Cibo e depressione
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Attilio e Luca Speciani Una ricerca innovativa e originale che non mancherà di stupire. |
Prefazione (di Pietro Trabucchi)
PER UNA COMPRENSIONE GLOBALE DEL PROBLEMA
Una scomoda eredità
Storie di tutti i giorni
Bulimica o semplicemente malnutrita?
Un bimbo irrequieto
PRIMA D'INCOMINCIARE
Siamo fantocci in balìa di una balletto di molecole?
La medicina attuale è in grado di spiegarci l'insorgere di uno stato
depressivo?
Cibo e stile di vita possono influenzare i nostri stati depressivi?
Malessere quotidiano: una storia vera.
Parte prima
ALIMENTAZIONE, CIBO E PIACERE DI VIVERE
- Mente e cibo: un rapporto travagliato
- L'imbroglio dell'insulina
- Quell'irresistibile voglia di zuccheri
- Stare male "da paura": stress, ingrassamento, depressione
- Stagioni e situazioni difficili
- Poche vitamine, poco sprint
- Nessun cibo è nemico, ma qualcuno può renderci tristi
- Farmaci sì, farmaci no, farmaci forse.
Parte seconda
MUOVERE LA PROPRIA VOGLIA DI VIVERE
- Per una cultura del movimento
- Eredità evolutiva
- Tra corsa e poesia
- Muoversi per stare bene
- Più intelligenti se corriamo?
- Effetti del movimento sul peso corporeo e del peso sull'umore
- Vincenti e perdenti
- Un nuovo stile di vita
Parte terza
CINQUE PASSI PER TORNARE VIVI
1) Impariamo a muoverci
2) Attiviamo il metabolismo: colazioni da re
3) Zuccheri addio: dietaGIFT e il controllo dell'insulina
4) Stop alle dipendenze: farmaci e alternative
5) Protagonisti del risveglio
Internet links e riferimenti utili
Alcuni libri degli autori o dello staff per capirne di più.
26 Luglio 2006 - Articolo e servizio fotografico su "OGGI": "Hanno i colori dell'estate i cibi anti-depressione"
Luglio 2006 - Articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno
Luglio 2006 - Articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno
Un giornalista della "Gazzetta del Mezzogiorno" ci ha posto alcune domande sul nuovo libro, a cui abbiamo volentieri risposto:
Il bisogno di zuccheri, o la dipendenza dagli zuccheri, possono – magari per paradosso – essere all’origine di una depressione?
C’è un fenomeno che riguarda le
cellule nervose del tutto simile alla resistenza insulinica nel diabete, a cui
abbiamo dato il nome di “resistenza serotoninica” per associazione di idee.
Significa in parole povere che una “pioggia” di neurotrasmettitori della
calma (serotonina) o dell’euforia (endorfine, dopamine) conseguente ad
un’assunzione massiva di zuccheri, può rendere le cellule nervose più
“impermeabili” a quelle stesse sostanze, creando un bisogno sempre maggiore
di assunzione di dolci ad alto tenore zuccherino. L’insorgere di questa
dipendenza rende sempre più difficile disporre di livelli adeguati di
serotonina, con il frequente verificarsi di stati depressivi prolungati. Altro
che paradosso!
Se non causa primaria di depressione, il ciclo del glucosio, è fondamentale per l’umore, la tenuta psicologica di una persona. Possiamo spiegarlo in parole semplici?
L’evoluzione ha fatto sì che la nostra mente “godesse” intensamente del fortuito reperimento di cibi ricchi di zuccheri (rari in epoche primitive), così da spingerci a rifornircene con frequenza. Tale piacere viene oggi ripetuto ogni volta che ingeriamo un cibo ricco di calorie, e il meccanismo biologico attraverso cui ciò avviene si basa sulla modulazione di due neurotrasmettitori: le endorfine e la serotonina, le cui dinamiche sono alterate dall’ingestione di cibi zuccherini, e dal conseguente intervento massivo dell’insulina. Trovare consolazione nei dolci non è quindi solo un fenomeno transitorio, ma genera dipendenza, al pari di altre ben più note dipendenze (fumo, alcol, farmaci). Uscire da quella dipendenza “biochimica” può contribuire grandemente a migliorare uno stato mentale disturbato
Noi siamo quello che mangiamo, commentava un filosofo. Ma detto questo, rimane il quesito di fondo: perché l’alimentazione è quell’attività umana primaria in cui è così facile sbagliare?
l nostro corpo si ripara in pochi giorni da fratture, ferite, disfunzioni di ogni genere. Ma dal grasso in eccesso tende a non “ripararsi” mai, e il perché è evidente: la nostra evoluzione ci ha forgiato in modo da difenderci, attraverso l’accumulo di grasso, da fame e carestie. La tecnica ha funzionato perfettamente 800.000 anni fa, ma oggi si ritorce contro di noi. Se non sappiamo orientarci nell’alimentazione in modo equilibrato come indicato da dietaGIFT sbagliare è facilissimo, e le conseguenze, come abbiamo scritto, non sono solo fisiche.
Che cosa possiamo fare per migliorare l’educazione alimentare?
Prima di tutto insegnare fin da ragazzi (ma quanto bisogno ci sarebbe di spiegare qualcosina anche ai genitori!) la differenza tra cibi veri e cibi “spazzatura”. I cibi veri sono il latte, le uova, la carne, il pesce, la frutta, la verdura, il pane integrale ecc. I cibi spazzatura sono le farine raffinate, lo zucchero bianco, i cibi ricchi di conservanti, edulcoranti, additivi, le margarine, le bibite gassate, le merendine, i dolciumi industriali. Questi ultimi apportano solo calorie e impoveriscono le nostre dotazioni vitaminiche e minerali, generando scompensi alle nostre cellule nervose e predisponendoci a disturbi e carenze di ogni genere. Uno studio ben fatto delle basi della nostra alimentazione fin dalla scuola media sarebbe già un grande passo avanti.
Nel vostro libro la gioia di vivere è puntellata anche da un altro fattore, così negletto da molti: il movimento.
Bisogna dire che ultimamente il
valore del movimento viene decantato da tutti. Il problema è stimolare la gente
a muoversi in modo facile, in equilibrio con i propri ritmi quotidiani, e
scegliendo gli sport più adatti e le modalità più confacenti. Dirlo non è
come farlo, e noi abbiamo provato a fornire una guida “intelligente” per
l’attivazione al movimento anche attraverso i nostri siti www.lucaspeciani.it,
www.eurosalus.com, www.dietagift.it,
oltre che, naturalmente, attraverso le pagine del nostro libro. Muoversi è
tornare alle nostre origini, e riscoprirlo diventa piano piano una gioia.
Nessuno stupore che questo possa –per quanto detto prima – riportare in
equilibrio i nostri stati mentali.
In poche parole: possiamo dettare un decalogo dello star bene?
Stare bene significa recuperare
l’equilibrio perduto tra mente e corpo. Cinque passi fondamentali sono
riportati sul nostro testo: imparare a muoversi, attivare il metabolismo (con dietaGIFT
e ricche colazioni), dire addio agli zuccheri raffinati (sostituendoli con
frutta, verdura e amidi a basso carico glicemico), rimuovere le dipendenze
farmacologiche e diventare protagonisti del nostro risveglio attraverso la presa
di coscienza del fatto che siamo in grado anche da soli, con l’alimentazione,
di interagire in modo potente con i nostri meccanismi mentali disturbati.
L’estate può aiutarci a raggiungere un maggior equilibrio?
L’estate è correlata con una maggiore esposizione ai raggi solari e con una maggiore possibilità di movimento fisico. Entrambi questi fattori hanno un potente effetto antidepressivo, come rilevato da parecchi lavori scientifici. A noi il compito di inserire in modo equilibrato queste nuove possibilità all’interno ella nostra vita. Se vacanza vorrà solo dire abbuffate al ristorante, notti in discoteca, sonno fino a mezzogiorno o sport compulsivo il nostro corpo chiederà il conto. L’equilibrio passa invece attraverso un graduale recupero dei naturali ritmi biologici: all’interno di quelli ci sta anche la grigliata in spiaggia, la notte brava e la scalata di una vetta, se i tempi di recupero fisici e mentali vengono rispettati. Vivere in modo sano non vuol dire non vivere intensamente. Chi avrà la pazienza di leggerci scoprirà anche come.
Dr. Luca Speciani – www.lucaspeciani.it
Dr. Attilio Speciani – www.eurosalus.com
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