsare fino alla punta delle dita
delle mani, la strada fila via e l'unica impressione non positiva è che il
tutto finisca presto, troppo presto. Il cocktail zen-adrenergico-endorfinico
nel finale mi regala benzina a sufficienza per una progressione dai trecento
metri, negli ultimi cento trattengo il resprio e via, non sento più le gambe
che girano né l'asfalto sotto i piedi, è una cosa come un tuffo, un decollo,
gioia che non si contiene, non lo so nemmeno io.
Abbraccio uno stupito e commosso Fulvio Massini e lo ringrazio di cuore;
incontro
Salvatore Calderone con la moglie (lui ha vinto la maratona) e di nuovo
abbracci: la sua felicità è la mia, così come per tutti quelli che sono
andati in capo al mondo per questa corsa.
Insomma, ho corso, quasi sempre da solo, a una media di RG-5",29
Se escludo il primo tratto viene fuori RG-6",40.
Correre... e chi smette più? Ginocchio permettendo... :-) pur sapendo
perfettamente che
non sarà sempre così, che ci saranno giornate storte, gare sbagliate,
impicci, scorrettezze, infortuni, e quant'altro.
Abbracci a tutti, uno in più (abbiate pazienza, vi prego!) a Clorofilla.
Giovanni
12/7/02 Michele: "Scarpe e lavoro minorile"
Rispondo a Michele con una considerazione
generale ed una specifica. Il problema del lavoro minorile è una piaga mondiale
di dimensioni infinite, che prende corpo dalla povertà diffusa in tanta parte
del mondo. Le cause magari le conosciamo (guerre, povertà, latifondo,
ignoranza, dittature o teocrazie che impiegano ogni ricchezza ad acquistare armi
o a costruire moschee ecc.), ed è facile gridare al colpevole come se fosse uno
solo: quello che ci sta più antipatico. Credo che la soluzione invece passi
(per esempio) attraverso la creazione di un unico governo mondiale federale, con
alcune leggi condivise da tutti, e (quello che la maggior parte di chi bercia
con spranghe e passamontagna non capisce) attraverso l'acquisizione di PARI
DIRITTI tra tutti i cittadini del mondo. Invece noi da una parte ululiamo alla
luna dicendo: cattivi, cattivi! E poi ci rifiutiamo di rinunciare al più
piccolo dei nostri privilegi: si tratti di un filo di flessibilità in più nel
lavoro (che consentirebbe a parecchi extracomunitari, per esempio, di accedere a
qualche diritto), o all'utilizzo di auto elettriche o ad aria compressa, ma
andando un po' più piano. Scherziamo! Neanche parlarne! I cattivi e gli
insensibili sono sempre gli altri.
Un bel libro per bambini (in parte a fumetti) che
parla di lavoro minorile in modo intelligente è "Lo zucchero amaro di
Carlos José" ediz.
Manitese 1998.
Dal punto di vista specifico invece
ti dico che il poco che possiamo fare è pretendere che le multinazionali che
fanno le nostre scarpe tecniche NON utilizzino lavoro minorile, o intermediari
poco affidabili. So che qualche anno fa alcune società avevano preso impegno
scritto verso i clienti di rimuovere questa piaga: le prime azioni erano state
l'immediata sospensione di tutti gli intermediari "sospetti", e altre
dure azioni che avevano creato un po' di scalpore. Spero che tale azione non si
sia arenata. Possiamo o avere fiducia, oppure continuare a parlarne, come in
questo piccolo spazio che stiamo creando ora, per mantenere alta la
sensibilità.
Certo le aziende, in regimi di spietata concorrenza mondiale, cercano manodopera
nei paesi del terzo mondo per un solo motivo: perché la manodopera tutelata nei
paesi ricchi, costa, e costa tanto. Ecco perché, tanto per fare un esempio, la
Fiat apre nuove linee di produzione in Polonia e l'Olivetti in Brasile. Sappiamo
che l'ideale sarebbe avere per tutti le massime tutele ed alti livelli
retributivi, ma allo stato attuale è pura utopia. La via più logica e ovvia
sembra invece quella di iniziare a condividere delle risorse. Abbuffarci un po'
di meno, ridiscutere i livelli retributivi, sprecare un po' meno energia,
rinunciare a qualche tutela NOI per pretendere che siano più tutelati i
lavoratori che ne hanno maggiore necessità. Ma nessuno ha voglia di percorrere
questa via: i sacrifici li facciano gli altri. I cattivoni.
Acquisti di scarpe equi e solidali? Se qualche produttore di scarpe mi
comunicherà il suo impegno in questa direzione, mi contro-impegno a
pubblicizzarlo immediatamente su questo sito.
Sollecitavi qualche spunto di riflessione? Qui ce n'è un centinaio....
Con te sulla strada...
Luca
Nota aggiunta a Giugno 2003: Sull'argomento Michele mi segnala che è uscito un servizio molto interessante sulla rivista Altroconsumo. Informazioni al sito www.altroconsumo.it
22/7/02 Gerardo da Brindisi
"Troppo presto per un corso?"
Ciao Luca
Non ho messo da parte l'idea di proporre un corso di "corsa con
consapevolezza" o "corsa zen" anche se è passato molto tempo da
quando ti ho parlato dell'idea e non ho potuto mettere a punto l'iniziativa;
tuttavia ti voglio aggiornare in proposito.
Innanzitutto, come ci insegna lo zen, ho fatto attenzione a me stesso e in
questo periodo ho sentito il bisogno di dedicare molto tempo alla corsa con
sempre più presenza mentale, ottenendo anche dei buoni risultati
agonistici-amatoriali; ma ho anche voluto sondare il livello di interesse che i
podisti locali hanno rispetto alla pratica della consapevolezza e
contemporaneamente ho fatto pubblicità alla tua rubrica su "Correre".
Devo dirti che ho scoperto che forse è un po’ presto per proporre a chi corre
la pratica della consapevolezza per diversi motivi: il più importante è che la
moda degli integratori alimentari unita alla ricerca di affermazione a tutti i
costi (poco sportiva secondo me), spinge chi corre a cercare aiuto dall'esterno
e ad allontanare l'attenzione sempre di più dal proprio corpo e di conseguenza
dal proprio sé. Allo stato attuale i podisti sembrano essere non più che
incuriositi dalla pratica zen durante la corsa, ma poco disposti a praticarla
davvero; la loro attenzione è presa dagli schemi di allenamento, tabelle di
alimentazione, scarpe supertecniche e tempi da raggiungere durante gli
allenamenti in maniera quasi ossessiva come se tutto dipendesse da questi
fattori esterni alla propria persona. La mia impressione è che occorre una
lenta e continua propaganda della tecnica zen magari con l'aiuto di podisti
conosciuti che la praticano seriamente.
Credo che il lavoro che tu fai con la tua rubrica sia molto importante per
offrire una visione diversa della corsa; ti auguro di continuare su questa
strada, io ti sono vicino.
Ciao
Gerardo
19/8/02 Danilo da Genova: "Lettera da un amico"
Scusami se ho preso un po' di tempo per risponderti, ma volevo farlo con un attimo di calma.
22/8/02 Paolo da Sinalunga: "Scarpe leggere?"
3/10/02 Gianni da Berna:
"Come scendere sotto le 3h05' in maratona?"
Ciao Luca,
sono ormai due ore che navigo per la tua Homepage, e devo dire che la trovo
interessante, piena di spunti da prendere in considerazione.
COMPLIMENTI...
Io mi chiamo Gianni ho 33 anni, anche io ho la corsa nel cuore...
Corro da 4 anni, prima mi divertivo, ma con il tempo mi sto rendendo conto
che sì, mi diverto ancora, ma che voglio migliorare...
Mi alleno sempre quasi tutti i giorni eseguendo ripetute e variazioni, ogni
seduta varia da 45 minuti ad 75 minuti...
Qui nasce il mio problema, che non miglioro anzi non riesco a fare i tempi di
due anni fa..
In questi 4 anni ho fatto 14 maratone con un personale di 3h05' (Firenze 98).
Da allora mi alleno sempre ma il tempo peggiora: 3h30' 3h35' 3h40' 3h15'.
Mi sai dire come mai mi accade questo?
grazie e saluti
Gianni
Ciao Gianni, e grazie per avermi scritto.
Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il mio sito.
Non sono in grado di dirti perché tu non riesca a migliorare il tuo tempo in
maratona, se non mi fornisci tante informazioni di cui avrei bisogno.
Quando parli di allenamenti quotidiani da 45 a 75' con ripetute variazioni,
di che genere di allenamento parli? Variazioni di che durata? Quante? A che
ritmo?
Non ti capita mai di fare allenamenti di potenza lipidica?
La maratona è una gara molto particolare: per farla bene occorre allenare
certe caratteristiche, legate al consumo naturale dei grassi.
Caratteristiche che vengono sviluppate da speciali allenamenti (lunghissimo,
ripetute lunghe con recupero veloce, progressivi, digiuno ecc.)
Come hai corso le maratone in cui non hai fatto un buon tempo? Tutte
regolari e omogenee, oppure sei crollato negli ultimi chilometri? E a
Firenze che tipo di gara avevi fatto? E l'alimentazione?
Le domande che dovrei farti per poterti rispondere bene, come vedi, sono
tantissime.
Se vuoi qualche consiglio generale (gratis), te lo posso dare volentieri.
Però sto cercando di codificare meglio la mia attività di allenatore "a
distanza" via internet.
Se ti interessa di essere seguito da me in modo preciso, con assistenza via
internet settimanale, impostandoti un programma completo
(tecnico,
alimentare, mentale), ad un prezzo annuale ragionevole, riscrivimi.
Ti chiederò una serie di dati (altezza, peso, abitudini alimentari, ritmi di
allenamento, tempi disponibili, obiettivi di gara ecc.), e insieme
svilupperemo un piano di lavoro, da rivedere (sulla base dei consuntivi che
mi manderai) settimanalmente, per farti sfondare il muro delle 3 ore in
maratona.
Se ti può interessare, scrivimi:
ti manderò subito una proposta economica e
una scheda molto dettagliata da compilare con i tuoi dati tecnici che mi
servono.
A presto!
Luca Speciani
7/10/02 Fabio: "Pubalgia e antinfiammatori"
8/10/02 Ivan: "Integratori naturali"
Caro Ivan, puoi darmi del tu,
come tutti, senza problemi.
Il lievito di birra che io semplificando chiamo "vero", è quello
fresco, che si trova in cubetti dal panettiere o al supermercato, e che si usa
per fare lievitare il pane o la pizza. Costa pochissimo (dieci volte meno
delle confezioni in blister o pastiglie che si trovano in farmacia) ed è il
più fresco che si possa trovare. I lieviti sono microorganismi utili alla
nostra vita "intestinale" e quindi più sono freschi, e meglio è.
Il prodotto in scaglie che usi, non lo conosco, ma penso si tratti di una
forma (conservabile) assimilabile alle pastiglie. Farà comunque bene, ma
perché non usare quello fresco?
Sulla spirulina, posso solo dirti che male non fa, e quindi se ti fa piacere
assumerla, assumila pure. Sul fatto che possa fare del gran bene, sono molto
più dubbioso. Nell'esempio fatto nell'articolo non volevo
"distruggere" la spirulina, piuttosto che qualche altro integratore
naturale. Volevo solo rimarcare come l'uso di tutti questi integratori
rappresenti più un bisogno psicologico, che un bisogno reale.
Prova a seguire il consiglio che riporto nel capoverso "Fiabe e
fagotti", e fai un fagotto di tutti gli integratori di cui disponi,
nascondendolo in fondo a un cassetto per un mese. Vedrai che le tue
prestazioni resteranno inalterate (miglioreranno se ti allenerai bene,
peggioreranno se ti allenerai male), ma la tua psiche ne trarrà indubbio
rafforzamento e giovamento!
Ti ho risposto su creatinina e carnitina, o devo scomodare Sebastian Coe?
Cerca infine di non tagliare fuori dalla tua alimentazione nessun cibo sano (o
il minor numero possibile). Se qualcosa devi scartare, butta via gli zuccheri
raffinati, le bevande gassate, i cibi eccessivamente ricchi di grassi saturi
(o ancor peggio idrogenati), gli alimenti troppo elaborati, impoveriti,
stracotti o comunque artificiali. E se proprio vuoi limitarti per motivi etici
su una vasta gamma di alimenti, fallo solo se supportato da validi consigli
medici.
La testa, lo sai, è capace di imporsi anche violentemente sul nostro corpo, e
qualche volta può fare anche dei danni. Stai vigile...
Ciao e a presto
Luca
31/10/02 Roberto: "Limiti aerobici"
Egregio Speciani,
ho 50 anni e da 6 mesi ho iniziato a correre e mi
sono posto come obiettivo di completare una maratona in tempi decenti.
Sono stato sempre uno sportivo praticante (calcio,
bicicletta da corsa, tiro con l'arco ecc...), cocciuto e determinato quanto
basta tale da ottenere risultati
apprezzabili. Ora però mi trovo a fare i conti con la mia inesorabile età e
le prestazioni a livello fisico ovviamente cominciano
a risentirne, ma non mi arrendo anche perchè so che con l'aumentare dell'età
aumenta anche la resistenza (vedi il record dell'ora di Moser!!!).
Il problema che mi affligge è che non riesco
ad andare ad un ritmo superiore al 95% del Ritmo Maratona che si
colloca a circa 161/164 battiti cardiaci (mi
alleno con il crdiofrequenzimentro). A questo ritmo posso resistere per circa
20 minuti ma se provo a spingere di più anche come velocità sento che non me
lo posso permettere, come se avessi la cilindrata insufficiente. Le gambe ci
sarebbero pure, forse mi manca anche un tantinello di forza, ma il problema
principale è la respirazione insomma sono al limite del fuorigiri e mi
imballo. Ultimo allenamento che dovevo fare 55' = (20' al 95% RM + 20' al 100%
RM + 15' al 105% RM) mi sono fermato dopo i primi 20' perchè non riuscivo ad
andare oltre.
Forse è prematuro correre a questi ritmi considerando che ho iniziato la preparazione della maratona da 2 settimane? A ritmi di 80% + 85% + 90% va tutto bene, oltre vado in affanno...
Cosa posso fare per aumentare la mia capacità aerobica in modo da arrivare prima possibile ad allenarmi anche al ritmo di maratona? esistono esercizi specifici?
Questi sono alcuni dati utili:
Frequenza di soglia 175 battiti cardiaci a circa
11 Km l'ora.
Altezza 1,71 peso Kg. 78,5
Recupero piuttosto buono
Posso correre anche per 90' di seguito a ritmo
lento finendo freschissimo
Dieta a Zona
ti ringrazio se vorrai aiutarmi e cordialmente
ti saluto.
Roberto