MAILING LIST DRS

 

DRS sta per Dead Runner Society, la società dei "podisti estinti", che prende il nome dalla società dei poeti estinti descritta nel bellissimo film "L'attimo fuggente" di Peter Weir.

E' un gruppo di centocinquanta-duecento "matti" di cui faccio parte, che si scambia opinioni, commenti, racconti e informazioni tecniche su tutto quanto concerne la corsa. Più siamo, più ci divertiamo.
Per iscriversi alla mailing list (completamente gratuita) si possono trovare tutte le indicazioni al sito
www.runtheplanet.com/drsitaly

Dal mese di Aprile 2002 questa pagina è stata elevata al rango di sito satellite di runtheplanet.com con menzione sulla pagina principale del sito DRS come "Altre pagine di DRS Italia". Grazie Indro!
(NB: questa pagina non è più aggiornata da tempo per evitare inutili duplicazioni: c'è una bellissima sezione dedicata alle fotografie di gruppo nel sito Runtheplanet, curata da Paolo De Zordo e altri amici...).


La pagina DRS è divisa in due sezioni:

Vita di gruppo
Ovvero cronaca e/o foto delle svariate occasioni d'incontro tra "deads" in giro per l'Italia. 

Discussioni in lista
Ovvero alcune interessanti discussioni nate tra listaioli, e talvolta finite in baruffa (per nobiltà d'animo mi atterrò solo a quelle che abbiano attinenza con la corsa e con gli argomenti a me cari...)

 

Vita di gruppo

Ci siamo visti per correre (e pranzare) insieme al Parco del Ticino (19/1/02), su gentile invito di Nicola Bovio e Dolcemara. Ecco qualche foto dell'evento...


Ecco il gruppone prima della partenza.


Il vero spirito del ritrovo, però, si è visto nel pranzo subito successivo. Il numero di bottiglie sul tavolo è sufficiente a mostrare la determinazione di cotanti atleti nel recuperare lestamente le calorie impiegate. (Foto Pagliotto).

Il 27 Gennaio a Ceriale (SV) ci siamo ancora ritrovati in occasione della Maratonina dei Turchi.

Prima della partenza, eccoci riuniti al "ritrovo macchine", ancora pieni di speranze e di risultati potenziali, che ahimé, non tutti raggiungeranno.
Ma il vero risultato - quello di ritrovarsi insieme - l'abbiamo raggiunto alla grande.

Alla sera, chez Pagliotz, festeggiando nel consueto modo...

E non dimentichiamoci il vulcanico organizzatore (il mitico Paolo "belin" Pagliotto)


Il 17/2/02 Franco Pioli ha invece invitato tutti alla Foce-Recco, gara tutta su e giù tra Genova e la riviera di Levante (leggi il commento). Le specialità liguri trangugiate la sera prima (fornitore unico: Edo Bar di Sori) hanno inficiato la possibilità di ottenere valide prestazioni la mattina successiva....


Edo bar's foods e... le 4 canaglie!
Gruppo del dopo gara, tra focaccette e ristori, con Antonella, elianto-MarcoPesce, il mitico PDZ-PaoloDeZordo, il grande Pagliotto da Loano, l'organizzatore Franco "miritiro" Pioli (in gradevole controtendenza) e, accosciato, io con due miei bimbi: Maurizio (col cappellino) e il povero Alberto (Opi) testé accecato da un colpo di maglietta sudata del crudele PDZ. Nelle gambe, le dure salite della via Aurelia... 

 

E finalmente, il 17 Marzo 2002, nell'ambito della VigaranoMarathon di Ferrara, si è disputato il :

PRIMO CAMPIONATO ITALIANO DRS DI MARATONA

Organizzato dal dinamico duo Roberta Elìa - Davide Franchini.
Il risultato finale assegna a Nicola Bovio e Valentina Maisto il primo titolo. 
La classifica è la seguente:

Femminile:
 1° Valentina Maisto  3h23'00"
 2° Elia Roberta         3h52'21"
 3° Fiorentini Silvia     5h04'39"
 
Maschile:
  1° Bovio Nicola         2h36'17"
  2° Speciani Luca       2h38'00"
  3° Gianoli Diego        2h56'42"
  4° Franchini Davide   2h59'11"
  5° Freddi Mattia        3h11'36"
  6° Statuto Rocco       3h14'38"
  7° Busato Andrea      3h24'00"
  8° Vallerini Michele    3h33'27"
  9° Scotti Sergio         3h47'04"
10° Losi Corrado          3h57'45"
11° Speciani Attilio      4h18'02"
12° Zandona' Mauro      4h25'10"
13° Cassanelli Ruggero 4h34'51"
14° Pierobon Angelo     5h04'17"
15° Comparelli Ettore    5h08'55"

Un plauso ai tanti che, pur non potendo permettersi una maratona tutta intera, hanno voluto esserci lo stesso correndone una parte, per fare più bello il nostro stare insieme: Paolone De Zordo, Andrea e Marinella Balderi, Davide Roncali, Chiara "Ky" Morselli, Gabriele Peresson e tutti quelli (come "the wall") che ci hanno seguito col cuore, pur distanti migliaia di chilometri, tra le sabbie del deserto.

Ecco il solito "fotone" finale (ma manchiamo in parecchi):


In piedi: Zando (Mauro Zandonà), Sergio, Corrado Losi, Andrea Balderi, Geo (Cassanelli), De Zordo, Silvia Fiorentini, Attilio Speciani, Diego Gianoli con figlia in braccio, Valentina Maisto, Ettore Comparelli, Andrea "Ziobusy" Busato. Accosciati (con dolore) Nicola Bovio, Dolcemara, e Comparelli's wife.

Ma io dove sono?

 
Eccomi, nel tentativo di emulare la storica foto di Zuccardi-Merli davanti al castello sforzesco.

Ed ecco l'avvenente fotografa, anima e compagnia della mia avventura ferrarese

Altre fotografie sono però disponibili nell'album fotografico...

Ecco alcuni commenti a caldo di qualche estinto (Paolo De Zordo, Roberta Elìa, Attilio Speciani, Ettore Comparelli, Chiara Morselli, Mauro Zandonà):

Paolo De Zordo:
Luca e Nicola non sono mica umani. Nicola a Ferrara non doveva proprio esserci. E' venuto perche' un suo amico all'ultimo momento ha rinunciato. Doveva fare solo un allenamentino. Luca era reduce da un periodo di infortuni.
Ripeto: secondo me hanno tagliato. Il percorso ad ellisse stretto lo avrebbe permesso in molti punti. Vedremo se il chip ne segnala il passaggio al 21esimo km.    :-)
Se escludiamo gli extraterrestri, il gruppo dei "normali", abbondantemente sopra le tre ore, era molto ben nutrito; qualcuno era addirittura esageratamente nutrito. Parlo dei maschietti, naturalmente, perche' le femminucce erano tutte in ultra linea. Uno in particolare, un noto professionista milanese, si e' fatto notare per le sue evidenti performance a tavola degli ultimi mesi; ha inoltre stupito veramente tutti per le sue insospettate doti artistiche. In assenza dell'altro noto professionista milanese impegnato a volare sulla sabbia, ha coinvolto un numeroso gruppo di pacifici estinti in attivita' illegali di sponsorizzazione del marchio DRS. Tutto questo col favore delle tenebre e di una fitta nebbia.
Personalmente, se avessi corso tutta la maratona, sarei arrivato in poco meno di 4 ore e mezzo. Invece, per la gioia di Pagliotto (appppproposito...), mi sono fermato al 36esimo e ho azzeccato con 2 secondi in difetto la previsione data al tabbellozzatore Geo (3 ore, 44 minuti e 58 secondi), con un passaggio alla mezza in 2 ore, 9 minuti e rotti. Dei 36, 16 li ho corsi sotto i 6 al km (l'ultimo era il 30esimo), solo 9 sopra i 6.30/km (segno di pezzi al passo), di questi 9 nessuno sopra i 7.30 (segno che il passo non era la regola). Grande prestazione (per me). A Parigi forse migliorero' il mio record di uno o due minuti.    :-)
Unico neo: il tormentone di Geo sulle dimensioni abnormi dei miei polpacci. Tutto mi sarei aspettato tre anni fa quando ho cominciato a correre, ma non questo. La mia signora, da me richiesta di un parere da esperta (fisioterapista), non ci ha messo un secondo ad approfittare della palla che le avevo involontariamente appoggiato sul piede: "Ad una certa eta' la guaina che protegge i muscoli si rilascia". Come devo fare a riportare i miei una volta bellissimi polpacci a dimensioni accettabili? Devo mettermi a correre con le mani?
Ho finalmente incontrato Pietro Toschi che, in lista da anni, e' finalmente uscito dal letargo, e Gabriele Peresson, dal profondo nord est, accompagnato dal filosofo zio amicodimarri busy. Ho rivisto Michele Vallerini. Di Rocco Statuto, moglie e figlie, ci saranno presto anche tracce fotografiche nel gruppo del pomeriggio di sabato. Degli altri (KY, Geo, Sergio, Luca, Attilio, Diego, Mattia, Ettore, Nicola, Dolcemara, Andrea, Marinella, Antonella, Rita, Silvia, Roberta, Alice, Davide, Zando, Laura, Corrado, Davide e altri/e di cui mi scuso per le lacune della mia memoria) con i quali ho condiviso la cena di sabato e la "premiazione" del dopo gara (ma chi e' stato premiato?), che dire? Nulla. Che siamo tutti fortissimi.
Come tutti i "ferraresi" anch'io mi associo ai ringraziamenti a Davide e Roberta, ma li allargo agli organizzatori della maratona e a tutta la citta' e i cittadini di Ferrara: niente auto su tutto il percorso (fino all'ultimo arrivato) e nessun automobilista infuriato. Merito del percorso, ma anche di un'intelligente coinvolgimento e partecipazione di tutti i ferraresi alla manifestazione sportiva. E di un'abitudine a considerare l'auto non al centro del mondo (le biciclette inquinano?). Citta' con un'apparente ottima qualita' della vita. Confermata anche dagli indigeni estinti.
Tipo Reggio Emilia (chissa' se lo scandianese che ho superato si ricorda di portare i saluti a Manellone).  :-)
Complimenti ai ferraresi (quelli veri) e grazie ancora.
Ciao a tutti
   Paul Pacho (pronuncia alla spagnola) DZ

Roberta Elìa:
Mi perdonera'...
Ho battuto Attilio come un tappetino!!! :-o
I presupposti ci sono tutti o quasi. Morale alle stelle, bella giornata,
bellissima serata, il vino fa buon sangue ... dovrei partire a 5'30" (anche
perche' questa e' la mia condizione attuale) penso bene di correre il primo
chilometro a 4'28"! Per almeno 14km nella mente un solo pensiero: "Roby,
rallenta!!". A quel punto decido di non guardare il cronometro e di correre
al ritmo della non-fatica. Sensazioni buone. Ferrara e' accogliente. Il
primo urlaccio d'incoraggiamento lungo il percorso lo ricevo da Mara. Sono
sempre belle botte di adrenalina. I primi "rimproveri" per esser partita
troppo forte li prendo da Valentina! E' come sentire qualcosa che gia' sai,
e' la consapevolezza di aver fatto una "cazzata" (se lo nomina una suorina
posso farlo anch'io!!! ;-)).
La gara continua, so che questa volta Zando non mi trovera' distesa in terra
dopo nessuna curva. Poco prima del passaggio alla mezza maratona mi affianca
un amico della mia societa' in bici e resta con me per alcuni chilometri. E'
sempre gradevole essere un po' in compagnia nell'ambito di una gara cosi'
lunga. Il passaggio ai 21km e' ovviamente un po' veloce, ma tanto! Devo
terminarla il 3h50'? Niente paura, fra non molto iniziera' la crisi e dovro'
inevitabilmente a diminuire il ritmo. Gestione gara imperfetta ma risultato
ineccepibile.
La crisi vera inizia intorno al 28°km. A quel punto decido di correre
ponendomi i soliti traguardi intermedi: 30km, poi 35km. Vedo il cartello
"Porotto" (o qualcosa di simile) e so che sull'asfalto, in quel tratto, e'
immortalato il nostro incitamento: "Go DRS!". Ma il punto esclamativo c'e'?
Ma non dovrebbe esserci un altro "Go"?? A quanto pare Capitan Buondi' non e'
riuscito a dare il meglio di se'!! Pero' sorrido al ricordo della notte
appena trscorsa, pensando ad Attilio (famoso medico milanese...), in terra
con in mano una bomboletta prosciugata ad ostinarsi a scrivere qualcosa di
leggibile e non solo interpretabile. A Geo, perfetto aspirante suicida pur
di non permettere ad alcuna auto di calpestare quel tratto d'asfalto di
diritto DRS! A Zando, intrattenitore inimitabile sempre ed ovunque anche
immersi nel buio e nella nebbia. A Silvia, cosa dire? e' stato detto
praticamente tutto e di piu' su attributi, vizi ...e non solo. A Chiara,
bellissima new entry. A Sergio, flemmatico e sorridente partecipante alle
iniziative di questo strano gruppo che scrive sull'asfalto, ma tace
consenziente ed e' anche lui "dei nostri"!
La gara scorre lentamente sulla scia di questi pensieri e solo in cavalcavia
del 38°km mi riporta alla realta'. Salitona spezza-gambe: accorcio il passo,
curvo un po' in avanti le spalle, sbuffo (!) ma eccolo in cima il cartello
che segna la fine della faticona, la discesa non e' proprio clemente ma pur
sempre discesa! 39, 40, 41 e siamo di nuovo in Via Cavour, in fondo vedo
l'arco sotto cui siamo partiti 3h e 45 minuti fa circa, arriva anche la voce
dello speaker, in terra ancora "Go DRS Go", poi sento qualcuno che corre e
urla alle mie spalle, mi affianca e scopro che e' Nicola. Sorrido felice, le
scarpette calpestano ormai il tappeto rosso, il cronometro mi dice che ho
centrato il mio obiettivo senza svelare come, grazie. Subito Andrea (Busato)
mi viene incontro e m'accompagna al ristoro. Una grande emozione mi stringe
il cuore e penso alle parole di Luca: "Sento di esser parte di qualcosa di
forte".
Grazie per aver partecipato con tanto entusiasmo e calore a questo
"campionato". Grazie di esserci!!!
Roby


Attilio Speciani:
Hey ferraresi, grazie a tutti, ma proprio tutti tutti. Roby e Davide siete
stati grandi ad organizzare, e tutti gli altri bravi a portare alla vostra
fatica il cuore che vi meritavate.
Ho sentito parlare di scritte GO DRS GO !!! scritte col sangue sull'asfalto
della citta', ma probabilmente si tratta solo di voci! Capitan Buondi' e la
sua Banda Bassotti 2002 hanno goduto della amicizia e del calore di una
Ferrara splendida. E dove non c'era calore atmosferico (come fuori
dall'enoteca al freddo) il buon vino ha contribuito a crearlo lo stesso.
Visti i risultati del mitico Nicolino, penso che alla prossima maratona mi
faro' una intera bottiglia di picolit la sera prima (ma forse era
fondamentale essere al lume di candela con dolcemara!).
E grazie anche al gran capro espiatorio, su cui sono cadute molte
battutacce, come in ogni gruppo che si rispetti; senza di lui avremmo pagato
a caro prezzo gli argomenti di discussione.
Un grazie di cuore anche a Davide Roncali; nelle quasi 18 volte in cui ci
siamo superati o accompagnati o lasciati e riincontrati andava sempre tutto
benissimo (l'ottimismo deve essere parte del tuo carattere) e quando alla
fine ti sei ritirato, come previsto, al 35esimo, per qualche attimo ho
provato un po' il desiderio di seguirti sul camioncino scopa (tanto era un
allenamento)! E invece ho nelle gambe quei malefici 7,195 km in piu', ma ho
al collo la medaglia di questa meravigliosa gara e l'emozione degli incontri
di questo week end passato. E altre cose da raccontare e da ricordare nella
mia vita.....
Un abbraccio
Attilio

Non poteva naturalmente mancare il pezzo del mitico
Ettore Comparelli:

Amici Deads,
del maxi-raduno e del campionato Drs di Ferrara si è già scritto tutto
il bene possibile; non posso che riconfermare. Vi racconto invece la mia
gara.
Nelle ultime due settimane non ero stato bene; problemi di gola (gola
non nel senso del mio vizio neanche tanto segreto ...) mi avevano
sballato completamente la preparazione; inoltre mi sentivo molto
indebolito. Nella mia ultima uscita di domenica scorsa per fare 21km ci
avevo messo 2h 39' ed ero arrivato stremato.
Non avevo nessuna "voglia" di correre a Ferrara, se non ci fosse stato
il raduno Drs penso che non ci sarei neanche andato.
Visto che ci "dovevo" andare ho deciso che in qualche modo avrei corso.
A Ferrara ho trovato un bellissimo ambiente; il raduno di sabato
pomeriggio; la cena pre-gara; la domenica mattina l'incontro allegro con
la famiglia Pierobon, il duo dei Furlan, il pimpante Pietro e tutti gli
altri.
Lo speaker ci dà la giusta carica; manco te ne accorgi e siamo già
partiti.
I primi km vanno via lisci come l'olio; scherzo col gruppetto Zando,
Pierobon, Pdz, Attilio e con altri che via via mi sfilano, vado avanti
senza problemi.
La mia attenzione si focalizza su una signora dotata di un notevole
fondoschiena (una vecchia canzone milanese dei mitici Gufi diceva "ghe
pasa dent el cap-stasiun cunt la litorina") e mi dico "questa non mi può
staccare!".
La tengo nel mirino per cinque km ma al primo rifornimento mi distraggo
un attimo e "pluf" la sciura sparisce; mi dà 200m di distacco che non
riuscirò più a colmare ... Vatti a fidare delle apparenze; certe culone
sono veramente toste!
Dopo circa 7km vengo raggiunto e superato dal trio Geo, Silvia, Chiara;
noto che hanno un passo veramente leggero; sembrano sfiorare l'asfalto
più che calpestarlo.
Dopo l'uscita da Ferrara il gruppone degli ultimi si sgrana e sfilaccia;
tengo bene fino al 15°km dopodichè si spengono le luci, si chiude il
rubinetto del gas, finisce la benzina, ga n'è pu' minga ...
Ciula ... 27km ancora da fare ed il motore che continua a spegnersi ...
Proseguo a strappi fino al 20°km; e qui il pulmino dei ritirati mi
strizza l'occhiolino "vieni carino che qui c'è posto anche per te"; con
uno sguardo sprezzante tipo "vade retro Satanasso !!"  lo allontano
bruscamente.
Passo la mezza in 2h 24"; niente male per me!
Il chip emette un poderoso doppio squittio; il mio corpo è fulminato da
una scossa elettrica che passando attraverso gli "zebedei" raggiunge i
più reconditi meandri del mio cervelletto; entro in uno stato (mi era
già successo a Piacenza) che il Comandante Clory con un termine assai di
moda chiama "zen"; io lo definisco più prosaicamente tmrp "trance
mentale da rimbambimento podistico".
Citando l'ultimo S.King, l'alieno Mister Gray si è impossessato del
corpo di Jonesy e lo guiderà imperterrito fino al traguardo.
La prima sensazione di questo stato mentale è la "certezza assoluta ed
incrollabile" che questa maratona la finirò; la seconda è che, se il
serbatoio è vuoto, si può sempre attingere dalla riserva.
Subito dopo, incontro Chiara che sta facendo stretching in attesa che
vengano a prenderla; cerco in tutti i modi di convincerla a proseguire
ma le mie "lusinghe" cozzano contro la sua incrollabile decisione di
smettere.
Supero un paio di liguri abbelinati che discutono animatamente se ad una
certa età sia più facile "fare sesso" (ops ... il termine usato non era
proprio quello) o fare una maratona; arrivo al 25°km e mi accorgo che
anche la riserva è finita perchè ci metto 2km a superare uno che cammina
... ; lo stato di trance continua.
Ripassa il pulmino dei ritirati ma si becca un "pussa viaaa ... marrano"
Lungo un rettilineo infinito supero altri due cadaveri ambulanti e
continuo inarrestabile.
Ho appena passato il 35° km quando mi affianca uno dell'organizzazione
che mi chiede "sei sicuro di farcela?; guarda che mancano ancora 7 km";
lo guardo dritto negli occhi e quello che vede gli fa dare gas a
manetta; la "V" impressa nelle mie pupille aliene non è quello di
Visitors ma quella di un solenne "Vaffan...".
Pensa te; sono arrivato al 35; ne mancano "solo" 7 e quello mi provoca...
Il ponte del 38°km è interminabile; lungo l'argine del Po di Volano vedo
dall'altro lato due fanciulle che arrancano; il 20% di una delle due non
ha niente da invidiare a quello di Silvia ma non vedo gli auricolari;
stavolta è riuscita a sfuggire alla mia rimonta.
Supero le due fanciulle in affanni ed imbocco Via Cavour; sento lo
speaker che chiama  a gran voce l'arrivo di Angelo Pierobon e di Silvia
Fiorentini; la scritta "go drs go" mi dà l'ultima spinta; mi viene
incontro Nicola che, dopo avere fatto una gara eccezziunale, zampetta
ancora come un fringuello; mi incita e sostiene calorosamente
nell'ultimo tratto; mi affianca un altro che mi incita "ciao; io sono
Michele; vai vai che ce l'hai fatta".
Sento davvero di far parte di un grande gruppo di amici. Vedo anche
Maria Grazia e Mara che mi applaudono.
Riprendo fiato prima dell'ultima curva ed l'omino con la bandierina mi
grida "nooo! non fermarti adesso che ce l'hai fatta!"; gli rispondo
sorridendo "lasciami tirare il fiato qualche metro; non posso rischiare
di imballarmi proprio sul tappeto rosso !!".
Gli ultimi metri sono come sempre liberatori; è divino passare sotto lo
striscione; il doppio squittio del chip mi fa rientrare in me stesso;
Mister Gray mi abbandona e ritorno il Compa di sempre; è piacevole
passare dalle sorridenti fanciulle che ti mettono la medaglia al collo,
baciare Maria Grazia e ricevere l'abbraccio fisico e virtuale degli
amici deads.
Il tempo non è male: 5h 08' e spiccioli; il terzo su 7 maratone
concluse.
Alla prossima !
Ciao e buone corse a tutti,
Ettore


Chiara Morselli:

Ciao carissimi Deads!
Non riesco proprio a far smettere di girare il turbine di felicità che mi ha inglobato a Ferrara questo fine settimana e che continua a far correre di qua e di là i pensieri, tuttora!!
E' una sensazione bellissima e in gran parte la devo a tutti coloro che c'erano...  ...là, in quella città per me già ricca di magnifici ricordi e ora ancora più dorata e splendente!
Non avrei mai creduto di fare così tanto... mai successo di riuscire a correre per due ore e sedici minuti!
Geo continuava a dirmelo durante i primi chilometri in città: è l'effetto gasamento da gara... ma io non gli credevo! ( Geo: al solito e per sempre: GRAZIE! a tutto questo hai dato inizio tu!!! ) Nella mia testa giravano tutte le parole lette nelle mail DRS.... allenamenti per me neanche lontanamente comprensibili nè pensabili...tempistiche da brivido impossibile... proiezioni... ma che sono? quelle che si fanno durante le ore di disegno!... tabellozzi!! mavalà.... piuttosto il Lotto!! sì... meglio dare i numeri : )...
Tutto questo transitava nella mia mente mentre cominciava a vedersi un po' meno asfalto e qualche campo....certo che con Geo e Silvia come... mi viene da dire "pusher"; ) ovvio che intendo "spingitori" :D!!!!!!!! I primi 10 Km a fianco loro sono letteralmente volati via col vento.... ( grazie!!!! )
Poi....comincio a sentire un po' di stanchezza.....chissà  a che punto saranno gli altri....Clory sarà di sicuro in testa ( mi scuso con gli altri..ancora non vi conoscevo bene e non associavo i tempi... ) e Attilio Buondì??? .....ma se PDZ molla grrrr...ma come si fa! ma se solo avessi nelle gambe ( e nei suoi magnifici polpacci; ) ) tutti i Km che ha lui...Forza Geo!!! forza mitica Silvia!!!!.....scattate via più veloci del vento!!! non state mica qua a trascinarmi che sono una palla al piede: )!!! 
E intanto il paesaggio diventa ancora più verde... le campagne.... i cascinali...mancano giusto i cavalli che galoppano e scorazzano liberi....come il vento...come nei film...
Comincia a fare caldino, ma tutto sommato l'aria è fresca....
Vedo il 14° Km.... bene! è fatta! per me è finita!
Io più di 14 non ne ho mai fatti....l'unica volta che ci sono riuscita, ci ho messo un ora e mezza...per me essere qua è già essere arrivata!!!!
...Poi un fulmine: ma perchè accontentarsi? ...."prova!!!"... e mi risuonavano in testa gli incitamenti di Geo, PDZ, Silvia, Zando, Attilio, della Roby e anche di qualcun altro alla cena del sabato sera...(mi scuso ma ancora faccio fatica ad associare bene nomi e visi... )
...Già!
......Perchè no????
Se ce la fa la sciura col culone statosferico ( e bello rotondo oltrechè sferico! )....posso provarci anche io: il mio non è da meno ; P!!!
....e così....proseguo.
Al 19°: mi si stampa un sorriso a 10.000 denti che parte da un orecchio e arriva all'altro....so che ci arriverò al 21°! eccome che ci arriverò!!!
E così è stato! ( ...vorrà dire che le scritte GO DRS GO! le vedrò il prossimo anno: ))!! )
Il primo a vedere il mio stralunato sorriso è stato il grande Comparelli! che mi ha anche calorosamente istigato a proseguire... (mannaggia perchè non gli ho dato retta non lo so...col senno di poi...) ma non volevo strafare....per me è stato già incredibile essere arrivata fino a lì!!
Perciò:.....Grazie a tutti di vero cuore: senza il contributo di ciascuno credo non avrei raggiunto tutto questo...e vi assicuro che per me vale molto e ancora molto di più che una semplice "mezza maratona"...
Con tanto affetto vi abbraccio forte forte tutti ( ora non vi mollo più!! ; )))!!! ) ... e un grazie del tutto particolare alla Roby e a Davide laboriosissimi organizzatori di questa per me, come credo per molti, indimenticabile giornata!
KY: ) ovvero miss punto esclamativo ; )!!!
Chiara: )


Mauro Zandona' (Zando):
Antefatto
Metti che a New York incontri un tipo e gli dici: "scusa, vado un po' di
fretta"...
Metti che Lui sorrida e ti risponda: "dillo a me che son maratoneta"...
Metti che sei soprappeso  e per dimagrire soffri un po' d'inedia...
Metti che Lui ti aiuti e che correndo ti ritrovi "Fratello nella
nebbia"...
Ed ecco che d'incanto il Dr. Attilio ed il  Rag. Zando si ritrovano
d'incanto ad essere Capitan Buondi'e Forrest Zandopek e da
due tipi cosi'c'e'da aspettarsi di tutto...
La storia
Appuntamento sabato alle tre sotto casa mia, arrivano Geo,
l'ingegnere
piu'"de ingegnerizzato" che conosca, Silvia 
"baciatuttiquellichevuoleleimaperfortunaamemibacia";, Sergio e
Chiara che non conosco ma che con due sponsor come i sopra citati non
possono che essere all'altezza.
Ci siamo tutti, si parte... Si', ma il pilota e la vettura dove  sono ??? In
anticipo sul loro ritardo abituale, lo chiamo, risponde la
moglie che dice: "Ha lasciato l'autoradio accesa tutta notte, la
batteria e' morta, abbiamo fatto ripartire la macchina coi cavi, sta
arrivando, abbiate pazienza"...Inutile dire che parliamo di Attilio vero ???
Arriva e sono gia'le tre e venti, si parte ???
Ovviamente no, nel trambusto Capitan Buondi' ha perso il frontalino
dell'autoradio, tutti in caccia, ricerca inutile, non si trova,
torniamo a casa di Attilio, ricerca in cantina, in un paio di box ma tutto
inutile.
Finalmente si parte e come d'incanto abbiamo gia' un'ora di ritardo, il
tempo di arrivare alla tangenziale e suona il telefonino di Silvia.
Dall'altra parte Roby, il "trenino ternano" che ingenuamente chiede: "Siete
gia' arrivati ?" "Quasi, manca poco" e'esilarante risposta di Silvia.
Imbocchiamo l'autostrada e via, due ore di spettegolamento su tutto
e tutti (tutti voi ovviamente, cara la mia lista).
Arriviamo che e' gia' praticamente ora di cena, grazie a Roby, Davide e gli
altri Ferraresi la serata passa d'incanto, l'allegria e' di rigore le
cazzate si sprecano dalle spese "folli" all'autogrill (100 euro in
cianfrusaglie, tanto era la cassa comune), alla presa in giro di Nicola
Bovio arrivato a sorpresa (per stare con Noi dice lui, per acchiappare il
titolo del campionato DRS diciamo Noi), fino alla mia offerta di "Viaggio di
nozze" di prova "all included" in Namibia a Roby (ha detto che ci
penserà)...Una sola delle tre cose descritte e'falsa, a voi di scoprire
quale...
E'quasi mezzanotte, domani si corre, tutti in branda ??? Neanche per  sogno,
un gruppo selezionato di "atleti veri" si presenta puntualmente in enoteca
per brindare con largo anticipo ai successi di domani poi, dopo il brindisi,
tutti a nanna ??? Manco a parlarne, via nella nebbia a scrivere sull'asfalto
gli incitamenti per i DRS che domani saranno indispensabili per non mollare:
Attilio che scrive con la vernice  spray, Geo che lo "difende" dalle auto in
transito, Io che sparo
cazzate a raffica nell'attesa, Silvia che fuma (tanto una sigaretta
in piu' che vuoi che sia...), Roby che implora: "E'l'una, domani Io, almeno
Io, devo correre", Chiara che studia un'improbabile cartina che ci dovrebbe
riportare in citta', ma tanto con 'sta nebbia chissa' dove
siamo..., Sergio che scuote la testa ma si vede che si diverte.
L'una e trenta del mattino, l'ora ideale per andare a dormire, mi sdraio
e... ed e'gia'mattina, andiamo in partenza un po' rincoglioniti, arriva Luca
Clorofilla, gli offriamo la possibilità di usare la nostra camera per la
doccia post gara: "Sai, ce la lasciano fino a questa sera..." "Beh, ma che
problema c'e'" dice Lui "Devo lasciare la mia camera per l'una, ma Io a
mezzogiorno saro' gia' qui quindi avro' tutto il tempo no ??" Lo dice con
una naturalezza e con un senso di ovvieta' tale che e'quasi disarmante, non
si rende conto che per me e Attilio e'come una botta nelle "P_LL_" e non
serve neanche comprare una vocale per capire a cosa mi riferisco vero???
Partiamo, dopo il vino e le scorribande notturne non riusciamo a
convincere Roby a correre un po' con noi, parte a razzo ma visto il
risultato finale forse il nostro approccio alla gara e' vincente, per Lei,
Noi per un po'corriamo con PDZ e Pierobon inseguendo due "culoni"
incredibili (come avranno fatto le poverette a portarseli fino
all'arrivo???), poi proviamo a fare gli atleti veri ma scoppio al 26 km e mi
trascino fino alla fine in 4 ore e 24, Attilio fa' 5 minuti meglio di me ma
che importa, ci aspetta la premiazione DRS, una spettacolare abbuffata di
salumi e vino rosso, ed il rientro farcito di cori degli Alpini e canzoni
quali: Heidi, Dolce Remi o Atlas Ufo Robot cantate a squarciagola... ah
si'perche' poi alla fine Attilio il frontalino dell'autoradio l'ha
ritrovato, dove ? Ma nel vano degli attrezzi sotto i cavi della batteria...
ovvio no ????
Siamo ai saluti, Capitan Buondi' e la Banda Bassotti si salutano ma
gia'si pensa alla prossima avventura...
Ferrara, e se la maratona fosse stata solo una scusa per poter vivere tutto
quello che vi ho raccontato e tutto quello che ho scordato di raccontarvi????
Ciao
Zando


E infine un commentino mio....

Un grazie di cuore a Davide e Roberta per lo sbattimento organizzativo, che
ci ha consentito di passare una giornata del tutto speciale, usando la scusa
della maratona e del campionato per stare allegramente insieme.
Non lo sapete, ma nel pranzo delle 16.00 (sic!) c'e' stato un brindisi
dedicato a voi.
I miei complimenti anche al nuovo campione DRS 2002 di maratona Nicola Bovio
da Bellinzago Novarese, contro i cui possenti garretti nulla hanno potuto i
miei, nonostante un'onesta e pervicace resistenza.
Ho capito di non avere speranze quando, passato al primo 1000 in 3'31 mi
sono visto raggiungere in poche centinaia di metri da un fresco Nicolino,
che mi ha poi intrattenuto (in totale tranquillita' aerobica) chiacchierando
del piu' e del meno. Neanche l'uso strumentale della prima donna (la svedese
Karin Schoen) mi ha consentito di contenere la sua brillantezza. Esito
finale della titanica lotta: lui primo in 2h36'17, io secondo in 2h38'00 (ma
era 37'59!!!).
Il vero vincitore e' invece il mitico Comparelli, che ha saggiato le doti
della ben nota "salama da sugo", classificandosi (forse per la prima volta)
davanti a una ventina di atleti.
Saluto anche l'ingresso come campionessa di maratona DRS 2002 della
stratosferica new entry Valentina Maisto, che con un poderoso 3h23' ha
battuto credo ogni precedente record DRS. La accoglieremo tra le nostre
DRStr....?
Anche qui, la vera vincitrice sembra essere Silvia Fiorentini, che ha
confessato, tra una fetta di speck e un cucchiaino di formaggio
squacquarone, di allenarsi solo la domenica, quando gareggia. E ha finito
bella pimpante....
(ma un plauso anche a Chiara Ky Morselli, che ha per la prima volta in vita
sua corso per 21,097 km di seguito).
Insomma, abbiamo vinto tutti (e perdonate chi non ho citato, da Gianoli -
costretto a sentirsi chiamare Andrea da un Bovio un po' stordito, per un
paio di km - a Zio Busy, alla strana coppia Attilio/Zando - che ha dormito
nello stesso lettone tipo Stanlio e Ollio - al grande Mattia - che stavolta
ha dovuto mettere in cinta la moglie per convincerla ad accompagnarlo - a
Sergio il melegnanese, a Michele Vallerini, al grande Losi - di cui ci siamo
avidamente spartiti i resti del premio - fino ai semi-finisher Balderi - con
l'affascinante Marinella - Roncali - con l'affascinante Laura e PDZ con
famiglia.
Un abbraccio stretto stretto a tutti da me e Antonella.
Luca

 

Pisa: 25/4/2002 - Finalmente ho toccato con mano ciò di cui ormai in molti dubitavano:

INDRO ESISTE

E l'abbiamo fotografato, in carne ed ossa, con tanto di padre accanto, poco prima della maratona di Pisa (benché abbia preso parte alla sola Strapazzata).

Eccolo, vicino a me, all'interno del Giardino Scotto.
E non è un fotomontaggio, garantisco! Chiamo a testimone Andrea Maggini, che con Antonella l'ha visto con me prima che sparisse nuovamente alla vista dei più. Come coordinatore virtuale, non c'è male!

 

19 Maggio 2002 - Maratona del Naviglio - Da Cernusco a New York - Cernusco S/N 

Il 19 Maggio, microraduno in quel di Cernusco con Breccia e famiglia: segue piccola cronaca a 4 mani.

Ciao Lista!
Ghiotta occasione per un resoconto a quattro mani, in attesa di un paio di
kg di fettuccine che già bollono in pentola per le nostre voraci fauci.
Siamo qui, infatti io (Luca) e Gastone (Breccia), con mogli, figli (4) e
coppa (1) in quel di Oreno, dopo la gloriosa prestazione nella km 13
internazionale impropriamente denominata "Maratona del Naviglio da Cernusco
a New York".
Alla partenza, negri di ogni provenienza, e africani di ogni colore, più i
due grandi DRS in oggetto.
Si involano i primi 4 (Nasif, Mazimpaka, Cilento, Al Alaami) al ritmo di
3'05/km. Dietro, a 3'14, i due eroi con un paio di altri atleti.
Essendo i primi 4 praticamente irraggiungibili, ed essendo previsti premi
SOLO per i primi 5, i nostri eroi hanno dovuto vivere un'esperienza del tipo
"uno solo di noi due può vivere in questa città".

(Luca) Il primo compagno lo perdiamo entro il secondo km (lamentando il
ritmo troppo da "velocisti"), mentre il secondo dichiara "verso il settimo
vi mollo" (bonta' sua). In pratica, quindi rimaniamo ancora piu' soli io e
Gastone, a giocarci il quinto posticino "premi".

(Gastone) discrete sensazioni fino al quinto km, e tra me e me comincio a
pensare di aver del tutto smaltito le fatiche francesi... passo anche un po'
a tirare, tanto per darmi un tono, ma duro pochino: gia' verso i 6500 mi
sento un po' duro di gambe, faccio ripassare Luca, mi concentro
sull'andatura, ma le sensazioni non migliorano. Al 9000 sono ancora
attaccato al comandante, ma "so" di non poter durare. e infatti...

(Luca) infatti, da perfetto bastardo, durante un ristoro afferro l'acqua
senza rallentare nemmeno un po', e, in concomitanza con un pezzo di sterrato
e con il recupero dei concorrenti della 6 km, mi accorgo di avere lasciato
indietro di qualche metro il buon Gastone. Ora o mai piu', mi sono detto
(approfittando in modo brutale delle vesciche francesi che sapevo ancora
aperte...)

(Gastone) una volta persi dieci metri, e poi venti, mi sono perso anche un
po' di voglia di soffrire... tanto per battere il Comandante devo staccarlo
di almeno 200 metri ben prima dell'arrivo (come ho imparato il giorno della
Befana...) e allora ho un po' tirato il fiato, anche perche' dietro c'era il
vuoto assoluto, e mi sono concesso un ultimo 3000 abbastanza rilassato,
guardando da sempre piu' lontano la schiena di Luca svanire tra le brume
della bassa...

Insomma, una bella gara, con onore della premiazione (con tanto di inno di
Mameli, ascoltato rigorosamente a bocca chiusa) dietro a tre africani. In
pratica siamo arrivati secondo e terzo degli europei!
In fondo, la vera premiazione sapevamo essere prevista a casa, con le
tagliatelle e la compagnia delle nostre donne (e bimbi) che si sono anche
sciroppate un allenamento pre-Scandiano in quel di Oreno.

La sorpresona finale e' che, sicuramente entro sera, ci saranno sul sito zen
(www.vivaioclorofilla.it/zen.htm) le incredibili foto del "raduno"
cernuschese, di cui una specialissima con Gastone nell'interpretazione del
suo soprannome (vi lasciamo la sorpresa...)



Con un po' di invidia per le DRStr.. che sentiranno la necessita' di
consolarlo con dedizione...

Superabbracci a tutti
Gastone e Luca (e signore..)

Naturalmente, non potevamo esimerci dallo scattare qualche altra istantanea dell'evento:

 
Esordio fotografico per il talento naturale "Daniela".
 
Soddisfatti e felici, in attesa delle tagliatelle... All'occhio attento non sarà sfuggita la maglia personalizzata "Clorofilla"!




SCANDIANO

Il 7/6/2002 a Scandiano (RE) il grande Paolo Manelli ha organizzato una maratona a staffetta 6x7000 su un circuito della lunghezza di un km. Hanno partecipato la bellezza di 6 (sei!) squadre DRS sia alla gara vera e propria che all'abbuffata post con vino, salumi e gnocco fritto. Chi fosse interessato a particolari tecnici, o all'edizione dell'anno successivo, può rompere le scatole a Manelli in persona all'indirizzo poliscandiano@iol.it

Chi invece vuole sapere come sono andate le cose nel 2002, può leggersi i resoconti dettagliati di chi può raccontare ai posteri "io c'ero!".

Tanto per capire il clima che aleggiava qualche giorno prima in lista, basta dare la parola a Mattia (coach di una delle sei squadre: i DRS Foxes, o volpini che dir si voglia):

Vi chiedo di comunicarmi il recapito telefonico, così da essere in
contatto venerdì prima della gara e stabilire così l'ordine della staffetta.
Sto preparato infine le etichette adesive (100x210mm) con il nostro logo
da applicare alle magliette.
Per chi lo volesse, posso fare anche la versione "decalcomania" da
applicare con il ferro da stiro (ma solo su magliette di cotone).
Se volete posso inviarvi i logo che ho preparato via email.
 = = = = = = = =
Lasciatemi infine dire poche parole: sia ben chiaro che questa non sarà
la passeggiata delle educande.
E non sarà neppure una delle tante corsette cui siete abituati. Per la
prima volta non correrete solo per voi stessi, ma per ottenere un risultato di
squadra!
E quando si lavora in una squadra non ci si può risparmiare. Dovrete dare
il 150 percento di tutto voi stessi, senza lesinare un filo d'energia!
Su quei maledetti 7 giri dovrete sputare più sudore e fatica di quanta ne
abbiate spesi in tutti gli ultimi mesi di allenamenti.
Scordatevi di venire qui per far vedere le scarpe nuove o il cardio
all'ultimo grido: l'ultimo grido ve lo farò fare io se i vostri non saranno gli occhi
della tigre ed i garretti del ghepardo!!
E non me ne frega niente dei tempi, delle tabelle e delle classifiche:
quando il campanile di Scandiano segnerà le 22.32 e 24 secondi, l'ultimo di voi
Foxes dovrà già essere in viaggio verso casa, dopo un'abbondante doccia
e cena!
Voglio leggere nei vostri occhi soltanto tre parole: "Io ci sono!" Perché
possiate raccontare con orgoglio ai figli dei vostri nipoti: "Quel giorno
io c'ero!"
Non ho altro da dirvi: Che la forza sia con voi!
il coach Mattia

Ed ecco la mia (Luca) cronaca della gara, a cui seguono alcune delle più belle pervenute in lista:

Che dire di una serata stupenda, in cui una cinquantina di matti hanno dato
vita ad uno degli incontri goliardico-sportivi piu' simpatici mai vissuti?
Sembra ieri che in lista qualcuno ha buttato li', con nonchalance, l'idea di
fare una (una!) staffetta DRS per correre la "maratona a staffetta" di
Scandiano. Ci volevano sei persone... ce la faremo? Siamo andati in 42
"correnti" e un certo numero di "assistenti" (che non lo sapevano, ma erano
tutti/e potenziali riserve). A dimostrazione del fatto che, in lista,
l'entusiasmo e' talvolta talmente elevato da richiedere misura anche nelle
parole.
E' nata poi l'iniziativa del "battesimo delle mogli", poi trasformato in
modo piu' "politically correct" in "battesimo del partner". Alla fine le
adesioni effettive sono state meno del previsto: Antonella "clorofilla"
Carini, Valeria "barbie" Lischetti Vietti, Sabrina Guarnieri e... Daniela
Breccia che ha dovuto mollare il colpo proprio all'ultimo a causa della
coincidenza del saggio di judo del suo piccolo (e come si fa a mandarci la
baby sitter?).


Ecco l'esordiente Antonella che riceve il cambio dal suo coach Mattia...

Rita, incinta, e' giustificata solo per questa volta (cosi'
Mattia non dovra' piu' inventarsi scuse astruse per esserci), mentre Laura
Roncali e' attesa al prossimo impegno. La new entry Edda Lucchini ha avuto
un suo speciale "battesimo" senza partner (ma vale lo stesso), mentre Giuda
Brillo e' mancato (partner compresa) per "concomitanti impegni agonistici"
che e' condannato a raccontarci in lista.
Alla fine la sensazione era che comunque ci fossimo tutti: chi nel cuore e
chi nel corpo fisico (che poi non c'e' quella grande differenza....). Chi
non aveva potuto esserci (Fabio Previdi infortunato, i Sardi, il vate, il
gruppo romano con globetrotter Cecchella che aveva organizzato - per
invidia - una disumana cena locale, i toscani ecc.) aveva comunque mandato
ampi e articolati saluti. Infine ho conosciuto di persona anche il
famigerato Marri, con cui ho avuto qualche lieto scambio di opinioni.
Vedersi di persona e stringersi una mano, fa sempre solo bene.
Le squadre, ognuna organizzata con un co-coach dal coach maximus Paolone De
Zordo (le cui capacita' di coinvolgimento sono pari solo a quelle del grande
Manelli), erano state nominate attraverso appositi referendum interni, che
avevano partorito nomi curiosi:
DRStars (i top che dovevano sbancare il manelli. Dovevano..)
DRSbanda Bassotti (con tanto di mascherina..)
DRS Fulmini e saette
DRStatici (unici ad avere il nome assegnato d'ufficio, a dimostrazione del
fatto che il nome era azzeccatissimo)
DRS Foxes (il cui manifesto di Mattia resta un capolavoro letterario)
DRS Ranocchi.
Fin dal via e' stata un'apoteosi. Ad ogni passaggio di ciascuno/a dei sei
"correnti" gli altri 36 "riposanti" facevano un casino inaudito tra tifo,
urla, invasioni di campo.. tanto che i solerti addetti ci hanno piu' volte
redarguito al proposito con vernacolari bestemmie locali che qualcuno,
bonta' sua, ci traduceva, ancorche' la mimica non lasciasse grandi margini
interpretativi.
Il nostro tifo era multilingue: dagli incitamenti veneti di Roncali, a
quelli liguri di Pagliotto, Pioli, Gala e co. Dalle bestemmie emiliane dei
Benatti, Morselli (finalmente gli appioppo un viso..), Manelli ecc. fino ai
timidi bisbigli piemontesi di Losi e Nicola Bovio, per non parlare del folto
gruppo di professionisti milanesi - ho sentito parlare di denunce
all'ordine... - vestiti da bassotti con maglia personalizzata e mascherina
nera, tutta Italia era un sol grido: forza DRS! Altro che stringiamci a
coorte...
E a proposito di Nicola "Gonzales" Bovio, sono rimasto impressionato dalla
sua partenza. Ricevuto il cambio da Gianluigi thewall Zuccardi-Merli (che ha
dato il massimo tanto da doversi sdraiare al suolo per 5 minuti 5), e'
partito a velocita' supersonica lasciandosi dietro una scia di foglie
turbinanti. In mezzo giro, prima di sparire dalla vista, aveva gia' superato
il nostro avversario diretto, e puntava con decisione al terzo posto.
Breccia non ha colpe: sapevamo che non era al massimo, ma ha dato tutto
anche lui. E piano piano stava riportandoci sotto al primo e al secondo, su
cui guadagnava 7-8 secondi al giro. Purtroppo il quarto ha fatto una
frazione strepitosa (22'30"!!!!) e ci ha mangiato quei metri che poi non
siamo piu' riusciti a riprendere, nonostante una maiuscola prova di BB
Benatti. Ma siamo stati grandi ugualmente! Anche Pagliotz ha fatto il suo, e
soprattutto non ha esercitato le sue "funeste" influenze...
Alla fine la scelta del coach maximus PDZ (secondo autocertificazione
tabellozzica) e' stata quella giusta: le sei frazioni corse dalla squadra
top sono state le sei piu' veloci tra tutti i DRS. E la punizione per
qualcuno "a colpi di salame" sara' documentata a mezzo fotografia
digitale!!!!

Una nota non puo' mancare sulle donne DRS: una piu' forte e tosta
dell'altra. Antonella che e' riuscita a migliorare il suo personale sui 7 km
di quasi due minuti! Valeria che si e' superata in una prova strepitosa (e
che gioia Daniele al suo arrivo!). Edda che ha superato l'emozione
dell'esordio con una grande prestazione. E poi la "rossa" Rosy "merengue"
Pedrazzi che alza il tasso di DRStr... e la tostissima Sabrina Guarnieri che
ha corso con al collo un paio di bimbi... per non parlare delle vecchie
conoscenze: Roberta Elia, Silvia Fiorentini (senza piu' cigarettes..),
Chiara Ky... insomma un gruppo femminile da fare invidia a chiunque!
Infine voglio lasciare spazio ai piu' esperti Comparelli, Pierobon, "mitico"
Canfora, Zando (le cui risate si sentivano fino a Reggio Emilia) ecc. nel
decantare le lodi di gnocco fritto, lambrusco e salsicce varie.
Per quanto mi riguarda avrebbero forse anche potuto servirci segatura fritta
e castellino allungato con l'acqua: ma la visione d'insieme di 50 persone,
una piu' bella dell'altra, che nella splendida cornice di un campo sportivo,
immerso nel verde dell'Emilia, godevano, semplicemente e serenamente, del
piacere di stare insieme nel fresco di una serata di Giugno, dopo aver
chiesto il massimo al proprio corpo, era uno spettacolo che scaldava il
cuore.
Raccontare qualcosa, lo so, non e' come viverla. Come direbbe un maestro
zen: Il disegno di un pollo non ha mai sfamato nessuno. Ma chi c'era potra'
rivivere sicuramente, come io ho rivissuto leggendo le vostre parole,
quell'atmosfera magica per qualche istante.
Siete fortissimi e siete bellissimi: tutti. Se guardo la foto di gruppo
pochi istanti prima di "sciogliere" la riunione vedo dei sorrisi stupendi.
Sorrisi che conosco da due ore o da quarant'anni, non importa. Sono parte di
qualcosa di stupendo, e voglio ringraziare ognuno di voi per essere qui,
li', con me.
Tutto si compenetra, tutto e' uno. Io dipendo da voi, voi dipendete da me.
Ogni volta che correro' (e succedera' ancora tante volte) il vostro sorriso,
la vostra gioia di vivere, saranno li' con me. Un pezzo di questa
meravigliosa serata emiliana mi accompagnera', insieme a tante altre belle
cose, per tutta la vita.
Vi amo tutti
Luca

Il tema "Scandiano" viene invece introdotto in versione filmica dal grande Luciano Zanardo, nel seguente modo:

Titolo: Quella sporca (mezza) dozzina
Produzione e regia: Paolo Manelli, in collaborazione con la
polisportiva Scandiano
regia unita' speciale DRS: Paolo De Zordo e i Cocoach
personaggi ed interpreti: numerosi DRS e simpatizzanti. Alcuni alla
prima esperienza sul campo
Presenti anche mascotte di ridotte dimensioni ma con energie
inversamente proporzionali all'altezza

La trama:
Una quarantina di individui di svariate estrazioni, la maggior parte
che  si conosce a malapena, viene reclutata per una delicata e
faticosa missione da compiere a squadre di sei elementi.
I comandanti sono inflessibili e, all'apparenza, burberi perche'
consci della difficolta' dell'impresa.
Scopriranno strada facendo che il valore del gruppo e' superiore alla
somma delle singole individualita'.
Il finale aperto lascia intravedere la possibilita' di uno o piu'
sequel.

Curiosita': si segnala, al servizio catering, la presenza di una
signora che, nonostante riuscisse ad imitare perfettamente l'accento
emiliano, non nascondeva le sue origini teutoniche minacciando
rappresaglie e costringendo chi le capitava a tiro a consumare
alimenti che sarebbero potuti risultare letali nell'imminenza di una
prova (gnocchi fritti, salsicce e altre gustose libagioni). Solo
grazie ad un'accorta regia il pericolo e' stato scongiurato e la
Signora e' entrata in azione esclusivamente al termine
dell'operazione, con risultati prevedibili :-)
critica: *****
pubblico: *****


Questo invece è il contributo di Geo (al secolo Ing. Ruggero Cassanelli) che ci commuove evidenziando un particolare bellissimo, che solo un corridore può capire appieno...



Lambrusco e gnocco fritto avevano già spostato il loro rapporto ai piani
più bassi e il chiacchiericcio generale del gruppone DRS si era iniziato ad
abbassare un poco di tono.
Qualcosa sta succedendo sulla pista ormai deserta e all'ombra. Solo, lento e
con la testa bassa. L'ultimo. Largamente fuori tempo massimo. Quello che un
giorno potresti essere anche tu, quello che sta soffrendo come puoi solo
immaginare. Niente più arco ad attenderlo, né cronometristi o speaker. Luci
abbassate e una buon'anima dell'organizzazione con in mano la meritata
medaglia. Cosa ci facessimo sugli spalti in quel momento non saprei, ma
prima uno e poi gli altri abbiamo cominciato a battere le mani. Non un
applauso, ma un ritmo di sprone, di ammirazione. Ed il nostro ultimo,
specchio della paura di tutti i podisti, alza la testa. Non guarda dalla
nostra parte finché non ha tagliato il traguardo. Riceve la sua medaglia,
si gira verso di noi, sorride e accenna un inchino di ringraziamento.
Un'altra maratona. Una gara in cui si può vincere anche arrivando ultimi.
Grande affetto per tutti coloro che sono venuti a Scandiano.
Grazie al super Manelli.
E perché chi non c'era possa capire.
Alla prossima!
Geo

Il grande Nicola Bovio esamina invece gli aspetti psicologici di un grande raduno:

Titolo: IL RADUNO
(Comprendere questo strano fenomeno conviviale)

IL RADUNO nasce, così, per caso su idea di un partecipante che in gergo "te
la butta lì".
Ogni RADUNO ha una scusa: correre, ma per ciascun partecipante poi, prende
strade diverse, tutte rigorosamente intrecciate al motivo fondamentale,
parallele ma non meno importanti.
Per un ottimo raduno serve, oltre alla scusa di base (dissi: correre),
tempo.
Tempo per un elemento fondamentale del raduno: le cazzate. Senza tempo per
le cazzate il raduno non riesce e ci si ritrova i giorni successivi a
scrivere "Scusa se dopo la gara..." " mi spiace ma... " "...son dovuto
scappare..." e simili.
Credo di poter enunciare un principio valido quando dico che la possibilità
di riuscita di un buon raduno è direttamente proporzionale al numero di
cazzate dette/fatte. A tal riguardo è comprensibile come la presenza della
Banda Bassotti al completo possa notevolmente alzare il livello "tecnico" di
un raduno.
Caratteristiche importanti di un raduno:
Bisogna conoscere qualcuno di cui si dimenticherà subito il nome... e si
passerà la serata a scoprire nuovi modi per chiamarlo senza far che se ne
accorga;
Bisogna aver conosciuto qualcuno e parlarvi mezz'ora prima di scoprire che
non è colui che si pensava;
Bisogna confondere la moglie di qualcuno per la sorella di qualcun'altro (la
perfezione si raggiungerebbe provarci);
Bisogna mangiare qualcosa che rimanga sullo stomaco almeno 12 ore;
In fine bisogna correre, sudare, faticare ecc... sembrerà strano ma è così.
Il culmine del raduno lo si raggiunge nel momento in cui la carica
agonistico/atletica lascia il posto alla classica "sindrome da peter-pan";
Il numero dei dialetti rappresentati nel raduno è fondamentale, maggiore è
il numero delle regioni rappresentate migliore sarà la riuscita del raduno
(Il Novarese è di gran lunga il più importante :-)
In ogni raduno bisogna bere almeno un bicchiere di vino (meglio se buono)
(nota x Sergio: la successione Rosso, Bianco, no meglio il rosso, forse
meglio il bianco, no no rosso, grappa, limoncello, limoncello, limoncello,
birra doppio malto, vodka, non è essenziale per uno di 57 kg, quante volte
te lo devo ripetere? ;-);
In ogni raduno c'è sempre uno più lento che si preoccupa (inutilmente) di
essere TROPPO LENTO, uno più veloce che si preoccupa (inutilmente) di essere
TROPPO LENTO, uno a cui non frega niente ne di essere lento, ne di essere
veloce, e tanto meno se il lento è lento ed il veloce è veloce;
In un raduno bisogna divertirsi.
Poi, a volte, alla fine di un bel raduno ci vuole un prato, un cielo sereno
ed un minuto per stendersi a guardare le stelle e per fissare quegli attimi
di felicità nei propri ricordi.
GRAZIE A TUTTI.
Nicola Bovio

Non poteva mancare anche il commento del "Compa", al secolo Ettore Comparelli, altrimenti noto come "Il tapascione e l'ambulanza" in onore al suo pluripremiato e pluripubblicato racconto....

La sfida
La Maratona di Scandiano ha visto la grande sfida tra le staffette Drs.
I DrsStar erano fuori classifica perchè in gara per quella assoluta;
hanno ottenuto il 4° posto; speravamo nel podio ma a loro va comunque il
nostro plauso.
Ai DrsBanda Bassotti è stato assegnato il premio speciale della giuria,
da me composta, per i costumi e la simpatia dimostrata; purtroppo sono
stati esclusi dalla classifica Drs perchè la loro formazione non era
omologata dal giudice unico ed inappellabile (PdZ).
Le rimanenti 4 formazioni in gara hanno visto il trionfo dei "DrStatici
Duri ad Arrivare", tra i meno accreditati alla vigilia, con una
prestazione "impeccabilmente strepitosa".
FullMetalJacket Mattia aveva chiesto ai suoi Volpini di dare il 150%;
gli Statici hanno dato il 210% e più.
Nessuna tattica di gara particolare ma solo "sudore e sangue" in pista;
l'unico accorgimento del Coach Davide e del vice Compa è stato quello di
mettere in ultima frazione SweetBarbie Valeria con il motto "comunque
vada, finiremo in bellezza !!"

I protagonisti:
1) Davide "mordi e fuggi" Franchini
Il ferrarese ha corso la prima frazione con coraggio ed impegno da par
suo; nonostante la concorrenza dei più forti si è difeso alla grande,
tenendo la seconda posizione.

2) Daniele "BigJim" Vietti
Al suo esordio tra i Drs; fisico palestrato, sotto osservazione speciale
da tutto il  reparto femminile, ha corso con impegno e prestanza,
chiudendo con un poderoso sprint da quattrocentista

3) Ettore "Tapascione" Comparelli
Vedi paragrafo seguente

4) Emilio "CavalloPazzo" Ferrario
Si legge nel libro sacro della corsa che costui rimase fulminato sulla
via del Parco Forlanini; gli apparse allora la figura sfolgorante di un
ingegnere coi baffi e tre cagnette che tuonò "alzati e corri !" Dopo tre
giorni corse la sua prima mezza e nessuno è ancora riuscito a fermarlo.

5) Piero "Govi" Gala
Govi non nel senso di William ma di Gilberto. Il nostro intrepido
genovese, gasato per essere riuscito a barattare un kg di focaccia  con
un kg di aragoste, si è presentato al via scalpitante e per tutta la
gara non si è mai risparmiato ...

6) Valeria "SweetBarbie" Lischetti
In ultima frazione è partita quale timida pecorella inseguita dalla
famelica orda dei lupi Drs, certi di farne un sol boccone. Ma sotto
l'apparenza del tenero agnellino si nascondeva una scorza dura e
temprata da vera "Dura ad Arrivare" !
Sotto lo sguardo dapprima preoccupato e poi sempre più meravigliato di
Davide che prendeva i tempi ad ogni passaggio esclamando
"Incredibbbile!" Valeria ha tagliato il traguardo lasciando a becco
asciutto gli inseguitori Zanardo-ErGajardo, PièVeloce-Toschi e
Fulmine-Scotti.

La mia gara
Il pre-gara: il test sul mio abituale circuito di 5,2km finito al passo
5' sopra i miei tempi già alti, le ultime tapasciate collinari più
camminate che corse, dolorini sparsi un pò dappertutto, una settimana di
lavoro super-stressante ecc. insomma le premesse c'erano tutte per fare
la mia bella figura di cacca al cospetto del nutrito gruppo di amici
radunati  a Scandiano.
Da atleta scrupoloso ho fatto un accurato sopralluogo del percorso:
posti dove imboscarsi nessuno ...
Parto con molto timore; il primo giro passa bene; gli incitamenti, le
urla, i saluti, la pacca sul sedere di Nicolino che mi passa come
SpeedyGonzales, sollevando nuvolette di terra: è davvero meraviglioso.
Al secondo giro comincio a sentire doloretti al ginocchio, al fianco,
alla milza, alla testa ... con la scusa di bere un goccio di thè cammino
qualche decina di metri: immediatamente sbuca fuori Pagliotz da dietro
una siepe e mi urla "Belin, se non riparti immediatamente ti faccio una
foto e la spedisco a tutti!" Ma, e la privacy dove la mettiamo ?
Riparto di slancio ma al terzo giro vengo superato con passo felpato dal
"mitico Canfora" che sfodera un sorrisetto satanico ... Mi dà subito una
trentina di metri ma mi riprendo e riesco a non mollare. I passagi in
pista tra due ali di folla acclamante fanno accapponare la pelle (be,
forse sto un pò esagerando).
Stringo i denti e tengo duro per un paio di giri cercando di vedere
qualche cedimento nell'incedere maestoso di Maurizio. Finalmente
all'uscita di pista del 6° giro lo vedo in difficoltà e attacco; sulla
breve discesa lo supero; non ho il coraggio di girarmi per spiare la sua
reazione ma sulla curva ad u lo vedo arrancare ad una ventina di metri.
Accellero (si fa per dire) e tengo la posizione fino al traguardo;
grande Compa !!!
Su Podisti.net Fabio Rossi ha immortalato il momento magico: notate lo
sguardo distrutto di Maurizio ed il ghigno diabolico del Compa che
assapora la gioia dell'imminente sorpasso ...



Il Gnocco Fritto
Al termine della mia esaltante prestazione ho sentito il dovere morale
di effettuare un'ispezione igienico-sanitaria alla sezione
"produzione-gnocco fritto".
Era tutto in regola; mi sono commosso nel vedere con quanto amore le
signore tiravano e stendevano la pasta fresca, la dividevano in
quadretti e la passavano al reparto friggitura.
Nei miei doveri ispettivi era compresa la fase cosiddetta dell'assaggio,
che ho eseguito con la consueta diligenza. La reazione del mio stomaco è
stata di evidente sollievo "temevo che ti fossi dimenticato di me!" mi
ha brontolato ...
Le papille gustative non hanno avuto una reazione entusiastica al gnocco
fritto liscio ma avevano fatto i conti senza l'oste (il Manelli); a fine
serata infatti il Manellone ci ha fatto servire gnocco fritto guarnito
in abbondanza con salsiccia alla griglia, prosciutto di Parma, coppa,
salame e frizzante Lambrusco.



E qui le cose hanno cominciato  a quadrare. Siamo presto andati in
doppia cifra ed è stato con vero rammarico che abbiamo dovuto dire no
alle continue profferte di bis delle gentili signore reggiane, ma
eravamo proprio pieni da scoppiare ...

E ancora il tributo di Silvia Fiorentini smokeless (ebbene sì, la sta facendo finita con l'orribile vizio), fulgida rappresentante della squadra DRSbanda Bassotti (Silvia è la quarta, da destra o da sinistra):

...ovvero perchè la Banda Bassotti è fuori classifica.


PROLOGO
Mettere sotto i denti lo gnocco fritto di Manelli non è stata impresa facile
per la Banda Bassotti, simpatico manipolo di malfattori in scarp de' tennis
cui piace fare i malandrini e sorridere alla vita tanto spesso da procurarsi
frequenti paresi delle mandibole.

* * *

GLI EVENTI
Milano, venerdì 7 giugno 2002.
Partenza di mezza banda (quella magra e baffuta) alle 14 e dell'altra mezza
(quella che "magna de più") alle 15. Direzione Scandianopoli, regno della
piastrella e della prestigiosa staffetta Manellik. Obiettivo: carpire il
ricco premio in palio, lo gnocco fritto, sottraendolo alle grinfie di Canf &
Comp, noti ristor-busters del nordovest italico, e dei DRS Stars, agguerriti
difensori del bene condotti dall'intrepido Comandante Zen, fratello
buono-bello-e-bravo di Capitan Buondì, capo dei malvagi Bassotti.

Mezza banda (quella piacevolmente formosa) viene subito intercettata
telefonicamente dal Commissario Basettoni, che spacciandosi per Paul il
Coach Maximo intima l'alt. Il falso coach paventa immensi blocchi stradali a
partire da Piacenza Sud, poi si arrende e passa al piano di riserva: lancio
di potenti iatture (preparate dall'agente scelto Pagliotz, note anche come
gufate) in grado di ritardare l'arrivo dei Bassotti nella ridente località
emiliana.


Zando e capitan buondì, alla fine delle ostilità, ringraziano affettuosamente (argh..) il commissario Basettoni

Ciò nonostante, dopo un ragionevole tratto d'autostrada percorso a bordo
della potente Zando(cata)peckCar (equipaggiata con uno speciale radar
antimuretto e pilotata da Ragiunàtt, il bassotto più preciso della banda)
finalmente i nostri eroi panciuti giungono a Scandianopoli.

Prima di raggiungere i bassotti magri al campo sportivo, però, per i
bassotti-grassotti si rende necessaria una breve sosta alla Locanda
Macchianera, lo squisito alberghetto cittadino gestito da Shel Shapiro dove
sotto mentite spoglie si nasconde il fortissimo bassotto Uànandred,
specialista delle lunghe distanze.

Mentre bassotto Ragiunàtt e bassotto Smokeless fanno da palo (assumendo
dosi massicce di chinotto e caffè), il capobanda Buondì interviene su
Uànandred con una nuova tecnica dopante in grado di fargli percorrere senza
problemi i 7 km e 195 metri della prima frazione di gara. La tecnica è
assolutamente segreta, ma pare preveda manovre speciali con aghi spuntati su
zone del corpo che per ora non ci è dato sapere...

Finalmente si raggiunge il campo sportivo di Scandianopoli. I bassotti
Baffotto e KYlhavista con l'aiuto prezioso di tre insospettabili informatori
infiltrati nelle squadre avversarie hanno già preparato il covo e studiato
la tattica di gara: Uànandred completerà la prima frazione della staffetta
(la più lunga) e tenterà di sgonfiare una scarpa al Comandante Zen (fedele
alleato di Basettoni e da lungo tempo impegnato nel tentativo di redimere
Buondì dalla vita dissipata e dissoluta a base di zuccheri raffinati) per
impedirgli di giungere a destinazione. Nel frattempo gli altri bassotti e
gli infiltrati dovranno cercare di distrarre Canf & Comp riempiendo i loro
marsupi di ovetti kinder con sorpresa.

Purtroppo il Comandante Zen viene messo in guardia da Basettoni e cede il
proprio posto a Pagliotz: l'azione produce effetti negativi immediati sui
poveri Bassotti che in men che non si dica vengono smascherati, puniti e
costretti a correre tutte e sei le frazioni di gara!

Capitan Buondì viene inoltre riconosciuto colpevole di aver dato il cattivo
esempio ai propri compagni e condannato a percorrere un chilometro in più:
lo gnocco fritto non si sgraffigna, si guadagna col sudore!!!
(Riflessione: gnocco o gnocca, c'è sempre da far fatica...)
Questo il motivo per cui oltre alle squadre omologate dal Coach Maximo
a Scandiano ha corso anche la Banda Bassotti.

E' ormai noto che in realtà la staffetta di Scandianopoli era un trappola
del furbo Basettoni. Stufo di venir preso in giro per i suoi poderosi
polpacci, il Commissario si è travestito da Coach Maximo ed ha architettato
un piano astutissimo per fregare gli odiati Bassotti!

DRS Stars, DRS Statici, DRS Volpini, DRS Ranocchi e DRS Fulmini e Saette
erano tutte squadre di agenti sotto copertura pronti a fermare la banda di
manigoldi con ogni mezzo!

Ad onor di cronaca, si segnala che mentre i bassotti sono stati perdonati
per aver dimostrato di saper correre 7 chilometri per uno e lasciati liberi
di circolare per le strade di Scandianopoli, lo sfortunato Capitan Buondì è
stato ricondotto immediatamente a Milano dalla volante dell'incorruttibile
Commissario Basettoni.

Ora il malvagio capobanda fa ciao ciao con la manina da dietro le sbarre di
S. Vittore. Riusciremo a convincere il severo Commissario Basettoni a
lasciarlo libero mercoledì mattina per la ronda?

EPILOGO
Nonostante sia stata perseguitata fin dall'inizio dallo zelante Basettoni,
la Banda Bassotti a Scandianopoli si è divertita alla grande e sommo è stato
il godimento d'ogni partecipante mascherato: è stato tutto così bello che
abbiamo perso il conto dei giri fatti. In pista, a tavola, al bar e... in
palestra!

Un grazie a tutti.
Bassotto Smokeless (in libertà vigilata)

Infine, per concludere (ma si concluderà mai davvero?) questa prima rassegna sulla follia Scandianese, nulla di più simpatico che riportare LA foto del gruppone poco prima di salutarsi, sugli spalti dello stadio.
La bellezza di tutti i nostri sorrisi la dice più lunga di qualsiasi ulteriore commento.

Intanto, ad uso e consumo di neofiti e curiosi, decodificherò visi e soprannomi dei presenti:
I quattro della pre-fila in alto a sinistra sono Sergio "il melegnanese", Chiara Ky Morselli, e i due genovesi Piero Gala e Franco "miritiro" Pioli. Sotto di loro da sinistra abbiamo Emilio (curiosamente accucciato, forse per un attacco post-gara..), Attilio "Capitan buondì" Speciani, Silvia "smokeless" Fiorentini (con bicchiere in mano), Simone Capelli, Geo "baffone" Cassanelli adiacente alla rossa Rosy "merengue" Pedrazzi, Valeria "new look" Maselli, "Big Jim" e "Barbie" in abbraccio verticale (al secolo Daniele Vietti e Valeria Lischetti), Konrad Losi, Luciano "cappellino" Zanardo e Michael "blues" Pisoni. Sotto questi ultimi, un'altra sottofila di 4 elementi (speciali) è costituita dalla sorridentissima Antonella "clorofilla" Carini, al cui fianco sta la signora Canfora accoccolata al suo legittimo partner Maurizio "mitico" Canfora, la cui espressione (reduce dal duello col compa) vale l'intera foto. Giustamente alla sua destra il succitato Comparelli, altrimenti noto come "Il tapascione e l'ambulanza". Da notare i suoi due kg in più, legati al dopo gara con gnocco fritto e salsiccia.
Accosciati invece abbiamo nella fila più alta Davide "il mestrino" Roncali che finge di appoggiarsi sulla sua Laura, mentre in realtà con la mano nascosta sta insidiando Edda "pupillona" Lucchini, alla sua destra. Proseguendo troviamo Roberta "100 km" Elìa, Mauro "zando iena ridens" Zandonà, Gastone "tappetino" Breccia, Stefano "gambero" Morselli, e "funghetto" Pierobon.
Tra gli accosciati accosciatissimi troviamo invece, a destra della già citata Mrs.Roncali, il grande Paolo "the organizetor" Manelli in smoking rosso, Nicola "speedy gonzales" Bovio, Gianluigi "the saharian wall" Zuccardi-Merli in maglia da rugbista, il grandissimo Paolo "PDZ coach maximus" De Zordo (appena stressato dalla corsa fatta dall'autoscatto alla prima fila). Sulla destra abbiamo invece un "sestetto" con la settima nascosta. Il primo "duo verticale" a sinistra è costituito dalla coppia Paolo "pagliotz" Pagliotto e consorte. Il secondo duo vede invece in basso lo stoico Bruno BB Benatti e in alto Luca "clorofilla" Speciani con in braccio la piccola Nadina addormentata. Infine all'estrema destra Sergio Toschi dall'alto sovrasta il geniale Mattia "scarpette rosa" Freddi. Pochissimi mancano da questa foto. Pochi minuti prima, impietosito dal sonno dei suoi numerosi piccini, Massimo Guarnieri ci aveva salutato portando seco la sua esordiente Sabrina. Altri non ne ricordo, ma siccome la memoria non è il mio forte, gli eventuali assenti dalla foto mi dicano i loro nomi...
Piccolo autotest: quale altro DRS avrebbe saputo dire senza esitazione tutti i nomi dei presenti? Non avete che da coprire la legenda e ripetere lentamente... 

 

Cortina-Dobbiaco

Gianluigi "the wall" Zuccardi-Merli ha gentilmente invitato un manipolo di coraggiosi DRS a trascorrere il pre-gara nel suo elegante maniero cortinese, al fine di correre insieme il 30/6/2002 la mitica Cortina-Dobbiaco di km 30.

Ecco il preambolo di Geo:

Questo week end, un bel gruppo di 10 DRS si è radunato a Cortina con la
scusa di correre la Cortina Dobbiaco.
Va detto che, per coerenza o forse solo per decenza, ci siamo presentati
tutti alla partenza e tutti abbiamo tagliato il traguardo.
Ma andiamo con ordine.
Ziobusy , Gabriele Peresson  e Robi De Paolis (giovane d'età ma antico
nonché silente DRS dell'Aquila) si sono materializzati domenica mattina
alla partenza, dove siamo riusciti a fare qualche foto prima del via.
Con i primi due siamo anche riusciti a ritrovarci all'arrivo dove abbiamo
gozzovigliato con pastasciutta, wurstel e birra in attesa della premiazione
(indovina indovina?).
Luca e Antonella sono arrivati la sera di sabato, mentre Gianluigi Wall
(Zuccardi Merli), Silvia, Geo, Valeria Maselli (sitaccio reporter) e Rosa
hanno fatto trasferta già venerdì sera per meglio smaltire il fuso (si
fanno così tante code per arrivare a Cortina che fondere è sempre possibile).
Milanesi e Modenesi siamo stati ospitati nel castello della famiglia
Zuccardi Merli, per l'occasione trasformato in ostello di lusso.
Sabato, per assuefarci alla quota e per ingannare il tempo in attesa della
famiglia clorofilla, Wall ci ha portati in un paradiso di cui lui solo
aveva le chiavi.
Basti dire che alla porta siamo stati accolti da una marmotta che, dopo
aver verificato che eravamo in compagnia del padrone di casa, ci ha
lasciati entrare e ha chiamato gli amici perché ci salutassero.
Camosci.
Timidi e un po' diffidenti. Bellissimi.
Maschi, femmine, cuccioli. Da soli e in branco. Fermi, al passo e di corsa
su per i ghiaioni di un anfiteatro mozzafiato.
In un solo gruppo ne ho contati 32!
E fiori selvaggi, bellissimi e altrettanto rari: stelle alpine, non ti
scordar di me, nigritelle.
Una tapasciata un po' lunga, soprattutto pensando che il giorno dopo avremmo
sgamellato per 30 km non proprio piani, ma assolutamente fantastica, di cui
serberò il ricordo e di cui mi vanterò per anni.
Pane, formaggio, spek, amici, sole caldo, cielo blu, montagne incredibili,
silenzio.
Da non venir più via.
Poi di nuovo in paese. La spesa tutti insieme. In cucina, chi apparecchia,
chi sfornella, chi apre il vino (addirittura una cassetta di vini
dell'oltre Po vinta da Luca in qualcuna delle tante gare che ha condiviso
con noi in lista). A tavola ridendo e riempiendosi la pancia con quantità
spaventose di pasta con speck e pomodorini (grazie Valeria).
Dolcetti, vino bianco e Wall che sulla cartina ci spiega ogni segreto di
quello che ci attende il giorno dopo.


Tabelozzo veloce e mezzanotte arriva in un lampo. A letto che domani si
sgroppa.
Della corsa è meglio che parli chi ne ha più titolo.
Io mi sono limitato a seguire il percorso insieme a Valeria, piano piano
per essere certo di arrivare e di avere ancora forze per apprezzare quello
che avrei trovato al traguardo, la combriccola dei DRS.
Geo

Ed ecco invece la mia cronistoria "non ufficiale":

Che dire di una gara stupenda, in una cornice stupenda, con una compagnia
eccezionale?
Siamo arrivati a Cortina io ed Antonella nel tardo pomeriggio di Sabato,
perche' ci era impossibile fare diversamente (bimbi e impegni di lavoro), ma
sarebbe stato ancora più bello esserci dal venerdi' sera...
Antonella doveva esordire sulla 13 km nella gara piu' lunga che avesse mai
fatto. E farlo in montagna, non e' come farlo sotto casa. Io ero in buona
forma (ma in realta' lo sono da un anno, quindi al solito), e pronto a
vender cara la pelle.
La classifica che "the wall" mi aveva passato parlava chiaro: non sarebbe
stata la passeggiata delle educande.
La compagnia, goliardico caciarona al punto giusto, non poteva essere
migliore: dal padrone di casa, a Geo, fino alle quattro wonderwomen
Antonella antivirus, Rosy merengue, Silvia smokeless e Valeria "podistinet"
Maselli.
Al mattino della gara ho poi rivisto con piacere Ziobusy e Peresson, con
relativa compagnia, e conosciuto il "silente" aquilano Roby De Paolis.
L'album cresce...
Il tracciato di gara è insidioso. Il briefing serale che Gianluigi trascina
fin quasi a mezzanotte parla di 13 km di dura salita, seguiti da 16 km di
dura discesa. Ma scusa, Gianluigi, ma 16 + 13 non fa 29? Infatti: all'arrivo
c'e' un km di salita. Aaaargghhhhh!!!
Il messaggio e' chiaro: dopo il passaggio alla segheria (simbolicamente
vissuta) ci si deve tirare il collo.
Compatti partiamo, con aggiustamenti logistici complicatissimi. Infatti la
partenza si trova a 30 km dall'arrivo, ma dalla parte sbagliata, perche' i
pullman portano gli atleti da Dobbiaco a Cortina, e non viceversa. In piu'
merengue e antivirus partono da metà percorso (13 km) e quindi devono
andarci in macchina. Chi ci riportera' indietro dopo l'arrivo? Vedremo.
Al mattino il cielo e' coperto, e opto per la maglia tecnica a maniche
lunghe e per i calzoncini al ginocchio.
Riti usuali: bagno, caffe', fotografie, saluti, baci, spille, e si parte.


Alla partenza con Geo, Silvia, Valeria e Gianluigi (Foto smokeless)

La salita non e' cosi' terribile come sembrava (cosi' disse Fantozzi a Filini),
ma sale costantemente, e per viaggiare a 4'20" al km si fa una certa fatica.
Lasciati sfilare marocchini, keniani e tanzaniani, che dovevano aver
noleggiato un charter tanti erano, mi posiziono in un gruppo di 10-12 atleti
piuttosto agguerriti.
Scolliniamo al km 13 (nome del paese: Ospitale...) e mi sento ancora
piuttosto fresco. I primi vengono dati a 4' circa. Mi aspettano 16 km di
lieve discesa, dove so che potro' andare forte. Il primo del nostro gruppo
viene contato 21esimo, ma con noi atleti forti ed esperti come Ondrej
Gondas, il valtrompiese Cottali e svariati tedeschi.
Il ritmo passa da vier minuten und zwanzig a drei minuten funfunddreissig,
con un delta quindi di ben 45 secondi...
Non faccio a tempo ad accelerare che vengo superato da due coglioni, neppure
sudati, mai visti fino a quel momento (e dietro al mio gruppo, vi posso
assicurare, c'era il deserto!) che girano a 3'10". Nemmeno in montagna,
insomma, si e' esenti dalla sindrome di Leoncini!
Cerco di fissarmi in testa visi e fisionomie dei due imbecilli, e scendo a
manetta. Nonostante il ritmo serrato, mi godo il paesaggio stupendo che ci
circonda: gallerie di pochi metri, ponticelli su orridi incredibili, e cime
dolomitiche a profusione sia a destra che a sinistra... incredibile!
In discesa vado fortissimo, e stacco tutti, tranne il rognosissimo Cottali
che mi marca stretto da dietro. Riesco anche a prendere e staccare uno che
era davanti. Vedo pero' sempre a duecento metri da me il secondo dei
tagliatori, che pare irraggiungibile.
Al 27esimo km sento Cottali che si fa sotto, e arriva a 10 m da me. Potrei
aspettettarlo, e giocarmi la posizione sull'arrivo. Decido di non farlo, e
continuo a spingere. Faccio bene. Dopo un tratto in piano, sento sparire il
rumore dei suoi passi: sono riuscito a piegarlo. Mi concentro dunque tutto
sul bastardissimo davanti a me. E miracolosamente, a un paio di km
dall'arrivo, lo vedo cedere metri su metri. E' lontano, ma posso farcela.
Sull'ultima salita lo affianco, e potrei anche qui riprender fiato. Ma sono
incattivito e lo passo con rabbia. Lui mi segue, e prova a ripassarmi (in
fondo aveva solo 16 km nelle gambe...). Ma e' un attimo, reagisco ancora
rabbiosamente, e lo lascio sul posto. Gli ultimi 500 m saranno solo
passerella.
Sono quindi 20esimo assoluto (ma 19esimo reale perche' il primo dei
tagliatori non l'ho ripreso), e invece all'arrivo vengo contato 21esimo!
Cioe' anche un altro furbone si era inserito nei primi 20. Che schifo!
Il tempo finale e' al di la' di ogni piu' rosea aspettativa: 1h59'29", tempo
che mi vale anche la vittoria del tabellozzo DRS della sera prima (avevo
infatti osato 2 ore nette!), e che considerando la presenza di ben 10 tra
keniani, tanzaniani e marocchini davanti a me, e di due tagliatori, mi pone
al nono posto assoluto tra gli europei...
Ora pero' c'e' da andare a recuperare la macchina, che si trova a 13 km (di
salita) dal campo....
E che sara' mai (disse ancora Filini a Fantozzi)! Gambe in spalla, e via,
con le chiavette in mano, a recuperare il kangoo. Meno male che dopo soli 7
km di salita ho trovato un'anima pia che mi ha scarrozzato fino a
destinazione, se no, forse, non sarei qui a raccontarlo.
Epico anche il viaggio di ritorno a Cortina, in 7 piu' borse con un paio di
adulti nel bagagliaio, cantando a squarciagola "E lui e' un bravo
ragazzo..." dedicato all'impresa di ciascuno degli eroi delle dolomiti.
Perche' tutti (dico tutti) hanno espresso il meglio di se' nella gara. E in
particolare Antonella che e' riuscita a correre per TUTTI i 13 km fino
all'arrivo, senza mai fermarsi, se non qualche secondo nell'ultimo km di
salita (l'enormita' della cosa e' documentata dal fatto che corre solo da 3
mesi, e che un mese fa correva ancora solo 5 km con soste.... oh voi
pusillanimi che non riuscite a portare le vostre donne ai "battesimi delle
mogli" meditate!).
E a proposito di battesimi, non e' mancato ovviamente quello del buon vino,
che ha accompagnato una prestigiosa pastasciutta allo speck e pomodorini
allestita dalla specialista Valeria.

Le aitanti aiutanti (foto smokeless)

Insomma, che dire di una trasferta piacevole e dolce come questa? Che forse
non e' riassumibile in un solo ingrediente determinante, ma nell'insieme,
unico e speciale, che si crea in queste occasioni.
Grazie Gianluigi, grazie a tutti voi per la vostra allegria e la vostra
simpatia.
Lunedi' mattina, tornando al lavoro con i consueti riti (auto, parcheggio,
coda) la mente era colma di immagini di montagne, di sorrisi, di corse, di
aria pura.
Quale miglior augurio, per tutti noi, che possa essere sempre cosi'?
Alla prossima (forse la Stramonza dell'1/9?)!
Luca

Vita da Bi-coach (Scandiano - RE, 6/6/2003)

Quest'anno Scandiano, la "madre di tutti i raduni" (qualcuno, tra i fumi
dell'alcol, è riuscito anche a dirmi che sarebbe il "padre" di tutti i
raduni, perché Scandiano è maschile....), era per me partito un po'
sottotono, a causa di un concomitante problema legato alla salute di mia
madre, che mi aveva tolto (qualcuno, più sensibile, se ne sarà anche
accorto) qualche riga di entusiasmo nelle comunicazioni pre-gara, usulamente
bellicose.
Mettete in conto, che per il 2004 recupererò anche questo!

La responsabilità di selezionare e organizzare le due squadre top come
bi-coach (non nel senso di bisex: lupo ecc. calmatevi.....), sembrava essere
più difficile del previsto.
Un po' il numero crescente di infortuni (compreso il mio), un po' la
difficoltà di selezionare/includere/escludere amici e amiche, mi creavano un
qualche imbarazzo.
Alla fine, le scelte operate, si sono rivelate vincenti, e posso dire - col
senno di poi e alla luce dei risultati - di avere fatto uso del materiale
umano e tecnico disponibile in lista nel modo migliore possibile.

Chi non ha vissuto da vicino le difficoltà dell'ultim'ora non può sapere i
livelli di adrenalina raggiunti all'avvicinarsi della tenzone.
Vi basti sapere, a mo' di assaggio, che pochi giorni prima Breccia aveva
dato forfait per una distorsione (ed anche se sapevo che il mio tempo
sarebbe stato molto al di sotto di quello dell'anno passato, sapevo che
avremmo potuto fare un ottimo piazzamento: ma non senza Gastone!). In ogni
caso sapevo di disporre di buone riserve: Pagliotto dato in gran forma, Mau
"delle vette" Scilla (però reduce da garetta di 60 km in salita...), ed
eventualmente Gianluigi the wall.
Il dramma invece si è verificato con la squadra femminile: a fronte di tempi
previsti di circa 28' per atleta (con la sola eccezione di Nadia, intorno ai
30'20"), il giovedì sera ricevo comunicazione da Teresa (tabellozzata a
27'30) che le hanno piazzato un turno lavorativo non previsto proprio il
venerdì. AAArggghhh...
Le riserve a quel punto potevano essere tre: Sabrina skibo Peretto, Daniela
Banfi o Valentina Maisto: la migliore delle tre tabellozzata a 34', e tutte
e tre, naturalmente, nella squadra di Pogliano.
Per la squadra significava una caduta secca di 6'30" (e fin lì nulla di
male), ma in più comportava la creazione di casini al vate, come si sa
GELOSISSIMO dei componenti (ma soprattutto delle componenti) della DRS Stars
and Stripes.

La situazione col vate mi creava un filo di imbarazzo, perché avevamo
discusso a lungo sull'opportunità di fare correre Valentina con la squadra
TOP DRStraF (per meriti vari..), ma alla fine la cosa era caduta. Ora mi
toccava tornare all'attacco...
A titolo di curiosità vi cito il dialogo telefonico avvenuto tra me e lui
mentre scontavo il blocco auto al casello di Reggio previsto dal commissario
basettoni, e mi appoggiavo sui miei co-coach Benatti e
Antongiovanni/Nannizzi per le iscrizioni.
"Giorgio, mi devi cedere una delle tre "riserve", perché Teresa ha dato
forfait..."
"Ma come...." (gli spiego... cade la linea.. lo richiamo...)

"Luca... prima di tutto baciami in bocca.."
(Resto zitto, un po' sorpreso, conoscendo i miei e suoi gusti rigorosamente
eterosessuali... riesco solo ad articolare un "Perché?")
"Perché quando uno mi fotte, mi piace di più se lo fa baciandomi in
bocca....."

Ok, ammetto che scritta non abbia la stesa presa che in diretta, ma.... solo
conoscendo il vate si può sapere quanto una battuta così serva a
sdrammatizzare.... :-)))))
Insomma lascio a lui la scelta.. e alla fine mi "cede" Skibo (negli anni a
venire dovrò fornirgi Briseide, Criseide e dodici vergini, ma insomma...
qualcosa farò per sdebitarmi..).

Finita la campagna acquisti, dunque, mi ritrovo con le due squadre un po'
modificate, ma (complice il sacrificio di Breccia, che correrà dolorante)
ancora in grado di dire la loro.
Il resto è storia. E storia da fare accapponare la pelle dalla commozione
(anche perché avevamo previsto di fare partire gli atleti dal più lento al
più veloce).

DRStars: Parte il buon Zaghi (autore delle splendide magliette un po' "blade
runner" con impresso a fuoco "DRS Stars" davanti e dietro, ammirate da
tantissimi), che tiene il passo previsto nonostante una mezza influenza. Poi
è il mio turno: parto come un razzo a 3'20", poi mi assesto, vittima del
gran caldo come tutti (25'04" invece dei 25' previsti). Ma la gara è
grintosa, e il settimo posto zaghico diventa un terzo posto. Faccio a tempo
ad essere doppiato dall'atleta della Polisportiva Madonnina (Madonnina come
andava..), ma quando dà il cambio al suo collega (a me mancava ancora un
giro da fare), ingrano la quinta, e lo ripasso, senza farmi più riprendere.
Eccheccazzo....
Passo il testimone a Gastongastone Breccione che fa un'ottima frazione, ma
transita quarto, perché nel frattempo i fortissimi rossieblu della
Polisportiva Scandiano ci hanno passato (frazione Guidetti da 3'10/km..).
Davanti a noi, però, piccolo giallo: una delle squadre (la n.60) fa il
cambio un giro prima!!! Bandidos!!!!!
Recupereranno facendo fare 8 giri al successivo ma.. è corretto? Lottiamo
per riprenderci il terzo posto sul campo, e... alla fine ce lo riprendiamo.
Ma siamo lì...
Bruno Benatti, con cappellino e grinta da vendere, conduce anche lui una
splendida frazione.
E infine ci giochiamo le due carte migliori: Gianni "diabolik" Pistis e
Nicola Bovio.
Uno più veloce dell'altro (il secondo con le diaboliche Adidas Neftenga
slacciate fin dal secondo giro...) macinano metri su metri, recuperando il
distacco abissale da Madonnina e Scandiano (mentre il distacco dai n.60
diventa abissale).
Alla fine, da non credere: arriviamo terzi assoluti, con SOLO 1'15" di
distacco da quelli che mi avevano doppiato, e una manciata di secondi dai
superforti di Scandiano. Incredibile.
Ah, se solo non avessi avuto il ginocchio sifolo (l'anno scorso ci misi 1,5'
in meno!!!). Ma è stata comunque una cavalcata entusiasmante. E a chi
opinasse sul fatto che la nostra era una staffetta mista (cioè tra atleti di
squadre diverse), rispondo che amici come siamo noi, non lo riesce ad essere
nessuno, di nessun club. Ho detto.

DRStraF
La prima farazione è stata corsa da Nadia Nannizzi, che ha sofferto il caldo
più di tutti/e (faceva ancora un caldo d'inferno, che i frazionisti più
tardivi si sono evitati). Dopo di lei partiva l'incognita Skibo, neo
acquisto dalla Stars e Stripes. Ma incredibilmente, il previsto 34' si
trasformava, nonostante il caldo, in uno splendido 32'30, che consentiva
alla squadra di restare in gioco alla grande.
Dopo di lei le 4 toptop snocciolavano 4 prestazioni maiuscole: prima la
rediviva Patrizia "pinokkia" Cini, poi la meravigliosa Francesca
"maxiclassifica", e infine il duo lammariano Mara+Barbara.
La distanza infinita (ad un certo punto quasi due km!) dalla squadra
femminile vincente, ci ha impedito anche solo di sperare in un trionfo, ma
il secondo posto conquistato dalle nostre top belle come il sole e
simpatiche oltre ogni dire, è solo un appuntamento per il prossimo anno!

Insomma, con due podi, come ha detto qualcuno, il bi-coach ha "salvato la
panchina"!

Mi ripromettevo di parlare solo della parte tecnico-agonistica, lasciando ad
altri il piacere di commentare ampiamente tutto il resto, ma poiché vedo
latitare commenti elaborati, mi lancerò in qualche considerazione volante.

Peccato peccatissimo per gli ingorghi autostradali (ma sappiamo di chi è la
colpa...) che hanno impedito a molti (me compreso) quella convivialità del
"prima" che ricordavo con piacere l'anno passato.
Ma rivedere tutti è stato davvero bello. Come bello è stato vedere sudare
ciascuno a modo suo, ciascuno impegnato allo spasimo nella misura possibile
consentita da stato di forma e da tutto il resto.
La mia presenza era arricchita da diverse presenze familiari, che qualcuno
avrà notato. Da Antonella (grandiosa nel suo esprimersi quasi come l'anno
scorso pur avendo una forma circa della metà...), al mio fratellone Attilio
(bassotto Capitan Buondì), ai miei due nipotoni Michele "con la forza di
tre" Camisasca, e Daniele "bigjim" Vietti, con accanto - pur non corrente -
la dolcissima promessa sposa Valeria "barbie" Lischetti.
Poi vi era la presenza di diversi miei pupils (ne ho contati 5), maschi e
femmine, ognuno dei quali ha dato il massimo (non li cito per
discrezione....).
Ho visto un mucchio di persone nuove, assegnato visi che non conoscevo dal
vivo (come Chessa o Becchetti, Pinokkio o Pat Ciniiiiiiiiiii), e fatto le
mie brave gaffes. come quando ho discusso 5' con Pat credendola Barbara
Bucci, e salutando Pinokkio (che mi si era già presentato) dicendogli:
"allora tu sei Lorenzetti!!!!!". Ma sappiamo che, alla MTR (madre di tutti i
raduni) è ordinaria amministrazione.
Mi sono rivisto con gioia tutto il gruppo ligure (Gala, Pesce, Pagliotto)
perdendomi però il buon Munerol che avrei volentieri conosciuto.
Tutti gli altri li ho rivisti con immenso piacere: da Edda, sempre più
sottile (mi aspetto che in una giornata ventosa voli via..), a Comparelli, a
Gianluigi, a Massimo e Sabrina con bimbi, al miticontioco Chessa, a Mattia,
al Gambero, a tutti i bassotti (Ky, Geo, Teo duracell, Zando il parigino,
Silvia Gossip), al redivivo Stassi, a Rosy merengue, a Mike Pyson al
miticissimo Canforone (con moglie incinta, e non era la sola! Anche la
sig.ra Pistis è in lieta attesa... si capisce che correre fa bene,
indipendentemente dal ritmo!).

La cena con premiazione incorporata, è stata super: il gnocco fritto con le
salsiccie non meriterà l'ode comparelliana (è una focaccetta molle e priva
di qualunque sapore) ma ha un significato evocativo che la fa diventare, in
quel campo illuminato, mentre gli ultimi maratoneti corrono, il simbolo del
fatto che il significato, in quello che facciamo, siamo noi a metterlo. E le
cose possono essere insapori o buonissime, a seconda di come le vediamo.
Per qualcuno, da fuori, siamo solo pazzi o malati. Per noi, evidentemente,
no. Siamo capaci di condire con un sapore nuovo la nostra voglia di
movimento e di socializzazione.
E il nostro "gnocco" è il più saporito del mondo.

Un'immagine per tutte: Pogliano in pantaloncini in piedi su una sedia, che
declama il messaggio di Indro, lanciando alcuni hip-hip-hip urrà.
Imitatori dell'ultim'ora.... arrendetevi. La DRS è quntità, qualità, voglia
di divertirsi.

Un'ode finale a Bruno Benatti. Che ha portato (e dato l'idea di portare) un
dolce per il fine pasto. I suoi erano stupendi. Ma nell'ubriacatura finale
per ricostituire qualche scorta di glicogeno consumata in gara, credo di
avere assaggiato di tutto: da sbrisolone incredibili, a tortine dolci di
spinaci, da baci perugina (e non perugina), a crostate o "cioccolate"
stupende. Perché un'ode finale a Bruno (oltre che per i dolci?) Perché a mio
giudizio, con il suo sorriso, la sua disarmante semplicità, la sua grande
disponibilità, è simbolo forte della bellezza del nostro stare insieme, che
nulla chiede e nulla pretende, se non l'offrirci reciprocamente la bellezza
del nostro stare insieme.

Un bacio e un abbraccio a tutti!
Luca

 

 

 

 

Discussioni in lista 
(lavori in corso...)
Questo spazio è dedicato ad alcune tra le più simpatiche ed interessanti discussione nate in lista tra una chiacchiera e l'altra. Mancheranno forse di organicità, e la data sarà approssimativa, ma nella loro spontanea rusticità e immediatezza, finiranno per stupirvi. E talvolta regaleranno qualche sprazzo di illuminazione.

A proposito di abbuffamenti e prestazioni (Mattia, Roby, Luca) - Febbraio 2001

Sani antibiotici? (Marco, Luca, Ettore) - Febbraio 2001

Integratori e allenamento (Mattia, Riccardo) - Maggio 2001

Zen e adrenalina (Paolo Pagliotto, Luca) - Gennaio 2002

 

A proposito di abbuffamenti e prestazioni - Febbraio 2001

Riflessioni stimolate da considerazioni di Mattia e Roberta...

Intervengo volentieri sulle considerazioni di Mattia e Roby sugli effetti
degli abbuffamenti la sera prima di gare o allenamenti tirati, per dire la
mia.
E' naturale che la sensibilita'  di ciascuno possa essere diversa. Tuttavia
posso dire con certezza che quantita' e qualita' del cibo assunto nei giorni
precedenti una gara (almeno nel mio caso) influiscono pesantemente.
Sono condizionato in questo dagli studi fatti da mio fratello Attilio, che
utilizza in terapia (medica) il test di INTOLLERANZA ALIMENTARE. In pratica
tale test evidenzia la sensibilita' specifica di ciascuno a particolari
cibi, ai quali siamo intolleranti, ma NON allergici (quindi senza reazioni
di immediata visibilita'). E lui, semplicemente togliendo rigidamente dalla
dieta quei cibi per dei periodi (per es. tre giorni dieta e uno libero) a
suoi pazienti, ha risolto, senza alcun intervento farmacologico, strane
patologie poco spiegabili (cefalee ricorrenti, tendenza alle otiti, mal di
schiena, affaticamento generale, raffreddori ecc.). Fin qui l'aspetto
medico. Quello che e' curioso e' che il test si fa assumendo poche gocce del
cibo diluito sotto la lingua, e osservando la reazione sulla forza espressa
da una gamba che tira una cinghia, collegata a un rilevatore grafico. I cibi
a cui siamo intolleranti (o meglio poche gocce diluite..) provocano una
riduzione immediata della forza espressa dalla gamba, rilevabile visivamente
sul grafico! E' chiaro quindi che oltre che dal punto di vista medico, il
test ha un interesse sportivo rilevante. Il principio di fondo e' che quei
cibi affaticano il sistema immunitario, che si deve cosi' occupare di
"neutralizzare" l'avvelenamento, e non puo' quindi "concentrarsi" sulla
prestazione sportiva.
Personalmente ho fatto il test per lottare contro un raffreddore allergico
che da anni mi tormenta. Sono risultato allergico a latte (formaggi,
latticini, burro ecc.), cacao, grassi idrogenati, salumi e mais. E' bastato
cancellare quei cibi dalla mia dieta per consentirmi di lavorare in mezzo ai
prati (sono agronomo) senza quasi problemi: ogni tanto uno starnutino e
via... quando normalmente avevo attacchi bestiali di raffreddore che
duravano delle decine di minuti.
Stavo talmente bene (sensazione di energia ritrovata, di benessere) che
saltavo anche il giorno di "liberta'" e restavo lo stesso a dieta. L'effetto
sulla corsa non sono in grado di dimostrarlo in alcun modo. Diciamo che vado
in fiducia. Nella settimana che precede una gara importante entro in dieta,
mangiando come e quanto voglio, ma escludendo i cibi a cui sono
intollerante. L'effetto lo sento, eccome, ma non pretendo che questo
dimostri qualcosa.
Tutto il resto dell'anno (esclusi i due mesi di raffreddore allergico)
mangio liberamente, di tutto (magari il più possibile cibi sani, crudi,
verdure e frutta, poca carne, zero intingoli e stracotti, non per obbligo ma
perche' mi piace cosi'). Magari rinunciando al tazzone di latte del mattino
o ad overdose di formaggi o salumi, che comunque mi lasciavano appesantito.
Rispondo quindi indirettamente a Mattia: abbuffandosi IN OGNI CASO si
sollecita il sistema immunitario ad occuparsi "d'altro" che della corsa. Se
poi nell'abbuffo ci sono anche (come probabile) cibi a cui siamo
intolleranti, nulla di piu' facile che il giorno dopo le gambe facciano
fatica a muoversi.
Del test ha parlato anche Correre nel numero 200 (servizio su mio fratello,
medico e maratoneta), e comunque chi volesse approfondire puo' farlo sul
sito dedicato all'argomento www.eurosalus.com che consente anche domande e
risposte.
L'argomento non si esaurisce certo qui, comunque prendetelo come uno stimolo
alla discussione...


Sani antibiotici? (Marco, Luca, Luigi, Pierluigi) - Febbraio 2001

Inizia Marco Cecchella con una innocente considerazione:
Io parteciperò alla Maratona di Roma. Il tentativo di partecipare alla
Roma-Ostia, nonostante l'iscrizione e la buona preparazione, è fallito
quando questa mattina quando misurandomi la febbre il termometro indicava
38,4. Il medico mi ha prescritto dei sani antibiotici per placare, tosse,
mal di gola, male agli orecchi, raffreddore.

Rispondo al volo:
Se ti ha prescritto antibiotici per il raffreddore, inutili in quanto
notoriamente di origine virale e non batterica, forse vale la pena che cambi
medico.
Se poi sei tu a definire "sani" gli antibiotici, che ti squilibreranno gli
equilibri intestinali per i prossimi mesi.... auguri.
Io, personalmente, non ne faccio uso da anni. Ogni anno mi ammalo sempre
meno, e il mio fisico diventa sempre più forte.
Buona maratona....
Luca

Marco ribatte:
Sul fatto che debba cambiare medico posso essere d'accordo ma abitando in
un paese di 1.500 abitanti non ho effettivamente molta scelta :-))
Oltre al raffreddore ho avuto anche febbre (38.9), placche bianche in gola
(diagnosticata faringite acuta), catarri, una tosse che mi uccide.
La cosa si presenta mediamente una volta l'anno e la cura sono sempre
stati, dopo un tentativo con antinfiammatori, alla fine antibiotici.
Lo so che non sono il massimo, ma tu conosci qualche cura che mi consenta
di guarire da tutto quello che ho avuto senza farne ricorso?
Se si dimmelo che sono ben felice! Tieni presente che il rimedio come
comunicatomi da alcuni altri amici podisti "io non prendo mai niente e
aspetto che guarisca da sola" sperimentato più volte da me mi ha alla fine
procurato inutili sofferenze e peggiorato la situazione (aumento della
febbre, mal di testa assurdi, nausea,...)....
Un salutone
Marco
PS Sani era proprio nel senso che intendevi tu. Ho semplicemente
dimenticato le "".

Luigi allora chiede:
Ciao Luca,
sono Luigi, un podista di Roma..
Mi hanno incuriosito le tue affermazioni rispetto le cure antibiotiche
prescritte..
Poiche' mi alleno la mattina molto presto, sia nelle belle che nelle cattive
stagioni, sono spesso soggetto a disturbi tipo raffreddori, mal di gola e
bronchiti, soprattutto nei periodi in cui mi dedico alla preparazione di
ultramaratone e magari sono un po' affaticato (mi capita di avere
raffreddori anche d'estate)..
In genere mi curo con prodotti di erboristeria se non sto facendo una
qualche cura omeopatica..
Lo scorso autunno, a causa di una tonsillite che mi causava febbre altissima
per giorni e giorni, venni convinto ad assumere antibiotici..
Premesso che non so se tu sia un medico e che la mia e' curiosita' e non ti
sto chiedendo un rimedio miracoloso per evitare i disturbi da
raffreddamento, la mia domanda e':
come sei riuscito ad arrivare al punto di ammalarti sempre meno ed a
rinforzare il tuo fisico?
Ti ringrazio per l'attenzione.
Un saluti
Luigi

Pierluigi allora inserisce un dubbio:
L'argomento mi tocca da vicino, specie in questo periodo.
Il problema delle influenze/tracheiti/bronchiti risiede soprattutto nelle complicazioni che possono
insorgere (sia subito che nel tempo).
Ho sempre saputo che gli antibiotici vengono somministrati per evitare peggioramenti, e quando si
parla di bronchite il peggioramento si chiama polmonite.
Sentite questa : venti giorni fa mia moglie torna a casa con i classici sintomi influenzali. Il giorno
dopo febbre e tosse la costringono a casa. Il giorno ancora dopo comincia una terapia di antibiotici.
Dopo 4 giorni la febbre non scende, si cambia antibiotico. Al sesto giorno la febbre e' sempre alta e
facciamo una prima lastra ... dove si riscontra un lieve interessamento al polmone sn. All'ottavo
giorno la tosse peggiora e la febbre non scende : seconda lastra , diagnosi : polmonite in fase
crescente (in pratica il peggio doveva ancora venire), azione : ricovero d'urgenza. Bombe di
antibiotici e finalmente, al 10.mo giorno la febbre comincia a calare, anche se la polmonite
continuava il suo decorso ascendente. Saro' breve: Eva viene dimessa dopo 9 gg, con convalescenza di
20 gg durante i quali dovra' stare a casa a riposo (fin'ora ne sono passati 7). La ripresa di
attivita' sportive sara' fatta molto prudentemente quest'estate.
Aggiungo che : lo stato generale di salute di Eva e' sempre stato ottimo (per chi e' nuovo della lista
dico che mia moglie corre da piu' di vent'anni, oltre a fare nuoto e un po' di palestra).
Tutti i medici si sono chiesti come e' potuto accadere (e anche noi ce lo stiamo chiedendo, anzi io mi
chiedo come mai io o mia figlia non ci siamo presi niente...)
A questo punto non saprei dire cosa e' piu' giusto. Certo e' che quando sento dire che Luca
"Clorofilla" non prende piu' antibiotici da anni e sta sempre meglio ... buon per Te, Luca.
Personalmente continuo sempre piu' a credere che sia molto una questione di Fortuna : se ti tocca, ti
tocca e se non ti tocca, gioisci 2 volte.
Chiedo comunque lumi ai piu' esperti o a chi c'e' gia' passato.
Grazie
Pierluigi

Concludo quindi io con un intervento riassuntivo delle varie domande:
Eccomi qui a provare a rispondere ai diversi che mi hanno scritto sul tema
antibiotici, con maggiore o minore speranza.
Premetto di non essere medico, benche' sia appassionato dell'argomento, e
abbia comunque ottime conoscenze biochimiche e fisiologiche, essendo
agronomo. Quindi le mie parole devono essere prese come opinione di "persona
qualunque" che vi riporta la sua esperienza.
Il modo di prevenire le malattie invernali che uso io (non da solo) ma
l'intera mia famiglia (compagna e tre bimbi dai nove ai cinque anni, quindi
un buon mix per un test..), e' il seguente:
1) Assunzione regolare e quasi quotidiana di oligoelementi specifici, in
particolare RAME, abbinato spesso con zinco, oro, argento, la cui attivita'
preventiva antiinfluenzale e' nota in numerosi studi (ignorati da quasi
tutti i medici di famiglia, che vengono invece ospitati gratis per interi
week-end alle Canarie per "convegni" medici dove le ditte farmaceutiche
spiegano l'utilita' di antibiotici, analgesici, cortisonici, vaccini e
chemioterapici).
2) Assunzione periodica di vitamina C naturale in bassi dosaggi.
3) Attenzione all'alimentazione con utilizzo di cibi sani (buone quantita'
di frutta e verdura, riduzione di carni e di cibi troppo zuccherati,
abolizione quasi totale dello zucchero bianco, eliminazione fritture e
intingoli pesanti)
4) Riduzione dei latticini (anche per chi non sia intollerante) il cui abuso
predispone alle malattie invernali (cio' significa, senza fanatismi,
proporre spesso il te ai bimbi, in alternativa al latte, o fare trovare in
casa qualche "latte" alternativo, tipo soia o riso).
5) Considerare la febbre, anche alta, per quello che e': solo un sintomo. Il
corpo si difende alzando la temperatura per accelerare certe reazioni utili
(a disintossicarsi, a sudare, a consumare grassi..). Se noi la sopprimiamo
con una bella tachipirina, addio! Per non farla alzare troppo uso prodotti
omeopatici efficacissimi (Aconitum, Arsenicum, Belladonna, Oscillococcinum)
a bassa diluizione, col metodo del cucchiaino ogni 5-10' in fase acuta. E
per il resto lascio sfogare. In questa fase sto attentissimo a sintomi
collaterali, segnali di otiti o altro, che mi farebbero chiamare il medico
con urgenza.
6) Rinuncia totale ad analgesici ed antiinfiammatori di ogni genere e tipo
(moment, aspirine, momendol, tachipirine, cortisonici e schifezze simili)
che lavorano tutti in direzione opposta, bloccando la salutare risposta del
corpo.
7) Last but not least tengo presente che ci si ammala meno se si riesce ad
essere sereni e felici durante il giorno. E questo vale per adulti e
bambini. Via quindi, per quanto possibile, scazzi e tensioni in famiglia. Si
pagano in diversi modi...
Con questi sistemi il numero di volte in cui ho dovuto fare ricorso ad
antibiotici per me o per miei familiari negli ultimi dieci anni, si riduce a
pochissimi casi, tutti di accertata necessita' (otiti e simili) sempre
comunque ascrivibili a qualche "errore" commesso.
Non posso quindi accettare che la mia affermazione "sono ogni anno piu'
forte" venga etichettata come "caso o fortuna", e chi ce l'ha se la tiene...
Caso e fortuna ti portano ad essere un po' piu' o un po' meno sensibile, ma
e' poi il tuo comportamento globale che ti fa ammalare oppure no. E di
medici, pur avendone abbondanza in famiglia, preferisco farne uso SOLO in
caso di improvvisa emergenza o di totale mia impreparazione su un caso
nuovo. La totalita' delle malattie invernali dei miei bimbi si sviluppa in
questo modo: febbre alla sera (anche alta). Intervento come sopra descritto.
Recupero (sempre) nella giornata successiva, magari a casa da scuola.
Rientro a scuola il secondo giorno. E in piena salute. Nel mio caso, spesso
e volentieri basta una bella nottata di sonno, e prendermela un po' comoda
(al lavoro) il giorno successivo. E sono come nuovo. Il  nostro corpo, come
impara a correre una maratona, impara anche a difendersi dalle malattie,
come ha fatto in miliardi di anni di evoluzione prima che le lobby
farmaceutiche esistessero neppure.
Un caso? Se preferite pensarla cosi'....

Continua......


Integratori e allenamento (Mattia, Riccardo) - Maggio 2001

Mattia scrive:
Mi pare che nel dibattito che e’ emerso si sia perso di vista un passaggio
molto importante delle affermazioni di Luca:
"Il problema e' che noi, bombandoci con integratori, tamponiamo delle
carenze in uno o due punti, lasciando inalterati gli altri 15 o 20. Cosi'
(ad esempio) consentiamo alle gambe di andare piu' forte, ma (ad esempio
ancora) la circolazione sanguigna o l'efficienza enzimatica restano
inalterate. Non sarebbe meglio che pensasse il corpo ad adattarsi nel modo
piu' giusto? O no?"
Vorrei che fossi tu a chiarirci meglio quali sono gli "aspetti" del nostro
organismo interessati nella corsa dei lunghissimi. Tu  parli di 15 - 20
punti e porti da esempio i seguenti:
- - circolazione sanguigna
- - efficienza enzimatica
- - zuccheri ed insulina.
Naturalmente, senza approfondire troppo gli aspetti tecnici, potresti
indicarci anche gli altri? Come vengono influenzati dallo stress della
corsa? Quali sono le tecniche che tu attui per un recupero, diciamo,
"integrale" del tuo organismo?
In che modo, tu pensi, il nostro fisico attiva i "meccanismi di difesa" che
gli permettono di recuperare questi squilibri?

Risponde Luca:
Non e’ mia intenzione dare spiegazioni tecniche sull’argomento. Quello che volevo trasmettere era il messaggio che il corpo deve allenarsi in modo integrale, e non privilegiando una certa componente.
Faccio un esempio. Se con l’elettrostimolazione ci costruiamo un tricipite della sura potentissimo, ma non alleniamo contemporaneamente gli altri fattori biochimici connessi alla capacita’ del muscolo stesso di sostenerci per tre ore su strada, non otterremo grandi miglioramenti prestativi.
E’ il vecchio concetto del collo di bottiglia. Se un’auto ha un carburatore efficientissimo, ma poi l’ugello che sputa benzina e’ troppo piccolo, la velocita’ sara’ bassa. Semplice, no?

Passo quindi alla parte piu’ difficile della domanda, ovvero quali sono i 15-20 aspetti da allenare.
Mi limito all’elenco:
- Meccanismi energetici biochimici: respirazione aerobica, meccanismo anaerobico lattacido, fosfocreatina, ossidazione dei grassi, utilizzo energetico delle proteine
- Efficienza e qualita’ delle fibre muscolari: fibre resistenti rosse, fibre pallide veloci e sottotipi
-  
Accumulo di scorte di glicogeno epatiche, sanguigne, muscolari
- Resistenza all’accumulo di acido lattico
-   Massimo consumo di ossigeno
-  
Soglia anaerobica
-  
Rapidita’ di recupero (riparazione danni catabolismo, eliminazione ammoniaca)
-  
Capacità aerobica
-   
Potenza lattacida
-   
Capacità di stare sulle gambe per tempi molto lunghi (resistenza muscolare)
Efficienza della circolazione sanguigna e capillarizzazione
-    
Efficienza nel trasporto di zuccheri e grassi al mitocondrio
-   
Produzione di endorfine per alzare la soglia della sofferenza
-   
Efficienza enzimatica nell’utilizzo del “carburante”
-   
Capacita’ psicologica di reggere tempi lunghi di percorrenza o a stimoli competitivi
-   
Resistenza alle vesciche e agli sfregamenti
-   
Capacita’ di alimentarsi in gara
-   
Ecc. ecc. ecc.

Siamo cosi’ sicuri di conoscere cosi’ a fondo questi meccanismi da poterci giocare come apprendisti stregoni? Quello che voglio dire e’ che se lavoriamo su uno solo di questi fattori, ignorando gli altri, non possiamo ottenere risultati equilibrati. L’allenamento sara’ sempre parziale.
Spero con la presente di avere risposto anche a Roberta, Livio, Ettore (che ringrazio per i chiarimenti sull’insulina: sono sempre in attesa di dati scientifici sullo zittimento in corsa della stessa) ecc.
Mi sembra evidente (a buon senso) che non sto dicendo che in una 100 km o in una maratona non si debba assumere nulla. Anzi! E nemmeno che non si debba provare a farlo almeno una volta prima della gara. Sappiamo tutti cosa succede dopo il 30esimo km! Quello che dico e’ che in allenamento trovo piu’ produttivo lasciare che il corpo lavori e induca le sue modificazioni per farci correre a lungo e veloci. Se gli rendiamo sempre la vita facile, non lo adatteremo mai a soffrire e a vincere la fatica.
Se poi uno dice: voglio fare tre maratone e una 100 in due mesi, e’ evidente che dovra’ integrare e aiutare il recupero con elementi esterni. La domanda provocatoria che pongo e’: ne vale la pena? O non sarebbe meglio farne solo una o due, ma farle correndo DA SOLI?
Mi sembra che la migliore interpretazione del mio messaggio sia stata data da Riccardo Iancer, che riporto di seguito:

“Se io uscissi per un lungo senza aver fatto colazione, dopo mezz'ora sarei di
ritorno con la bava alla bocca ;-)
Pero' la settimana dopo la mezz'ora diverrebbe 35 minuti... e' questo che
intendi?
Tocca ricominciare da zero? Assomiglia molto al teatro o alla danza; ogni volta
che provi dev'essere come la prima volta ed ogni volta che vai in scena
dev'essere come se fosse l'ultima. Parliamone, Clorofilla, parliamone.


Zen e adrenalina (Paolo Pagliotto) - Gennaio 2002

Tranquilli, l'oggetto della mail non è un modo di entrare in polemica con Luca. E' solo che volevo dire cosa mi è successo ieri sera.
Forse sono io che non riesco a capire cosa sia correre zen, o forse quello che per gli altri è zen, non lo è per me. Oppure boh?
Fattosta che ieri sera ero incazzato nero per motivi diversi (non ultime le incomprensioni in Lista), sarebbe bastato un nulla per saltare addosso a chiunque (meno male che Simona era a lavorare), ma dovevo andare a correre ugualmente e recuperare in qualche modo il medio che non avevo fatto lunedì mattina. Che faccio, resto in casa, pensando che non sono nelle condizioni mentali giuste per fare le ripetute e guardare la tv, o uscire lo stesso e come vengono è lo stesso? Domanda stupida.
Ho fatto 7x1000 a 3'50/3'48 con recuperi di 2' medio/lento + 1x3000 alla stessa andatura. E alla fine di tutto avevo ancora birra nelle gambe! Pure ora non sembra che le gambe abbiano risentito della tirata di ieri (infatti adesso smetto di scrivere ed esco a fare un'ora di lento). Mentre andavo oltretutto mi canticchiavo canzoni rockeggianti, che di rilassante non avevano proprio nulla. Se avessi dovuto fare una gara ieri, avrei dato filo da torcere a molti.
Allora, Luca, è possibile secondo te che il fatto di essere nervoso funzioni da carica per qualcuno, al contrario del fatto di essere tranquilli ed in pace con se stessi, e lo faccia rendere al meglio?
Allegri! Pagliotz.
La risposta è abbastanza semplice, e nello stesso tempo complessa, caro Paolo.
Il nervosismo, la tensione, lo stress, stimolano l'attivita' della corteccia surrenale, con produzione di ormoni cosiddetti "dello stress": adrenalina e cortisone.
L'effetto immediato di questa categoria di ormoni è proprio quello di cancellare tutte le attività momentaneamente superflue (digestione, crescita dei capelli, anabolismo in genere, ricostruzione traumi, cicatrizzazioni, attività del sistema immunitario, difesa dalle malattie ecc.), per favorire le attività specifiche della paura: la lotta o la fuga.
L'uomo preistorico aveva necessità di questi meccanismi (peraltro comuni a tutti i mammiferi pre-umani). Davanti alla tigre dai denti a sciabola poco gli importava di digerire bene o di proteggersi dai batteri. Serviva solo che fuggisse, e anche bello veloce....
Niente di stupefacente quindi che, da incazzato, tu abbia reso alla grande. Gli effetti "terapeutici" (e dopanti) dei cortisonici sono noti a tutti: eczemi, allergie ecc. (che sono risposte di lunga durata) vengono soppressi alla grande dai cortisonici. Ma attenzione, il guadagno in salute "vera" è quasi nullo. Il problema viene solo spostato. 
Per la corsa il problema è analogo. Teniamoci le scariche adrenaliniche per la volata finale di un 10.000, e corriamo rilassati per tutto il resto del tempo. Ne avremo solo giovamento.
Per la maratona poi il discorso si complica ulteriormente: gli ormoni dello stress infatti intensificano il consumo di zuccheri, a scapito di quello dei grassi. Vi dice niente questo? (ho scritto gia' un pezzo per Correre su questo argomento, che uscira' a Marzo o Aprile 2002..).
Guardiamoci dall'abusare delle nostre "tensioni" per allenarci piu' forte. Il guadagno non vale la posta in palio.
Se succede una volta, pace.
Abbracci
Luca

 

 

 

 

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